Superbowl XLIII: Top and Worst

Il Boss, sicuramente Top!

Anche nella notte di Tampa, al Raymond James Stadium, c'è chi è emerso per qualità  e quantità  di gioco e chi purtroppo non ha retto la tensione e ha visto svanire, con i suoi errori, la possibilità  di disputare un memorabile Superbowl.

Top

Kurt Warner: che altri aggettivi poter usare per il già  MVP del superbowl XXXIV vinto il 30 gennaio 2000 ad Atlanta, Georgia? Dall'alto dell'esperienza dei suoi 37 anni, ricordiamo che è nato a Burlington, Iowa il 22 giugno 1971, è l'ultimo ad issare bandiera bianca e a credere ancora alla vittoria, riducendo il distacco e confezionando una splendida rimonta nel quarto quarto dove con 16 punti filati, causati da una safety e da due td pass bellissimi, porta in vantaggio la sua squadra.

Nella notte dove poteva diventare uno dei pochissimi a vincere il grande ballo con due franchigie diverse non delude le aspettative e raccoglie numeri da applausi: 31 passaggi completati su 43 tentativi, 3 TD, 1 INT e 377 yards conquistate attraverso le sue sempre ottime letture della terribile difesa degli Steelers.

Per quanto riguarda quell'intercetto sanguinoso, che ha portato Pittsburgh in vantaggio 17-7 alla fine del secondo quarto dopo la metà  realizzata correndo per 100 interminabili yards di ritorno da parte di James Harrison, non macchia di sicuro l'orgoglio, la dignità , il gioco e il carisma di Kurt.
Perde a testa altissima, con il cuore di un vero fuoriclasse. Grazie.

Larry Fitzgerald: dopo aver passato i primi tre quarti di gioco da spettatore non pagante sul campo, una sola ricezione poco prima dello scadere dell'intervallo, si ricorda di essere un fenomeno nel quarto splendido quarto.

Prima inizia a fare ammattire la difesa Steelers con i suoi devastanti tagli di campo e le sue tracce ingestibili in un semplice uno contro uno poi all'improvviso salta letteralmente in testa al malcapitato Ike Taylor nella end zone sorvolando le spalle del cornerback ed arpionando la palla che accorcia le distanze sul 20-14 per gli Steelers.

Ritorna in panchina rinfrancato nel vedere la sua difesa portare una safety ai danni di Pittsburgh cha accorcia ulteriormente le distanze sul 20-16 ed ha giusto il tempo per rifiatare e rientrare in campo per il suo capolavoro:

Arizona ha la palla in mano per il sorpasso, 2 & 10 sulle proprie 36 yard, Warner alza la testa e vede Larry che taglia il campo orizzontalmente, battuto nel duello ancora Taylor, superate in velocità  le safety Polamalu e Clark, a nulla serve la rincorsa di Harrison visto che Fitzgerald corre tutte le 64 yards che lo separano dalla end-zone.

7 ricezioni per 127 yards a cui aggiunge due TD dei suoi.
Poteva essere lui l'MVP, lo aspettiamo ancora qui, talento e voglia non gli mancano.

Santonio Holmes: quali altre parole spendere per l'MVP? Vi invitiamo a leggere l'articolo a lui dedicato, ricordando qui brevemente le sue cifre: 9 ricezioni per 131 yards, la più lunga delle quali di 40, e un decisivo TD. MVP, MVP, MVP.

Worst

Ike Taylor anche se fa parte della quasi impenetrabile difesa degli Steelers e anche se per tre quarti è perfetto nel contenimento della superstar avversaria Larry Fitzgerarld è tuttavia il responsabile principale, unitamente al poco aiuto dei compagni di difesa, della clamorosa rimonta subita dai Cardinals griffata Warner-Fitzgeralrd.

Nella prima circostanza si fa saltare sulle spalle e strappare la palla di mano, la sua elevazione non raggiunge la metà  di quella di Fitzgerald e la conseguenza è il touchdown del -6 Arizona.

Nella seconda situazione di gioco sul punteggio di 20-16 per Pittsburgh, si fa strattonare nelle prime 5 yards da Fitzgerald e poi superare in velocità  nel cambio di direzione perdendo completamente il suo uomo che volerà  indisturbato verso la end-zone. Queste due disattenzioni potevano costare care, seppur inpeccabile per tre quarti rischi di rovinar tutto in pochi minuti.

A suo parziale discolpa va detto che probabilmente questo Fitzgerarld, dell'ultimo quarto, sarebbe stato un osso duro per chiunque. 5 tackle per lui e un trofeo per cui deve ringraziare Santonio e Ben.

Arizona Defense tra i peggiori? Non certo per la qualità  di gioco espresso, avendo tenuto Pittsburgh spesso e volentieri alle corde e costringendola a punt, field goal dopo essere arrivata in end-zone, dopo aver intercettato Big Ben e soprattutto essere miracolosamente riuscita a guadagnare una safety sul 20-14 per gli Steelers.

Come mai allora è qui tra i peggiori? Quando, dopo aver letto le precendenti righe, dovrebbe essere tra i migliori?

Una sola parola racchiude ogni necessaria spiegazione: Penalità .
Tante, troppe. Falli stupidi, inutili regalano oltre 100 yards, un campo di gioco intero, all'attacco di Pittsburgh che sicuramente ne ha giovato.

Precisamente 11 penalità  comminate tra holding, violenza non necessaria sul quarterback e sull'holder; e in un contesto come quello dell'altra sera di partita decisa di pochissimi punti all'ultimo istante queste infrazioni sono costate carissimo alla squadra del deserto. Forse il loro primo titolo al Superbowl. Peccato.

Edgerrin James: era l'altro grande vecchio insieme a Kurt Warner della squadra di Ken Whisenhunt. Brutta partita per lui con 9 portate di palla per 33 yards totali dove la più lunga giocata è stata di 9 yards. L'attacco dei Cardinals aveva un disperato bisogno di lui per dare credibilità  al gioco di corse e confendere la defense di Pittsburgh.

Forse anche a causa della sua serata negativa è stato scelto lo schema di passaggio su quella, ormai famigerata e sanguinosa, per chiunque tifi Arizona, giocata prima dell'intervallo che ha portato all'intercatto di Harrison.

Nonostante giocasse contro la fortissima difesa su corse di pittsburgh ci si aspettava molto di più da lui sia per esperienza sia per qualità . Doveva essere l'arma in più si è rivelato un vicolo cieco.

Sarebbero da citare altri atleti sia per quanto riguarda i fattori positivi sia per ciò che concerne quelli negativi ma probabilmente basta ricordare le emozioni che ci hanno fatto vivere per rendere merito nel bene e nel male a questi straordinari atleti.

Concludendo un breve accenno ai top e worst dello spettacolo del Super Bowl:

Top

Bruce Springsteen and E-Street Band: brividi puri all'intervallo da 10th Avenue freeze out a Glory days passando per Born to run e la bellissima nuova uscita Working on a dream. carica l'atmosfera come nessun'altro saprebbe fare e sembra promettere grandi colpi adrenalinici per il secondo tempo. Da urlo i giri di chitarra sull'assolo finale di Glory days. Stratosferico quando chiede che tempo sia: delay of the game?.
It's Boss Time!

Jennifer Hudson: dopo la tragedia familiare è un'emozione vederla cantare davanti a tutta la nazione riunita. Come detto in un articolo precedente, da brividi! Jennifer in the Home of the Brave!

Worst

Spot hanno deluso quest'anno i celeberrimi spot tv da un milione di dollari al secondo, eccezion fatta per il teaser trailer di Transformer 2 – La vendetta del caduto e per quello di Angeli e Demoni gli altri poco spettacolari e ancor meno incisivi. Ci mancano i vecchi spot! Vero Mean Joe Green & Coca-Cola anno domini 1980!!

Resta una cosa sola da dire: di TOP eccelso rimane solamente il meraviglioso spettacolo del Superbowl. Il grande ballo vale davvero la pena di essere vissuto. Sempre.

Ci vediamo a Miami. Dolphin Stadium, il 7 febbario 2010.

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