I Patriots volano a San Diego

Brady e Samuel si abbracciano : i due grandi protagonisti della partita festeggiano il touchdown decisivo.

La terza partita di wild card in cartellone per questo weekend è andata in scena sul manto erboso del Gilette Stadium, in quel di Foxboro, dove i padroni di casa New England Patriots ospitavano l'avversaria di division New York Jets; i ragazzi dell'ex Eric Mangini, arrivati secondi nella AFC East alle spalle degli stessi Pats, si affacciavano nello stadio dei tre volte campioni del mondo con la consapevolezza di essere una delle poche squadre ad averli messi in difficoltà  durante la regular season.

Entrambe in serie positiva nelle ultime tre partite del 2006, Jets e Patriots si giocavano l'accesso al turno successivo contro i capofila della American Conference, quei San Diego Chargers che hanno seminato panico in mezza NFL perdendo in solo due occasioni, contro Baltimore e Kansas City, nonché forti del MVP della stagione LaDanian Tomlinson.

Partono in attacco i padroni di casa guidati da un Tom Brady in gran spolvero, che con una serie convincente di "no huddle offense" porta i suoi all'interno della redzone avversaria, chiamando in causa soprattutto il WR da Florida Jabar Gaffney, che con due ricezioni da 7 e 15 yards sembra essere il vero playmaker offensivo; per sfondare l'ottima difesa dei Jets il QB di New England deve però rivolgersi al veteranissimo Troy Brown e alle sue sicure mani che trasformano un suo passaggio in una ricezione da 16 yards che li porta sulle 11 di New York.

Sul "first & goal" successivo apre le marcature l'altro vecchietto terribile dei Patriots, Corey Dillon, che passeggia all'interno dell'endzone dopo aver superato senza problemi l'ottimo blocco portato dal fullback Heath Evans e percorso 11 yards sulla destra della difesa avversaria.

Nel drive immediatamente successivo anche Chad Pennington sembra deciso ad iniziare in maniera positiva la partita ma i suoi buoni propositi vengono repressi da un blitz del outside linebacker Tully Banta-Cain, che con un sack lo costringe a retrocedere di 2 yards; rimessosi in piedi il numero 10 dei Jets capisce che la giornata non sarà  di quelle migliori, cosa confermata dal play successivo che lo costringe a correre per salvarsi la pelle e smuovere la catena fermandosi a 5 yards dal primo down.

Incompleto di Pennington sul terzo down e inizia la serie di punt che mantiene in stallo la partita per qualche drive con nel mezzo un piccolo infortunio all'avambraccio allo stesso QB di NY, che incoccia contro il DE avversario Richard Seymour su un tentativo di passaggio successivo ad un rollout facendosi sostituire dal backup Tim Rattay nel gioco successivo.

Per entrare finalmente in partita i biancoverdi newyorkesi devono attendere il primo errore dell'attacco avversario e più precisamente il fumble di Corey Dillon, che viene colpito da Dwayne Robertson all'interno della propria redzone lasciando la palla nelle mani di Hank Poteat a sole 15 yards dalla linea di meta. Due tentativi del RB Leon Washington e uno, incompleto, di Pennington per Leveranus Coles non sono sufficienti ai Jets per perforare la difesa di New England, costringendo gli uomini di Mangini a calciare un FG da 28 yards con Mike Nugent che accorcia le distanze sul 3-7.

L'appuntamento con il touchdown da parte di New York è però solo rimandato e, dopo un drive dei Patriots, ad inizio secondo quarto Chad Pennington trova Jerricho Cotchery tra le maglie della difesa avversaria libero di ricevere; a vuoto un doppio placcaggio delle secondarie di New England e il ricevitore ex North Carolina State si inventa una corsa da 77 yards che gli vale la settima segnatura stagionale.

Sotto di tre punti Tom Brady cerca di spronare il suo attacco, distribuendo palloni a destra e a manca alla ricerca delle varie opzioni offensive, chiamando in causa a turno Dillon, Caldwell e Watson, fino a quando un pass intrerference di Poteat sullo stesso TE non mette i Patriots nuovamente in condizione di segnare; sulle 2 di NY l'attacco dei padroni di casa si inceppa e si vede costretto a cercare momentaneamente il pareggio affidandosi al piede del kicker rookie Stephen Gostkowski, che nella difficile situazione di calciare il primo FG playoffs post "Adam Vinatieri's era" non sbaglia, portando la partita sul 10 pari.

L'attacco dei Jets fatica ad ingranare e soprattutto Pennington non riesce a trovare la chiave di lettura per mettere in difficoltà  la difesa dei Patriots, che rientrano in possesso di palla dopo l'ennesimo punt della partita. A 7:02 dalla fine del secondo quarto il reparto offensivo di New England decide di fare sul serio e costruisce un drive lunghissimo, ancora ottimamente orchestrato da Brady che chiama in causa sei giocatori diversi; inizia Maroney che corre nel mezzo per sei yards, poi tocca a Ben Watson che riceve per 10 conquistando il primo down, continua Caldwell che con 19 yards ricevute fa altrettanto e lascia le luci della ribalta a Kevin Faulk, che con tre corse per 24 yards porta i Pats sulle 26 di New York.

Lasciato spazio ad una corsa corta di Lawrence Maroney, Tom Brady decide di affidarsi nuovamente al suo "go to receiver" di giornata Jabar Gaffney, che riceve per 13 yards prima di tornare ancora dal rookie da Minnesota, che con altre due corse da 5 yards si ferma ad una sola lunghezza dall'endzone.

A pochi secondi dal termine del quarto i Patriots provano subito a sfondare la goal line defense di New York, impattando per ben due volte contro Jonathan Vilma, ma non ci riescono e decidono di chiamare il timeout; Bill Bielichik parla a quattr'occhi con Brady che appena rientrato in campo dimostra di aver recepito il messaggio dell'head coach trovando Daniel Graham, che nel frattempo era "scivolato" alle spalle della difesa avversaria, solo soletto sul lato sinistro dell'endzone, per il touchdown che vale un 17-10 importantissimo prima del riposo.

Rientrati in campo sono i Jets che decidono di amministrare il gioco, mettendo in piedi un drive altrettanto lungo che li porta all'interno della redzone avversaria, con Cotchery ancora protagonista in apertura dello stesso grazie ad un reverse che da 14 yards che lo porta a conquistare un primo down fondamentale; ancor più fondamentale al redivivo attacco di New York è la violenza non necessaria fischiata a Tedy Bruschi, punito con 15 yards per un contatto sulle 40 che avvicina gli avversari fino alle 25 di New England. Chad Pennington sceglie di puntare sul TE Chris Baker per aver ragione della difesa dei Pats e la prima volta la scelta si rivela azzeccata, con i Jets che conquistano il primo down; la seconda, invece, si vedono costratti ad accontentarsi di un nuovo field goal, dopo una ricezione da 4 yards corta di una yard per il first down.

Mike Nugent ha però il piede caldo ed infila dalle 21 giusto quattro minuti prima che il suo "collega" Stephen Gostkowski decida di ristabilire le distanze con un ulteriore FG dalle 40 yards, a conclusione di un drive che vede i Patriots macinare 52 yards in 3:57 con Jabar Gaffney ancora tra i protagonisti grazie ad una grandissima ricezione da 31 yards.

Ad una meta di distanza New York sembra decisa a rientrare prepotentemente in partita soprattutto dopo due ottime corse di Leon Washington, RB rookie da Florida State, che con 11 e 19 yards li portano rapidamente vicino alla metà  campo avversaria; il primo errore del match per gli uomini di Mangini è però dietro l'angolo e su un primo e dieci Chad Pennington subisce un sack da parte di Rosevelt Colvin perdendo palla, prontamente recuperata da Vince Wilfork che corre per 15 yards prima del placcaggio decisivo di Jerricho Cotchery.

Trovatisi in eccellente posizione di campo, sulle 15 di New York, i Patriots provano a prendere le distanze necessarie a chiudere la partita, ma dopo due tentativi inconcludenti di Maroney su corsa e un incompleto di Brady per Gaffney su passaggio si trovano costretti a puntare nuovamente su Stephen Gostkowski, che con un calcio da 28 infila il terzo field goal personale di giornata e porta i suoi avanti 23-10 a pochi secondi dalla fine del terzo quarto.

In apertura dell'ultimo quarto Chad Pennington prova a riscattarsi dopo il fumale che ha aumentato il divario tra le due squadre, e con una serie convincente di completi posiziona i suoi Jets all'interno delle ultime 20 yards avversarie, più precisamente sulle 19, prima di incepparsi proprio sul più bello; con due incompleti costringe ancora Mangini a chiamare in causa Mike Nugent, per l'altrettanto terzo FG del match che li porta a 10 punti dagli avversari.

Con la partita ancora in bilico a Bielichik non resta che fare ciò che gli riesce meglio, ovvero cercare di congelare il tempo con uno dei suoi lunghi drive in modo da lasciare ai Jets meno secondi possibili sul cronometro per inseguire il disperato tentativo di rimonta.

L'head coach dei Patriots decide di alternare in modo determinante i giochi di corsa e quelli di passaggio, chiamando in causa a turno tutti e tre i runningback, Maroney, Faulk e Dillon nell'ordine di apparizione, e chiedendo a Brady di smistare al meglio i palloni. Con un drive che "vive" grazie a due ottime ricezioni di Reche Caldwell, 13 yards, e Jabar Gaffney, 10 yards, New England raggiunge rapidamente i limiti dell'endzone avversaria, assestandosi sulle 7 dopo un passaggino corto ricevuto da Ben Watson.

Le sette yards che distanziano i Patriots dal terzo touchdown di giornata vengono percorse da Kevin Faulk, cugino dell'illustre RB di St.Louis, che trasforma un preciso passaggio di Tom Brady dopo essere stato dimenticato dalla safety avversaria Kerry Rhodes sul lato destro della difesa biancoverde.

Il 30-17 finalizzato da New England sembra piuttosto decisivo per le sorti della sfida, ma a scrivere definitivamente la parola fine sullo storyboard della partita ci pensa Asante Samuel, che sul gioco immediatamente successivo intercetta Pennington, anticipando McCareins e andando a segno dopo un ritorno da 36 yards; l'undicesimo intercetto di stagione dell'ex Golden Knights di University of Central Florida qualifica di fatto i Patriots al Divisional Game contro i San Diego Chargers della settimana prossima, facendo esplodere definitivamente la festa sugli spalti del Gilette Stadium.

Nei minuti finali del match un demoralizzato Chad Pennington, guardato di storto pure da Mangini, cerca di riparare al danno completando qualche passaggio, ma l'idillio dura poco e l'ennesima serie di incompleti fornisce a New England l'ultimo pallone della partita sulle in prossimità  della meta campo; come un maestro che vuole insegnare le "buone maniere" al suo ex allievo, Bill Belichick decide di giocare fino alla fine, conquistando un ultimo primo down, e concedendo la standing ovation all'ottimo Tom Brady, mettendo in campo per i trentasei secondi finali il QB quarantatreenne Vinnie Testaverde, altro ex della partita.

Il 37-16 finale è un risultato giusto, soprattutto per il divario visto in campo tra i due quarterback, con Pennington che sembra sempre un incompiuto o comunque non in grado di sfruttare al massimo tutte le potenzialità  che molti gli riconoscono, a differenza di "mr.playoffs" Tom Brady, uno che ormai sembra essere diventato un tutt'uno con le partite dentro-fuori che si giocano nella postseason NFL. Brady contro i Jets ha disputato un'altra partita superlativa, con 22 passaggi completati su 34, per 212 yards e 2 touchdown realizzati senza subire alcun intercetto; tra i Patriots da segnalare anche le ottime prestazioni di Jabar Gaffney, autore della prima partita "over 100 yard" nei playoffs della sua carriera, e Corey Dillon al quattordicesimo touchdown stagionale, un grande vecchio che sa ancora dire la sua all'interno del backfield.

Per New England, presenza fissa nei playoffs NFL dal 2003, una nuova cavalcata verso il Super Bowl è appena iniziata.

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