NHL Finals: 3 stars e pagelle

Fedotenko solleva la Coppa!

THREE STARS OF GAME 7

3) Nikolai Khabibulin: Fino all'inizio del terzo periodo i Flames non si erano mai seriamente resi pericolosi nella zona difesa del primo goalie russo a vincere la Stanley Cup, producendo un totale di 9 misere ed innocue conclusioni.
Nell'ultima frazione, invece, i suoi interventi su Montador e soprattutto su uno "wide open shot" di Leopold, che poteva ridare il pareggio a Calgary, hanno salvato gabbia e risultato.
"Habby" ha in questo modo permesso a Tampa Bay di vincere due gare consecutive dopo un digiuno che durava da ben 13 partite (nelle quali si sono sempre alternate una vittoria e una sconfitta), ovvero da quando i Lightning vinsero gara 4 della Semifinale di Conference contro Montreal e gara 1 della Finale di Conference contro i Philadelphia Flyers.

2) Vincent Lecavalier : "Vinny" ha giocato un ottima gara 7, strabiliando gli appassionati con un numero d'alta scuola con il quale è arrivato a servire Fedotenko per il game-winning gol dell'incontro. Lecavalier ha recuperato il disco all'altezza della angolo sinistro della porta difesa da Kiprusoff e in una fetta di ghiaccio davvero ristretta si è letteralmente "bevuto" prima Montador, girandogli intorno, poi altri due giocatori con i quali ha evitato di entrare in contatto e ha passato il disco a pochi centimetri da lui al liberissimo Fedotenko, al quale non va comunque tolto il merito di aver effettuato un tiro molto bello ed efficace.

1) Ruslan Fedotenko : Meravigliosa gara quella disputata dal talento di Kiev nell'ultimo atto della stagione Nhl. Fedotenko ha aperto le marcature in power-play, sfruttando l'ottimo lavoro del compagno di reparto Brad Richards, che in situazione di superiorità  numerica ha pochi eguali, ribadendo in rete un rimbalzo non controllato dal goalie dei Flames.
Ci ha pensato ancora lui nel secondo periodo a fare il vuoto tra le due squadre capitalizzando a meraviglia il lavoro di Lecavalier con un tiro che si è infilato sopra al guanto sinistro dell'incolpevole Kiprusoff. Egli è giunto così al suo terzo game-winning gol dei playoff e al quarto punto in sei gare di finali. Un sogno che si è avverato, parola dello stesso Fedotenko.

PAGELLE: I VINCITORI

BRAD RICHARDS: voto 10
Iniziamo le nostre premiazioni con il vincitore del Conn Smyth Trophy, riconoscimento che è stato consegnato dal commissioner della Nhl Gary Bettman al termine di gara 7 all'MVP dei playoff, Brad Richards.
"Rich" può così avvalersi di un prestigioso trofeo istituito nel 1965 e appartenuto nel corso degli anni a vere e proprie leggende dell'hockey (tra gli altri, ricordiamo i pluridecorati Wayne Gretzky, Mario Lemieux, Patrick Roy).
Richards ha meritato il premio con pieno merito per i seguenti motivi:
1) E' stato il miglior realizzatore della post-season con 26 punti, frutto di 12 gol e 14 assist, precedendo in questa speciale classifica il compagno di squadra Martin St. Louis, secondo con 24 punti.
2) Ha chiuso la serie finale con 4 gol e 5 assist in sette partite.
3) E' il portafortuna dei Lightning. Quando ha inserito il suo nome nel tabellino dei marcatori, Tampa Bay ha sempre vinto, realizzando un record di 9-0 nei playoff, che va sommato ad un incredibile 22-0-2 nella regular season.
Inoltre, ha ottenuto il record playoff con ben 7 game-winning gol realizzati sul totale di 16 che hanno consentito alla squadra della Florida di portarsi a casa la coppa di Lord Stanley, polverizzando così il precedente record che apparteneva a Joe Nieuwendyk (1999) e a Joe Sakic (1996), fermi a quota 6.
4) E' il miglior giocatore nella Lega, probabilmente assieme al suo grande idolo Joe Sakic, nel powerplay. Nei playoff ha realizzato qualcosa come 12 punti in situazione di superiorità  numerica, comprese 3 importantissime reti nelle ultime tre partite della serie contro i Flames.
5) Sa gestire il disco in una maniera incredibile, è abilissimo nel farlo scorrere da una parte all'altra del campo con precisione e possiede un controllo superiore alla norma. In più è in grado di usufruire di un tiro di polso piuttosto preciso e potente (a titolo di esempio si veda l'azione del primo gol di Fedotenko).
Può bastare?

RUSLAN FEDOTENKO: voto 9
L'anno scorso era stata la volta di Mike Rupp. Fu lui l'uomo della vittoria per i New Jersey Devils con 2 reti siglate nella decisiva gara 7 contro gli Anaheim Mighty Ducks. Quest'anno è toccato a Ruslan Fedotenko mettere a referto il game-winning gol di gara 7 delle Finali.
La differenza tra Rupp e Fedotenko sta nel fatto che quello del giocatore ucraino non è stato solo un exploit, come fu invece per la giovane ala dei Devils, accantonata quest'anno con la cessione ai Phoenix Coyotes.
Fedotenko si è espresso su ottimi livelli per tutto l'arco della post-season e si è dimostrato un mattatore di razza, visti i 12 pesanti gol realizzati, undici dei quali nelle due serie finali contro gli ex compagni di Philadelphia e contro Calgary.
Dopo un inizio un po' in sordina, infatti, il numero 17 di Tampa Bay ha fatto vedere sul ghiaccio tutte le sue doti, confermando che la cessione da parte dei Flyers del suo contratto in cambio di una prima scelta nel draft del 2002 fu un operazione di mercato completamente sciagurata.
Fedotenko, dopo il terribile infortunio subito al volto in conseguenza di una terrificante hit alla balaustra da parte di Robyn Regher non si è certo tirato indietro e ha risposto presente inserendo il proprio nome due volte nel tabellino dei marcatori, impresa riuscita in una gara 7 di playoff a soli altri otto giocatori.
Per l'ucraino, come già  ricordato in sede di analisi, si tratta di una favola che finalmente si è materializzata. In questo momento di grazia sembrano infatti incredibilmente lontani i tempi in cui l'ala dei Lightning e la sua famiglia lottavano contro le malattie conseguenti alle radiazioni della strage di Chernobyl, culminate con il trasferimento negli States.
La consacrazione arriva anche dalle parole di coach John Tortorella "Se penso all'inizio della stagione, lui non era nessuno per il nostro attacco e infatti era fuori dalla lineup, ma è stato bravo a non mollare e a trovare una sua dimensione all'interno della squadra".

DAVE ANDREYCHUCK: voto 8
22 anni di interminabile attesa per il capitano della franchigia emergente di Tampa Bay. Un numero di gare disputate senza mai vincere nulla che costituiscono il record per un giocatore professionista, ben 1759. Si era parlato del paragone che legava Andreychuck a Bourque, per questi due campioni, fortunatamente, tutto è andato per il meglio con la conquista del titolo tanto desiderato.
I due hanno giocato insieme a Boston e Colorado e sono legati da una profonda amicizia, come testimoniano le numerose telefonate reciprocamente effettuate nel corso delle ultime fasi della post-season e le dichiarazioni dello stesso Andreychuck, che ha spesso affermato di aver imparato molto sia da Bourque giocatore (visionando soprattutto le cassette dell'ultima Stanley Cup vinta da Colorado) sia da Bourque uomo.
"Chuckie", dopo una prima stagione in Florida piuttosto anonima, ha deciso di proseguire in modo un po' bizzarro la sua avventura con i Lightning, dato che nell'estate del 2002 fu contattato mentre giocava a golf.
"Ero alla 12esima buca dell' Hunter's Green e stavo per realizzare un birdie" dice Andreychuck "quando squillò il telefono. Era il Gm dei Lightning Jay Feaster che mi offriva l'opportunità  di andare da qualche altra parte. Io gli dissi che il mio compito dopo una sola stagione non era stato compiuto e che quindi volevo rimanere".
Anche se le sue doti offensive sono calate nel corso degli anni (il suo bottino in carriera è comunque di 1320 punti), Dave ha svolto un grosso lavoro di spogliatoio facendo da chioccia a tanti giovani campioni emergenti che inevitabilmente costituiranno il roseo futuro di questa franchigia.
Egli non ha tuttavia sfigurato sul ghiaccio, offrendo alla causa 14 punti (1+13), dei quali otto in power-play (secondo nella Lega) ed è stato ovviamente orgoglioso di alzare per primo al cielo la Stanley Cup, anche se leggermente amareggiato per aver dovuto seguire gli ultimi istanti di gara dal penalty box.
Ora per lui si prospetta un'estate di riflessione: dovrà  infatti decidere se continuare a giocare o se lasciare dopo una carriera gloriosa, come aveva fatto il suo amico Ray Bourque: "Per ora mi godo il momento con la famiglia e i compagni di squadra, poi prenderò una decisione".

MARTIN ST. LOUIS, NIKOLAI KHABIBULIN: voto 8.5
Che incredibile stagione quella del piccoletto canadese! Per un giocatore che non era certo visto di buon occhio dagli scout per la sua stazza e per aver frequentato il college, ambiente nel quale il fighting non ha diritto di cittadinanza, piuttosto che i più ardui e fisici juniors, è arrivata la stagione della consacrazione.
94 punti in regular season, che fanno di lui uno tra i papabili vincitori dell'Hart Ross Trophy, riconoscimento consegnato all'MVP della regular season e 24 punti nei playoff sono un bottino davvero considerevole per il numero 26 dei Lightning.
Giocatore con un cuore grandissimo, una foga tremenda, una velocità  fuori dal comune e anche con eccellenti doti di scorer, tutte caratteristiche che spesso hanno consentito agli addetti ai lavori un illustre paragone con Wayne Gretzky.
Personalmente mi sento dire che una gran fetta della Stanley Cup è sua, nonostante sia circondato da un nucleo di giocatori che sono sempre stati all'altezza per tutto l'arco della stagione e che si sono messi molto diligentemente al suo servizio.
Per quanto riguarda Khabibulin, invece, parlano da sole le statistiche: 5 shutout, 1.91 nella media gol subiti, .933 in % di parate.
"Bulin Wall" è stato favoloso per tutto l'arco dei playoff e alla fine la sua esperienza davanti alla gabbia gli ha dato ragione. Non ha mostrato praticamente mai segni di cedimento e la difesa, con Sydor, Kubina e il miglior realizzatore tra i difensori Boyle su tutti, gli ha fornito una solida protezione. Egli ha avuto il merito di eccellere in una delle sue tante doti, ovvero quella di concedere pochissimi rimbalzi davanti alla porta ai giocatoti avversari.

PAGELLE: GLI SCONFITTI

JAROME IGINLA: voto 8
Gli attribuisco due voti in meno per la delusione arrecata ai suoi tifosi nelle ultime due gare della serie finale, quando non ha effettuato un tiro per un arco ti tempo superiore ai 100 minuti e si è fatto letteralmente imbrigliare nella ragnatela costruita dai bravissimi Darryl Sydor e Pavel Kubina.
A memoria, mi viene in mente un paragone con Pavel Bure, che nel 1994 prese per mano i Vancouver Canucks trascinandoli fino alla finale, nella quale deluse però le aspettative degli addetti ai lavori.
Non considero tuttavia corretto processare un giocatore che a mio modo di vedere ha spesso portato avanti "all alone" (Stephon Marbury qui avrebbe qualcosa da insegnare) le sorti della franchigia, della quale costituisce l'unica vera e propria stella.
La dirigenza ha costruito una squadra attorno al proprio capitano, scegliendo dei giocatori dediti al forechecking più che alla tecnica, ma alla fine, il fatto di prediligere un gioco fisico, in una serie lunga sette partite, si è rivelato controproducente.
"Non ne avevamo più, non sentivamo più le gambe" ha infatti dichiarato coach Darryl Sutter al termine di gara 7.
Iginla è stato mostruoso per tutto l'arco dei playoff, ha totalizzato la bellezza di 22 punti in 26 incontri ed è stato il miglior goleador della Lega nella post-season con 13 reti, Calgary deve dunque ringraziare il suo capitano di colore per aver compiuto un'impresa per la quale chiunque in Canada avrebbe messo la firma ad inizio stagione.
Chiudo con un elogio per uno dei giocatori che restano tra i miei preferiti nell'intera Nhl: tecnica, accelerazione, tiro, prestanza fisica, hits. Magico.
E dire che aveva cominciato facendo il catcher a baseball… c'è da sorprendersi che non sia diventato un goaltender!

MIIKKA KIPRUSOFF: voto 9
Per andare avanti nella post-season ci vuole un grande portiere. Ne sanno qualcosa i Philadelphia Flyers, che hanno cercato di piazzare in ogni modo Roman Checkmanek lo scorso anno, goalie considerato solamente "da regular season", viste le numerose papere compiute nei playoff e la poca solidità  offerta.
Kiprusoff, scoperto da Darryl Sutter, è stato secondo me il miglior portiere della post-season, per il fatto che rispetto a Khabibulin ha dovuto fronteggiare i poderosi attacchi di quattro squadre vincitrici delle rispettive division, non sfigurando in alcuna occasione.
Intendiamoci bene, "Kipper" ha tolto il posto ad uno come Roman Turek, eterno back-up di Belfour a Dallas, ma considerato fino a qualche tempo fa erede di "Psycho Eddie" e possibile miglior portiere emergente dell'intera Lega.
Anche per il finlandese dei Flames le statistiche parlano da sole: 5 shutout, .928 in % di save e 1.85 nella media gol subiti.
Ha tenuto in vita le speranze della franchigia nel corso di tutti i playoff con prestazioni esaltanti e in gara 7 ha evitato spesso il tracollo per la sua squadra.
In conclusione, non importa che non abbia vinto la coppa al primo tentativo, l'importante, mi sento di poter dirlo, è che è nata una stella.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *