Kendrick Perkins

Kendrick Perkins. Campione o bidone?

Kendrick Perkins ha conteso tutto l’anno la palma di miglior lungo liceale del paese a James Lang, altro grande prospetto che è pronto a fare il doppio salto. Diciamo che la sfida è finita in parità , entrambi godono di un’ottima considerazione da parte degli scout delle 29 franchigie della lega più bella del mondo…ma analizziamo da vicino il texano, in generale uno dei migliori senior liceali della stagione, senza distinzione di ruolo.

Perkins nasce a Beaumont, in Texas, in data misteriosamente sconosciuta… frequenta la Beaumont Ozen High School dal 1999…e viene allenato da uno dei migliori coach della nazione a livello di High School, Andre Boutte: questo ha la fama di essere anche un grande insegnante per i lunghi di ogni sorte, oltre che un amante della buona disciplina…tutta carne al brodo per Perkins: uno così non può che farlo migliorare.

E Kendrick migliorerà , eccome se lo farà : sale alla ribalta della cronaca nell’anno da junior alla Ozen, quando convince tutti di essere il miglior di tutti nella sua annata dopo il fenomeno dall’Ohio, aka Lebron James.
Cominciano a sprecarsi i paragoni. Cattivi consiglieri, questi!

Dirà  Mike Kunstadt, ex coach di un High School locale che ora si occupa di scouting nello stato del Texas: “E’ sicuramente il miglior giocatore che abbia mai studiato in Texas dai tempi di Shaquille O’Neal (Shaq ha frequentato la Cole High School di San Antonio, ndr), e Perkins è sicuramente un realizzatore migliore di quello che era Shaq alla sua età ”.

Ahia, si comincia…addirittura migliore di Shaq! Vabbè, andiamoci piano…e fortunatamente Perkins ci và , piano: è un ragazzo modesto, continua a lavorare con umiltà  e dedizione agli ordini di Boutte.

E nell’estate scorsa, quella del 2002, il nostro partecipa all’annuale ABCD Adidas Camp a Luglio: lì si confronta con grandi stelle liceali quali Jason Fraser, Chris Bosh e Sani Ibrahim, ma K-Perk risulterà  il migliore tra tutti i lunghi del camp, abbatendo la concorrenza di cui sopra. Chiuderà  con 13 punti, 8.9 rimbalzi e 2.6 stoppate di media, ma soprattutto dà  l’impressione di fare quello che vuole: quando decide di segnare va a referto, quando decide di andare a rimbalzo, i rimbalzi li prende, e quando decide di rimandare al mittente un tiro, ridicolizza l’avversario con una stoppata…naturalmente tutte queste impressioni sono drogate dal livello non eccelso della manifestazione, nonostante la presenza di future stelle anche tra i pro, ma la cosa certa è che Perkins è il miglior big-man visto nei cinque giorni di competizione.

Così parlerà  al mondo Dave Telep, analista di BlueChipHoops.com, dopo la manifestazione: “Per una combinazione di taglia fisica, tecnica individuale, abilità  nell’arte del passaggio, e considerando che è ancora un junior al liceo, Kendrick Perkins è uno dei migliori big man degli ultimi 5 anni”.

Nel 2002 verrà  anche premiato con il terzo quintetto di All-Usa di Usa Today, dopo aver concluso la stagione da junior alla Ozen con 25 punti, 12 tabelle e 5 (?!?) stoppate ad allacciata di scarpe. Quest’anno invece è stato incluso nel secondo quintetto della stessa selezione.
Tra i riconoscimenti individuali Kendrick può vantare anche l’inclusione per tre anni consecutivi nella selezione Texas All-State e nella All-Region.

Quest’anno ha partecipato al McDonald’s All-American Game, la rassegna dei migliori liceali: alla fine del match nel suo score c’erano 6 punti, 5 rimbalzi e 2 stoppate in…12 minuti! Si, solo 12 minuti perché si è dovuto chiamar fuori dalla sfida (sfida il McDonald’s? ehm…diciamo che il livello competitivo non è altissimo) per un infortunio alla spalla. Mettere a referto queste cifre in soli 12 minuti di impiego non è malaccio.

E ormai tutti abbiamo capito che questo non è affatto malaccio. Perkins è un’ala grande-centro di 207 cm per 125 Kg. Riempie l’aria dei tre secondi come pochi, è un gran giocatore di grande potenza fisica, con la quale spesso e volentieri abusa degli avversari. Nonostante questo, è in possesso anche (soprattutto) di ottimi movimenti sotto canestro, uniti a delle mani dolcissime anche da 4 metri. Questo gli permette di guadagnarsi molti and-one, cioè viaggi supplementari in lunetta dopo due punti messi a referto. Corre bene per i 28 metri, nonostante la stazza corporea non proprio da ballerino. Ha mani forti, per questo è un gran rimbalzista e un gran ricevente (manco fossimo nel football americano…a parte gli scherzi, questa è una qualità  assolutamente non secondaria) di passaggi in post. Ritornando al discorso rimbalzi, ha un senso innato per la posizione giusta e usa il corpo per guadagnarsela. Passatore buono quando è raddoppiato, legge già  bene le situazioni offensive che si dipingono di fronte a lui. Atleticamente non è un mostro, e in ottica Nba si dubita possa essere il block-shooter che è stato a questo livello.

Il dubbio che perseguita il mondo della Nba è il seguente: sarà  il nuovo Elton Brand, poco atletico ma eccezionale rimbalzista, oltre che mani educatissime, oppure la reincarnazione di “Tractor” Traylor? C’è il rischio che Perkins, nonostante l’ottima tecnica di base, sia in possesso di un atletismo (esplosività ? ma và …) insufficiente per giocare ad ottimi livelli tra i pro, un po’ quello che è successo all’ex Wolverine, anche lui eccellente tecnicamente ma un tantino (eufemismo) sovrappeso.

Kendrick è stato indeciso fino all’ultimo se onorare la parola d’onore data in precedenza a Memphis e a coach Calipari o fare il salto tra i pro.
Alla fine ha optato per la seconda.

Naturalmente solo il tempo ci dirà  chi è Kendrick Perkins, uno dei lunghi dominanti dei prossimi anni o una tremenda bufala perennemente sovrappeso.

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