NFL – Top&Worst Divisionals

Prestazione monstre per Brady nella sfida contro Jacksonville

TOP 3

Tom Brady
Basterebbero solo i numeri. 26/28 per 262 yards e 3 td pass. Semplicemente di un altro pianeta. In regular season aveva già  battuto tutti i record individuali relativi alla singola stagione, ma non bastava, voleva mettere un segno indelebile anche nei playoff e così ha battuto il primato per la percentuale più alta mai raggiunta da un QB nella postseason.
C'era pressione perché era la prima partita dei playoff dopo il bye, con la marcia verso la perfect season da continuare, contro un avversario tutt'altro che arrendevole, gasato per la vittoria in quel di Pittsburgh, ma Brady non ha avuto nessun tentennamento, fin dal kickoff iniziale.
Alcuni probabilmente diranno che la difesa di Jacksonville ha lasciato troppo spazio ai ricevitori, garantendo a Brady sempre e comunque il passaggio facile, ma il fatto è che, oltre ad assistere ad una stagione memorabile dei New England Patriots, siamo spettatori di una stagione storica del loro quarterback.

Brett Favre
La favola di Favre è ancora viva e lui non vuol sentir parlare di resa. In una partita resa epica dalle condizioni climatiche, il grande vecchio della NFL sfodera la miglior prestazione ai playoff degli ultimi anni, lanciando quando ce n'era bisogno, cavalcando la prestazione di Grant quando ha visto che il runningback poteva fare grandi cose, e portando il suo marchio indelebile con quel lancio dal basso in alto al tightend Lee, prima di cadere, sbilanciato da un tentativo di sack a cui era sfuggito con maestria. Solo cinque errori su passaggio, 3 td pass, nessun intercetto soprattutto e una leadership che ha portato Green Bay a superare lo scotto iniziale dei 2 fumbles di Grant, trasformati in 14 punti da Seattle e annichilire gli avversari con un parziale successivo di 42 a 6 che non ha bisogno di commenti.
Ora manca solo il Championship da giocare in casa, nella Frozen Tundra, per poter rivivere le sensazioni del Super Bowl e magari cercare l'ultima e storica impresa.

Ryan Grant
Se Favre è chiaramente l'uomo copertina dei Packers, Grant sta diventando partita dopo partita il vero uomo chiave della splendida stagione delle teste di formaggio. Dopo una regular season iniziata dal fondo della depth chart e conclusa da assoluto protagonista, nella sua prima partita di playoff sembrava pagare in pieno l'inesperienza, commettendo due fumbles che aveva lanciato Seattle sul 14 a 0. In molti sarebbero crollati, uscendo definitivamente dalla partita, Grant invece si è lanciato in una delle più incredibile prestazioni che si possano ricordare in una postseason. 27 portate per 203 yards e 3 touchdowns, la metà  del fatturato offensivo dei Packers è stata Ryan Grant.

Menzione d'onore
Antonio Cromartie
Una delle storie più incredibili di questa stagione NFL. Arrivato tra i professionisti con un buon curriculum, dato anche dalla provenienza universitaria di Florida State, sembrava essere sparito nella depth chart di San Diego, nonostante un fisico che difficilmente si riesce a trovare nel suo ruolo. Dopo un inizio di stagione da spettatore, complice qualche infortunio, Cromartie ha potuto giocare con continuità  e da lì in avanti è stato semplicemente fenomenale. Dieci intercetti, massimo stagionale, addirittura tre nella sfida contro un mostro sacro come Peyton Manning e una capacità  di difesa sull'uomo che lo hanno catapultato fra i grandissimi del ruolo. Nella seconda sfida contro il grande Manning, Cromartie ha aspettato il suo momento e quando è stata l'ora, ha dato la zampata decisiva, andando ad intercettare il quarterback dei Colts con un gesto atleticamente incredibile, che ha mostrato inoltre la sua straordinaria capacità  di trattenere anche i palloni che sembrano impossibili da ricevere. Ora la sfida più difficile, fermare il più forte di tutti e togliergli la sicurezza che sta mostrando in ogni partita. Potrebbe essere davvero il momento della consacrazione.

WORST 3

Shaun Alexander
La sua stagione è stata un continuo calvario, ma si pensava che arrivati ai playoff, potesse ritornare il grande runningback di un tempo. La difesa di Green Bay non è mai stata un muro sulle corse e la possibilità  di battere Favre nella sua tana era un'occasione ghiotta per ritornare ad essere protagonista e togliersi di dosso l'etichetta di finito. Era partito bene, con il touchdown da 1 yards, successivo al fumble di Ryan Grant ricoperto da Tatupu. Una corsa da 9 yards e poi il buio completo. Nessuna corsa di rilievo, nove portate totali per 20 yards, una miseria e la sonora sconfitta rifilata da Green Bay. Si chiude l'annata peggiore del runningback dei Seahawks, che in offseason avrà  molte domande a cui dare risposta.

Tony Romo
Probabilmente metterlo fra i peggiori è una forzatura, dato che nella clamorosa sconfitta di Dallas contro i Giants è stato sicuramente fra i meno colpevoli. Romo però deve essere considerato il leader dei Cowboys, quello su cui la squadra deve puntare per cercare la vittoria finale. Tutti si aspettavano tanto da Romo, la pressione era notevole, ma se si vuol diventare delle star, dei miti al livello di Favre, bisogna saper giocare sotto pressione e dimostrare di essere comunque i più forti. Il quarterback di Dallas non lo è stato contro New York. Ha sbagliato molto, soprattutto nel 2° tempo, non è riuscito ad evitare la pressione della linea difensiva dei Giants nell'ultimo quarto, ha sbagliato delle letture che alla fine si sono dimostrate decisive, compresa l'ultima quando a pochi secondi dalla fine, con la possibilità  di segnare la meta del sorpasso, ha cercato il rientrante Glenn, marcato da doppia copertura, invece che Owens o il caldissimo Witten, finendo per farsi intercettare.
Dopo il clamoroso errore dello scorso anno, un'altra tremenda batosta emotiva, che dovrà  essere metabolizzata in fretta, per ripartire col piede giusto nella prossima stagione e dimostrare davvero di essere un grande quarterback.

Dennis Northcutt
Probabilmente pochi si aspettano grandi cose da un ricevitore di media fascia quale Northcutt. In stagione aveva saputo ritagliarsi uno spazio importante nell'attacco dei Jaguars. Garrard lo cercava spesso, così come lo ha cercato nel Divisional contro i Patriots, sul punteggio di 21 a 14 nel terzo quarto. Un terzo down che sarebbe diventato il td del pareggio, bastava ricevere il pallone e correre le tre yards che lo separavano dalla endzone, non aveva marcature strette, eppure quel pallone è caduto per terra, inopinatamente. Jacksonville ha dovuto accontentarsi di un field goal e da quel momento la partita è svoltata in favore di New England. Probabilmente quel touchdown non avrebbe portato alla vittoria dei Jaguars, ma tenere la partita in parità , a metà  del terzo quarto, avrebbe sicuramente dato più pressione ai Patriots e galvanizzato Jacksonville. Quel drop, invece, ha tagliato le gambe alla squadra e lanciato gli avversari verso il trionfo.

Menzione di disonore
Marvin Harrison
E' difficile inserire un grandissimo come Harrison nella classifica dei peggiori. Oltretutto dopo una stagione passata più in infermeria che in campo. La partita contro San Diego era quella del rientro dopo l'infortunio al ginocchio, si sapeva che il ricevitore non fosse al 100%, ma quel fumble sul 7-0 Indianapolis, sul drive successivo all'intercetto di Rivers, con la possibilità  di andare 14-0 e portare la gara sui binari più consoni ai Colts, è stato decisivo ed è arrivato per colpa di una leggerezza di Harrison nel voler a tutti i costi fare la giocata da Marvin Harrison, senza però avere la condizione adatta per tentarla.

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