La storia prima del Super Bowl

Boston contro New York: che sfida!

E così, Boston e New York trovarono posto allo stesso tavolo per il Super Bowl. La rivalità  cittadina che più accende la east coast americana non poteva avere palcoscenico migliore per mettere in mostra muscoli, intelligenza tattica e la capacità  indiscutibile di sottomettere l'avversario (perché ala fine saranno molti a dire così).

Non sarà  una questione di squadre, i Patriots e i Giants si sono sfiorati appena 8 volte nella storia della Nfl, e la vera rivalità  newyorkese, per New England, resta quella contro i Jets, avversari in divisione che vengono affrontati due volte l'anno.

Potremmo dire che, storicamente, nemmeno per i Boston Celtics la rivalità  più sentita sia mai stata quella con i Knicks di NY ma, al contrario, l'odio sportivo attraversava tutti e cinquanta gli stati per toccare la California attendendo, anno dopo anno, che le Finals della palla a spicchi affidassero il compito di decidere il campione del mondo attraverso lo scontro in serie Celtics-Lakers.

Anzi, potremmo dire che probabilmente la vera grande rivalità  tra le due città  nasce nel baseball, primo vero amore a stelle strisce, grazie ai Red Sox di Boston e gli Yankees di New York, una rivalità  vera, viva, accesa e quasi violenta. Viscerale. Tutto ciò non toglie però nulla al fascino della sfida che domenica 3 febbraio incollerà  allo schermo milioni di americani (e non solo loro) ed anzi aggiunge proprio il gusto del derby tra le due città .

I NY Giants sono squadra antichissima, nata nel 1925 e capace di mettere in bacheca sei titoli, primato che li rende la terza franchigia più titolata della National Football League dopo Green Bay e Chicago. I Giants hanno però passato anni bui prima di potersi giocare di nuovo la chance di vincere un titolo, e ben 18 stagioni (dal 1963 al 1981) senza una sola apparizione in postseason. New York perse la sua ultima finale nel 1963, 10-14 con i Bears, dopo che la sua striscia di vittorie era cominciata nel 1934 con il trionfo, sempre su Chicago, che l'anno prima le aveva soffiato il titolo all'ultimo scontro per 23-21.

Fu Bill Parcells, dopo un avvio stentato, a rinverdire i fasti dei Big Blue nella Grande Mela; cominciata l'avventura nel 1983 con un record di 3-12-1, il Grande Tonno conquistò poi tre qualificazioni ai playoff consecutive, l'ultima delle quali culminata nel successo contro i Denver Broncos di John Elway (39-20) al Super Bowl XXI.

Fu il primo di tre Super Bowl giocati, un altro vinto, nella celebre serata del "wide right" del kicker Scott Norwood (20-19 sui Bills nel 1990, Super Bowl XXV) ed uno perso, nel 2000, contro lo strapotere difensivo dei Baltimore Ravens di Ray Lewis che non concessero un solo punto all'attacco avversario.

Quella notte i Giants furono sovrastati segnando solo su un ritorno di kick off vanificato, immediatamente dopo, da una identica azione degli avversari. La gara si chiuse 34-7 per i Ravens senza che il risultato fosse mai in discussione nemmeno per un secondo di gioco, con i newyorkesi scesi in campo con una attitudine decisamente più "rassegnata", se ci si concede il termine, da vittima quasi sacrificale, rispetto ai più concentrati rivali.

Fu l'ultimo, negativo, episodio di una serie di vittorie lunga ormai quasi un secolo, l'ultima prima di una nuova chance, la quarta partecipazione ad un Super Bowl negli ultimi 21 anni.

I Patriots, invece, sono ormai un'abitudine. Quarto Super Bowl in sette stagioni, sesto nella storia (nel 1985 il primo) e, dopo le prime due uscite da sconfitti, tre anelli collezionati in quattro anni. Lo scorso anno furono un drive perfetto di Peyton Manning ed un intercetto forzato a Tom Brady subito dopo, nei minuti finali del Championship Afc, a cancellare le speranze di Bill Belichick di replicare l'impresa dei 4 titoli in 6 anni degli Steelers fine anni 70, ma i conti con la storia e i record non erano per nulla chiusi, anzi.

New England nasce nella neonata (allora) Afl nel 1960 e lo fa portando il nome della città : Boston Patriots. Il nome diverrà  quello di oggi solo nel 1971, secondo anno di fusione tra le due leghe, quando la franchigia ha al suo attivo un solo record vincente, il 10-3-1 del 1964. Sarà  Chuck Fairbanks a metà  anni 70 a dare una sterzata ai risultati della squadra, cominciando ad ottenere record dignitosi e a conquistare qualche viaggio ai playoff.

La tendenza, tra alti e bassi, troverà  conferma nelle stagioni a venire e negli anni 80, grazie a Ron Meyer (salito in sella a metà  del 1984), troverà  finalmente grandi conferme. Il 1985 è quello del primo Super Bowl, giocato ottenendo la qualificazione grazie a tre vittorie in trasferta (prima squadra di sempre) e malamente perso contro i Chicago Bears (10-46). Ancora anni travagliati e poi, anche qui come a NY, l'arrivo di Bill Parcells, ancora abbastanza geniale da prendere a braccetto la squadra, modificarla a sua immagine e somiglianza, e condurla al Super Bowl XXXI di New Orleans dove a dire no ai Pats sarebbe toccato ai Green Bay Packers di Brett Favre.

Il cambio di millennio stravolge però anche le gerarchie del football. I sempre perdenti Patriots pescano nel mazzo dei coach Bill Belichick ed il sottovalutato quarterback Tom Brady. Nasce un idillio che porterà  a 7 stagioni vincenti, 6 apparizioni ai playoff e 4 al Super Bowl. I primi tre, come già  detto, vinti dagli uomini di BB. Il primo, a sorpresa, contro i forti e favoritissimi St. Louis Rams, il secondo, due anni dopo, sui Carolina Panthers ed il terzo, per il back-to-back, su Philadelphia. Tutti e tre con soli tre punti di scarto, tutti e tre decisi dal vantaggio di un field goal che, in due occasioni, giunse a pochi secondi dal termine grazie al piede fatato di Adam Vinatieri.

Tre titoli troppo recenti per averli già  dimenticati, tre partite che hanno consegnato ai libri di storia una delle dinastie più solide di sempre e che, quest'anno, punta addirittura alla perfect season dopo aver vinto tutte le partite sin qui disputate.

Si è detto e scritto molto di questi Patriots, e l'idea che possano fermarsi proprio ora sembra, ai più, semplicemente utopica. Le vittorie degli ultimi anni per New England hanno avvicinato rispetto e ammirazione ma anche una scontata dose di antipatia e indignazione per i fatti di inizio stagione (la telecamera sequestrata a un membro dello staff che stava riprendendo la sideline dei New York Jets) e, da lì in avanti, Bill Belichick ed i suoi uomini non si sono più fermati a guardare in faccia a nessuno.

Non che prima fosse troppo diverso, in realtà , ma la sensazione di distacco verso tutto ciò che c'è di abitudinario e preconfezionato nello sport professionistico è stato, di volta in volta, cancellato dai gesti e dalle (poche) parole dei protagonisti.

La gara che si giocherà  al prossimo Super Bowl sarà  la nona sfida tra le due franchigie la prima, ovviamente, in postseason. Il record vede per ora in vantaggio New England 5-3, con 142 punti totali segnati e 143 subiti. Tom Brady disputerà  il suo quarto Super Bowl, prima di lui, tra i quarterback, solo Terry Bradshaw (Steelers), Joe Montana (49ers) e John Elway (Broncos) sono riusciti in tale impresa.

Eli Manning, dal canto suo, vive la favola del brutto anatroccolo che si trasforma in cigno e approda alla sua prima finale un anno dopo l'esordio del fratello, regalando alla famiglia Manning il primato di aver mandato due figli ad altrettanti Super Bowl, per altro consecutivi.

Certo, un Super Bowl in famiglia sarebbe stato il massimo, ma tra Peyton a tale evento si sono sovrapposti i San Diego Chargers guidati da quel Philip Rivers che, guarda caso, fu spedito in California proprio dai Giants per ottenere in cambio i servigi del giovane Eli.

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