Fights !

Non sapete cos'è un

Qualcuno li ama, qualcuno li odia; alcuni vanno allo stadio solo nella speranza di vederne almeno uno a partita, altri si indignano al solo pensiero di poterlo vedere. Di cosa sto parlando? Ma dei “fights”, naturalmente!

Personalmente non mi scandalizzo assolutamente quando vedo una bella scazzottata sul campo, anzi… Non sono però neppure uno di quelli che guardano una partita nella speranza che scoppi una rissa, questo no.

Il mio pensiero è che il “fight”, nell'hockey, fa parte del gioco come l'incidente fa parte delle gare di Formula1; questo non vuol però dire che io segua l'hockey e la Formula1 nella speranza di vedere una rissa o un bell'incidente.

Che l'hockey non sia sport per “signorine” credo sia assodato: cariche alla balaustra da far tremare gli spalti, bodycheck che, a volte, provocano a volte danni fisici non indifferenti (chiedere a Lindros per informazioni più dettagliate… 7 traumi cranici in 2 anni!) sono all'ordine del giorno e, si sa, fanno parte del gioco e, a meno che non vi siano contatti “sporchi”, non vengono sanzionati dagli arbitri.

Le risse, ovviamente, non sono previste nel regolamento del gioco e quando scoppiano vengono punite duramente dai referees, ma generalmente nessuno si scandalizza se in una partita due o più giocatori si affrontano scambiandosi qualche cazzotto in mezzo al campo.

Il perché è presto detto: anche il “fight” ha le sue regole! Intanto c'è sempre una ragione per cui la rissa scoppia: un avversario particolarmente scorretto durante la partita è la ragione più frequente per cui qualcuno si senta in dovere di fargliela pagare, di fare da “giustiziere”.

Ed allora, ecco che partono i preparativi: ci si para davanti al “cattivo” di turno dopo l'ennesima sua scorrettezza e si comincia col redarguirlo a muso duro, magari accompagnando la rampogna con una spintarella, tanto per vedere come reagisce l'avversario; se l'altro ricambia di pari moneta… ecco cadere i guanti a terra!

Questo è il segnale che la scazzottata ha inizio e finirà  solo quando uno dei due cadrà  sul ghiaccio: solo allora, infatti, gli arbitri interverranno per dividere i contendenti e comminare le dovute penalità . Questo è quello che generalmente succede; magari a qualcuno potrà  comunque non piacere, però anche il “fight” ha le sue regole cavalleresche.

Quello a cui ho assistito la scorsa settimana, però, è stato qualcosa di veramente indegno. La partita in questione era il derby di New York fra gli Islanders ed i Rangers, in cui è scoppiata una mega rissa che ha praticamente coinvolto tutti i giocatori delle due squadre: 172 i minuti totali di penalità  comminati dai referees, di cui 113 ai Rangers.

Quello che mi ha indignato, però, non è tanto quello che è successo ma il perché e il come è successo. Il perché è presto detto: i Rangers fino a quel momento erano stati in pratica dominati dagli avversari (6-3 per gli Islanders il risultato finale) e la loro è stata puramente una reazione da frustrazione.

Se poi aggiungiamo il fatto che quello di New York è da sempre un derby molto “caldo”… E' bastato che Czerkawski (NYI) tirasse verso Blackburn (NYR) a gioco fermo per far scatenare la reazione incontrollata dei Rangers, che fino a quel momento (16:04 del secondo periodo) erano sotto 4-0.

Il come, poi, è stato da autentici vigliacchi: vere e proprie aggressioni alle spalle nei confronti di avversari che, ovviamente, non avevano il benché minimo interesse a far trascendere l'episodio. Scandalosa l'aggressione alle spalle di Kloucek (NYR) nei confronti di Yashin (NYI), uno dei più forti e corretti (l'anno scorso solo 30 minuti di penalità  in 82 partite) giocatori della Nhl, col chiaro intento di farlo reagire per fare in modo che gli arbitri penalizzassero pure lui e, forse, anche per far pagare al russo la tripletta messa a segno nel primo tempo; vergognoso anche il gesto compiuto da Fleury (NYR), che a rissa conclusa si avvicinava da dietro ad un avversario che si stava dirigendo verso la panchina strappandogli la stecca di mano e, giunto sulla panchina della propria squadra, spaccava la stecca col pattino dichiarando poi a fine partita di averlo fatto perché il suo avversario si era comportato da vigliacco, non avendo voluto partecipare alla scazzottata.

Sicuramente le sanzioni, sia in giornate di squalifica che in multe, da parte della NHL saranno piuttosto pesanti. Infatti, la Lega già  da qualche anno ha dato un giro di vite su episodi del genere e non solo: basti pensare che qualche tempo fa andavano di moda nella NHL i cosiddetti “gooners”, ossia giocatori spesso scarsi tecnicamente ma che venivano messi in campo solo ed esclusivamente col chiaro intento di provocare una rissa coi migliori giocatori avversari.

Questi comportamenti fortunatamente non sono più tollerati dalla NHL: “fights” si, ma con stile… che diamine!

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