Stanley Cup: Anaheim – Ottawa

Jason Spezza (Ottawa) se la ride in conferenza stampa. Per lui è la prima Finale.

Saranno Anaheim e Ottawa a cercare di scrivere i propri nomi sulla Coppa di Lord Stanley in questa stagione 2007. La miglior linea d'attacco dei play-off contro uno dei trio difensivi più forti di tutti i tempi, Canada contro Stati Uniti, una sfida stellare tra due franchigie che non hanno mai avuto l'onore di sollevare al cielo la Stanley Cup. Ma mentre per i Ducks (non più Mighty) si tratta della seconda finale dopo quella persa contro New Jersey nel 2003, per i Senators (nati nel 1992 dalle ceneri dei più famosi Senators degl'anni '20) si tratta della prima volta.

All'inizio della regular season, la conquista della Coppa era l'obiettivo primario di Anaheim, quindi non stupisce più di tanto vedere gli uomini di Randy Carlyle in Finale. Stupisce invece Ottawa, una formazione che non convinceva gli addetti ai lavori ma che è entrata in forma nel momento migliore della stagione: in primavera.

I Senators sono arrivati in Finale battendo nell'ordine Pittsburgh Penguins, New Jersey Devils e Buffalo Sabres, tutti in 5 partite. Più complicato, anche se di poco, il cammino di Anaheim, che per eliminare Minnesota Wild, Vancouver Canucks e Detroit Red Wings ci ha messo 2 partite in più.

Il punto di forza di Ottawa è sicuramente l'attacco, con la prima linea Heatley-Spezza-Alfredsson tanto devastante quanto efficace. I numeri sono impressionanti: nelle 15 partite disputate in questi play-off, la prima linea ha messo a segno 23 reti e un totale di 58 punti; Heatley comanda la classifica con 21 punti (6G 15A), Spezza segue con 20 (7G 13A) e Alfredsson è quarto con 17 (10G 7A); Tranne che in una partita (l'unica persa contro Buffalo) hanno sempre fatto almeno un goal battendo portieri considerati tra i migliori in circolazione come Brodeur e Miller.

Ottima la gestione di coach Bryan Murray che tende ad usare molto di più tutte e quattro le linee (Redden è il giocatore che sta di più sul ghiaccio con una media di 23 minuti) per dare respiro alle sue tre stelle, una soluzione che sta premiando Ottawa e che non vuole seguire Carlyle, che sta utilizzando pochissimo la sua quarta linea (per lei una media di tempo sul ghiaccio inferiore ai 9 minuti) affaticando non poco il resto della squadra (Pronger, Niedermayer e Beauchemin hanno nelle gambe una media di gioco superiore ai 30 minuti).

Da considerare anche che la seconda linea dei Senators, Fisher-Comrie-Schaeffer, nonostante abbia messo a segno solo 6 goal in totale, di partita in partita continua a migliorare il gioco difensivo. Un equilibrio tra linee che rende l'attacco di Ottawa tre gradini superiore a quello di Anaheim.

Se andiamo a leggere le statistiche, il top-scorer dei Ducks è un difensore (Pronger 14 punti) e il primo attaccante (Getzlaf 13 punti) si trova al 12-esimo posto in classifica. L'assenza di Kunitz per infortunio, ha costretto i Ducks ha schierare una prima linea composta da Selanne-McDonald-Marchant. Una buona prima linea ma che risulta inconsistente se confrontata con la seconda, Getzlaf-Perry-Penner: più offensiva, più concreta, più pungente, più giovane.

E in difesa?
In difesa la situazione si ribalta, o quasi. Ottawa ha dimostrato di avere un duo formidabile in Phillips-Volchenkov, un duo capace di usare la propria potenza e stazza fisica per fermare l'attacco della miglior squadra della regular season. Quando questi due tirano il fiato in panchina, la coppia Redden-Meszaros di certo non li fa rimpiangere.

Insomma, una gran bel pacchetto difensivo per i Senators, ma allora perchè perdono il confronto con i californiani? Credo che bisogna andare indietro fino ai Montreal Canadiens del 1970 per trovare tre difensori forti, efficaci, potenti, offensivi e insuperabili, nella stessa squadra come Pronger, Niedermayer e Beauchemin.

Con almeno uno di questi giocatori sul ghiaccio, Anaheim raramente viene bucata dagli avversari. Se poi andiamo a vedere che Pronger ha fatto registrare 14 punti, Niedermayer 9 e Beauchemin 6, sembra che facciano tutto loro in difesa e in attacco.

La difesa dei californiani è comandata in porta da un Giguere che sembra essere tornato ai livelli del 2003, quando vinse il titolo di MVP dei play-off nonostante facesse parte della squadra perdente. Un titolo che sembra averlo appagato visto che da quel momento il rendimento è calato notevolmente. Fino a quest'anno. Le sue parate decisive contro Detroit hanno condotto per mano i Ducks a questa finale e i suoi numeri sono da primo della classe: 1.87 di media goal subiti e .931 di salvataggi.

Numeri che sono molto simili al suo antagonista di Ottawa: Emery.
Emery sta disputando gli stessi play-off che fece Giguere nel 2003 ed è uno dei candidati ad MVP di questa primavera. Una bella lotta anche tra i pali.

Chi vincerà ?

Come ogni Finale di Stanley Cup è sempre un'azzardo fare previsioni e se poi andiamo a vedere che negl'ultimi 3 anni si è assegnata la Coppa dopo 7 gare, la situazione diventa ancora più aleatoria.
Anaheim potrebbe vincere se riesce a mettere le briglie alla devastante prima linea dei Senators.
Ottawa potrebbe vincere se Emery conferma le prestazioni fatte vedere contro Buffalo e se le linee difensive continuano a giocare come in questo momento.

Penso che questo è l'anno del Canada.
Penso che Heatley-Spezza-Alfredsson non li fermerà  nessuno.
Penso che Ottawa vincerà  la Stanley Cup in 5 (al massimo 6) partite.
Ma io non sarò sul ghiaccio con una stecca in mano a giocarmi la conquista del disco al primo face-off di gara1, quindi quello che penso, lascia il tempo che trova. Che vinca il migliore.

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