Stanley Cup: si parte!

Riuscirà  Scott Stevens ad alzare la coppa anche nel 2003?

La grande attesa è finita! Gli occhi di tutti gli appassionati di hockey sono rivolti a East Rutheford, dove tra qualche ora si giocherà  la prima partita della finale di Stanley Cup tra New Jersey Devils e Mighty Ducks of Anaheim.

Se i Devils erano inseriti nel lotto dei possibili pretendenti al successo finale, non si può affermare lo stesso per i Mighty Ducks, il cui risultato è stato una delle maggiori sorprese degli ultimi anni: sicuramente i Californiani erano considerati un avversario pericoloso, ma nessuno li avrebbe mai immaginati vincitori della Western Conference.

Invece, tutte le grandi potenze dell'Ovest si sono dovute inchinare ai Paperi, che hanno eliminato senza pietà  Detroit (detentori della Stanley Cup), Dallas (testa di serie #1) e poi Minnesota. Il cammino di Anaheim è stato emozionante con dieci successi per un solo punto, di cui cinque nei supplementari: le due gare 1 contro Detroit e Dallas (terminate rispettivamente al terzo e al quinto overtime) saranno ricordate per lungo tempo dai tifosi.

Anche la finale contro Minnesota ha avuto diversi momenti di tensione, in ogni caso sempre favorevoli ad Anaheim: la prima partita, ad esempio, è stata decisa al secondo supplementare. Tutti questi successi sembrano quasi delle prove evidenti sul fatto che i Mighty Ducks siano dei predestinati: qualcuno ha addirittura pensato ad un intervento soprannaturale di Walt Disney.

Magie a parte, il vero eroe è stato il portiere Jean-Sebastien Giguere, autore di una post-season impressionante, soprattutto se si pensa che il giovane goalie è al debutto nei playoff: 1.22 gol subiti di media, .960 di percentuale, quattro shutout (di cui 3 consecutivi contro i Wild); il talento di Giguere era noto agli addetti ai lavori già  da qualche anno, ma chi poteva pensare ad un'esplosione di questo livello!

Tuttavia i Ducks non sono solo Giguere, ma anche un ottimo pacchetto difensivo perfettamente disegnato dal coach Mike Babcock: Keith Carney, Ruslan Salei, Niclas Havelid e Sandis Ozolinsh hanno creato dei muri davanti al proprio portiere che ha dovuto incassare solamente 21 gol in quattordici partite.

Le punte di diamante in attacco di questa post-season sono Adam Oates (4 gol e 6 assist), Mike Leclerc (2 gol e 8 assist) e Paul Kariya (5 gol e 3 assist), ma tutto il reparto offensivo è molto ben bilanciato: 17 giocatori, infatti, hanno realizzato almeno un punto.

Una menzione per il Capitano è doverosa: Kariya avrebbe potuto lasciare Anaheim, soprattutto quando questa era una squadra mediocre; ora invece può disputare la finale di Stanley Cup con quella franchigia che non ha voluto tradire. Ma anche il vecchio Adam Oates meriterebbe di essere premiato con il mitico trofeo: a quarant'anni dopo 14 stagioni di alto livello, questa potrebbe essere l'ultima grande chance per l'ex centro di Boston e Washington.

Se Anaheim è stata la grande sorpresa, non si può dire lo stesso per New Jersey che si sta confermando l'autentica dominatrice della Eastern Conference degli ultimi dieci anni; i Devils, infatti, dal 1994 sono sempre ai vertici del raggruppamento orientale, come dimostrato da questi numeri: 7 stagioni da almeno 100 punti, 5 titoli divisionali, 5 finali di conference, 4 finali di Stanley Cup e 2 Stanley Cup.

Questi dati spiegano che i Devils sono davvero una delle più solide franchigie dell'intero sport nordamericano e il loro successo è dovuto ad una perfetta programmazione in cui niente è lasciato al caso; il grande protagonista è il GM Lou Lamoriello, che, negli anni '90, ha creato una formazione davvero vincente: scelte oculate nei draft e scambi azzeccati hanno permesso a New Jersey un'incredibile costanza di risultati, molto difficile da mantenere negli anni dell'Expansion e della Free Agency.

Inoltre, i Devils giocano in una zona geografica (East Rutheford) non proprio attraente: il fascino di New York è davvero minimo e molto spesso le tribune della Continental Airlines Arena sono vuote, quasi come se gli abitanti del New Jersey non fossero interessati alle vicende della loro franchigia. Il reporter di ESPN Chris Stevenson ha scritto che se i Devils dovessero alzare la terza Stanley Cup, parlare di dinastia non sarebbe affatto esagerato.

Ciò che caratterizza i Devils è il loro concetto di squadra, in cui nessuno si mette in mostra, ma tutti lavorano e faticano per il successo comune; forse l'unica star è il portiere Martin Brodeur, che anche nel 2003 ha mantenuto degli standard altissimi: 1.60 di media gol subiti, .938 di percentuale, 4 shutout, statistiche ottenute contro squadre di alto potenziale offensivo come Boston, Tampa Bay e Ottawa.

Un altro giocatore degno di nota è il capitano, il 39enne Scott Stevens, un esempio di leadership e coraggio per tutti i suoi compagni; il coach Pat Burns ha affermato: “Scotty Stevens is the old master that glues all this together. He leads by example. He goes out there day and day out, practices, never says anything. He's just one of those rangy veterans that every team should have.”

Durante tutta la post-season, ottimo è stato il contributo di John Madden e Jamie Langenbrunner, decisivi sia in attacco, ma anche in difesa; sotto le aspettative, invece, sono state le prestazioni di Patrik Elias e Scott Gomez, che non sono riusciti ad esprimere il loro talento. Potrebbe rivelarsi decisivo Sergey Brylin, pienamente ristabilito dopo la frattura al polso.

I primi due turni di playoff sono stati abbastanza tranquilli per i Devils che si sono liberati in cinque partite, sia di Boston, sia di Tampa Bay; indubbiamente Bruins e Lightning non potevano aspirare alla Stanley Cup, ma in entrambe le serie New Jersey ha mostrato le proprie caratteristiche di solidità , compattezza e a volte cinismo: commettere un errore contro i Devils è un peccato gravissimo che può essere punito severamente.

La finale di conference è stata davvero emozionante e i Devils hanno dovuto usare al meglio la loro esperienza per eliminare i Senators: dopo essersi trovata in vantaggio 3-1 nella serie, New Jersey si è fatta rimontare sul 3 pari, ma è riuscita a vincere un'emozionante gara 7 in trasferta.

Dopo aver presentato le due squadre è obbligatorio fare una previsione per le prossime partite: i favori del pronostico sono per New Jersey, sicuramente più esperta e abituata a giocare in partite decisive; ovviamente la grande chiave della serie sarà  il confronto tra i due portieri, Brodeur e Giguere, che dovranno bloccare ogni iniziativa avversaria.

I due goalie sono in grado di mantenere la porta inviolata per tutti i 60 minuti, quindi chiunque riesca a prendere un minimo vantaggio, potrebbe aggiudicarsi l'incontro; le due difese, poi, difficilmente permetteranno grandi spazi agli attacchi che dovranno saper sfruttare al meglio le occasioni a loro favore.

Vincendo 4-0 contro Minnesota, i Ducks hanno avuto undici giorni di tempo per prepararsi alla grande sfida: ora bisognerà  vedere se questa pausa avrà  degli effetti positivi o si rivelerà  un boomerang; chiaramente i giocatori di Anaheim hanno potuto riposarsi e recuperare al meglio le forze, ma forse potrebbero aver perso quell'inerzia e quello slancio tipico delle formazioni giovani.

Gara 1 sarà  un test molto importante per valutare questo aspetto; inoltre i Paperi, durante tutta la post-season, non hanno quasi mai dovuto affrontare momenti critici, quindi un eventuale svantaggio iniziale potrebbe lasciare via libera a New Jersey.

Alcune curiosità :

– Per la prima volta in 57 anni la finale presenterà  uno scontro tra due fratelli: nel 1946 si sfidarono Terry (Boston) e Kenny (Montreal) Reardon, nel 2003 si incontreranno Scott (New Jersey) e Rob (Anaheim) Niedermayer.

– Ogni commissioner sognerebbe una serie finale tra una squadra di New York e una di Los Angeles: la Grande Mela e la celeberrima metropoli californiana sono due dei massimi mercati economici degli Stati Uniti: purtroppo per Bettmann, Devils e Ducks rappresentano soltanto indirettamente le due grandi città  e questa finale difficilmente si rivelerà  un successo dal punto di vista finanziario per la NHL.

Dati statistici in post-season:

Anaheim

Gol segnati: 33 (2.36 di media)
Gol subiti: 21 (1.50)

Power Play: 6 su 52 (11.5% – 1 gol subito in superiorità  numerica)
Penalty Killing: 43 su 49 (87.8% – 3 gol segnati in inferiorità  numerica)

Miglior marcatore: Mike LeClerc (2+8) & Adam Oates (4+6) - 10 punti
Miglior goleador: Paul Kariya - 5 gol
Miglior assistman: Mike LeClerc – 8 assist

Giocatore più impiegato: Keith Carney - 28:01 minuti di media per incontro
Giocatore più punito: Ruslan Salei - 18 minuti

New Jersey

Gol segnati: 44 (2.59 di media)
Gol subiti: 29 (1.71)

Power Play:10 su 63 (15.9% – 2 gol subiti in superiorità  numerica)
Penalty Killing: 50 su 56 (89.3% – 1 gol segnato in inferiorità  numerica)

Miglior marcatore: John Madden (6+9) & Jamie Langenbrunner (9+6) - 15 punti
Miglior goleador: Jamie Langenbrunner - 9 gol
Miglior assistman: Scott Niedermayer - 11 assist

Giocatore più impiegato: Scott Niedermayer - 26:33 di media per incontro
Giocatore più punito: Colin White - 25 minuti

Programma:

Gara 1: martedì 27 maggio - New Jersey (notte tra martedì e mercoledì)
Gara 2: giovedì 29 maggio - New Jersey (notte tra giovedì e venerdì)
Gara 3: sabato 31 maggio - Anaheim
Gara 4: lunedì 2 giugno - Anaheim
Gara 5: giovedì 5 giugno - New Jersey (se necessaria)
Gara 6: sabato 7 giugno - Anaheim (se necessaria)
Gara 7: lunedì 9 giungo - New Jersey (se necessaria)

Tutte le partite inizieranno alle 2 di notte, ora italiana.


Fonti:
www.nhl.com
www.faceoff.com
www.espn.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *