Top and Worst – Week 3

Moeaki vola e con lui i Chiefs

Ecco i verdetti di una cruciale terza giornata di campionato, dove alcuni team inciampano per la prima volta (Miami, New Orleans e Green Bay su tutte), altri mantengono la loro imbattibilità  al di fuori di qualsiasi pronostico di inizio stagione (Chicago e Kansas City), mentre altre squadre ancora scongiurano la crisi con la loro prima boccata d'ossigeno (Cowboys e Vikings).

Questa domenica è stata piena di grandi prestazioni individuali e di madornali errori (no, non è stata la settimana fortunata dei kicker): andiamo a vedere insieme quali raggiungono il paradiso e quali l'inferno della consueta Top & Worst.

TOP 3

LEON WASHINGTON
Certe volte è difficile far comprendere quanto possano essere decisivi gli special team, quanto possano aiutare gli attacchi e le difese, qualora siano capaci di strappare quelle 10 yards in più sui ritorni oppure qualora riescano a non concedere nulla su situazioni di punt e kick off return.

In questo caso, invece, è tutto molto facile. Leon Washington è stato semplicemente l'ago della bilancia che ha spostato un match tiratissimo tra i suoi sfavoriti Seahawks e i Chargers di uno scatenato Philip Rivers a favore del team dello stato di Washington.

Tra l'altro, ha scelto per farlo 2 situazioni che meglio non poteva: il primo ritorno in TD da kick off return per ben 101 yards è avvenuto all'inizio del secondo tempo quando già  Seattle conduceva 10 – 0 e ha pertanto costretto i Chargers a rischiare ancora di più, in seguito l'ex Jets, passato sull'altra costa in questa off-season, ha riportato il suo secondo kick return della giornata (questo “solo” da 99 yards) a 6 minuti dalla fine del match, quando i Chargers avevano appena concluso una rimonta incredibile riportandosi sul 20 pari.

Da segnalare gli stili differenti utilizzati dal match-winner degli 'Hawks nei due TD: il primo un vero e proprio slalom alla Alberto Tomba, nel secondo il runningback è rimasto in piedi come un pupazzo di gomma dopo 2 o 3 contatti che avrebbero potuto (e dovuto…) fermare la sua corsa.

Un plauso infine anche al rookie Earl Thomas, capace di pizzicare 2 palloni al quarterback avversario, il secondo dei quali ha spento definitivamente i sogni di un'ennesima rimonta da parte della franchigia della California.

KANSAS CITY CHIEFS
Certo, adesso è facile pontificare che la terza vittoria consecutiva dei Chiefs è arrivata contro una squadra che si presenta 0 – 3 alle porte della quarta giornata di campionato, che nella partita inaugurale avevano preso di sorpresa i Chargers e che l'altra settimana erano venuti a capo solo all'ultimo dei derelitti Browns, ma quella di domenica da molti era pronosticata come la partita della redenzione per i 49ers, che invece escono nuovamente scornati dalla sfida dell' Arrowhead Stadium.

Diciamo che Matt Cassel è sembrato persino un quarterback decente, mentre il duo Charles – Jones ha dimostrato che insieme può coesistere benissimo, dimostrando l'intelligenza dell'ex Jets, che in estate ha ceduto alle lusinghe di un team che gli permette di ricreare un tandem che già  nel 2009, con Shonn Greene, aveva funzionato splendidamente nella Grande Mela sponda bianco-verde.

I touchdown, poi, sono sembrati fattura dei migliori Harlem Globetrotters: il primo con balzo in end-zone dopo un corsa supersonica del folletto McCluster, ignorato da molte franchigie all'ultimo draft perchè “cosa vuole fare un piccoletto così?”, il secondo dopo un flea – flicker d'antologia che ha mandato in visibilio il popolo bianco – rosso, il terzo con una ricezione ad una una mano del tight end Tony Moeaki che, a scanso di equivoci, ho rivisto 3 volte prima di capire cosa fosse successo e infine, ciliegina sulla torta, una corsa del sempre concreto Thomas Jones.

Per giunta, la prossima settimana vede i Chiefs in BYE, cosicché i giocatori potranno adagiarsi
comodamente davanti alla TV per studiare i propri avversari, consci di guardare tutti dall'alto verso il basso.

PEYTON MANNING
Manning è un po' come quei bambini che vanno decisamente bene a scuola, per cui non sempre ci si ricorda di fargli i complimenti quando porta a casa un bel voto e solitamente fa più notizia quando stecca un compito, perché non si è abituati.

Domenica ha lanciato per 325 yards e 3 TD, ma sembra sempre tutto così facile che strabuzzi gli occhi davanti alle sue cifre solo quando a fine partita controlli il tabellino.

Si badi bene che i Colts hanno affrontato una Denver ben diversa da quella versione floscia che è stata criticata ad inizio stagione contro Jacksonville: Orton ha preso coscienza che anche lui,se vuole, ha la dinamite nel braccio ed ha trovato validi interlocutori a livello di ricevitori, tra cui spicca il sorprendente Brandon Lloyd.

Ma Peyton, come sempre, ha sempre tenuto la situazione sotto controllo con il suo cipiglio un poco militaresco: ha accelerato tutte le volte che i Broncos si rifacevano sotto e Austin Collie è stato colui che ha beneficiato più di tutti della grande giornata dell'ex Volunteers, mettendo a referto tutti e 3 i TD.

Proprio l'ultimo drive che ha portato all'ennesima segnatura di Collie è stato emblematico: partito praticamente dalla propria linea di meta, Manning si è prima tolto dall'impaccio lanciando un “confetto” al suo nuovo bersaglio preferito sottoposto a doppia (tripla?) copertura per una grande guadagno; successivamente, sempre sull'out di destra, ha mandato nuovamente a segno il numero 17 con un nuovo suggerimento perfetto. Arte allo stato puro.

MENZIONI D'ONORE

ANQUAN BOLDIN
L'ex giocatore di Arizona ci dà  3 buoni motivi per pensare che la sua acquisizione da parte dei Ravens sia stato un grandissimo colpo.Il numero 81 risolve la sfida contro i Browns, sfida che si era complicata oltremodo per Baltimore che ha sofferto terribilmente il runnigback di alstottiana memoria Peyton Hillis, che ha messo a ferro e fuoco la difesa dei Corvi con 144 yards corse e 1 TD.

Anquan, sorretto questa volta da un solido Flacco, riceve 142 yards e conclude in end zone 3 volte, dando vita alla sua migliore performance da quando è sbarcato in Maryland.

SAM BRADFORD
Un cinque alto anche per la prima scelta assoluta dell'ultimo draft che ha guidato il suo team alla prima affermazione stagionale. La serata non sembrava presagire nulla di buono, poi quando Steven Jackson ha dovuto abbandonare il campo dopo un inizio scoppiettante ancora meno, invece il ragazzo ex Oklahoma ha preso per mano l'attacco, ha trovato in Darby un buon sostituto ed ha costretto i Redskins ad un sanguinoso secondo stop consecutivo.

WORST 3

SEBASTIAN JANIKOWSKI
Non è stata la giornata dei kicker, come abbiamo detto, e tantomeno è stata la giornata di Janikowski.Il kicker dei Raiders, uno dei più continui nella Lega, è incappato in una giornata nerissima ed ha affossato le possibilità  di vittoria del suo team in un match punto a punto contro i Cardinals.

Protagonista già  di un errore in precedenza, Janikowski è entrato in campo per dare il vantaggio ad Oakland sul 24 – 23 Cardinals a 4 minuti dalla fine della partita, ma il calcio da 58 yards, praticamente da downtown Phoenix, come ha sottolineato un analista dalla televisione americana è andato largo sulla destra, sebbene la forza fosse stata quella adeguata.

Ormai rassegnati alla sconfitta, i Raiders hanno ricevuto un dono dal cielo, nella persona di Dominique Rodgers-Cromartie che ha compiuto una sciocchezza commettendo pass interference su Heyward-Bey su un pallone imprendibile lanciato da Gradkowski.

A quel punto, a partita praticamente conclusa, è stato richiamato in campo per redimersi dagli errori precedenti il kicker di origine polacca ma, se è vero che non c'è due senza tre, questa volta ha fallito un ben più facile calcio da 32 yards, ricacciando in gola il grido di gioia di coach Cable, già  pronto a festeggiare sulla sideline.

GARRETT HARTLEY
Non è stata la giornata dei kicker, parte seconda.
Nel match della settimana, New Orleans e Atlanta giocano ad avvicendarsi al comando, con i campioni del mondo costretti nell'ultimo quarto alla disperata rimonta coronata dal centro proprio di Garrett Hartley, che non fallisce l'opportunità  di mandare i due team all'overtime sul 24 pari.

Nel primo possesso del tempo supplementare i padroni da casa arginano bene l'attacco dei Falchi e, sul capovolgimento di fronte, un Drew Brees fin lì più generoso che preciso orchestra un ottimo drive, penetrando nella metà  campo avversaria fino alla soglia della red zone.

L'attacco lascia al kicker un facile calcio da 29 yards e l'atmosfera è così rilassata che le telecamere indugiano sull'ineffabile Roman Harper che si muove a tempo sulle note di “I gotta a feeling” emesse dalle casse dello stadio.

Ma la faccia di Hartley non è più quella uguale a quella del kicker che ha pareggiato le sorti dell'incontro nell'ultimo quarto: snap, palla a terra e calcio che muore incredibilmente a lato dei pali del Superdome, con una rotazione della palla così brutta che subito ho pensato ad un errore di Moorstead, che aveva fissato il pallone a terra. Così non era, era solo un errore.

Questo ha dato la spinta i Falcons a ritornare in campo e con il duo Snelling – Turner a offrire al veterano Matt Bryant una posizione per il calcio molto più difficile di quella del collega avversario, ma il kicker di Atlanta ha mantenuto la freddezza per espugnare il campo della Louisiana.

Hartley ha già  sul groppone tre errori piuttosto gravi in tre match disputati finora e sebbene i Saints debbano parte del loro successo del 2009 alle buone prestazioni del loro kicker nel corso dei playoffs, non è detto che il debito di riconoscenza si esaurisca prima o poi e coach Peyton arrivi alla soluzione drastica di sostituirlo.

SAN FRANCISCO 49ERS
I Niners nella stagione che doveva essere del loro rilancio, sono sotto 0 – 3 e finiscono per la seconda volta in tre settimane nella Worst 3. Non male.

Diciamo semplicemente che l'attacco “a sorpresa” architettato dall'offensive coordinator dei Chiefs Charlie Weis non ha dato punti di riferimento alla difesa rosso-oro, che ha subito tutti i tricks possibili ed immaginabili, concedendo inoltre 250 yards e 3 TD a Matt Cassel, un quarterback fino a domenica in evidente difficoltà .

L'attacco non se la passa certo meglio, un attacco piuttosto asfittico in cui Alex Smith si è dimostrato inadeguato nella red zone (domenica solo un TD per Morgan quando il match era morto e sepolto), incapace soprattutto di servire costantemente quel Vernon Davis che servirebbe come il pane al team della Baia.

La testa dell'offensive coordinator Jimmy Raye è saltata subito dopo la conclusione del match, un'ulteriore mossa da parte della dirigenza per cercare di scuotere la franchigia dal torpore in cui è caduta, sebbene gli attacchi che aveva già  subito Raye in precedenza li abbia trovati particolarmente odiosi (Raye era stato accusato da una talpa all'interno dello spogliatoio di San Francisco di confondere i giochi che chiamava perché faceva affidamento esclusivo sulla sua memoria e di parlare in maniera incomprensibile quando si trattava di decidere i giochi stessi…).

MENZIONI DI DISONORE

NEW ENGLAND PATRIOTS
Credo che possiamo ritenerci tutti d'accordo nel sostenere che non è motivo di vanto da parte dei Patriots il fatto di aver vinto in uno shootout contro il team che fa concorrenza ai succitati 49ers per la franchigia più confusa d'America.

Mi permetto di avanzare due critiche a uno dei coach più vincenti e più preparati di sempre, Bill
Belichick. Tutte e due partono da un peccato di presunzione del coach di Foxborough: sono assolutamente sicuro che lui pensi che è il suo sistema che vince le partite e che i giocatori sono semplicemente pedine interscambiabili.

Caso Maroney: Belichick ha venduto il miglior running back della squadra, con l'idea di sostituirlo dividendo le chiamate tra un triumvirato di veterani, sperando inoltre nell'esplosione di Green-Ellis: quest'ultimo contro i Bills ha fatto le onde, ma contro una difesa più preparata?

La difesa: qui la filosofia di Belichick trova massima applicazione, tutti giocatori utili senza personalità  di spicco, a parte la coppia di safety Merriweather e Chung che stanno tenendo insieme tutto il reparto. Ma sarà  sufficiente per aggiudicarsi il titolo?

NEW YORK JETS
Complimenti per la vittoria su Miami, ma sotto i riflettori finisce la sceneggiata sul caso Edwards. Riassumendo in breve: a inizio settimana Braylon Edwards era stato beccato dalla polizia di NY alla guida con un tasso alcolemico due volte superiore a quello stabilito dalla legge, con l'aggravante che questi episodi poco piacciono al commissioner Goodell, che spesso utilizza il pugno di ferro per censurare tutte le condotte degli atleti che possono arrecare un danno all'immagine della Lega.

Apriti cielo: Rex Ryan compare scuro in volto alla conferenza stampa, assicurando che il presidente dei Jets ha già  parlato diverse volte con il giocatore facendogli presente il danno che ha arrecato alla franchigia, tutti sono molto contrariati su ciò che è successo e questo non potrà  che portare a delle conseguenze.

E poi? Morale della favola: Ryan decide che nel Sunday Night, come punizione, Braylon Edwards partirà  dalla panchina. Ma come!

Ciao a tutti, alla prossima settimana!

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