New England, il sogno svanisce

Serve un 'Champ' Bailey per battere i campioni

"C'era una volta""
Iniziano così le favole. Ma ogni favole deve finire e tutte le storie hanno un termine. Tutte le strisce vincenti sono destinate a concludersi con una sconfitta e i sogni, al risveglio, svaniscono come la neve al sole. Non sempre ciò che è nella storia, si tramuta in leggenda.

Svanisce la possibilità  di vincere il quarto super bowl in cinque anni per Brady, che vede interrompersi dopo 10 partite consecutive, la propria striscia vincente in post season. Il capolinea si trova ai 1.600 metri di altezza dell'Invesco Field, su uno dei campi più difficili della NFL. Autori dell'impresa i Denevr Broncos capaci di bissare il successo di regular season ottenuto nello scorso ottobre, divenendo la prima squadra negli ultimi cinque anni a battere i Patriots per due volte consecutive.

Di fronte due delle migliori menti della lega. Shanahan, allenatore capo dei Broncos, capace di trovare soluzioni offensive sempre nuove, con una formazione che genera runner da oltre 1.000 yards come se fossero noccioline. Belichichk, il Napoleone degli head coach. Un guru della difesa che propone espedienti sempre nuovi, per mascherare i propri schemi, e confondere gli avversari. Alla fine del match, pur uscendo sconfitto nel punteggio, l'allenatore dei campioni del mondo, non ha sfigurato, ed anzi, ai punti, avrebbe probabilmente meritato la vittoria.

Allora sono tutti a chiedersi perché. Perché New England si è vista respingere una volta bussato alle porte del paradiso? Difficile spiegare una sconfitta per una squadra che produce numeri quasi doppi rispetto agli avversari. 420 yards di total offense contro le sole 286 degli avversari, pressoché uguali i primi down, e un tempo di possesso nettamente superiore, se escludiamo gli ultimi inutili minuti di gioco.

Ma anche al di là  dei numeri, dopo un primo quarto difficile, la squadra di Boston è sempre apparsa maggiormente a proprio agio, in grado di muoversi efficacemente per tutto il campo e capace di gestire bene la pressione sulla linea nonostante ci fossero sempre almeno sei uomini a rushare il quarterback.

Le corse non sono state un fattore, ma il passing game, sia sul medio che sul profondo, ha dato continuità  alla squadra. La 26^ difesa contro i passaggi ha subito pesantemente. Le secondarie, con due rookie come partenti, non hanno potuto marcare i ricevitori avversari, mentre le saftey, soprattutto Lynch, utilizzate in blitz, non hanno generato una pressione sufficiente a bloccare sul nascere il gioco avversario.

Rimane dunque il quesito, perché? A mio avviso, ciò che è mancato a Brady e soci, è stata la disciplina. New England ha fatto del cuore, della perfezione di esecuzione, della concretizzazione del gioco le proprie armi principali durante il trascorrere di questi anni. Ieri tutto questo è rimasto invisibile. Incomprensioni tra ricevitori e quarterback, penalità  (otto), una continua difficoltà  di comunicazione tra i giocatori, errori di special team, e solo una segnatura in tre viaggi nelle ultime 20 yards. Non sono marchi i fabbrica propri dell'ultima dinastia vincente dello sport made in USA.

Ancor più, si sono viste scene poco edificanti sulla sideline. Un paio di screzi tra giocatori della squadra vincitrice dell'AFC EAST, e uno scoramento che non è proprio di chi è abituato a frustrare le speranze degli avversari, festeggiamdo una vittoria dopo l'altra.

Se a tutto questo si aggiungono le cattive posizioni di campo e gli errori, il mix è divenuto irrecuperabile. New England ha iniziato i propri drive dalle 17 yards, contro una partenza dalle 44 per Denver. Ventisette yards di differenza, un abisso; un baratro che neanche un titano avrebbe rimontato.

Ma la principale causa della sconfitta sono risultati i turnover. Ben cinque le palle regalate, contro una sola recuperata per gli uomini di Belichick, quasi tutte perse in momenti cruciali e in posizioni di campo dove concretizzare per i padroni di casa è stato un gioco da ragazzi. 24 dei 27 punti segnati dai Broncos sono scaturiti direttamente nei drive susseguenti al recupero del pallone. Un dato che non lascia spazio ad interpretazioni.

Inizio incontro difficile per tutte e due le formazioni, che conquistano cumulativamente solo 3 primi down, senza che nessuno dei due attacchi prenda il sopravvento sulle difese. Bisogna aspettare 15 minuti per vedere la prima serie convincente, con Denver in grado di guadagnare 60 yards, partendo dalle proprie 37, a cavallo fra i primi due periodi. Inspiegabilmente si decide per giocare alla mano un quarto e uno con New England che resiste sulla goal line. L'inerzia sembra tutta per i campioni del mondo, ancor più quando Asante Samuel riceve l'unico regalo degli avversari, intercettando il pallone con 6:16 da giocare nel primo tempo.

Brady cerca subito di sfruttare il momento, trova Davis in profondità , ma il drive stalla sulle 22 avversarie, e la squadra si deve accontentare dei tre punti di Vinatieri, portandosi avanti 3-0. Segnare per primi è sempre importante, ma il segnale non è incoraggiante.

La partita prosegue senza acuti, fino al two minutes warning. quando si concretizzano due minuti di ordinaria follia.

Primo gioco. New England ha il possesso del pallone. Belichick cerca di sorprendere gli avversari, chiamando una corsa di Faulk nel mezzo. Sulle proprie 36 yards, il backup di Dillon perde il pallone. Gioco successivo, Plummer colpisce in profondità , Lelie è in end zone, il pallone è lungo e cade incompleto. Compare un fazzoletto giallo. Triplette annuncia una pass interference a dir poco molto dubbia. Basta un gioco a Mike Anderson per rendere felici i 76.238 spettatori.

Kick off, e nuovo suicidio. Hobbs, il ritornatore designato, si fa sfuggire il pallone sulle proprie 39 yards. Denver non fa molta strada, ma Elam la piazza a fil di traversa dalle 50 yards. Fa 10 a 0. Dieci punti in 1:03. A nessuno importa più se i Broncos non riescono a correre, se la squadra non si muove. Il punteggio all'intervallo da loro ragione.

Terzo quarto e non cambia il copione. New England blocca gli avversari, si muove agilmente fino in profondità  nel territorio nemico, ma porta a casa solo 3 punti. Mancano 7:53 nel terzo periodo. La difesa dei Broncos soffre. Otto uomini sulla linea e continui blitz vengono battuti da screen efficaci, o da slant veloci. Le secondarie rimangono esposte e senza aiuto. Le corse non funzionano, ma Brady, uno dei quarterback con il rilascio più veloce, non soffre particolarmente la tattica avversaria. La strategia dei padroni di casa non cambia, ai limiti dell'autolesionismo, con un'arroganza sorprendente.

I Patriots sfruttano la situazione e bussano ancora alla porta sei minuti dopo. Buon drive, tre passaggi e Brady è vicino alla segantura. Una penalità  costringe un arretramento di cinque yards, due passaggi riportano alla posizione di partenza. Il terzo down, sulle cinque, può dare il vantaggio a New England. Single back, doppio ricevitore sulla destra. Givens incrocia e lascia la zona di Bailey, Brown entra in end zone, proprio nello spazio di competenza del cornerback. Brady lancia, Bailey anticipa e risponde correndo 100 yards con il pallone in mano. "E' stato un grandissimo gioco da parte mia"

Il giocatore sta già  pensando ai festeggiamenti quando arriva Ben Watson che lo colpisce sull'una yards, il pallone schizza via.
"E' stato un grande sforzo da parte del mio giocatore" ha dichiarato Belichick. Fumble. Pallone fuori sulla una yards o in end zone?

Gli arbitri decidono pro Denver pallone fuori, l'head coach ospite contesta la decisone, ma il challenge va a vuoto con i replay che non fanno cambiare idea alla crew. Francamente le immagini sembravano diverse.
"Andate a chiederlo agli arbitri" il commento sponda New England.

Ancora un gioco, e dal possibile sorpasso si arriva al 17 a 6, con Mike Anderson al proprio secondo touchdown.

Sotto di 11 punti, New England crolla definitivamente all'inizio del quarto periodo, quando proprio il giocatore che ha fatto la differenza nei super bowl vinti, il Kicker Vinatieri si adegua al clima della serata. Un field goal dalle 42, non certo impossibile per il campione di origini italiane, esce stretto. Poco dopo, e anche Troy Brown si aggiunge alla lista dei dilapidatori. Il tuttofare perde il pallone sulla ricezione di un punt avversario. Plummer ringrazia, e dopo due corse di Anderson, pesca Rod Smith in end zone da 4 yards. 24 a 6. di segnare per l'unico touchdown della propria serata

Otto minuti non saranno sufficienti al recupero. Givens segna sul secondo gioco del successivo possesso, portando a sette le proprie gare di playoff con una marcatura. I sette punti ridanno fiato e speranza ai Patriots, di nuovo -11. Tutto vano, in quanto Elam concretizza con tre punti pesantissimi, un drive da oltre quattro minuti. Rimane solo il tempo per vedere il secondo intercetto di Tom Brady, prima che Plummer si inginocchi a chiudere le ultime serie della serata.

Finisce con Denver in trionfo.

"Non siamo preoccupati da quello che succederà  nei prossimi playoff game. Chiunque dovremo affrontare la prossima settimana, possiamo farcela" parola di Champ Bailey, mentre Plummer ha elogiato i compagni: "Abbiamo sbagliato qualcosa, ma in generale abbiamo fatto buone giocate e siamo stati in grado di muovere la catena adeguatamente. E' stata una vittoria di squadra".

Diametralmente opposti i sentimenti dei detentori del titolo.
"Quando si perde, si vorrebbe almeno lottare" – ha dichiarato l'ex MVP di due Super Bowl – "si vorrebbe sempre uscire dal campo avendo giocato al meglio. Oggi non l'abbiamo fatto. Abbiamo reso le cose troppo semplici per i nostri avversari".

Le parole sembrano fin troppo dure per una formazione che ha giocato, e ha provato fino alla fine a ribaltare una serata nata male, in cui ha perso un numero di palloni (5) pressoché uguale a quello delle precedenti 10 gare vinte consecutivamente (6).

Finisce con Belichick perdente per la prima volta da quando è alla guida di questa squadra. Finisce comunque a testa alta, dimostrando di avere una formazione ancora in grado di essere competitiva dopo tutti questi anni.

Del resto si sa, non sempre finisce con il classico "" e vissero felici e contenti".

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