SouthEast Division: Recap #17

Erik Cole ancora decisivo per Carolina…

Questi resoconti settimanali sull'hockey del sud-est americano stanno finendo per diventare ripetitivi: Carolina infatti vince ancora e non si cura del modo in cui riesce a strappare i due punti agli avversari.

Contro i tonici Panthers al Bank Atlantic Center lo fanno agli shootout in cui Erik Cole (che il sabato prima aveva battuto nello stesso modo Kolzig dei Caps) sigla il tiro decisivo mentre Martin Gelinas sbaglia il suo regalando così a Gerber e i suoi compagni una vittoria molto importante.

Nei tempi regolamentari i padroni di casa partono subito forte e i gol di Stumpel e Van Ryn infiammano Sunrise; i Canes però non stanno a guardare e tornano in partita con le reti di Cullen (l'ex di turno) e Brind'Amour (un gol in powerplay ai pur bravi Cats in situazioni di penalty killing).

Nel secondo terzo Horton riporta in vantaggio Florida ma Brind'Amour a pochi secondi della fine, nell'ultimo periodo, pareggia di nuovo il conto e di nuovo in superiorità  numerica. Poi gli shootout in cui Carolina ha tradizione favorevole (4 vittorie su 5), Florida meno (1 vittoria su 3), poi la fine, la solita: Carolina 4 - Florida 3.

Washington, dopo 4 vittorie consecutive, inciampa clamorosamente contro i Penguins che, seppur venivano da 10 sconfitte di fila, trucidano per 8-1 i deconcentrati Capitals. Sfida ricca di spunti, non solo perché le due squadre sono ricche di talenti ma anche in fondo alla classifica dell'Est, ma anche perché Lemiuex non c'è più, e poi queste due squadre hanno spesso dato vita a emozionanti match (in cui i Caps hanno in genere sempre perso).

Nonostante dunque la sfida nella sfida Crosby-Ovechkin alla fine la gara la decidono i vecchietti (Recchi, LeClair, Gonchar), tutti autori di gol e assist pesanti. E gli ospiti? Hanno retto fino a metà  gara (l'1-1 momentaneo proprio di Ovechkin) poi sono crollati. Curioso l'episodio che ha coinvolto proprio il russo numero 8 di Washington, accusato di aver simulato nei confronti di Whitney che per un “presunto” colpo all'avversario si è beccato 20 minuti di penalità  (spearing + misconduct + fighting con Willsie).

I Capitals, 24 ore dopo, perdono ancora. Questa volta i cecchini si chiamano Bruins, che con l'aggiunta dei tre ex squali Stuart, Primeau e Sturm stanno andando alla grande. Proprio il tedesco ha firmato il gol vittoria che ha ripotato sulla terra (o forse sotto terra) Washington che pure dopo quattro vittorie una dietro l'altra s'era illusa di esser divenuta squadra vera.

Giornata storta per i capitolini e per Ovechkin che al suo primo penalty shot in carriera ha fallito miseramente (benché comunque Thomas, il goalie avversario, ha fatto una buona gara): le marcature per gli ospiti sono arrivate dalla stecca di Clark e Clymer. Troppo poco perché finisce 3-2 e per i Caps è di nuovo buio.

Partita degli opposti ad Atlanta dove i padroni di casa confermano il trend negativo conquistando, per modo di dire, la quarta sconfitta su quattro gare disputate, mentre Carolina vince e ancora vince: ora ha un distacco su Tampa Bay (la seconda della Division che ha vinto in contemporanea contro i Devils) spaventoso (18 punti).

La vittoria poi è stata tonda, un secco 5-1, ma la gara è stata macchiata da un episodio spiacevole: Staal ha colpito Kovalchuk sopra il labbro superiore e la star russa ha iniziato a sanguinare.

Nonostante ciò gli arbitri non hanno chiamato nessuna penalità  e il giocatore di Atlanta, disgustato, ha gettato l'elmetto sul ghiaccio con violenza. La partita stava sul 2-0 per gli ospiti (Hedican e Cullen entrambi in powerplay) e a quel punto i ragazzi di coach Hartley hanno deciso di reagire. Invano. Stefan ha accorciato le distanze (i suoi compagni hanno sbagliato almeno sei gol facili) ma nel terzo periodo Wallin, Adams e Withney hanno bucato per tre volte Lehtonen (che intanto ha fatto sapere che non sarà  alle Olimpiadi con la sua Finlandia per il dolore all'inguine) e hanno così messo fine alla partita: per gli Hurricanes il futuro è roseo.

Come accennato sopra i Lightning rispondono ai cuginastri del North Carolina con una striminzita vittoria sul ghiaccio di casa ai danni di New Jersey. La gara, tiratissima, s'è decisa solo all'overtime quando Ruslan Fedotenko ha trovato lo spiraglio giusto (con molta fortuna) per battere per la prima volta nella partita Brodeur, regalando così a lui e ai suoi compagni un secco 1-0 e soprattutto 2 punti fondamentali.

I Devils infatti stanno attraversando un buon periodo, grazie anche alle parate del suo goalie, ma anche Tampa Bay non è da meno e il momento d'oro dei fulmini è sicuramente da attribuire dallo stato di forma eccellente di Grahame, al terzo shutout nelle ultime 5 partite da titolare. Da segnalare le dichiarazioni di Tortorella, head coach della franchigia della Florida, che a fine partita, oltre a parlare di hockey giocato, ha dichiarato che la sua squadra non avrà  un capitano fino alla prossima stagione in onore di Andreychuk, "licenziato" a inizio gennaio.

E la Florida deve ispirare ai giocatori di New Jersey la stessa fiacchezza che i turisti trasferiscono sulle spiagge della penisola più famosa degli Stati Uniti. Contro i Panthers infatti i ragazzi di Lamoriello riescono, come la sera precedente a Tampa, a non segnare neanche un gol e lo shutout questa volta lo conquista Luongo, terza partita nella stagione in cui rimane imbattuto (e 100esima vittoria in NHL per lui).

Brodeur invece si sarà  fatto distrarre dal rinnovo del contratto visto che ha subito ben 4 gol dai giocatori di casa (ma è pur vero che ha subito ben 40 tiri contro gli appena 22 dei Cats) i quali hanno sbloccato la partita solo a secondo periodo inoltrato, con Gelinas in powerplay. Poi è stato tutto in discesa per Jokinen e soci: Gratton, proprio il finlandese e Stumpel fissano il risultato e per Florida ora si aprono interessanti scenari.

Ancora uno shutout! Ancora Tampa Bay. Non ha importanza quale goalie scenda sul ghiaccio, alla fine il risultato è sempre lo stesso: Burke ferma tutti gli assalti dei pur rimaneggiati Flyers (uno su tutti mancava Forsberg) mentre Modin sigla la sua prima tripletta in carriera ed è così che i Lightning volano sempre più alto.

Per Philly invece è crisi nera, la più palese della stagione, e in tal senso si collocano le 7 sconfitte nelle ultime 10 gare dei ragazzi allenati da Hitchcock (che hanno fatto parlare di sé durante un lungo quanto trionfante road-trip a dicembre). La gara è finita 6-0: come detto tripletta di Modin (i Flyers venivano dal poker di Ribeiro degli Habs) e poi Boyle (il gol vittoria), Prospal, Craig. Insomma i Lightning non si fermano più.

Atlanta invece cade sempre più in basso. Riperdono e lo fanno ancora contro gli stessi avversari (ma a campi invertiti) e cioè Carolina. La partita è stata dominata dai rossi padroni di casa che volevano e dovevano far bella figura nella serata di Ron Francis, indimenticata stella della franchigia di cui, prima del match, è stata ritirata la maglia numero 10.

Con Cullen messo in injury list per una mascella rotta, i Canes partono subito forte e trucidano ciò che rimane dei Thrashers: Williams, Cole e il neo acquisto Babchuk portano i padroni di casa sul 3-0, prima che Stefan accorci momentaneamente le distanze. Poco male, Adams ha poi fissato il punteggio sul 4-1 con un empty-net facile facile: vince il goalie Gerber, vince Carolina, vince l'hockey. Complimenti Canes!

Come spesso succede, nelle partite più scontate accade l'imprevedibile. Nell'ultima visita stagionale dei Lightning ai Capitals i padroni di casa si impongono con un sofferto 2-1 (mai i Caps avevano vinto quest'anno segnando meno di tre gol) e interrompono in una sola volta due strisce: quella molto positiva di Tampa Bay e la propria, ultimamente decisamente negativa.

La vittoria è maturata dopo due periodi non brillantissimi, i primi, in cui gli ospiti sono andati in vantaggio con LeCavalier e hanno gettato alle ortiche occasioni e powerplay (ben 5). Le aquile della capitale però hanno un'arma in più e dopo il pareggio di Halpern nell'ultimo terzo Ovechkin s'è bevuto mezza squadra avversaria attirandosi due uomini su di sé: passaggio allo smarcato Clark che a suo volta ha dato il puck allo slovacco Zubrus, che ha battuto agevolmente Grahame. Finisce dunque dopo 60 minuti piacevoli e, a pensarci, anche questa è stata una notizia (le squadra avevano concluso i precedenti tre match sempre agli shoot-out).

Florida perde e lo fa malamente. Si perché nelle ultime 10 partite in casa non aveva mai perso nei tempi regolamentari e poi perché contro dei Maple Leafs in crisi nera (8 sconfitte di fila e almeno 4 gol subiti in ognuna di queste partite, crisi iniziata con l'infortunio del difensore goleador McCabe) aveva l'occasione giusta per dare un definitivo senso alla stagione.

Nisba, i Panthers inciampano sotto gli occhi dei proprio tifosi, regalandogli una prestazione decisamente negativa in penalty killing (3 gol in powerplay su 10 occasioni per Toronto) e soprattutto disputando un terzo periodo molto molto fiacco (appena 4 tiri contro Belfour). Mai in vantaggio, i Cats alla fine hanno perso 4-2 e le realizzazioni sono state di Jokinen e dell'ex Nieuwendyk, reti importanti solo per gli amanti delle statistiche. Coach Martin ha di che pensare…

“Non poteva andare in altro modo, dovevamo ottenere i due punti” ha detto a fine gara LeCavalier facendo l'eco al suo coach, Tortorella, che ha dichiarato che la sconfitta contro Washington è stata una delle più brucianti della sua carriera.

Esagerazioni a parte i Lightning hanno conquistato una importante vittoria contro i Leafs, gli stessi che la sera prima avevano battuto i Panthers: fondamentale perché ormai i playoff si sono riavvicinati di nuovo e per i detentori del titolo non esserci sarebbe stato uno smacco.

La partita l'hanno avuta in pugno quasi sempre i padroni di casa ma Toronto con Kilger e Tucker ha battuto comunque due volte Burke: non abbastanza perché Tampa è riuscita a portare la sfida fino agli shootout grazie ai gol di Richards e Craig; nei tiri finali poi LeCavalier ha battuto lo shootout decisivo e ha trafitto Belfour. Per i Lightning sesta vittoria nelle ultime otto gare giocate.

Mentre Tampa Bay continua a vincere, Atlanta continua a perdere. E' un momentaccio per la squadra di coach Hartley che perde ancora (per la sesta volta di fila) di fronte al pubblico amico. Giustiziere degli arancioni una squadra coriacea e tignosa e cioè i Buffalo Sabres che hanno giocato con cuore e intelligenza.

Alla fine gli ospiti hanno vinto 5-2 ma la partita è stata in bilico fino a metà  del secondo terzo quando Pominville ha siglato uno shorthanded gol in cui le responsabilità  maggiori sono apparse di un addormentato Kovalchuk. E' stato il gol del 3-2 per i Sabres e da quel momento i Thrashers (in rete con Hossa e Petrovicky) non sono stati capaci di reagire, anzi: Kovalchuk (a secco da 5 gare) s'è pure beccato una stupida penalità  a 5 minuti dal termine e il suo allenatore non lo ha fatto rientrare sul ghiaccio.

Insomma un disastro in cui l'unica nota positiva è stata il ritorno a punti di Bondra. Un po' troppo poco per una squadra che, non essendosi mai qualificata ai playoff, quest'anno aveva tutte le carte in regola per riuscirci!

Non ci sono più parole per descrivere Carolina (ora ulteriormente rinforzatasi con l'arrivo del centro Doug Weight da St.Louis) che vince l'ennesima partita e lo fa ingrande stile: un 8-2 a Montreal che non ammette repliche maturato grazie alle grandi prestazioni di Cole (tripletta) e Staal (doppietta).

Certo, importanti anche i gol di Craig Adams, Kevyn Adams e Nordgreen e, non da meno, fondamentale il periodaccio di Theodore che viene anche una volta sostituito (5 gol subiti in 10 tiri) dopo che la platea del Centre Bell ha richiamato a gran voce il backup Huet. A fine partita Cole commenta la sua prestazione e a proposito del momento dei Canes aggiunge: “Possiamo vincere tutte le partite; negli spogliatoi ci siamo detti 'se solo avessimo battuto Washington!'”. Si perché Carolina ha vinto 13 partite nel solo mese di gennaio: record pareggiato (solo altre cinque squadre c'erano riuscite) e sarebbe stata storia se solo all'MCI Center non avesse rovinato tutto Alex Ovechkin.

Proprio quest'ultimo è stato il grande assente della sfida tra Islanders e Capitals al Nassau Coliseum: non era mai successo quest'anno ma dopo 50 partite una dietro l'altra il russetto ha dovuto rifiatare per un lieve (pare) infortunio all'inguine.

Con lui assente anche Zubrus infortunato invece al braccio. Così Washington, dopo la vittoria a sorpresa sui Lightning, capitola sotto i colpi di Kvasha (doppietta) e Blake (anche per lui due gol, non aveva mai segnato nel 2006) anche se coach Hanlon può essere ben soddisfatto della prova dei suoi ragazzi: a parte i gol di Willsie, Pettinger e Friesen gli ospiti hanno tenuto la gara aperta fino a 5 minuti dalla fine e il 5-3 definitivo non è arrivato che a gabbia sguarnita.

A diciassette settimane dall'inizio della NHL la situazione nella South-East Division è ormai chiara e l'andamento delle franchigie negli ultimi sette giorni riassume tutto il loro valore: Carolina (37-11-4) inarrestabile le vince tutte, segue a distanza Tampa Bay (28-21-4) che invece fa tris.

Unica caduta per i Lightning contro Washington (18-28-5), che non la smette di inciampare ma, anche, di far inciampare le grandi. Florida (20-25-8) si rigira nel suo anonimato e in tal senso si collocano i 3 punti in 3 partite, mentre Atlanta (23-24-6) va a picco: tre sconfitte in altrettante partite e campionato che inizia a compromettersi.

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