Joe Thornton ed i San Jose Sharks favoriti nella Pacific: sarà finalmente il loro anno?
Divisione nobile la Pacific division, con almeno tre squadre da playoff, sulla carta. I Dallas Stars, l'anno passato, eliminarono ai playoff i Ducks e gli Sharks, chiudendo la stagione in file di conference. In regular season le cose erano andate diversamente. Anaheim aveva iniziato male per poi ritrovare i suoi campioni e viaggiare tranquilla verso la post season. San Josè aveva invece vinto la division e ammassato punti con tale continuità da mettere anche in dubbio la prima piazza ad Ovest, riservata ai Red Wings ora campioni del Mondo.
Dietro questa tre ottime squadre c'erano i Coyotes di Gretzky e i Los Angeles Kings, due giovani squadre ancora inadatte a qualsiasi discorso playoff.
San Josè Sharks
Il cambio di allenatore è forse la mossa più azzardata degli Sharks. Todd McLellan è un debuttante, anche se è stato per anni come assostente sulla panchina di Detroit, ma probabilmente potrà dare quel cambio di mentalità ad una squadra piena di talento, di tecnica e di velocità . Proprio quest'ultima sembra essere un pallino del nuovo coach, ansioso di rimettere in carreggiata un campione decaduto come Patrick Marleau.
In attacco l'abilità è rimasta quella: Joe Thornton guiderà la prima linea con i suoi assist mentre gli altri attaccanti (Goc, Pavelski, Clowe) hanno tutti firmato per un'estensione contrattuale di un anno, rendendo l'idea di quanto la società tenga a questa stagione, alla fine della quale potrebbe cambiare molto in attacco per San Josè.
La difesa è stata molto rinforzata. Sono arrivati Dan Boyle da Tampa e Rob Blake dai vicini Kings. Non giocheranno assieme, ma verranno affiancati da Ehrhoff e Vlasic, due giovani che trarranno giovamento dalla vicinanza a due difensori del genere.
Qualora dovessero arrivare meno tiri ad Evgeny Nabokov, San Josè sarebbe la squadra favorita ad Ovest, vista la grandissima stagione scorsa del portiere cazaco, giunto ad un soffio dal Vezina Trophy come miglior portiere NHL. Le sue statistiche del 2007-2008 sono fantastiche, siamo convinti si ripeterà .
In definitiva, gli Sharks hanno una migliore difesa, un attacco che potrà esprimersi meglio ed un goaltending tra i prima della lega. La strada verso il titolo divisionale è in discesa, ma ci vorrà un carattere decisamente più vincente per arrivare alla tanto agognata Stanley Cup.
Dallas Stars
L'insperata corsa nei playoff della scorsa stagione, proietta Dallas verso un futuro roseo. Brenden Morrow è il leader di una squadra tenace e concentrata, che ha nel talentuoso Mike Ribeiro un giocatore tecnico come pochi altri.
Mix di veterani (Modano, Richards) e giovani, gli Stars si affidano al loro portiere Marty Turco, uscito alla grande dagli scorsi playoff. Il resto della difesa è giovane, ma è in un sistema tale per cui si può sentire responsabilizzata senza sentire pressione. Sergei Zubov e Stephane Robidas sono degli esempi da prendere in considerazione, aggiungono l'esperienza ad un reparto ben assortito.
L'acquisizione più pubblicizzata dell'estate è Sean Avery, vero e proprio"agitatore", in arrivo dai Rangers. Può piacere o meno il suo irriverente modo di porsi sul ghiaccio, ma crediamo che negli Stars faccia buona figura dato il carattere di questo team, duro ed entusiasta. Dovrebbe non far rimpiangere Nicklas Hagman, finito a Toronto.
In definitiva, gli Stars non sembrano squadra capace di dare la continuità che la regular season richiede, ma qualora dovessero giungere, cosa probabile, ai playoff, crediamo che sapranno dire la loro, visto che la forza d0urto di questo gruppo è ulteriormente cresciuta in offseason, così come la loro consapevolezza.
Anaheim Ducks
Figuraccia solo apparente quella dei Duks l'anno scorso. Detentori della Stanley Cup, sono usciti dai layoff contro gli Stars, in un matchup che li vedeva del tutto favoriti ma che, col senno di poi, era più equilibrato di quanto si potesse pensare.
Ora devono resettare il loro status, passare dalla squadra da battere ad una squadra che deve riprendersi la stima di addetti ai lavori e avversari. Non aiuterà in questo la precaria situazione societaria, con il GM Brian Burke che a fine stagione lascerà la California e Teemu Selanne da rifirmare liberando spazio in un payroll più alto del tetto salariale.
A parte questi intoppi, importanti ma non impossibili da superare, c'è una squadra ben rodato, basata sull'esperienze e bravura di campioni come Scott Niedermayer e Chris Pronger, e giovani leoni come Ryan Gezlaf. Anaheim ha perso Todd Bertuzzi, non incisivo lo scorso anno al momento della verità , am guadagnato un giocatore al top della sua carriera come Steve Montador che a Florida, da denfenseman, ha totalizzato ben 23 punti nella scorsa stagione. Inoltre il management è riuscito a prendere Brendan Morrison, centro dei Canucks negli ultimi otto anni che giunge come rinforzo all'attacco, sperando che i fastidi fisici che sente ancora al ginocchio operato ad aprile non gli diano noia.
Anche l'anno scorso la stagione era iniziato tra mille dubbi e giocatori che non avevano ancora firmato. Ma fino alla debacle con gli Stars, Anaheim sembrava una squadra da temere, una delle migliori ad Ovest. Non ci sono indizi su una loro possibile esclusione dai playoff a maggio, quindi noi gli diamo ancora credito, nel caso saranno i fatti a smentirci.
Los Angeles Kings
Nulla di buono si prospetta per i Los Angeles Kings.
Anze Kopitar sembra l'unica stella di una squadra che ha buchi in ogni parte del campo di gioco. L'acquisto di Jarrett Stoll non compensa la perdita di Cammalleri. E nemmeno Mike Green ed il rookie Drew Doughty garantiscono, in difesa, l'apporto di Visnovsky, passato ad Edmonton nella trade che ha coinvolto Green e Stool, per l'appunto.
Scelte da squadra che vuole continuare a svecchiare il parco giocatori, che punta sui giovani in modo palese. Nessuna eccezione nemmeno per la posizione di goalie, il giovane Johnathan Bernier è il principale indiziato per il posto da titolare a metà stagione. Prima giocherà ancora in leghe minori, ma il suo impiego è quantomeno probabile.
Altri movimenti non sono esclusi, perchè lo spazio sotto il salary cap è moltissimo. Scarseggia solo il numero di giocatori disposti a fare da chioccia ad un gruppo troppo inesperto, guidato in panchina dall'esordiente Terry Murray
Phoenix Coyotes
La principale notizia dell'estate in Arizona è l'arrivo di Olli Jokinen, centro da Florida. Potrebbe bastare per arrivare in zona playoff, perchè i frutti della compagnia di ringiovanimento della rosa stanno inizando a maturare.
Peter Mueller e Daniel Carcillo sono i due migliori prospetti usciti dalla politica della squadra di Wayne Gretzky. Se diamo credito a questi due giocatori, lo sgravio dato dall'arrivo del finlandese Jokinen a Shane Doan proietta Phoenix ad avere un reparto offensivo davvero competitivo.
Ilya Brizgalov sarà presumibilmente il goalie titolare, ed è proprio il goaltending il reparto meno affidabile dei Coyotes. La difesa ha un paio di grossi nomi, come Ed Jovanovski e Zbynek Michalek, alla sommità della sua depth chart. La cessione di Boynton e Ballard nell'affaire Jokinen potrebbe però avere effetti devastanti per i risultati della squadra.
In definitiva, la Pacific division è una delle più competitive dell'intera NHL. Gli Sharks inseguiranno la Stanley Cup, e sono i principali indiziati alla vittoria nella division. Stars e Ducks possono dire la loro, combattendo per il secondo posto ed eventualmente dando fastidio a San Josè.
Potremmo trovarci a parlare di Phoenix competitiva a metà stagione, ma non è in grado di impensierire le tre squadre di testa, mentre Los Angeles, a meno di movimento di mercato insperati, è destinata ad essere relegata all'ultimo posto.
Anaheim e San Josè iniziano il 9 ottobre giocando contro, Dallas contro Columbus il giorno seguente. Phoenix e Los Angeles cominciano l'11.