Titans: la rimonta?

Johnson, Young e Finnegan i principali artefici delle vittorie di Tennessee

Come possono non rammaricarsi i Titani per l'infausto inizio di stagione ora che sembrano aver ritrovato, in parte, l'antico splendore di un anno fa? Possono arrivare ai playoffs?

Le sei sconfitte consecutive coincise con le prime sei partite di campionato pesano come macigni. Senza andare a sviscerare match per match basta considerare un paio di incontri, il primo contro Pittsburgh giocato bene punto a punto, e la sconfitta nella partita di andata contro Houston persa vergognosamente da una difesa allo sbando dopo che l'attacco (leggi Chris Johnson) aveva "racimolato" la bellezza di 31 punti, per vedere che un record 7-4 avrebbe posto la franchigia in seria considerazione per un posto ai playoffs.

Il luogo comune de "i se e i ma" lo conosciamo tutti quindi tornando al concreto, e al record 5-6, leggiamo dalla stampa d'oltre oceano e dai desideri dei tifosi, che il sogno di post season si potrebbe concretizzare. Vincere tutti gli incontri rimanenti potrebbe non bastare e già  questo risulterebbe un impresa molto difficile, ma finché la matematica non sancisce il suo verdetto è lecito sperare.

Le cinque vittorie nelle ultime cinque giornate sono un segno concreto dell'inversione di marcia che i Titans hanno faticosamente cercato.

Il cambiamento più visibile è l'avvicendamento alla regia che Jeff Fischer ha operato in attacco rimettendo al timone Vince Young, e "panchinando" Kerry Collins. Cambiamento ampiamente pronosticabile visti i risultati ma sicuramente anticipato con le dichiarazioni pubbliche di Bud Adams che così facendo ha praticamente costretto l'head coach ad una scelta che, probabilmente, avrebbe fatto qualche week più avanti.

Chiaramente il gioco offensivo di Tennessee e votato alla corsa ed è altrettanto chiaro che sia Chris Johnson dipendente, ma Young ha saputo dare un po' di tranquillità  al reparto rendendo credibile le corse da parte del quarterback e, soprattutto, mostrando un evidente miglioramento in fase di lancio con un miglior tocco e una miglior precisione. Attenzione, ho detto che è migliorato, non che sia diventato un top passer.

Importantissima anche una certa maturazione a livello mentale dove il giovane quarterback sembra non affrettarsi ad usare il proprio atletismo ma che sappia pazientare e aspettare che i propri target riescano a smarcarsi sfruttando l'ottima linea a disposizione ma anche le proprie gambe per guadagnare qualche secondo in più.

Quest'ultimo aspetto è venuto meno nella partita contro i Texans dove Young ha ampiamente usufruito degli scramble per conquistare yards preziose e chiudere down importanti. In parte obbligato per via di giochi rotti, in parte per evidenti chiamate da parte del coaching staff dove in combinazione con Johnson ha letteralmente seminato il panico nelle fila avversarie.

A mio avviso queste opzioni devono rimanere tali e non divenire lo standard offensivo per la franchigia. La sorpresa può fruttare l'effetto sperato, l'abitudine permette agli avversari di adottare le contromisure necessarie. Visto il progresso sul suo gioco aereo bisogna insistere su questo punto e aiutarlo a progredire ulteriormente visto che ci sono ancora ampi margini di miglioramento.

Come aiutarlo? In primis Fischer & Co. non devono esagerare nell'esporlo alle difese avversarie. E così è stato domenica nella partita contro Arizona, match temibile per il gioco aereo dei Cardinals (penalizzati dall'assenza di Kurt Warner), dove si sono concentrati ad arginare Young sul fronte corse costringendolo nella tasca a fare ciò per cui è meno dotato. Invece sfodera il suo carrer high con 387 yards un TD pass e nessun errore.

Emblematico l'ultimo drive dove si possono riassumere gli elogi espressi sopra: in poco meno di un minuto orchestra un drive da 18 giochi (quasi tutti lanci) per 99 yards, convertendo 3 quarti down, l'ultimo per Britt per il sorpasso finale.

Altro modo per aiutarlo e risolvere l'annoso problema che affligge la franchigia donandogli ricevitori affidabili. Nate Washington non ha dato quell'impatto di cui ci si aspettava (io qui, però, senza presunzione, devo dire che non mi aspettavo nulla di più di quanto stia facendo) mentre Kenny Britt è, giustamente, ancora molto grezzo.

Prendendo spunto ancora dall'ultima partita, Britt prima commette un fumble che sembra chiudere definitivamente l'incontro in modo negativo, poi, effettivamente, mette la parola fine con una gran ricezione. Sicuramente ci sono ottime premesse perché possa diventare il giocatore che serve alla squadra, e tra i wide reciver draftati negli ultimi anni è quello che promette meglio.

Come già  accennato si posso segnare tutti i punti si vogliono, ma se poi non si ha la minima capacità  di contrastare difensivamente l'avversario ci sono molte probabilità  che si porti a casa una sconfitta.

L'inversione di tendenza è quindi avvenuta anche col reparto difensivo. Qui non è stato operato nessun cambio tattico, semplicemente Cotrland Finnegan è rientrato dall'infortunio e nel caso di Jevon Kearse, il suo infortuno ha costretto l'impiego continuo di William Hayes. Infatti quest'ultimo sta sfoggiando delle buone performance mentre Kearse era in preda ad un periodo decisamente sotto tono: l'upgrade è stato evidente.

Le colpe maggiori per le brutte prestazioni sono state imputate alle secondarie. E' sicuramente vero e, infatti, non è un caso che con 271,7 yards concesse a partita si assestino 31esimo posto della Lega.

Con Finnegan out e Nick Harper non al top della condizione Tennessee è stata costretta a buttare nella mischia i rookie Ryan Mouton e Jason McCourty esponendoli alle "angherie" altrui. Il difetto maggiore si è riscontrato nei placcaggi che spesso risultavano non decisivi permettendo al portatore di palla di conquistare yards aggiuntive.

Passando alla linea vediamo come in fase di run stop il reparto si sia mantenuto su ottimi livelli. Questo ha mascherato l'inefficienza sulla pass rush. Riesumiamo quindi il nome di Albert Haynesworth che costringeva gli avversari a raddoppiare su di lui agevolando i compagni di squadra nel compito di mettere pressione al quarterback di turno. Mancando questo la linea ha incontrato molte difficoltà . In oltre sembra che per una precisa scelta tattica il front seven fosse meno aggressivo.

La combinazione permetteva quindi al quarterback di avere tutto il tempo necessario per scegliere il bersaglio migliore. Ecco quindi che i problemi delle secondarie non sono imputabili esclusivamente a se stesse.

Ora con una maggior pressione si ha avuto un sensibile aumento di sacks e, non a caso, anche un incremento di intercetti. Questo si traduce anche in un maggior numero di turnover, fatto che prima del bye alla settima giornata era molto raro.

Poi continuare a perdere certo non aiuta. A caricare l'ambiente Chris Johnson con un paio di uscite pubbliche: prima annunciando, dopo la vittoria con Jacksonville, che da li in poi avrebbero inanellato 10 vittorie consecutive e qualche giorno dopo incalza affermando che per fine stagione avrebbe sfondato il muro delle 2.000 yards su corsa.

Se la prima esternazione, utopica, ha lo scopo di stimolare i compagni ad impegnarsi e a fare meglio per onorare la stagione, la seconda, viste le statistiche marcate nell'arco della stagione e nelle ultime settimane in particolare, non è affatto da escludere.

Tornando alla domanda iniziale le possibilità  per approdare alla post season ci sono ma non credo sia attuabile. Già  domenica contro i Colts potrebbe risultare difficile vincere contro il gioco aereo di Payton Manning, Dallas Clark e Reggie Wayne, ma anche del rookie Austin Collie e dell'emergente Pierre Garcon dove possono approfittare delle secondarie dei Titans, segnando a piacimento.

Il calendario prevede ancora il match San Diego, partita difficile, senza dimenticare che attualmente risultano quarti in division e devono quindi sopravanzare Texans e Jaguars per ambire alla seconda posizione. E poi ci sono le pretendenti alle Wild Card delle altre division: dalla North ne arriverà  sicuramente una tra Baltimore e Pittsburgh, mentre dalla West la vittoria al Thanksgivin Day di Denver li tiene ancora in lizza per un posto. Nella East la pazza Miami può sempre giocare un brutto tiro alle altre.

Insomma, troppe combinazioni perché la ragione possa dire che sia effettivamente possibile, ma mai abbastanza perché il sentimento non possa crederci.

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