C-USA, MAC e Independents Preview

Armando Allen è la stella dei Fightin Irish

Come consuetudine, la carrellata di preview per la stagione 2010 si conclude con un piccolo approfondimento relativo alle conference "minori".

Oggi ci occuperemo di Conference USA, MAC e dei college indipendenti.

Conference USA

Difficile immaginare un team della C-USA nei piani alti del ranking NCAA. Le previsioni più rosee vedono un solo team proveniente da questa conference tra i top 50 del pre campionato: gli esperti collocano infatti Houston tra la posizione 26 e la posizione 29.

Certo, si tratta di semplici proiezioni secondo giudizi soggettivi, la speranza è che il giudizio del campo possa lasciare spazio a qualche sorpresa, ma in generale il livello medio della conference sarà  piuttosto deludente. Vediamo quali sono le principali protagoniste delle due division.

East Division: Central Florida ha le maggiori credenziali per portare a casa il titolo divisionale. UCF è data con un record finale di 11-1 (7-1 nella conference) in virtù di una schedule leggermente più agevole rispetto ai diretti avversari.

Tale record, se verrà  poi effettivamente ottenuto, potrebbe permettere ai Golden Knights di entrare tra i primi 20 team del ranking nazionale. Viste le qualità  del gruppo, la seconda piazza dovrebbe essere di Southern Miss, scuola in grande spolvero nelle passate stagioni e in calo fisiologico visti gli avvicendamenti avvenuti per questa stagione.

L'unico team in grado di insediare i Golden Eagles è Alabama-Birmingham. I due programmi sembrano equivalersi sia sul piano del gioco, sia per quanto riguarda gli impegni di calendario. La vera prova del nove sarà  lo scontro diretto, quando UAB affronterà  Southern Miss il 30 ottobre: molto probabilmente la vincitrice dell'incontro supererà  in classifica la sconfitta.

Dietro poco o nulla da segnalare. Eastern Carolina (dopo le buone prestazioni di un paio di stagioni fa) dovrebbe al massimo chiudere la stagione con un record pari, nettamente indietro e senza molte speranze Marshall e Memphis.

West Division: chi contenderà  a UCF il titolo di Conference? Due sono le candidate: la già  citata Houston e SMU. Difficile dire quale tra le due compagini si aggiudicherà  l'accesso alla finale.

Lo scenario che si prospetta al momento è molto interessante. Houston ha una schedule meno impegnativa rispetto a SMU, il che le consente di contare su un record migliore (la previsione maggiormente accreditata da i Cougars chiudere con un buon 10-2).

SMU dovrebbe attestarsi su un 9-3 visto che, come già  segnalato, ha un calendario di incontri più alto a livello competitivo (esordirà  contro Texas Tech, poi affronterà  TCU e Navy). Tuttavia, le chance di chiudere la conference con un record di 8-0 (contro il 7-1 di Houston) sono abbastanza alte e di conseguenza sono alte le potenzialità  di vincere la division.

Terzo posto possibile per Tulsa davanti ad UTEP data con un 6-6 finale difficilmente migliorabile nella pratica. Più indietro Rice, chiude Tulane che dovrà  davvero faticare per migliorare la proiezione finale che le attribuisce un record di 1-11.

Mid-American Conference

La Mid-American si presenta come una delle conference meno competitive del 2010. Le proiezioni parlano di sole quattro squadre in grado di portare a termine la stagione con un record finale positivo. Nonostante il quadro generale poco rassicurante, ci sarà  comunque battaglia per il titolo finale. E' ragionevole pensare che il titolo di conference se lo giocheranno Temple e Central Michigan, vediamo come si potrebbe arrivare a questa finale virtuale.

East Division: tra le due sarà  la division più competitiva (o, se volete, meno disastrosa). La lotta per il primo posto, se ci sarà , sarà  tra Temple e Ohio. Per Temple l'ostacolo sulla strada della perfect season si chiama Penn State, che verrà  affrontata fuori casa a fine settembre.

Per il resto si prospetta un cammino agevole. Ohio parte sfavorita, ha un calendario simile ai diretti rivali, ma sembra meno convincente sul piano del gioco. I match clou della stagione saranno lo scontro diretto con Temple e il classico contro Ohio State.

Se contro i Buckeyes è difficile prevedere un upset, l'unica speranza per sovvertire i pronostici di inizio stagione rimane lo scontro diretto, salvo qualche incidente inaspettato contro avversari meno quotati (Marshall e Kent State per caratteristiche di gioco hanno le carte in regola per far soffrire Ohio) che potrebbero compromettere la stagione.

Massima attenzione quindi per arrivare alla penultima giornata e giocarsi la leadership di division. Dietro al duo in testa troviamo Bowling Green, Buffalo e Kent State. Tutte e tre con l'obiettivo di limitare i danni in una stagione che si potrebbe rivelare incolore, l'obiettivo rimanente, quello di chiudere con un record pari o comunque non troppo negativo.

Chiuderanno la classifica Miami OH e Akron, entrambe senza velleità  in fase di ricostruzione a fatica riusciranno ad esprimersi a buon livello e ad andare oltre alle 2-3 vittorie.

West Division: come scritto nell'introduzione, la West Division sarà  con molta probabilità  vinta da Central Michigan. I Chippewas sono senza dubbio il team più equilibrato e più competitivo all'interno della division.

La schedule non è impossibile (uniche vere rivali temibili sono Temple e Virginia Tech) e dovrebbe consentire di chiudere con un buon 10-2 la stagione. Dopo Central Michigan si piazzeranno gli Huskies di Nothern Illinois, potenzialmente in grado di portare a casa tra le 7 e le 9 vittorie nel corso della stagione. Western Michigan, Toledo e Ball State si disputeranno la terza piazza senza troppe opportunità  di andare oltre e lasciare un segno per il 2010.

Fanalino di coda Eastern Michigan, il college di Ypsilanti non darà  molti grattacapi alle avversarie, secondo ESPN e CBS chiuderanno il ranking nazionale al 120° posto.

Independents

Tra i college indipendenti, Notre Dame e Army si apprestano ad affrontare due stagioni quanto meno interlocutorie. Difficile pronosticare per i due team una stagione che si chiuda almeno con un record pari.

Da tenere d'occhio comunque i Fightin Irish, il cui coach Brian Kelly (alla sua prima stagione nella panchina del college dell'Indiana) attira l'attenzione degli esperti dato che dovrà  passare da un gioco prevalentemente aereo adattandosi ad un gioco di corse per meglio sposarsi con le caratteristiche tecniche del proprio attacco che vede nel runningback Armando Allen la punta di diamante per la spread offense di Notre Dame.

Discorso diverso per Navy. I Midshipmen sono una squadra robusta, ben calibrata, in grado di dare parecchie soddisfazioni ai propri tifosi. Tanto che più di un commentatore si è sbilanciato nel segnalare che questa squadra per il 2010 è la più forte che Navy abbia mai avuto nella sua storia.

Logico pensare che l'attesa nei confronti di Dobbs e compagni sia altissima. Una squadra forte con un attacco prolifico e una difesa attenta, un coaching staff capace ed un calendario alla portata possono fare della stagione alle porte la stagione della consacrazione, o quantomeno regalare al college una stagione da vera protagonista nella NCAA.

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