La strana carriera di Thomas

Per Tim Thomas è stata questa la stagione della consacrazione

Media di goal subiti (GAA) 2,10, percentuale di parate (SV%) .933: molti appassionati di hockey potrebbero pensare che questi siano i record di un Roberto Luongo o di un Martin Brodeur, due mostri sacri between the pipes nel Nord America.

E invece no, queste performance riguardano proprio lui, Tim Thomas da Flint, goaltender dei Bruins e fresco vincitore del William M. Jennings Trophy per il minor numero di goals subiti assieme al compagno Manny Fernandez.

Bene, sicuramente si tratta di un grande traguardo per il nativo del Michigan classe 1974, arrivato in NHL stabilmente nelle ultime quattro stagioni dopo la gavetta tra le leghe minori nordamericane e i campionati di Finlandia e Svezia, in cui non sono mancati riconoscimenti e trofei come quello di best goaltender della SM-1 finlandese nel 1998.

Molti commentatori hanno definito singolare la parabola della sua carriera ed in effetti è così visto che la maturazione e i successi personali sono arrivati dopo la soglia dei trent'anni, in una epoca in cui i giovani goalies arrivano subito in NHL con i riflettori puntati adosso, basti pensare a Mason dei Blue Jackets o a Price dei Canadiens.

I primi passi della carriera Thomas li compie all'Università  di Vermont nell'ambito del college hockey della lega NCAA, ove si fa subito notare, nel 1994 viene draftato con la duecentodiciasettesima scelta all'Entry Draft dai Quebec Nordiques, poi brevi esperienze di passaggio nella ECHL con i Birmingham Bulls e nella defunta IHL con gli Houston Aeros, a metà  stagione 1997-98 arriva il trasferimento al team dell'HIFK in Finlandia con cui vincerà  il titolo nazionale.

Tim torna in Nordamerica per una parentesi in IHL con i Detroit Vipers, in seguito di nuovo in Scandinavia con l'AIK in Svezia nel 2000-01, stagione in cui la sua squadra arriva ai playoffs e Thomas si fa molto apprezzare dai tifosi svedesi; l'anno dopo il ritorno nella SM-1 finnica in cui il goalie di Flint si contraddistingue nelle file del Kà¤rpà¤t.

Solo dal 2002-03 inizia l'avventura con l'organizzazione dei Bruins e Tim arriva a vestire la casacca di Providence, squadra affiliata nella AHL, arrivano però le prime 4 presenze nel team di NHL con 3 wins; nel 2004/05 invece ancora una stagione in Finlandia con lo Jokerit, tra le cui fila conquista i trofei di best player dell'anno e di best player votato dai giocatori della lega SM-1.

Ed è questa la chiave del successo che porta i Boston Bruins a chiamarlo in prima squadra nella regular season 2005-06, la chance non manca al nostro Tim in concomitanza degli infortuni dei due goalie Raycroft e Toivonen, le responsabilità  paiono piovere improvvisamente addosso, ma l'ambientamento alla nuova lega non è così negativo e grazie ad alcune valide prestazioni comincia la sua vera scalata all'olimpo del goaltending.

Il resto è storia recente, nella scorsa annata in estate arriva a Boston dai Minnesota Wild Manny Fernandez, accreditato da tutti gli esperti come netminder titolare, pertanto per Thomas pare essere una stagione da secondo come tanti altri back-up.

I latini diceva “mors tua, vita mea” e l'antico detto vale anche in questo caso: un infortunio di Manny lascia spazio a Tim, che si conferma portiere da NHL tanto che arriva anche la chiamata all'All Star Game del 22 gennaio 2008 a coronamento del lavoro svolto in questi anni.

Una crescita lenta e graduale, si diceva, in questi due anni Tim ha beneficiato del sistema di gioco dei Bruins e nella corrente stagione la difesa giallonera con Wideman, Chara and co. è stata molto solida e ha aiutato i propri portieri a vincere il citato Jennings Trophy.

Nell'estate scorsa Thomas ha potuto lavorare anche sulla preparazione assieme al preparatore John Whitesides e i frutti si sono visti, ci sono stati miglioramenti nella tecnica, non sempre apprezzata dagli esperti per il suo tipico stile poco convenzionale, e nella condizione atletica.

Insomma la stagione della consacrazione e della definitiva maturazione, che ha significato la seconda prestigiosa apparizione del goalie all'All Star Game 2009, la dirigenza di Boston non ha perso tempo e, visto che il contratto con Thomas era in scadenza, si è accordata per un prolungamento di quattro anni di contratto.

Tim sarà  difatti un Bruin fino al 2012-13 e percepirà  sei milioni di dollari nelle prime due stagioni, cinque milioni nella terza e tre milioni nella quarta e ultima stagione.

Ora è arrivato il momento della post season, i playoffs sono in pieno svolgimento e basta poco per vanificare il lavoro di mesi e mesi, a oggi i Bruins ha vinto la serie sui Canadiens per 4-0 e possono proseguire fino alla finale di Stanley Cup.

Tim è già  lì, pronto a giocarsi l'occasione della carriera e portarsi a casa la coppa.

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