Uno Sguardo alla Cover2

Tony Dungy guarda al Super Bowl; lui e Lovie Smith difenderanno entrambi con la Cover 2.

Al giorno d'oggi, la Cover 2 è diventata un vero e proprio trend. Ogni squadra NFL ha nel suo repertorio una qualche forma di questa strategia difensiva. Chi è che l'ha resa popolare? Tony Dungy e Lovie Smith sicuramente hanno dato un grande contributo, rendendola famosa nella seconda metà  degli anni novanta con i Tampa Bay Buccaneers. Le sue linee guida erano però già  presenti nel playbook di Bud Carson, defensive coordinator di Pittsburgh dal 1972 al 77. Indovinate un po' chi era uno dei defensive back di quei gloriosi Steelers? Tony Dungy, appunto.

Ma andiamo a guardare come funziona la Cover 2, schema base delle due contendenti per il Super Bowl di quest'anno. Innanzitutto, il fatto che due difensori siano schierati in profondità  contro i passaggi lunghi dà  il nome a questo schema difensivo. La Cover 2, nella sua forma base, è infatti una difesa a zona, in allineamento 4-3, che assegna ad ogni reparto aree ben precise del campo e compiti ben definiti. Le parole chiave sono, non a caso, grande velocità  ed estrema efficacia contro i passaggi.

Disposizione dei vari reparti

Partiamo dai quattro uomini di linea, che devono necessariamente avere grande atleticismo sia per arrivare a disturbare il QB nel minore tempo possibile che per chiudere le linee di corsa interne, forzando così, eventualmente,il running back avversario verso l'esterno, ben protetto dagli altri reparti. Sono gli unici a portare pressione sul quarterback, visto che nel vocabolario della Cover 2 la parola "blitz" non esiste. Il difensive lineman modello deve essere quindi "undersized", ma dotato di tecnica raffinata. Per farsene un'idea, il tandem dei Colts Dwight Freeney/Robert Mathis è perfetto.
Per quanto concerne il resto della difesa, ad ogni uomo viene assegnata una porzione di campo da proteggere.

La parte intermedia, immediatamente a ridosso del box e lunga circa sette yard, è divisa in cinque parti in ampiezza. Le due aree esterne sono affidate ai cornerback, che devono avere fra le proprie armi sia grandissima rapidità  per togliere al quarterback passaggi intermedi verso le sideline, sia durezza nei placcaggi in campo aperto; quelle interne sono invece divise fra i tre linebacker. Anche per loro vale lo stesso principio: velocità  piuttosto che forza "bruta". Durissimo il ruolo del middle linebacker, chiamato in gergo The Mike, che deve sia aiutare contro le corse che proteggere la parte medio-profonda del campo quando le safety sono portate sul perimetro. Nessuno lo fa meglio di Brian Urlacher dei Bears.
Una volta finite le succitate 7 yard, inizia, appunto, il "regno" delle safety che hanno il difficile compito di coprire le due ampie parti di campo in profondità  e per le quali è indispensabile avere, come requisito fondamentale, grande velocità  verticale.

Importanza delle letture

Il buon funzionamento della Cover 2 dipende, in particolare, da un'efficace lettura dei giochi chiamati dall'attacco. È lo schema offensivo, infatti, che determina la reazione di cornerback e linebacker e chi di loro risulti fondamentale nel dare una mano alle safety.
Il cornerback, posizionato sulla propria porzione esterna del campo, deve assolutamente accoppiarsi al wide receiver nel caso in cui questo corra una traccia profonda, cercando di tenersi dalla parte della sideline. In questo modo, dà  tempo di convergere su quel ricevitore alla safety, per la quale altrimenti sarebbe stato impossibile guadagnare profondità  sufficiente a proteggere un lungo passaggio. Il CB può rimanere su quel ricevitore fino al momento in cui un altro ricevitore eleggibile occupa il 1/5 di cui è responsabile.

Anche il linebacker deve prevedere fulmineamente la traccia che il ricevitore sta per correre. Così, se il WR allineato sul suo lato si lancia in profondità  per sbilanciare la safety, il linebacker dovrà  portarsi in corrispondenza della cosiddetta "seam", in copertura di un tight end o di un running back che metterebbero la safety in inferiorità  numerica.
Allo stesso tempo, se l'azione offensiva non si sviluppa in un passaggio, sia i cornerback che i linebacker devono aiutare la linea contro il gioco di corsa.
Come risulta da questi due esempi, la Cover 2 è sì una difesa a zona, ma è vitale che i difensori siano elastici e siano in grado di identificare quando accoppiarsi a uomo con i ricevitori avversari. Non a caso, una variazione della Cover 2 mantiene le due safety a zona sul profondo, ma assegna ai cinque difensori sull'intemedio la copertura a uomo sui cinque ricevitori eleggibili.

Attaccare la Cover 2

Come qualsiasi difesa a zona, anche la Cover 2 ha punti deboli che un attacco può cercare di sfruttare: 1) sul perimetro intermedio fra la safety e il cornerback; 2) nell'area centrale in profondità ; 3) sempre in profondità , questa volta in corrispondenza delle sideline se il difensore non riesce a raggiungere velocemente il perimetro.
Un attacco può usare, per esempio, le slant, tanto care al West Coast Offense in cui il ricevitore corre ad un angolo di 45 gradi dirigendosi, in questo caso, proprio verso lo spazio libero fra il cornerback e la safety per un passaggio sulla seam corto ma sicuro. Per non tralasciare il fatto che un attacco, appena sentito odore di Cover 2, testerà  la sua affidabilità  mandando immediatamente quattro ricevitori su tracce profonde per allungare le safety. In questo modo, se la Cover 2 non funziona come si deve, un grande guadagno per l'attacco è assicurato.

Inoltre, se il front-7 non difende decentemente contro le corse, è inevitabile una notevole perdita di yard, considerata la lontananza della safety dalla linea di scrimmage.
Gli Indianapolis Colts hanno la difesa prototipo per la Cover 2, visto che la maggior parte dei suoi giocatori sono "leggeri", riguardo al peso, ma dotati di estrema velocità . Mettono in pratica la Cover 2 con buonissimi risultati, eccetto contro le corse, visto che hanno concesso un'altissima media di 173 yard in stagione regolare, soprattutto a causa di pessimi placcaggi, vuoi per la taglia inferiore dei giocatori, vuoi per i numerosi infortuni. Il ritorno nei playoff della safety Bob Sanders è stato decisivo nel rivitalizzare la difesa sulle corse dei Colts, che, in tre partite, non ha mai concesso più di 100 yard su corsa.
La Cover 2 di Chicago, invece, nella prima parte della stagione, veniva giocata ai limiti della perfezione. Alcuni infortuni, Tommie Harris e Mike Brown su tutti, più i problemi giudiziari di Tank Johnson hanno messo in crisi la difesa dei Bears nella seconda metà . Per questo, i Bears sono dovuti ricorrere più spesso, sui down di corsa, alla "8 in the box" per forzare l'attacco avversario a situazioni di 3rd e lungo in cui usare poi la Cover 2.

A Miami avremo l'occasione di vederle a confronto.

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