Il giocatore del momento

Tampa Bay vola ad Est

"Trust me, I'm not Gretzky". Sono queste le prime parole della nuova stella dei Tampa Bay Lightning e della Nhl, Martin St. Louis, rivolte ai giornalisti che avevano provato ad azzardare il paragone, dopo che alla fine di febbraio era stato nominato per la seconda volta consecutiva giocatore del mese, impresa precedentemente riuscita solo al fuoriclasse di Edmonton nel bimestre dicembre-gennaio del lontano 1986-87.

St. Louis ha chiuso il mese di febbraio con 21 punti in 13 partite, conditi da una striscia di 12 partite consecutive nelle quali è sempre riuscito ad andare a punti, ed ha proseguito il suo strabiliante momento di forma per tutto il mese di marzo.

Con i tre assist rifilati ai Toronto Maple Leafs lo scorso 23 marzo, Martin ha stabilito il nuovo record franchigia di punti, ben 89 in 77 gare, suddivisi in 35 reti e 54 assist (migliore in assoluto a pari merito con Tanguay), che gli consentono di occupare il primo posto nella Lega in questa speciale graduatoria davanti al centro dei Colorado Avalanche Joe Sakic, distanziato di quattro lunghezze.

Meritano una menzione d'onore nella classifica dei punti anche l'ala Robert Lang, trasferitasi di recente da Washington a Detroit, a lungo in testa, ma fermo a quota 78 a causa di un infortunio e Alex Tanguay (79), ala di Colorado, che se non avesse saltato almeno una decina di partita oggi sarebbe probabilmente uno dei favoriti per l'Art Ross Trophy.

Martin cerca di non prendersi troppi complimenti e con un'esagerata modestia consegna gran parte del merito ai compagni, i soli che gli hanno consentito di avere delle statistiche così "gonfiate".

"Io sono quello che si prende gli elogi, ma credetemi, in questa squadra ci sono almeno altri tre o quattro giocatori senza i quali i miei numeri non sarebbero tali".

La carriera di Martin St. Louis iniziò al college, che egli decise di frequentare soprattutto perché è un convinto assertore dell'importanza dell'educazione e perché lo ritiene l'ambiente più adatto a formare un giocatore di hockey, a dispetto dei molti ragazzi canadesi che preferiscono frequentare i juniors.

E' proprio al college che Martin incontrò colui che sarebbe divenuto uno dei suoi grandi amici e compagni di avventura a Tampa Bay, ovvero Eric Perrin, firmato l'anno scorso dopo aver disputato tre anni in Europa su eccellenti livelli.

Martin, tuttavia, riuscì a mettersi in mostra come giocatore solamente quando cominciò a frequentare l'Università  di Vermont, con la quale annientò ogni record di punti e reti (miglior scorer per quattro anni in fila) e finì a sole quattro lunghezze dal record di tutti i tempi di punti nella Eastern College Athletic Conference.

Nel 1998 Martin coronò finalmente il suo sogno di diventare un giocatore professionista, quando i Calgary Falmes lo firmano come free agent.
Alle due stagioni non particolarmente esaltanti nella franchigia canadese seguì il trasferimento ai Tampa Bay Lightning, che segnò l'inizio della scalata per il numero 26 nativo di Laval, nel Quebec.

Nella sua prima stagione ai Bolts, infatti, Martin realizzò 18 reti e 40 punti, bottino che secondo il giocatore stesso ha sancito un grande passo per la sua carriera e gli ha offerto fiducia nei propri mezzi e crescita mentale.

Nel 2001-02 un infortunio alla gamba destra fermò l'ascesa di St. Louis che chiuse la stagione con 35 punti e molti timori. Martin, infatti, vanta delle gambe talmente consistenti da assomigliare più ad un giocatore di calcio che ad uno di hockey e sono proprio queste che gli conferiscono la grandiosa velocità  e abilità  nei breakaways delle quali è in possesso.

Martin non si diede per vinto e lavorò duramente giorno dopo giorno, ad esempio saltando sulla gamba infortunata per tutte le venti file di gradini che compongono la stadio di Vermont, luogo nel quale decise di iniziare la sua riabilitazione e dove ogni estate trascorre le vacanze e si allena.

Nemmeno l'aumento contratto da $290,000 a $1milione offertogli dalla dirigenza contribuirono a montargli la testa, furono anzi un incentivo a dimostrare che quei soldi Martin li valeva veramente.

St. Louis si ripresentò al training camp della scorsa stagione più in forma che mai e il ghiaccio gli diede ragione: 70 punti in 82 partite che consentirono alla sua squadra di raggiungere i playoffs con il terzo piazzamento del seeding.

Tampa Bay riuscì addirittura a superare il primo turno a scapito degli eterni rivali di Washington e uscì a testa alta anche dalla sfida contro i New Jersey Devils, nella quale fu sconfitta per 4-1 da quelli che poi sarebbero divenuti i campioni della Nhl.

Nei playoffs St. Louis mise in evidenza tutte le sue grandi qualità , su tutte la rapidità  e la capacità  di andare a segno e chiuse la post-season con un onorevolissimo bottino di 12 punti in 11 gare che lo posero sotto i riflettori.

Martin fu molto soddisfatto della sua stagione e si dimostrò completamente maturato sotto ogni aspetto. Lo rinfrancava il fatto di aver realizzato solamente sei gol dopo la pausa dell'All Star Game, ma di aver disputato un playoff talmente eccellente da scacciare tutte le critiche che gli erano state mosse da parte degli addetti ai lavori.

Egli dimostrò inoltre di aver incrementato il suo repertorio di giocate, la migliore delle quali rimane quella in avvicinamento al portiere e soprattutto di aver raggiunto una tale confidenza che gli permette di provare a fare anche le cose più difficili e di essere maggiormente creativo.

Nel corso della scorsa offseason Tampa Bay perse un prezzo pregiato come Vaclav Prospal, miglior marcatore della squadra nelle regular season con 79 punti, che non rifirmò decidendo di trasferirsi ad Anaheim per sostituire il partente Paul Karyia.

Nonostante questa mossa paresse aver indebolito la franchigia, gli uomini di John Tortorella si sono invece riconfermati quest'anno su livelli ancora migliori.

Tampa Bay occupa infatti la prima posizione ad Est con 99 punti ed ha già  raggiunto da alcune partite la qualificazione ai playoffs.
La marcia vincente dei Bolts ha avuto inizio da subito, nel mese di ottobre Tampa Bay ha infatti perso un'unica partita e si è concretizzata tra gennaio e febbraio quando St. Louis e compagni hanno incrementato il margine di punti che li separava dai Carolina Hurracanes, seconda forza di una Southeast Divison che è sicuramente la più debole dell'intera Lega.

Il successo di Tampa Bay, oltre che nell'attacco stellare, risiede nei due portieri, entrambi di ottimo livello, che sono Nikolai Khabibulin e John Grahame e in una difesa dai nomi non eclatanti ma molto solida e abile nel forechecking.

Le accuse che spesso vengono mosse alla squadra, invece, sono la presenza di un troppo ristretto nucleo di giocatori che fanno la differenza (St. Louis, Richards, Lecavalier, Stillman e Modin) senza i quali la squadra soffrirebbe a dismisura.

I Bolts, incuranti di questo fatto si godono il momento e assaporano addirittura la conquista del Presidents' Trophy, riconoscimento consegnato alla squadra con il miglior record nella regular season.

Infatti, dopo due recenti sconfitte contro Boston e New York, che avevano fatto pensare che la franchigia americana avesse tirato i remi in barca, è arrivata una sonora vittoria per 7-2 contro i Toronto Maple Leafs , che permette a Tampa Bay di affiancare testa i Detroit Red Wings, sconfitti per la seconda volta di fila.

Ovviamente, una volta raggiunto il traguardo della post-season, questo genere di duelli divengono fini a se stessi. Abbiamo potuto constatare, infatti, che nelle stagione passate la posizione di classifica non è stata così rilevante per il successo finale.

Tampa Bay deve dunque guardarsi molto bene dalle altre rivali che andrà  ad affrontare, prima tra tutte i New York Islanders, che sembrano veramente ad un passo dalla qualificazione essendo stabili all'ottavo posto del seeding e che hanno battuto i Lightning già  in tre occasioni su quattro in questa stagione.

Martin St. Louis sembra comunque aver imparato la dura lezione che i playoffs gli hanno insegnato lo scorso anno, come ha dichiarato nel corso della offseason: "Se c'è qualcosa che ho imparato è che non è mai finita finché non è finita. L'importante è non mollare mai, recuperare è sempre possibile. Noi siamo una squadra con molto carattere e questo è ciò che importa a questi livelli. Da parte mia ho realizzato quanto sia difficile vincere una Stanley Cup, abbiamo lavorato durissimo eppure abbiamo superato un solo turno".

Ora non ci resta che lasciare al ghiaccio l'ultimo verdetto.

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