Tampa, la Stanley Cup è tua !

Dave Andreychuk, capitano di Tampa Bay, dopo 22 anni in NHL e 1758 partite, alza la sua prima Stanley Cup

Brad Richards alza il Conn Smythe Trophy, capitan Dave Andreychuk mostra ai 22.000 del St. Pete Times Forum la Stanley Cup appena conquistata, i giocatori di Tampa Bay piangono, urlano, si abbracciano, coach John Tortorella stringe sportivamente la mano all'allenatore avversario Darryl Sutter: il delirio e la pazza gioia stanno di casa in Florida, a Tampa precisamente, dalla scorsa notte, una notte storica per questa città  di poco meno di 300.000 abitanti.

I Lightning hanno conquistato la loro prima Stanley Cup della loro giovane storia (dodici anni di vita tra molte delusioni e pochi sorrisi) in gara 7 davanti al proprio pubblico: meglio di così non si poteva proprio sognare la vittoria della coppa intitolata a Lord Stanley. E Tampa ha fatto suo l'alloro più ambito e prestigioso dell'hockey su ghiaccio mondiale battendo i rivali di Calgary (bravissimi anche loro per tutta la post-season e anche in questa finale) per 2-1 grazie alla doppietta dell'eroe della serata, Ruslan Fedotenko (miglior realizzatore di Tampa nei playoff con 12 gol), e grazie ad una prestazione corale straordinaria, nella quale spiccano la classe cristallina di Vincent Lecavalier, le magie di Brad Richards, i saves di Nikolai Khabibulin (16 su 17 a fine gara), la tecnica di Martin St. Louis, l'esperienza di Dave Andreychuk e la forza di Darryl Sydor.

Per quanto riguarda la cronaca della partita, dopo 1'10" dal via Marcus Nilson finisce in panca puniti per slashing. Primo power-play per Tampa (due volte in gol in superiorità  numerica in gara 6), che però, pur trovando due tiri insidiosi dalla blu, non riesce a superare Kiprusoff (che concluderà  gara 7 con 13 parate). Tra l'8'50" e il 9'04" Calgary, fin lì troppo prudente, esce allo scoperto, ma le conclusioni prima di Leopold e poi di Simon vengono entrambi bloccate da un attento Khabibulin. Passano meno di tre minuti e arriva la seconda penalità  del match, sempre ai danni dei Flames: questa volta è Oleg Saprykin ad accomodarsi nel penalty box per tripping ai danni di Dingman. Tampa Bay può sbagliare una volta, ma la seconda non perdona. E Calgary, commessa l'ingenuità  di una seconda penalità , non può nulla sul power-play dei Bolts, che passano in vantaggio al 13'31": Modin serve Brad Richards che dalla linea blu fa partire un bel tiro di polso, Kiprusoff para ma non trattiene e sulla sua corta respinta è ben appostato Ruslan Fedotenko, che mette dentro il puck dell'1-0. Calgary accusa il colpo, fatica a riprendersi e Iginla è un pesce fuor d'acqua. A 18" dal termine del primo periodo, tocca a Cullimore essere penalizzato per interference, ma il penalty killing di Tampa Bay si rileva perfetto e Calgary, sia a fine prima frazione sia ad inizio seconda, non è capace non solo di superare Khabibulin, ma nemmeno di rendersi pericolosa dalle sue parti.

Nel secondo periodo, dopo 2'10" Nilson impegna il goalie di casa con un diagonale respinto dallo stesso Khabibulin di gambale. Al 4'16" The Eliminator Martin Gelinas, preso dalla foga, commette boarding ai danni di Sydor e si piglia una penalità  evitabilissima, soprattutto per un giocatore della sua esperienza in una situazione non ottima come quella che sta vivendo Calgary quando si trova di fronte il power-play di Tampa. Tuttavia i Bolts non sfruttano a dovere la superiorità  numerica e Calgary riesce a passare indenne i due minuti di shorthanded. Al 13'26" occasionissima per Martin St. Louis che, sfuggito ai due difensori di Calgary, s'invola tutto solo verso Kiprusoff, ma la sua staffilata è bloccata in due tempi dal goalie finlandese. Poco più di un minuto dopo, precisamente al 14'38", i Lightning raddoppiano. Strepitosa giocata di Vinny Lecavalier che si beve due avversari, ne attira su di sé altri due e poi scarica il puck al momento giusto per l'accorrente Ruslan Fedotenko che lo infila all'incrocio dei pali firmando la sua personale doppietta e scatenando il tripudio sul ghiaccio e sugli spalti. Solo a questo punto Calgary reagisce, ma negli ultimi minuti del secondo periodo la sua supremazia territoriale non è supportata da adeguati tiri verso la gabbia di Khabibulin, che ha così vita abbastanza facile a neutralizzare gli sterili tentativi dei Flames.

Nella terza frazione Tampa cerca di amministrare il doppio vantaggio, mentre Calgary è costretta a tentare il tutto per tutto per raddrizzare una partita che ha preso una piega non ottima per le Fiamme canadesi. Ma sono i Lightning ad avere l'occasione più ghiotta per segnare: capita ancora una volta a St. Louis, ma il suo micidiale tiro viene respinto da Kiprusoff con il pomello della sua stecca. Tre minuti più tardi grandissimo lavoro di Lecavalier che conclude l'azione con un rovescio parato dal portiere dei Flames. Quando la gara sembra ormai finita, ecco che un episodio assai discusso le cambia volto: all'8'50" viene accordata al difensore locale Pratt una penalità  (interference) assolutamente inesistente (semmai il fallo era di Saprykin) e Calgary può così giocare due minuti in superiorità  numerica. Opportunità  che i Flames sfruttano a dovere: al 9'21" Conroy trova lo spiraglio giusto tra il traffico davanti a Khabibulin e batte il goalie russo con una conclusione imparabile scagliata appena dentro il terzo.

A questo punto Calgary ci crede e prova con tutte le proprie forze (tranne Iginla, mai presente e mai pericoloso, grazie anche al super lavoro di Darryl Sydor) a pervenire al pareggio: a cinque minuti dal termine arriva l'occasione migliore, ma tra Calgary e il gol c'è di mezzo Nikolai Khabibulin, autore di un doppio miracolo in rapida successione prima su Nilson e poi su Leopold. Poi i Flames non riescono più a rendersi veramente pericolosi e quando suona l'ultima sirena della stagione 2003/2004 è l'apoteosi per Tampa Bay, per tutti i giocatori, i componenti dello staff tecnico e i sostenitori di questa franchigia che ora guarda tutti dall'alto verso il basso grazie alla conquista dall'affascinante Stanley Cup.

Dave Andreychuk la alza al cielo dopo 22 anni di onorata carriera, tutti la toccano e la mostrano ai tifosi, Tampa festeggia quindi questa coppa che coach John Tortorella & C. sono riusciti in tre anni di duro lavoro a portare in uno stato, la Florida, che, per usare un eufemismo, non è proprio una terra di hockeisti. E intanto al St. Pete Times Forum risuona la canzone dei Queen "We are the champions"…

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI]
Modesta carriera di giocatore, Stanley Cup dopo tre anni da coach di Tampa Bay. Questo è John Tortorella, allenatore dei Lightning campioni della NHL: "Sono molto felice per i ragazzi - commenta a caldo Tortorella - in questi ultimi giorni ho parlato molto del passato, di come è stato difficile arrivare fino a qui, di cosa abbiamo fatto in questi playoff. Ora che abbiamo raggiunto la Stanley Cup è fantastico. Non so come spiegare quello che sto provando in questo momento. Dopo aver perso nel secondo round degli scorsi playoff contro New Jersey, ci siamo impegnati affinché il nostro team continuasse a giocare meglio. Noi eravamo una buona squadra, ma volevamo diventare una grande squadra. E ora lo siamo diventati".

Dopo un dicembre negativo, la scossa è arrivata a gennaio: "La nostra corsa verso i playoff e la Stanley Cup è iniziata da gennaio in poi - spiega il coach di Tampa - perché da lì abbiamo cominciato a credere in noi stessi e nei nostri mezzi. Non è stata una svolta fisica o tattica, bensì mentale". Cosa ha pensato negli ultimi dieci minuti? "Ma, non ho pensato a molte cose. Ho pensato che nei primi due periodi Nik (Khabibulin) non era stato molto impegnato e prima o poi loro (i Flames) si sarebbero lanciati verso la sua gabbia per pareggiare.

Ma Nik ha fatto delle grandi parate e negli ultimi quindici, sedici secondi non ho più guardato il ghiaccio: ho guardato solo il cronometro e i secondi che passavano". Poi arriva un commento sui due maggiori artefici delle vittorie in gara 6 e gara 7, Brad Richard e Ruslan Fedotenko: "Brad ha vinto il Conn Smythe Trophy (MVP dei playoff), vero? Non credevo che potesse vincere persino questo trofeo. Lui è uno studioso del gioco, è un grande ragazzo e un bravissimo giocatore. Feds (Fedotenko) con i suoi 12 gol in questa post-season ha dato un contributo eccezionale alla squadra. In questa Stanley Cup ha giocato molto bene, e non dimentichiamo che si è anche fratturato uno zigomo in gara 3". E infine i complimenti all'avversario: "Se posso, vorrei fare le mie congratulazioni a Darryl Sutter e al suo fantastico gruppo. Meritano grande rispetto".

E lui, Darryl Sutter, commenta così l'amaro epilogo di una stagione comunque da incorniciare: "Alla fine siamo arrivati senza benzina e senza energia. Abbiamo avuto degli infortuni che ci hanno penalizzato e forse vincere gara 5 è stato per noi più un male che un bene. Ma è giusto fare i complimenti a Tampa Bay, che ha meritato questa vittoria".

Passiamo ora ai giocatori, partendo da chi una Stanley Cup l'aveva già  conquistata, precisamente nel 1999 nelle file di Dallas (4-2 su Buffalo), cioè dal difensore dei Lightning Darrly Sydor: "E' eccitante vincere di nuovo la Stanley Cup. Questa vittoria va però dedicata in special modo al nostro grande capitano Dave Andreychuk e a Nik (Khabibulin), che stasera ha salvato più volte il risultato. E' stato un muro (il goalie di Tampa viene soprannominato The Bulin Wall) per tutti i playoff e spesse volte è stato ingiustamente criticato".

Dave Andreychuk, quarantenne capitano dei Bolts, dopo 22 anni di NHL è riuscito finalmente ad avere tra le proprie mani la Stanley Cup: "Ognuno sogna come sarà  questo giorno per tanto tempo, ma ora che lo vivo è indescrivibile. Vincendo la Stanley Cup in gara 7 cancelli tutte le eliminazioni dai playoff al primo round o le volte che non ci si è qualificati. Ora voglio godermi questo trionfo con la mia famiglia, poi penserò a cosa fare il prossimo anno, o continuare a giocare o ritirarmi. Ma ora non voglio pensarci, voglio solo festeggiare".

The Bulin Wall è il primo portiere russo ad aver vinto la Stanley Cup, ma lui non sembra curarsene molto: "Non importa se sono stato il primo o no, l'importante è essere riuscito a vincerla. Sono felicissimo perché ho saputo resistere alle forti pressioni a cui un goalie è sottoposto specialmente nei playoff".

Questo trionfo per Tampa arriva dopo una stagione in cui è stata trascinata da Martin St. Louis, nuova stella dell'hockey nordamericano e top scorer NHL in questa stagione: "Io penso che ogni cosa che io abbia fatto giocando a hockey sia stata graduale. Ho giocato per quattro anni al college e poi ho iniziato la via del professionismo disputando leghe minori. Il mio impatto con la NHL non è stato dei migliori (fu preso e poi scartato proprio da Calgary"), ma ho lavorato sodo per migliorare e ora eccomi qui a coronare il sogno di una vita. Noi siamo i campioni" E' una cosa che non può essere descritta con le parole".

La vittoria dei Lightning ha una faccia giovane, ha la faccia giovane di Brad Richards e Vincent Lecavalier.
Richards, oltre ad aver conquistato la Stanley Cup, ha messo il proprio nome nell'albo d'oro dei vincitori del Conn Smythe Trophy, l'MVP dei playoff: "E' una cosa incredibile per chi come me viene da un posto piccolo (Prince Edward Island): dedico questa coppa a chi mi ha seguito e sostenuto fin dall'inizio in questa mia avventura nel mondo dell'hockey. Ho vinto anche il Conn Smythe Trophy, non ci credo ancora" Obbiettivamente è per me un onore figurare accanto ai nomi di Gretzky e Lemieux".

Lecavalier: "Sono contento per Richards, ci conosciamo da quando abbiamo 14 anni e si merita proprio questo premio. E' stato tutto molto bello in questa finale e stasera la mia azione che ha portato al gol di Fedotenko è stata qualcosa di molto importante. La svolta di questa stagione, dopo molte partite perse nel mese di dicembre, è arrivata a gennaio. E ora ecco che siamo a festeggiare la Stanley Cup. Wow"".

Dopo questa finale c'è sì chi gioisce, ma c'è anche chi si dispera per essere arrivati ad un passo dalla vittoria e poi essere stati sconfitti in gara 7. I Flames, che hanno avuto un match point in gara 6 di fronte al proprio pubblico, sono assai amareggiati, e non può essere altrimenti: una stagione così così e una post-season da favola, che poteva riportare in Canada la Stanley Cup che manca dal 1993 (Montreal). Si poteva trionfare dopo quindici anni (1989, Calgary vittoriosa in finale su Montreal 4-2), ma purtroppo per Iginla & C. la post-season, comunque assai positiva, è finita come peggio si poteva immaginare.

Il primo capitano di colore nella storia dell'NHL, mai nel vivo del gioco nelle decisive gare 6 e 7, parla così di questa sconfitta: "Non abbiamo giocato praticamente per cinquanta minuti, poi, dopo il gol di Conroy, abbiamo attaccato, abbiamo creato buone occasioni, ma purtroppo Khabibulin ha compiute ottime parate. Io non ho giocato bene e mi dispiace molto: è una sconfitta che brucia molto".

THREE STARS
1. R. Fedotenko: 2 goals
2. V. Lecavalier: 1 assist e 3 shots
3. N. Khabibulin: 16 saves

NOTES
– Era dal 1964 e 1965 che due finali di Stanley Cup consecutive non si chiudevano entrambe in gara 7 (come è avvenuto nel 2003 e 2004): nel 1964 Toronto - Detroit 4-3, nel 1965 Montreal - Chicago 4-3; nel 2003 New Jersey - Anaheim 4-3, quest'anno Tampa Bay - Calgary 4-3.
– Nella loro storia i Lightning, durante i playoff, hanno disputato due gare 7 ottenendo due vittorie; per Calgary il bottino delle gare 7 è di cinque vittorie e cinque sconfitte.
– Dopo dodici anni di storia Tampa Bay ha vinto Prince of Wales Trophy e Stanley Cup, due competizioni che i Lightning giocavano per la prima volta nella loro giovane storia.
– In ogni match della serie di Stanley Cup, chi ha segnato per primo ha sempre vinto.
– Darryl Sydor era l'unico tra i Bolts, fino a ieri notte, ad aver già  vinto la Stanley Cup: successe nel 1999, quando la sua Dallas sconfisse Buffalo 4-2.
– Dave Andreychuk, 40 anni, dopo 22 stagioni in NHL e 1758 partite, ha alzato per la prima volta nella sua carriera la Stanley Cup.
– Tampa Bay è riuscita ribaltare una situazione che dopo gara 5 la vedeva sotto di 2-3: l'ultima squadra che era riuscita vincere da 2-3 a 4-3 furono i Colorado Avalanche nel 2001 sui Devils.
– Sia Tampa nel 2004 sia Colorado nel 2001 avevano nelle loro file due giocatori che giocavano nella NHL da 22 anni e non avevano ancora vinto la Stanley Cup: per i Lightning, come detto prima, Andreychuk, per gli Avalanche Roy Bourque.
– La Stanley Cup manca dal Canada dal 1993, anno in cui i Canadiens di Montreal sconfissero in finale 4-1 i Kings di Los Angeles.
– La Stanley Cup non arriva a Calgary da 15 anni, dal 1989, quando i Flames superarono Montreal 4-2.
– Calgary non è riuscita nell'impresa di vincere la Stanley Cup battendo quattro campioni delle proprie division e quattro squadre che nella regular season avevano superato i 100 punti (Vancouver, Detroit, San José, Tampa Bay).
– Calgary, se avesse vinto la coppa, sarebbe stata l'unica franchigia della storia ad averlo fatto con un record negativo casalingo (5 vinte e 7 perse in casa per i Flames nella post-season).
– Dal 1954 nessuna gara 7 di Stanley Cup si conclude all'overtime (cinquant'anni fa Detroit batté Montreal nei tempi supplementari).
– I New Jersey Devils del 1995 rimangono l'unica squadra della storia NHL ad aver vinto la Stanley Cup senza aver usufruito in nessun round dei playoff del fattore campo.
– Brad Richards ha vinto il Conn Smythe Trophy, l'MVP dei playoff, succedendo nell'albo d'oro al goalie dei Mighty Ducks Jean - Sebastien Giguere: Richards, in questi playoff, è stato il miglior marcatore della lega con 26 punti, frutto di 12 gol e 14 assist.
– I genitori di Richards avevano promesso aragoste per tutti nel caso il figlio avesse vinto la Stanley Cup: ora che ha vinto sia Stanley Cup sia Conn Smythe Trophy chissà  che mangiata" Qualche buongustaio di Playitusa.it è stato invitato?!?
– Nikolai Khabibulin è il primo portiere russo a vincere la Stanley Cup.
– Due anni fa Khabibulin, accanito fumatore, decise di abbandonare il vizio delle sigarette per diventare un grande portiere: l'anno scorso è stato convocato all'All Star Game, quest'anno ha vinto la Stanley Cup ed è candidato al Vezina Trophy. Un ottimo spot per smettere di fumare (o per non iniziare nemmeno"), un modello da seguire per i giovani e per tutti gli sportivi.
– Vincere gara 7 di una finalissima in trasferta è praticamente impossibile: nello sport americano, gli ultimi a riuscirci furono i Pittsburgh Pirates nelle
World Series del 1979 contro i Baltimore Orioles, mentre nella NHL gli
ultimi furono i Montreal Canadiens contro Chicago nel 1971.
– Un ultima nota, che forse non dovrei fare ma che mi viene spontanea dato che proviene dal cuore: nessun media (giornale o tv), esclusa la neonata Sport Italia, ha dedicato il giusto spazio a questo fantastico spettacolo (qualcosa di meglio si è visto su internet). L'hockey e in generale gli sport americani vivono in un mondo, quello dei media nostrani, schiavo del dio calcio" Uno scandalo non aver dato il giusto risalto alla NHL e a questa grande finalissima: pensate che un giornale canadese ha dedicato, prima del sesto match, 18 (!) pagine alla sfida tra Tampa e Calgary"

TB-CGY PLAYERS SCOREBOARD
B. Richards (TB): 4 gol, 5 assist, 9 punti.
M. St. Louis (TB): 4 gol, 2 assist, 6 punti.
J. Iginla (CGY): 3 gol, 2 assist, 5 punti.
R. Fedotenko (TB): 3 gol, 1 assist, 4 punti.
D. Andreychuk (TB): 0 gol, 4 assist, 4 punti.
C. Simon (CGY): 2 gol, 1 assist, 3 punti.
D. Boyle (TB): 1 gol, 2 assist, 3 punti.
F. Modin (TB): 1 gol, 2 assist, 3 punti.
O. Saprykin (CGY): 1 gol, 2 assist, 3 punti.
V. Lecavalier (TB): 0 gol, 3 assist, 3 punti.
M. Gelinas (CGY): 2 gol, 0 assist, 2 punti.
S. Donovan (CGY): 1 gol, 1 assist, 2 punti.
C. Conroy (CGY): 1 gol, 1 assist, 2 punti.
M. Nilson (CGY): 1 gol, 1 assist, 2 punti.
V. Nieminen (CGY): 1 gol, 1 assist, 2 punti.
S. Yelle (CGY): 1 gol, 1 assist, 2 punti.
R. Regehr (CGY): 0 gol, 2 assist, 2 punti.
J. Leopold (CGY): 0 gol, 2 assist, 2 punti.
A. Ference (CGY): 0 gol, 2 assist, 2 punti.
C. Clark (CGY): 1 gol, 0 assist, 1 punto.
J. Cullimore (TB): 0 gol, 1 assist, 1 punto.
R. Regehr (PHI): 0 gol, 1 assist, 1 punto.
S. Montador (CGY): 0 gol, 1 assist, 1 punto.
M. Cibak (TB): 0 gol, 1 assist, 1 punto.
C. Dingman (TB): 0 gol, 1 assist, 1 punto.
T. Lydman (CGY): 0 gol, 1 assist, 1 punto.
C. Stillman (TB): 0 gol, 1 assist, 1 punto.
T. Taylor (TB): 0 gol, 1 assist, 1 punto.

TOTAL TAMPA BAY PLAYERS SCOREBOARD
B. Richards (TB): 12 gol, 14 assist, 26 punti.
M. St. Louis (TB): 9 gol, 15 assist, 24 punti.
F. Modin (TB): 8 gol, 11 assist, 19 punti.
V. Lecavalier (TB): 9 gol, 7 assist, 16 punti.
R. Fedotenko (TB): 12 gol, 2 assist, 14 punti.
D. Andreychuk (TB): 1 gol, 13 assist, 14 punti.
D. Boyle (TB): 2 gol, 8 assist, 10 punti.
C. Stillman (TB): 2 gol, 5 assist, 7 punti.
D. Sydor (TB): 0 gol, 6 assist, 6 punti.
T. Taylor (TB): 2 gol, 3 assist, 5 punti.
P. Kubina (TB): 0 gol, 4 assist, 4 punti.
D. Afanasenkov: 1 gol, 2 assist, 3 punti.
A. Roy (TB): 1 gol, 2 assist, 3 punti.
C. Dingman (TB): 1 gol, 1 assist, 2 punti.
C. Sarich (TB): 0 gol, 2 assist, 2 punti.
B. Lukowich (TB): 0 gol, 2 assist, 2 punti.
J. Cullimore (TB): 0 gol, 2 assist, 2 punti.
E. Perrin (TB): 0 gol, 1 assist, 1 punto.
M. Cibak (TB): 0 gol, 1 assist, 1 punto.

TOTAL CALGARY PLAYERS SCOREBOARD
J. Iginla (CGY): 13 gol, 9 assist, 22 punti.
C. Conroy (CGY): 6 gol, 11 assist, 17 punti.
M. Gelinas (CGY): 8 gol, 7 assist, 15 punti.
M. Nilson (CGY): 4 gol, 7 assist, 11 punti.
S. Donovan (CGY): 5 gol, 5 assist, 10 punti.
J. Leopold (CGY): 0 gol, 10 assist, 10 punti.
R. Regehr (PHI): 2 gol, 7 assist, 9 punti.
V. Nieminen (CGY): 4 gol, 4 assist, 8 punti.
C. Simon (CGY): 5 gol, 2 assist, 7 punti.
S. Yelle (CGY): 3 gol, 3 assist, 6 punti.
O. Saprykin (CGY): 3 gol, 3 assist, 6 punti.
C. Clark (CGY): 3 gol, 3 assist, 6 punti.
M. Lombardi (CGY): 1 gol, 5 assist, 6 punti.
S. Montador (CGY): 1 gol, 2 assist, 3 punti.
A. Ference (CGY): 0 gol, 3 assist, 3 punti.
K. Oliwa (CGY): 2 gol, 0 assist, 2 punti.
M. Commodore (CGY): 0 gol, 2 assist, 2 punti.
R. Warrener (CGY): 0 gol, 1 assist, 1 punto.
C. Kobasew (CGY): 0 gol, 1 assist, 1 punto.
D. Gauthier (CGY): 0 gol, 1 assist, 1 punto.
T. Lydman (CGY): 0 gol, 1 assist, 1 punto.

GOALIES SCOREBOARD
N. Khabibulin (TB): 23 GP, 16 W, 7 L, 5 SO, 598 SA, 558 SV, 40 GA, .933 SV%, 1.71 GAA.
M. Kiprusoff (CGY): 26 GP, 15 W, 11 L, 5 SO, 710 SA, 659 SV, 51 GA, .928 SV%, 1.85 GAA.

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