NFC – Week 3 Report

Brian Westbrook ha fatto il bello e il cattivo tempo contro i Raiders…

NFC East

Washington Redskins 2-0, New York Giants 2-1, Dallas Cowboys 2-1, Philadelphia Eagles 2-1

Fermi i Redskins, che si ritrovano così capolista, loro malgrado, della division la sfida più interessante della giornata riguardava gli Eagles che ospitavano i Raiders. Tutti a parlare di Moss vs Owens ed invece è stato il RB Westbrook (6 ricezioni per 140 yards più altre 68 yards su corsa per 2 TDs in totale) a rubare la scena, specialmente nel secondo tempo quando McNabb è entrato in sincronia con l'attacco.

I primi cinque attacchi degli Eagles infatti si erano chiusi con quattro punt ed un intercetto ed in generale solo un drive sui 7 a disposizione di Philadelphia nel primo tempo aveva visto David Akers battere il calcio addizionale. Già  Akers: dolorante, ad un extra point dal finire la stagione in injured reserve, il kicker degli Eagles ha messo a segno il field goal vincente domenica a 9 secondi dalla fine dando la vittoria a coach Reid e allungando la striscia di vittorie casalinghe di Philadelphia con Owens nel lineup.

La partita ha offerto anche numerosi spunti primo fra i quali le difficoltà  di Philadelphia a stabilire un efficace gioco di corse contro una difesa discreta ma non irresistibile. 18 portate sono poche anche per una squadra che non ha un running back degno di tale nome figuriamoci se quel team ha il versatile Westbrook in campo.

Reid deve sicuramente sfruttare maggiormente il suo running back anche perché è impensabile che McNabb tenga per tutta la stagione il ritmo attuale (è in media per lanciare più di 5100 yards e per più di 670 volte).

Ha impressionato invece la difesa degli Eagles che ha tenuto a 22 yards totali (su 21 tentativi) il gioco di corsa dei Raiders e tenuto lontano Randy Moss dalla end-zone. La settimana prossima è di scena a Kansas City contro i Chiefs usciti sconfitti dal Monday Night.

Non è bastato il record carriera di yards su lancio (352) ad Eli Manning per portare i Giants alla vittoria contro i Chargers. Erano in 65 mila a tifare contro quel ragazzino di college che alla vigilia del draft 2004 aveva detto chiaro e tondo che a San Diego, fosse stato scelto, non sarebbe andato e che la squadra locale avrebbe fatto meglio a scegliere qualcun altro al draft.

Donnie Edwards, linebacker di SD, aveva preso quelle parole, lui californiano, come uno schiaffo in faccia e ha pensato bene di chiudere con 13 tackles e 1 sack la giornata tanto per far capire al quarterback dei Giants di che pasta sono fatti quelli di San Diego. Partita che i Chargers stavano dominando a metà  del secondo quarto (21-3) poi però tre drives consecutivi dei Giants riportavano sotto la squadra di New York ma al ritorno in campo la difesa dei Giants si scioglieva come neve al sole e concedeva tre touchdowns sui primi tre possessi ai Chargers che ringraziavano e cancellando così quel brutto zero dalla colonna delle vittorie.

Il game plan dei Giants era uno solo: impedire a Tomlinson di dettare i tempi del gioco, cercare di mettere pressione a Brees e sfruttare sul profondo Plaxico Burress. Peccato che quest'ultimo, per essere arrivato tardi a due meeting la scorsa settimana, sia stato punito da coach Coughlin con il riposo forzato nelle prime due serie mentre LT, il running back di San Diego, scollinava le 190 yards su corsa (9.1 di media) trovando anche un lancio da TD per Mccardell nel terzo periodo.

Preoccupante invece l'involuzione del piano partita di New York che, nonostante avesse davanti una difesa che, quest'anno, concede quasi 100 yards a partita, ha chiamato il numero di Tiki Barber solamente 15 volte. E' sempre la solita storia della coperta troppo corta: sei in vantaggio e tendi ad amministrarlo correndo mentre sei sotto nel punteggio e, per cercare di recuperare, lanci, lanci e, se hai un altro tentativo, lanci.

I Cowboys venivano dalla sconfitta contro i Redskins maturata con una rimonta della squadra di Joe Gibbs. Questa volta invece Dallas ha vinto in rimonta, sfruttando la gran giornata del QB Bledsoe che ha chiuso con più di 300 yards su passaggio per la prima volta negli ultimi due anni.

Parcells non poteva assolutamente perdere questa partita e il piano partita prevedeva di andare con le corse di Jones all'interno per eliminare dal gioco i linebackers dei 49ers e la loro velocità . Il piano è riuscito per metà  se si pensa che, nel primo tempo, il running back ha corso per 73 yards con 15 portate (4.8 di media) mentre nel secondo, con Dallas indietro nel punteggio, ha avuto solamente 12 yards con 11 corse.

Il pupillo del coach di Dallas, a fine partita, si è anche lamentato sul numero troppo alto di palloni che si trova a dover portare ogni maledetta domenica e Parcells corre il rischio di vedere una delle sue armi migliori arrivare stanca nei mesi invernali quando invece un buon gioco di corsa è fondamentale per vincere partite difficili.

NFC North

Detroit Lions 1-1, Chicago Bears 1-2, Minnesota Vikings 1-2, Green Bay Packers 0-3,

1988. L'ultima volta che i Packers sono partiti "O-Three". Che fosse una stagione difficile, di transizione verrebbe da aggiungere, per Green Bay era preventivabile ma con Favre ancora in campo niente era dato per scontato. Tantomeno che uno dei migliori quarterbacks di sempre andasse in panne nelle prime tre partite.

Si sa. I Packers sviluppano il miglior gioco quando possono controllare il cronometro con le corse di Ahman Green e sfruttare le doti di Favre nelle play-actions. Capita che nel 2005 la linea offensiva a disposizione di Mike Sherman faccia un po' acqua da tutte le parti, non proteggendo il quarterback (7 sacks concessi) e non creando buone linee per il running back.

Ecco quindi che il game plan studiato per la sfida con i Bucs vada a farsi benedire e che Green corra solo 19 volte (siamo a meno di 16 di media a partita), che Favre lanci il quinto, sesto e settimo intercetto della stagione chiudendo lo spiraglio per rimontare che si era aperto sul -1 nel drive a 5 minuti dalla fine e che Ryan Longwell sbagli il primo extra point per la prima volta in 157 tentativi.

Tante coincidenze sfortunate? Ne dubitiamo. La verità  è che Green Bay, per quello che si è visto finora, commette ancora troppi errori (28 penalità  che sono "costate" 206 yards). La difesa non crea turnovers mentre l'attacco ne subisce troppi con il risultato che il differenziale palle recuperate/palle perse è di -8. La perdita del WR Walker ha lasciato un buco nelle tracce profonde che difficilmente Driver e Ferguson possono colmare.

Appena davanti ai Packers, in classifica, ci sono i Bears. Due settimane fa da queste colonne era uscito un monito per tutti i tifosi di Chicago e un'annotazione: sarà  una stagione lunga, molto lunga.

La chiave della partita stava tutta nella prestazione del QB Orton. Se fosse riuscito a non commettere troppi errori allora Chicago, grazie alla buona difesa che Lovie Smith ha installato, poteva avere una chance contro il potente attacco di Cincinnati. Così non è andata e i Bengala hanno mostrato come mai, prima di questo incontro, erano in testa nel rapporto palle recuperate/palle perse.

Orton è stato intercettato ben 5 volte e con ognuno di essi le speranze di tornare in partita si sono affievolite sempre più questo nonostante un buon Thomas Jones (ancora sopra le 100 yards su corsa) avesse portato sotto i suoi nell'ultimo quarto.

Quel che preoccupa dei Bears è l'incapacità  di dare continuità  al proprio gioco d'attacco (appena 45 1st downs nelle prime tre gare) e dare credibilità  al gioco aereo (1 TD appena a fronte di ben 6 INTs). Oggi Chicago è troppo prevedibile: si corre, e questo non è un male guardando la depth chart, ma le difese avversarie si adeguano mettendo un uomo in più nel box data l'inefficacia di Orton (83 tentativi di corsa contro 89 giochi di passaggio alla week 3).

Settimana prossima Chicago riposerà  e sicuramente qualche aggiustamento da coach Smith è da attenderselo mentre al ritorno in campo Chicago andrà  a Cleveland, dai Browns.

Dopo due sconfitte consecutive i Vikings tornano al successo contro New Orleans. Una vittoria che leva un po' di pressione da Mike Tice. Minnesota veniva da due partite nelle quali aveva perso 12 palloni segnando solo un touchdown. Chiaro che il piano partita fosse improntato all'eliminazione degli errori che erano costati il numero 2 nella colonna delle sconfitte.

Uno dei problemi iniziali dei Vikings è stato quello di trovare bilanciamento in attacco far gioco di corse e passaggi e trovare qualcuno che fosse " credibile" sul profondo dopo che la partenza di Moss ha di fatto azzerato i deep threats presenti nel roster. Culpepper inoltre aveva bisogno di maggior protezione da parte della linea offensiva su entrambi i lati del campo.

Se si guarda alla sfida contro i Saints di domenica siamo di nuovo punto e a capo visto che i difensori di coach Haslett sono riusciti a mettere le mani addosso al quarterback avversario 7 volte (Culpepper ha già  subito 12 sacks dall'inizio della stagione!) ma, almeno questa volta, i vari Robinson e Troy Williamson, con ricezioni da 68 e 53 yards, hanno dimostrato di esserci e poter diventare punti importanti di riferimento sulle tracce lunghe.

Minnesota è riuscita anche a sfruttare benissimo il gioco via terra correndo 38 volte e controllando così il tempo (17 minuti di possesso in più rispetto ai Saints) e allargando il campo per i suoi ricevitori. Il resto lo ha fatto una difesa che, seppur priva della S Sharper, ha tenuto il temuto WR Joe Horn ad una ricezioni e il RB McAllister a 63 yards e un TD.

Settimana prossima i Vikings secondo ad Atlanta contro una squadra che fa del gioco di corsa uno dei suoi punti di forza.

Chiudiamo con i Lions che erano in bye e che la settimana prossima affronteranno i Bucs in Florida.

NFC South

Tampa Bay Buccaneers 3-0, Atlanta Falcons 2-1, New Orleans Saints 1-2, Carolina Panthers 1-2.

Il 19° attacco della lega, uno degli ultimi sui passaggi eppure il record di Tampa Bay racconta di 3 vittorie e 0 sconfitte. Come si spiega questo? Proviamo con "Buc Ball"?. Con un fronte difensivo in piena crisi di gioco e risultati il piano partita di Gruden era quello di dare tanto, e subito, il pallone a "Cadillac" Williams. E il rookie da Auburn ha seminato il panico fra la difesa dei Packers finendo con 158 yards ma soprattutto con 37 "portate" che sommate alle 51 delle prime due settimane fanno, in totale, 88 e primo posto nella speciale classifica.

Si può essere steal of the draft quando si sente pronunciare il proprio nome dopo quattro altri giocatori? Forse no ma Jon Gruden sembra aver trovato in Carnell Williams il running back che cercava. Quello che però si rischia di dimenticare è che i Bucs, in difesa, dati per spacciati troppe volte, in realtà  ci sono sempre stati. Ovviamente quando il tuo attacco fallisce e ti costringe a stare in campo tanti minuti la produttività  e la lucidità  finiscono per venire meno e questo è stato il caso di Tampa Bay negli anni successivi alla vittoria nel Super Bowl.

Ovviamente i Bucs, fin dal prossimo incontro contro i Lions, dovranno cercare di equilibrare maggiormente le scelte in attacco. Williams è infatti in media per correre 470 volte, vale a dire 60 volte in più dell'attuale record. Se Tampa Bay vuole trovarsi in campo nella prima settimana di gennaio e avere qualche chance di arrivare alla finale della NFC non può prescindere da un Willams in condizioni fisiche ottimali.

I Falcons avevano di fronte una delle migliori difese della NFL e con un Michael Vick in condizioni non perfette era importante, se non fondamentale, stabilire un gioco di corsa che levasse pressione dal quarterback. Le 236 yards guadagnate da Dunn e Duckett hanno così permesso a Vick di dettare i tempi del gioco producendo drives positivi sia con le gambe (9 corse per 64 yards) che con il braccio (2 TDs). Molto è anche dipeso dall'infortunio che ha levato dalla contesa, nel secondo quarto, il linebacker dei Bills, Takeo Spikes.

Senza la sua presenza in mezzo al campo Buffalo si è dimostrata meno aggressiva (nessun sack ai danni di Vick) e ha finito per concedere troppo in situazioni di terzo down (7 su 12 la statistica di Atlanta) come in occasione del drive che ha riportato i Falcons in vantaggio nell'ultimo quarto.

3rd and 11, fine terzo quarto, Vick, dalla shotgun, pesca Finnernan nel mezzo per 17 yards e ridà  vita al drive. Tre minuti più tardi, ultimo periodo, i Falcons sono in territorio Bills ma si trovano ancora in situazione di 3rd and 10. Vick si mette in proprio e corre a destra per 27 yards. Sul gioco successivo Duckett va dritto nel mezzo e, guadagnando 12 yards, segna il più facile dei touchdowns. Il braccio e la mente. Settimana prossima Atlanta ospiterà  Minnesota.

I Panthers invece erano di scena a Miami, sotto un caldo abbastanza torrido. Sempre privi del DT Jenkins ( out per tutta la stagione ) Carolina è stata in partita fino alla fine nonostante abbia trovato uno Stephen Davis in giornata no (2.3 di media su 16 corse) fermato anche dalla difesa dei Dolphins capaci di tenere il gioco via terra dei Panthers a 61 yards totali.

Privato della fonte principale di gioco John Fox ha dato mandato a Delhomme di battere una non irresistibile secondaria (6 TD passes concessi e 242 yards di media)di Miami via aerea. Mandato che il quarterback stava portando a termine, ben coadiuvato dalla spettacolare prestazione del WR Steve Smith (11 per 170 yds e 3 TDs), fino all'intercetto a meno di due minuti dalla fine che ha ridato palla a Miami e sancito il game over.

Cosa salvare di questi Panthers? Sicuramente il carattere e la tenacia considerato che non è per niente facile giocare per il secondo anno di fila senza il tuo miglior difensore di linea. Rimandata invece la run-defense, per il motivo appena esposto, e in generale tutto il reparto dietro colpevole di troppi big plays concessi ai giocatore dei Dolphins. Preoccupa, maggiormente casomai, la nuove partenza frenata della squadra di Fox che, ricordiamo, anche l'anno scorso partì 1-7 salvo poi operare una clamorosa rimonta nella seconda metà  della stagione.

Quel circo viaggiante che risponde al nome di New Orleans Saints era di scena nel Minnesota. Stanchi, poco lucidi e fallosi (14 penalità  e 4 palle perse) i ragazzi di Haslett sono stati in partita ben più di quanto non dica il punteggio finale grazie ad una parte centrale dell'incontro giocata decisamente bene.

Era importante stabilire un gioco di corsa efficace con McAllister per tenere l'incerta difesa dei Vikings in campo il più possibile. Ma l'incapacità  di chiudere un terzo down (2 su 12 la statistica finale) unita ai troppi errori ha portato la squadra ad andare subito sotto nel punteggio e, di conseguenza, a rincorrere fin da subito i Vikings.

Il QB Aaron Brooks a fine partita è apparso stanco e logoro nonostante fossimo solo alla terza settimana. L'impossibilità  di giocare in casa per tutta la stagione sarà , purtroppo, un fattore fondamentale nelle sorti della franchigia e, crediamo, che questi Saints arriveranno a dicembre già  con la testa al prossimo anno.

La Week 4 propone a New Orleans la prima in "casa", leggasi San Antonio, contro i Bills.

NFC WEST

St. Louis Rams 2-1, Seattle Seahawks 2-1, San Francisco 49ers 1-2, Arizona Cardinals 0-3

I Rams sono in testa alla division. Le buone notizie per Mike Martz iniziano e finiscono con la sentenza che avete appena letto. Ma come: due vittorie consecutive e nessun risvolto positivo?. Certo Torry Holt già  capeggia la classifica delle yards ricevute (358 con 23 ricezioni), il DE Leonard Little sembra aver iniziato l'anno della consacrazione e il QB Bulger è già  su ottimi livelli.

Ma i dubbi iniziano ad affiorare se è vero che i Rams, sì hanno vinto due gare in fila, ma facendo una fatica del diavolo per avere la meglio su Cardinals (0-3 il record) e Titans (1-2) e comunque arrivando sempre all'ultimo drive avversario con le spalle al muro.

I Rams, contro i Titans ma più in generale durante questo incompleto primo mese di regular season, non riescono a capitalizzare i possessi in attacco specialmente nelle situazioni di terzo down che riescono a convertire in primo solamente nel 34% delle occasioni. Sarebbe forse il caso di iniziare a sfruttare maggiormente Marshall Faulk in queste occasioni, magari come terzo ricevitore.

La tendenza di Martz, difatti, in quelle circostanze è di giocare un pass-play dalla posizione di shotgun (4 volte su 7 circostanze domenica) ma questo mette Bulger in precaria posizione considerata la poca protezione della linea offensiva. Ecco quindi che i quattro tentativi hanno portato a due sacks e due incompleti.

Parlando di poca protezione è da far notare come Bulger, in questo scorcio di stagione, ha già  fatto amicizia con il terreno ben 15 volte il che lo pone in media per assorbire ben 80 (!) placcaggi fino alla fine stagione. E per quanto il quarterback possa essere fisico andare ai playoffs con Bulger così sfiancato fisicamente potrebbe essere un dazio troppo caro da pagare per i Rams.

La domenica metteva di fronte due rivali di division: i Seattle Seahawks e gli Arizona Cardinals. Il piano partita di Dennis Green consisteva nel limitare le portate del RB Alexander nei primi e secondi down costringendo così Hasselbeck in situazioni di terzo down dove i linebackers di Arizona avrebbero potuto "girare" la partita. Eufemistico dire che non ci sono riusciti visto che quando vede le magliette dei Cards Alexander si esalta (429 yards negli ultimi tre incontri).

Visto il personale difensivo e i due potenti attacchi era facile immaginare che sarebbe stata una partita dal punteggio alto e il game plan in attacco di Arizona avrebbe potuto benissimo ricalcare quello dei Seahawks se non fosse stato per il fatto che la linea offensiva davanti a Kurt Warner non è ai livelli di quella di Seattle sia nella protezione del proprio quarterback sia nel creare spazi per il proprio running back.

Con questa sconfitta Arizona rimane ancora al palo e settimana prossima dovrà  ospitare i 49ers che li precedono in classifica. Necessario per la squadra di Green sarà  stabilire un gioco di corsa efficace (67 yards di media a partita non rappresentano un pericolo per nessuna difesa)per togliere pressione a McCown se sarà  in campo al posto dell'infortunato Warner.

Seattle invece volerà  a Washington dove troverà  Clinton Portis pronto a testare una run-defense molto migliore rispetto a quello che si pensava e che finora ha concesso 108 yards a partita ma soprattutto un solo TD su corsa.

Chiudiamo la division con i 49ers che affrontavano in casa i Cowboys. Ne è uscita fuori una partita divertente, dall'alto punteggio (34-31) che ha ribadito come San Francisco non ha ancora il personale adeguato per competere nella NFC. Non almeno contro una squadra affamata e aggressiva come lo è l'attuale Dallas di Parcells.

E pensare che Nolan aveva preparato la partita benissimo, tenendo Julius Jones fuori dalla end zone nel primo tempo e, con la sua squadra sopra di 12 alla fine del terzo quarto, aveva messo la partita nel braccio di Bledsoe creando esattamente le condizioni nelle quali la sua difesa poteva esaltarsi.

Ma è stato l'attacco a tradire Nolan visto che nell'ultimo periodo due dei quattro drives si sono conclusi con un punt e gli altri due con un intercetto l'ultimo dei quali a ridato la palla a Dallas con meno di un minuto a " the final gun".

Settimana prossima San Francisco, come detto sopra, va in Arizona per un'affascinante, sebbene difficile, sfida di division con i Cardinals.

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