Crosby trascina Pittsburgh

Sidney Crosby ha riaperto la serie in Gara 3

Al termine di una partita intensa e bellissima, di gran lunga la migliore delle tre giocate finora, i Pittsburgh Penguins hanno riaperto la serie e, soprattutto, hanno svestito i panni degli sparring-partner che avevano indossato per le prime due sfide.

La squadra di Michel Therrien è stata finalmente trascinata da un grande Sidney Crosby, che del resto era già  stato il meno peggio nei 120 minuti giocati a Detroit. Al di là  delle due reti, il capitano dei pinguini è stato decisivo a tutta pista, svolgendo un gran lavoro negli angoli e retrocedendo fin dalle parti di Marc-André Fleury per impostare il gioco e prendere velocità  per l'entrata nel terzo d'attacco.

In ripresa è parso anche Evgeni Malkin, anche se resta lontano anni luce dallo straordinario giocatore che dominava gli avversari quando Sidney Crosby era in infermeria. Il fuoriclasse russo è comunque riuscito a evitare i fronzoli in fase di costruzione che gli erano costati cari nelle prime due partite ed è sembrato più coriaceo nel gioco alle balaustre, condizione sine qua non per avere successo nei Play Off.

Se i Detroit Red Wings non cambiano una virgola della squadra impostasi in Gara 3 (Chris Chelios e Darren McCarty sempre esclusi), i Pittsburgh Penguins rispolverano l'esperto difensore Darryl Sydor, vincitore di due Stanley Cup con i Dallas Stars e i Tampa Bay Lightning, al posto del giovane Kris Letang.

Mike Babcock non si preoccupa di ricreare le combinazioni di linee sul ghiaccio che erano risultate vincenti nel Michigan. Del resto, i primi tre terzetti d'attacco (quello di Henrik Zetterberg, quello di Johan Franzen e quello di Kris Draper) hanno dimostrato di poter essere schierati contro chiunque e di conseguenza il tecnico delle ali rosse fa girare i suoi blocchi senza badare al fatto che a Pittsburgh Michel Therrien può cambiare per ultimo.

Il coach dei pinguini, dal canto suo, passa dal bocciatissimo 1-2-2 a un più ermetico 1-4. Gli esperimenti di Gara 2 vengono inoltre lasciati in soffitta e si torna ai vecchi terzetti offensivi, anche se Jordan Staal ogni tanto viene schierato all'ala di Evgeni Malkin (come l'anno scorso, quando il giovane canadese realizzò 29 reti) e Sidney Crosby si trova spesso ad assolvere doppi turni e a giocare anche con Gary Roberts e Jarkko Ruuttu. Come in occasione del primo gol.

Brad Stuart, che in Gara 2 in un'analoga situazione era riuscito a dare il via a un'azione da rete, si fa sorprendere dal fore-checking di Jarkko Ruuttu ed effettua un passaggio impreciso a Henrik Zetterberg. Il disco finisce sul bastone di Sidney Crosby che, dopo averlo scambiato con il fido Marian Hossa, lo infila alle spalle di Chris Osgood.

La rete ha l'effetto di un interruttore girato improvvisamente su ON. La Mellon Arena si scalda, i Penguins capiscono di non avere di fronte extraterrestri. La partita è vibrante, le ali rosse tentano di reagire ma i pinguini rispondono colpo su colpo.

In entrata di secondo tempo, ecco il meritato raddoppio, ancora a opera di Sidney Crosby. Tutti e cinque i giocatori schierati da Michel Therrien in Power Play toccano il disco, prima che il capitano, appostato sul palo alla sinistra di Chris Osgood, lo scaraventi nel sacco.

Ma la partita è tutt'altro che conclusa. La battaglia tra Hal Gill e Tomas Holmstrà¶m, un'agguerritissima e spettacolarissima sfida nella sfida, partorisce due superiorità  numeriche consecutive per i Red Wings. La seconda è sfruttata da Johan Franzen, che si incunea in un'autostrada aperta da uno svarione difensivo degli avversari e trafigge l'incolpevole (e bravissimo) Marc-André Fleury.

Nel terzo tempo, le due contendenti si scambiano ancora un colpo a testa, con Adam Hall che insacca da dietro la porta e Mikael Samuelsson che riporta sotto Detroit con un tiro deviato impercettibilmente da Brooks Orpik. Sul finire dell'incontro Pittsburgh rischia la beffa, che sarebbe stata del tutto immeritata.

Detroit Red Wings e Pittsburgh Penguins si concedono ora qualche giorno di pausa. La serie riprenderà  sabato sera, le due del mattino di domenica in Europa, con Gara 4 ancora alla Mellon Arena.

Si è trattato di un incidente di percorso per i Red Wings? Oppure Henrik Zetterberg e compagni hanno osato svegliare il proverbiale can che dorme? Aspettiamo due giorni per scoprirlo. Intanto rallegriamoci: la finalissima ha ancora molto spettacolo da offrire.

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