Northeast Division: le pagelle

Daniel Brière, leader dei Sabres

Con le partite di domenica si è conclusa la Regular Season, un lungo percorso a 82 tappe iniziato nel mese di ottobre dello scorso anno. 16 squadre non hanno nessuna intenzione di godersi le vacanze e si daranno battaglia nel corso dei prossimi due mesi per quella meravigliosa coppa, la Stanley Cup. Altre 14 squadre dovranno loro malgrado stare a guardare, leccandosi le ferite per una stagione mai decollata o rovinata proprio all'ultimo.

Sentimenti condivisi, nel bene e nel male, anche dalle compagini della Northeast Division. È quindi tempo di bilanci e di voti, è il momento di rivisitare rapidamente la stagione regolare prima di tuffarci nel momento clou dell'anno.

Buffalo Sabres (voto 8)

Eastern Conference dominata dall'inizio alla fine, miglior squadra della Lega, un attacco devastante e una difesa attenta, un portiere finalmente continuo, un organico in grado di sopperire a un lungo elenco di infortuni. Che cosa si vuole di più? Facile: la Stanley Cup.

Il migliore: Daniel Brière
Nella rosa di Lindy Ruff meriterebbero tutti una menzione particolare, ma il co-capitano è stato tra i più continui. 95 punti (il suo record precedente era 65), +18 nella statistica +/- (record precedente +6) e una presenza costante anche nel proprio terzo di difesa a dispetto di un fisico minuto fanno del 30enne canadese uno dei leader indiscussi della squadra.

La sorpresa: Thomas Vanek
Le sue potenzialità  si erano già  intraviste la stagione scorsa, quando aveva realizzato 48 punti (25 reti) in 81 partite. La sua totale mancanza di disciplina tattica nelle fasi di non possesso del disco avevano però costretto Lindy Ruff a lasciarlo spesso in panchina quando la stagione era entrata nel vivo, nei Play Off. Ebbene, l'attaccante austriaco deve aver capito l'errore, perché quest'anno, oltre a risultare implacabile al cospetto dei portieri avversari (84 punti, 43 reti), ha registrato un (tenetevi forte) +47 nella statistica +/-, il migliore di tutta la NHL.

La delusione: Ales Kotalik
Difficile parlare di delusione quando si discute di un giocatore della rosa dei Sabres, ma la stagione dell'ala destra ceca, anche a causa di un infortunio, non è stata all'altezza di quella dell'anno scorso, nella quale aveva contribuito con ben 62 punti. Quest'anno si è fermato a 38, ma potrebbe risultare l'arma a sorpresa nei Play Off.

Ottawa Senators (voto 6,5)

È la media tra il 5,5 dell'inizio di stagione (disastroso) e il 7,5 della seconda parte (trionfale). Il voto può sembrare un po' severo, ma i senatori ci hanno abituati a formidabili Regular Season seguite da Play Off da dimenticare. Ora serve il salto di qualità .

Il migliore: Dany Heatley
Non era facile bissare la stagione dello scorso anno, la prima a Ottawa. Lui ci è riuscito, eguagliandola quasi nei minimi dettagli (50 reti e 103 punti nel 2005/06, 50 reti e 105 punti quest'anno). Di lui impressiona la capacità  di segnare in qualsiasi momento e da qualsiasi posizione, con gesti che non sembrano neppure costargli grande fatica.

La sorpresa: Chris Kelly
Un vero jolly, il giocatore che qualsiasi allenatore vorrebbe avere. Serve uno scorer per sopperire all'assenza della stella della squadra? Chiamate Kelly. Serve un lavoratore per tenere a bada i migliori attaccanti avversari? Chiamate Kelly.

La delusione: Wade Redden
L'estate scorsa, i Senators scelsero di trattenere Redden e di sacrificare Zdeno Chara. Al termine di una stagione costellata di infortuni e problemi personali non possiamo permetterci di criticare quella scelta, ma dal 30enne difensore di Lloydminster ci si attende ben altro.

Toronto Maple Leafs (voto 5)

Lo scontro diretto decisivo di sabato contro i Montréal Canadiens lo hanno vinto, ma i New York Islanders hanno fatto lo scherzetto di andare a vincere nel New Jersey, facendo svanire i sogni delle foglie d'acero. Ma non era certo nell'ultima giornata della Regular Season che gli uomini di Paul Maurice dovevano conquistare i Play Off. Autori di un buon avvio di stagione, si sono rivelati troppo incostanti per ambire a una posizione tra le prime otto.

Il migliore: Mats Sundin
Scelta obbligata. Il finale di stagione è stato disastroso per il capitano, colto da improvvisa allergia alla rete, ma per tutta la stagione è stato il trascinatore delle foglie d'acero, sempre a cavallo della fatidica linea dei Play Off. I 76 punti lo collocano leggermente al di sotto della sua media abituale, ma il 36enne svedese resta insostituibile. E, proprio alla luce della sua età , ciò è preoccupante.

La sorpresa: Alexei Ponikarovsky
Da tutti indicato come un gigante dalle mani di legno, il 27enne ucraino è stato spesso schierato con Mats Sundin e Nik Antropov e ha dimostrato di saper sì giocare di clava, ma di non disdegnare di ricorrere al fioretto per farsi valere nel terzo avversario. Con questi presupposti, i 45 punti realizzati sono sicuramente migliorabili.

La delusione: Pavel Kubina
Il possente difensore ceco, uno dei più importanti rinforzi dell'estate, è stato un'enciclopedia dell'infortunio. Costretto a giocare a strappi di una manciata di partite prima di riaccomodarsi in infermeria, non è riuscito a trovare la continuità  che un difensore di riferimento deve avere. Alla fine è riuscito comunque a racimolare una sessantina di presenze, ma il Kubina che faceva tremare le balaustre a Tampa era un altro giocatore.

Montréal Canadiens (voto 5)

Un ottimo inizio di stagione e un'eccellente ultima parte non sono bastati a sopperire a un tremendo passaggio a vuoto tra dicembre e gennaio. E così, i Montréal Canadiens e i suoi meravigliosi tifosi staranno a guardare, macerandosi al solo pensiero dei punti gettati al vento, compresi i due nell'ultimo (e fantastico) scontro diretto contro i Toronto Maple Leafs, nel quale non hanno saputo gestire un vantaggio di due reti (5 a 3).

Il migliore: Sheldon Souray
Il miglior attaccante della squadra. Peccato si tratti di un difensore. 26 reti, la maggior parte delle quali dalla sua "mattonella" preferita in Power Play, e 64 punti fanno di lui una vera e propria arma letale. Se fosse un po' più accorto in fase difensiva sarebbe da Norris Trophy.

La sorpresa: Mark Streit
Incredibile evoluzione la sua: da difensore elegante e abile di fioretto nel campionato svizzero ad ala abile nel lavoro sporco con i Montréal Canadiens. 10 reti e 36 punti, un giocatore nuovo anche per la nazionale Svizzera.

La delusione: Sergei Samsonov
Chi l'ha visto? In tribuna per l'intera ultima parte della stagione, la veloce ala russa era stata indicata da tutti gli addetti ai lavori come il grande acquisto dei Canadiens l'estate scorsa. Un atleta da ricostruire, soprattutto a livello mentale.

Boston Bruins (voto 4,5)

Gli arrivi di Marc Savard e di Zdeno Chara, aggiunti alle conferme di Patrice Bergeron e Glen Murray, avevano scatenato l'entusiasmo dei tifosi dei Bruins, convinti di avere uno squadrone. Lo squadrone si è invece sciolto come neve al sole e guarderà  gli altri contendersi la Stanley Cup. Problemi in tutti i reparti sono stati all'origine di una stagione letteralmente buttata alle ortiche.

Il migliore: Marc Savard
Per lo meno non si dirà  che le colpe di una stagione andata in fumo sono dei nuovi acquisti. Il regista proveniente da Atlanta è stato invece una delle poche note liete dell'annata e con 74 assist (96 punti) è riuscito a colmare il vuoto lasciato dalla partenza di un certo Joe Thornton.

La sorpresa: Phil Kessel
Il giudizio non riguarda tanto ciò che ha fatto vedere in pista (un altro anno nelle leghe giovanili o in AHL forse gli avrebbe fatto bene), quanto il coraggio dimostrato nel reagire al cancro ai testicoli diagnosticatogli a metà  stagione. La maniera con la quale ha gestito una notizia potenzialmente devastante, tornando a giocare pochissimo tempo dopo l'intervento, dimostra che il ragazzo ha la stoffa di un grande campione, dentro e fuori dal ghiaccio.

La delusione: Brad Boyes
Anche se non è più in maglia Bruins, è stato il 25enne centro di Mississauga la grande delusione della compagine di Dave Lewis. Dopo un'annata da rookie corredata da 69 punti, Boyes è sembrato l'ombra di sé stesso per buona parte della stagione e il suo minutaggio sul ghiaccio ha subito una brusca riduzione.

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