Rookie Report: il mese di giugno

Carlos Santana ha dimostrato di saperci fare con la mazza

Giugno, passate le deadline che permettono alle squadre di mantenere i propri talenti sotto controllo contrattuale per un anno in più, rappresenta da sempre il mese più prolifico di promozioni in MLB (insieme a settembre, con i roster estesi, in cui le squadre danno un assaggio di Major ai prodotti delle loro farm).

Anche quest'anno, si è vista una serie di giovani talenti di sicuro avvenire, in grado di diventare protagonisti assoluti della lega negli anni a venire.

In AL, tra i position players, si può tranquillamente dire che sia stato il mese di Carlos Santana. In 18 partite mensili, il catcher arrivato a Cleveland nell'affare che ha portato Casey Blake a LA, sponda Dodgers, ha battuto .345/.458/.707, una linea mostruosa per un veterano, impensabile per un 24enne alla prima stagione tra i grandi e che gioca in un ruolo delicato come quello del ricevitore.

Chiaramente, si tratta di numeri che saranno ridimensionati, frutto di un pochino di fortuna sulle palle messe in gioco, ma anche di tanta potenza (13 valide da extrabase su 20 totali) e disciplina al piatto (13 BB e solo 9 K), doti che Carlos possiede e ha dimostrato già  nelle Minors. Come switch hitter, può migliorare ancora contro i lanciatori mancini, contro cui batte solamente in modo "normale" per un catcher.

Altro giocatore che ha avuto un mese impressionante è uno dei compagni di division di Santana, Brennan Boesch, che ha battuto ben 8 HR a giugno, in 27 partite, limitando il numero di strike out subiti e aumentando le proprie basi per ball, segno che probabilmente i lanciatori avversari iniziano a conoscerlo e a tentare di evitare di lanciargli troppo in mezzo.

È difficile che confermi numeri del genere nei mesi a venire, un po' per una media battuta sulle palle messe in gioco difficilmente sostenibile, un po' proprio per le misure che prenderanno i pitching staff avversari per limitarlo.

Per ora, comunque, Detroit si gode il suo nuovo slugger e s'interroga sul vero valore di Austin Jackson, l'esterno centro autore di un primo mese incredibile seguito da un calo di rendimento a maggio e, ancora più evidente, a giugno. Il lato positivo è la sua abilità  di fare buoni contatti con la mazza, generando un numero di linee tra i maggiori in MLB, ma gli strike out restano un problema.

John Jaso, pupillo del sottoscritto, invece, ha avuto un mese di giugno deludente, dovuto principalmente alla sfortuna che ha abbassato la sua media battuta, ma il fatto che abbia preso 14 BB e soli 7 K ne fa un'arma offensiva preziosa per arrivare in base con continuità  (OBP di .368 nel mese, pur con una AVG di soli .213). La potenza gli manca, batte praticamente solo singoli, ma, a giugno, ha aggiunto 3 rubate al suo carnet, confermando la sua importanza per il gioco dei Rays.

Parlando di lanciatori e rimanendo a Tampa, Wade Davis ha avuto un mese difficile. Il 25enne destro ha perso tutte e 5 le sue partenze, concedendo troppe valide, ma, fortunatamente per lui e per il suo futuro, riducendo le BB e con un discreto numero di K, per una ERA poco lusinghiera di 6.00 nel mese.

Chi proprio fa fatica a vincere le partite, di certo non aiutato da uno dei peggiori attacchi della lega, è Brian Matusz che, pur con il suo miglior mese di questa stagione, dovuto a un ridursi della media battuta sulle palle messe in gioco contro di lui che ha portato a una ERA mensile di 3.69, ha perso 4 delle 6 partenze affidategli.

Il lato positivo è da indicarsi nel controllo, sempre eccellente, ma c'è stata una riduzione nel numero degli strike out che, se continuasse, sarebbe piuttosto preoccupante. Giugno non è stato un mese felice per i pitcher dello junior circuit; anche Mitch Talbot, di Cleveland, ha fatto abbastanza fatica, pur disputando un mese discreto per un rookie. Gli HR, che l'avevano perseguitato a maggio, paiono essersi normalizzati, gli strike out sono aumentati, ma purtroppo anche le BB. Tra i tre, è stato comunque l'unico premiato con 2 vittorie.

Chi non ha risentito del mese è stato Neftali Feliz, il closer dei Rangers che, in 10 inning di lavoro ha subito due soli punti mettendo a segno 12 strikeout e otto salvezze, per un totale stagionale di 21.

Se si è partiti da un catcher per l'AL, è giusto partire da un catcher anche per la National League, quindi da Buster Posey, speranza dei Giants che ha preso definitivamente il posto del veterano Molina. Il suo primo mese "vero" (aveva già  giocato tre partite in maggio), l'ha visto un po' in difficoltà , con una linea piuttosto deludente ma influenzata da una bassa media sulle palle messe in gioco, che ha affossato di conseguenza la OBP di un giocatore non dotato dell'occhio eccellente di Santana.

Visti i suoi numeri nelle Minors e l'iniziale sfortuna, è lecito attendersi che, con un po' più di buona sorte, i suoi numeri migliorino esponenzialmente nel proseguimento della stagione.

Come era lecito immaginarsi, giacché succede a tutti i giocatori, anche ai più esperti, il pretendente più accreditato al titolo di Rookie of the Year, Jason Heyward, ha avuto un mese di slump dovuto a un picco negli strike out subiti che l'ha portato a battere un misero .181/.287/.245, davvero poco per uno come lui.

Anche il suo collega Tyler Colvin, ha subito un rallentamento, nel suo caso dovuto a una normalizzazione della media battuta sulle palle in gioco, visto che K e BB (sempre troppo poche), sono rimasti bene o male costanti. Il lato positivo sono gli HR, 5 nel mese, per un totale di 10. A un HR di distanza (9 stagionali), si trova il 1B dei Mets, quell'Ike Davis che ha sostituito Delgado nel lineup newyorkese.

Giugno ha inciso anche su di lui, visto che ha vissuto il suo mese peggiore, con una riduzione notevole delle BB e K subiti più o meno in media con i mesi precedenti. La disciplina era stata uno dei punti di forza di un brillante inizio di stagione e, tornando a girare la mazza con più attenzione, Ike potrà  senz'altro confermare i numeri di aprile e maggio.

Chi ha migliorato la propria disciplina e ne ha tratto particolare giovamento è stato Gaby Sanchez. Il 1B dei Marlins è stato caldissimo a giugno, con una linea di .375/.426/.587, figlia di molte valide da extrabase e un rapporto K/BB vicino a 1.

È curioso che Gaby, 1B di 225 libbre, abbia anche rubato due basi in questo mese, senza mai venir preso, confermando una buona scelta di tempo e doti atletiche che ne fanno anche un discreto difensore. Ma questo doveva essere, ed è stato, il mese di Stephen Strasburg.

Questi i numeri all'esordio (ribattezzato dai media americani Strasmas, tanto per rendersi conto delle aspettative che circondano questo ragazzo): 7 IP, 4 H, 2 ER, 0 BB, 14 K. Numeri abbastanza impressionanti, se si considera che molte delle palle battute sono state dei pop sugli interni o delle groundball.

E non si è trattato nemmeno di un caso, visto che in 31 inning lanciati nel mese il rapporto K/BB è un mostruoso 6.86 per una ERA di 2.27 nelle sue prime 5 partenze, viziata da una certa sfortuna, oltretutto. Tutti hanno potuto vedere le sue doti; una dritta che viaggia tra 96 e 102 mph, un cambio da 90 mph ed una curva da 76 mph che ha fatto piegare le ginocchia a veterani di Major League, unita ad un controllo fuori dal comune (meno di 2 BB a partita) per un ragazzo così giovane.

Già  ora, Strasburg ha forse i lanci migliori a livello di Major League e finchè continuerà  a lanciare così bene e così forte è difficile immaginare che il suo successo possa fermarsi.

Jonathon Niese, invece, pare essersi ripreso da un brutto secondo mese, ottenendo 4 W meritate, avendo dimostrato un ottimo controllo e un maggior numero di strike out. Non appena la sfortuna l'ha un po' risparmiato, il pitcher dei Mets è riuscito a dare un solido contributo alla causa della sua squadra, lanciando quasi 7 riprese a partita, nel periodo di maggior bisogno, in cui la franchgia del Queens ha ridotto il divario dai leader divisionali.

Al contrario, Jaime Garcia dei Cardinals, ha vissuto per la prima volta quest'anno un mese difficile, con una ERA di 4.50 dovuta principalmente ad una riduzione delle groundball a favore delle linee e dei fly che ha portato a 3 HR mensili e ad una AVG avversaria più alta di circa 50 punti, oltre che ad un minor numero di strike out, dopo un maggio invece prolifico in questo senso.

Oltre all'esordio di Strasburg, l'altra notizia del mese è che Mike Leake ha perso la sua prima partita. Dopo una serie di 5 W consecutive, è arrivata la prima L, nel mese più difficile per il rookie dei sorprendenti Reds.

A giugno, infatti, Leake ha concesso molto agli avversari, con una maggior difficoltà  ad entrare in zona e un numero maggiore di valide subite, soprattutto tra le extrabase hit (ben 5 HR).

Riassumendo, le migliori prestazioni sono state senza dubbio quelle di Carlos Santana e Stephen Strasburg, non a caso, due tra i rookie più attesi da inizio anno e tra i favoriti per il titolo di ROY nelle rispettive leghe.

Il vantaggio di Santana è che i rookie dell'AL non hanno fino ad ora brillato, se si esclude Boesch, che però non gode della stessa notorietà  dovuta alle aspettative e alla posizione in campo, oltre che al fatto di giocare in una squadra in cui vi sono altre stelle a polarizzare l'attenzione (Cabrera, Ordonez, Verlander, ").

Per Carlos, pur con due mesi di gioco in meno, la possibilità  di essere eletto miglior rookie dell'anno, non è dunque così remota. Diverso il discorso per Strasburg, che, essendo un lanciatore, avrà  molte meno occasioni per mettersi in mostra rispetto al suo rivale più accreditato, Heyward che ha, oltretutto, il vantaggio di giocare in una squadra da playoff, a differenza dei Nationals.

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