San Diego: è l'anno buono ?

La brezza del Pacifico soffia a favore di Brees.

"Stanno iniziando a capire l'importanza di giocare ogni partita e superare le avversità  che arrivano sempre e comunque. Per me è molto chiaro: siamo 5-3, ne meglio né peggio. Due partite sopra il 50% di vittorie non assicurano un posto per i playoffs. Dobbiamo migliorare e l'unico modo che conosco per farlo è continuare a lavorare insieme e sviluppare un senso di fiducia reciproca e cercare di capire quale è il proprio ruolo all'interno della squadra. Fino ad oggi siamo stati capaci di farlo in ogni fase del gioco. Quando tutte le tre fasi del gioco funzionano abbastanza bene, come è successo domenica, allora abbiamo l'occasione di diventare una buona squadra".

Le parole sono di Marty Schottenheimer, coach al terzo anno alla guida dei San Diego Chargers. Frasi pronunciate all'indomani della vittoria contro gli Oakland Raiders che ha proiettato la squadra del sud della California in vetta alla AFC West. Ora non è dato sapere se nello stato guidato da un attore arrivi anche Rai Uno ma ci fosse Marzullo a San Diego probabilmente intitolerebbe una rubrica sui Chargers chiamandola " Whisper".

Questo perché troppe volte negli ultimi anni a San Diego si sono susseguiti titoloni e proclami salvo poi veder la squadra cadere frettolosamente nel baratro NFL. Viene in mente l'anno 2001, passato agli annali come "THAT YEAR " per via di quell'insignificante scambio di scelte il giorno del draft. Ricordiamo per i lettori più giovani: San Diego aveva la prima scelta e proprio quell'anno usciva da Virginia Tech un giovanottone di 1.90 per 97 kg. che di nome faceva Michael e di cognome Vick.

" NO BRAINER" dicono in questi casi in America, in Italia si direbbe " ad occhi chiusi" ma non per quelli dei Chargers che, infatti, mandano la scelta ai Falcons ricevendone in cambio due scelte che poi sarebbero diventate Drew Brees e LaDanian Tomlinson ( nota per il lettore tenere a mente questo apparente insignificante dettaglio ).

Beh quell'anno la partenza fu addirittura migliore dell'attuale: 5-2 e tutti ad elogiare il genio dei dirigenti della franchigia della California. Vi risparmiamo i commenti degli stessi dopo che i Chargers ne misero 9 in fila. Di sconfitte però. Anno nuovo vita nuova no?. Quindi se il passato insegna, non dichiari di avere la squadra del secolo se parti 6-1 anche l'anno successivo, 2002.

Ma la storia si ripete diceva qualcuno e i Chargers, tutt'a un tratto, si mettono ad imitare Kristian Ghedina e scendono che è un piacere perdendo 7 delle ultime 9 partite. Quando l'anno scorso dopo 5 partite la casella delle vittorie è ancora immacolata magari qualcuno avrà  pensato: almeno quest'anno evitiamo i toni trionfali e facciamo gli underdogs della NFL. Ottavo anno in fila fuori dai playoffs.

Ricapitolando: 251 parole per dire che, attenzione tifosi dei Chargers, partire 5-3 non significa niente. E le parole di Schottenheimer all'inizio sono lì a ricordarlo.

Vediamo dunque cosa è emerso fino ad ora nella stagione, sicuramente positiva, dei San Diego Chargers. Dicevamo dei dettagli e di come le cose possono cambiare da un anno all'altro.

Prendete Drew Brees per esempio: tre anni a dimostrare di poter essere un quarterback NFL e quando inizi ad avere confidenza con l'attacco e con le infinite minuzie che una stagione NFL ha, la dirigenza ti prende dal draft il quarterback del futuro. Si tira i remi in barca e ci si gode la traversata dunque?

Non per l'ex star di Purdue che, complice la tarda firma di Rivers sul contratto, ha meravigliosamente approfittato della situazione per disputare una gran pre-stagione e farsi nominare titolare dal coach. E ora, con la squadra che mostra di avere fiducia in lui ( chi non ne avrebbe in qualcuno che ha il terzo rating della lega, che ha lanciato, nelle ultime 5 partite, il 75 % di completi con 11 TDs e solo un intercetto ? ), chi si sogna di levarlo dal campo?.

Da dove nasce l'esplosione di Brees? A sentir lui è solo " una maggiore esperienza che mi porta a prendere decisioni migliori ". Noi aggiungiamo che avere un reparto di ricevitori decenti che non " droppano " footballs ti dà  una bella mano. E, come l'arrivo di Owens a Philadelphia ha reso McNabb un quarterback da 60% di completi, così la crescita del TE Gates e l'arrivo da Tampa del WR Keenan McCardell ha ampliato le opzioni a disposizione in attacco stante la presenza nel backfield di uno dei migliori running back in circolazione, LaDanian Tomlinson.

Proprio quest'ultimo, se vogliamo, è stata finora la nota dolente della stagione dei Chargers. Non tanto per le sue prestazioni ( 7 touchdowns, 653 yards con una media di 4 yards a portata oltre a 23 ricezioni per 209 yards ) ma piuttosto per le sue condizioni fisiche ( leggasi problema all'inguine ) che ne hanno limitato la mobilità  laterale, suo punto di forza.

La conseguenza di avere tutte queste bocche da fuoco se non si traduce in grandi performances sul piano statistico ( San Diego è 13° per total offense, 9° nelle corse e 20° sui passaggi ) è però molto efficace nella red zone tanto che, con 27.4 punti a partita, i Chargers hanno il terzo attacco della lega. Ma, come diceva Schottenheimer, le fasi di una partita sono attacco, difesa, e squadre speciali.

Quella a disposizione di San Diego lavora estremamente bene quest'anno è il segreto per la grande stagione offensiva dei Chargers nonché per l'ottima posizione di campo che garantisce ogni volta in occasione di un kickoff ( 33 volte con una media è di 26.51 yards a ritorno ) o di un punt.

Quando si tratta poi dell'attacco le cose vanno altrettanto bene se il kicker Nate Kaeding è stato perfetto nei punti addizionali ( 27/27 ) realizzando anche 10 field goals su 11 mentre il punter Mike Scifres mette la palla sistematicamente all'interno delle 20 yards avversarie.

E qui entra in gioco un aspetto dei Chargers finora, a nostro parere, sottovalutato. Ovvero la difesa. Wade Phillips, nuovo coordinatore difensivo, ha stressato i giocatori sull'importanza di credere nel nuovo progetto così come nell'allineamento 3-4 nonostante la squadra avesse perso i due difensive end Wiley e Johnson. Questo perché i Chargers possiedono profondità  nella posizione di linebacker e giocatori duttili che possono occupare varie posizioni.

Vengono in mente Donnie Edwards che da linebacker sul lato debole l'anno scorso aveva messo su una stagione da 162 tackles e che quest'anno gioca come " inside " oppure Steve Foley, l'outside linebacker preso dai Texans come free agent, che con la sua velocità  ha già  creato problemi ai quarterback avversari ( 4 sacks e ½.).

La mano di Phillips è ancora più evidente se si guarda alla []difesa sulle corse: punto dolente dei Chargers versione 2003 quest'anno le yards concesse sono scese da 138.6 ad appena 81.5 ( primi in NFL ) con la corsa più lunga concessa di appena 18 yards e solo 8 TDs concessi.

I problemi però rimangono e riguardano, verosimilmente, il reparto che, prima della stagione, sembrava essere il punto di forza della squadra ovvero la secondary. Non tanto nel personale quanto piuttosto nel concedere big plays all'attacco avversario. I Chargers lasciano lanciare i quarterbacks avversari con il 65% e hanno già  concesso 10 TDs via aerea nonché 249.1 yards a partita che portano San Diego al 28° posto nella classifica.

L'obiettivo di Schottenheimer a breve termine è andare al riposo fra due settimane con 6 vittorie e 3 sconfitte. Dopo la pausa San Diego farà  visita alla Raider Nation e andrà  in casa dei Chiefs: due fondamentali scontri di division che possono lanciare definitivamente i Chargers e far ricordare ai tifosi questa stagione come quella del " THAT YEAR ".

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