Big East 2010 preview

Il sophomore Dion Lewis potrebbe essere il miglior RB della Big East

Nemmeno quest'anno sarà  facile predire la Big East, che sta lentamente tornando nel giro che conta grazie alle ultime due fantastiche stagioni disputate da Cincinnati, bi-campione divisionale uscente, che quest'anno parte svantaggiata per via delle numerose defezioni, soprattutto offensive. Pittsburgh ha una marcia in più ed un talento straordinario, e se i Panthers stenteranno, come capita loro spesso, nella seconda parte di campionato, West Virginia è pronta a riprendersi lo scettro della conference. Cincinnati, nuovo head coach e nuovo quarterback, potrebbe ripetere gli scorsi exploit, e Rutgers è la perenne sottovalutata che gioca sempre meglio delle previsioni. Ci sarà  quindi da divertirsi.

Pittsburgh Panthers

Sarà  finalmente l'anno giusto per Dave Wannstedt, arrivato a Pittsburgh dopo la lunga esperienza in Nfl per dare smalto ad un programma rimasto al di sotto delle aspettative? A giudicare dal talento a disposizione su ambedue i fronti, sarebbe proprio il caso di dire di sì, considerando che i migliori giocatori sono tutti rimasti ai posti di combattimento, e logica vuole che si traggano degli importanti insegnamenti dalle lezioni a volte severe che la vita agonistica ti dà , come evidenzia l'amaro ricordo di una vittoria sfumata di un nulla contro Cincinnati nella gara dell'anno della Big East, disputata sotto una neve pazzesca e dove i Bearcats imbattuti erano stai annichiliti per la maggior parte del match. Se non altro la fama di team che cala vistosamente nella seconda parte di stagione si è allontanata in dose sufficiente a fare dei Panthers un prodotto finito e pronto per un viaggio Bcs che non arriva da qualche anno, quando arrivò la famosa sconfitta contro quella stessa Utah che sarà  la prima avversaria dell'oramai imminente campionato.
Offensivamente è cambiato molto poco, anche se quella minima parte di novità  sarà  oggetto di attente valutazioni, nel senso che Bill Stull ha lasciato il posto di quarterback a Tino Sunseri, il che significa che ci sarà  meno movimento, meno scramble, ma tutto senza rinunciare alla precisione nei passaggi. Ovviamente, alcune situazioni ingarbugliate che Stull riusciva comunque a sbrogliare con le sue gambe potrebbero ripresentarsi e terminare con diversi risultati, anche se molta della pressione offensiva cadrà  sulle forti spalle di Dion Lewis, superstar in rampa di lancio, running back che da freshman ha collezionato qualcosa come 1.799 yards e 15 mete, numeri fantascientifici per qualsiasi ragazzo approdato in squadra al suo primo anno senza nemmeno usufruire della redshirt. Il piccolo corridore, tosto comunque come pochi, cercherà  i varchi giusti dietro una linea capitanata dal tackle Jason Pinkston, atleta rapido di piedi che è stato la ragione principale del primo posto di conference per minor numero di sacks concessi, mentre dall'altro lato, il destro, torna il più pesante Lucas Nix, che nel campionato scorso non ha perso un singolo snap ricevendo molta fiducia dallo staff.
L'altra star del reparto si chiama Jonathan Baldwin, spettacolare junior che ha già  scomodato diversi paragoni con Terrell Owens, un ricevitore dotato di un fisico pazzesco, di ottima statura ed elevazione, e della velocità  necessaria per segnare mete a lunga gittata. Baldwin ha chiuso con 1.111 yards ed 8 segnature in 57 passaggi ricevuti, è stato a tratti incontenibile, e sarà  il principale oggetto delle attenzioni avversarie data l'inesperienza dell'altro starter, Mike Shanahan, e vista la mancanza di una minaccia seria nel ruolo di tight end, lasciato scoperto da Dorin Dickerson e Nate Byham, coppia che dava maggiore flessibilità  alle decisioni del quarterback.
Una difesa che ha concesso il secondo minor ammontare di punti in tutta la Big East sarà  di nuovo protagonista nonostante le perdite, facendo forza sulla pass rush: l'elemento più forte del lotto è il defensive end Greg Romerus, che ha rinunciato alla Nfl per giocarsi l'ultima possibilità  di vincere qualcosa di importante, fresco del massimo in carriera di sacks, 8. Della sua presenza ha approfittato Jabaal Sheard, più leggero e molto scattante dopo lo snap, dote che gli ha permesso di mettere in difficoltà  diversi avversari diretti.
Lo spot di middle linebacker è stato pluri-decorato nelle ultime cinque stagioni consecutive, e sarà  quindi compito del secondo anno Dan Mason non far rimpiangere i suoi predecessori, in un terzetto che vede rientrare Max Gruder sul lato debole ed il junior Greg Williams dal lato esterno opposto.
In seguito alla partenza di Aaron Berry, il miglior giocatore delle secondarie sarà  il safety Dom DeCicco, un defensive back impacchettato nella struttura di un linebacker, secondo di squadra con 88 placcaggi ed atletico al punto di racimolare 3 intercetti.
Per Wannstedt la strada sembra facile, visto il carico di talento ed esperienza che avrà  a disposizione, ma lo è solo in apparenza.
La Big East è molto competitiva, colma di ostacoli e pericoli che si accumulano settimana dopo settimana, le motivazioni di squadra devono restare alte e le le sorprese sono sempre dietro l'angolo. Pittsburgh parte sicuramente da favorita, Utah e Miami, da affrontarsi durante il primo mese di gioco, imporranno un roster già  oliato a dovere, per poi tuffarsi nella guerra di conference che determinerà  la presenza o meno dei Panthers ad un Bowl Bcs.

West Virginia Mountaineers

Comincia il terzo anno della gestione Bill Stewart, sotto il quale West Virginia è riuscita a mantenere un livello accettabile guardando al numero delle vittorie, sceso di qualcosina rispetto agli anni di Rich Rodriguez: se da un lato questa piccola discesa non ha significato una ricostruzione od il classico anno di transizione, a testimonianza che la qualità  del reclutamento della gestione precedente era stata eccellente, dall'altro ha visto pure i Mountaineers scomparire brevemente dal radar dei Bowl che contano, fattore sul quale a Morgantown sembravano essersi abituati.
L'attacco è ricco di velocità  di esecuzione e talento, ma deve risolvere un problema creatosi per via della particolare situazione maturata negli ultimi anni, durante i quali per lo staff è stato assai difficile crescere il quarterback del futuro avendo fatto affidamento per tanti anni sull'operato di Pat White, in sostituzione del quale Jarrett Brown non ha potuto che attendere solamente l'anno da senior per per partire da titolare.
Terminata anche la su eleggibilità , ecco il dilemma di chi promuovere per l'imminente campionato: il roster, a livello di esperienza, offre sicurezza solo attraverso il sophomore Geno Smith, fisicamente molto simile a Brown, tecnicamente molto maturo, e l'unico a presenziare in campo nel 2009 per alcune frazioni di gara, nelle quali il coaching staff ha apprezzato parecchio la forza del suo braccio ed il livello delle sue decisioni. Dietro a lui potrebbe crescere Coley White, il fratellino di Pat, leggero e velocissimo come da dna familiare, ma che è troppo indietro nello sviluppo tecnico per poter insidiare il posto di Smith, fatto che non gli precluderà  di essere inserito in situazioni speciali per correre il pallone.
Il running back Noel Devine ed il wide receiver Jock Sanders hanno ambedue flirtato con i pro, ed il loro ritorno è il motivo per cui a Morgantown credono di poter puntare al primo posto della conference: Devine ha corso 1.465 yards entrando in meta 13 volte, è un giocatore rapido ed elusivo, capace di entusiasmanti movenze, e fisicamente affidabile nonstante le sole 180 libbre che si porta appresso; Sanders, altro "piccoletto" scattante, sarà  il titolare nel ruolo di slot receiver, ed a lui andrà  il compito di inventare dopo la ricezione, con utilizzi saltuari anche su corsa, come già  accaduto di recente.
La linea offensiva è a tratti dominante in fase di bloccaggio sulle corse grazie alle solide prestazioni del tackle sinistro Don Barclay, cui è affiancato l'altrettanto pesante guardia Josh Jenkins, ed una sostanziosa mano arriverà  dall'usuale massiccio utilizzo del fullback, già  caro al sistema di Rodriguez, con Ryan Clarke a dispensare colpi ed a portare palla nelle situazioni dove le 2-3 yards da prendere assolutamente faranno la differenza.
La difesa ripropone il classico allineamento 3-3-5, con una formazione base che vede un uomo di linea in meno ed un doppio cornerback allineato su un lato, fermi restando i due safety sul medio-profondo. Il coordinator Jim Casteel ha sviluppato un sistema che concede pochissimi big plays e che ha buonissimi fondamentali nel contenimento delle corse, questo grazie allo spazio occupato dal nose tackle Chris Neild, uno dei migliori del suo ruolo di tutta la Big East, ed alla forte coppia di linebackers formata da J.T.Thomas, giocatore che non esce mai dal campo per via della sua determinazione del disfare l'azione offensiva, ed Anthony Leonard, promosso titolare quest'anno dopo una serie di prestazioni di alto livello.
Il miglior elemento delle secondarie è il cornerback Brandon Hogan, un wide receiver che nel giro di un paio d'anni è diventato il migliore di squadra in copertura. Il particolare schema poggia sull'utilizzo delle posizioni di spur e bandit safety, posizioni che verranno occupate rispettivamente dal possente Robert Sands e dal senior Sidney Glover, punti di forza di un reparto che mette sovente in difficoltà  il gioco aereo altrui.
West Virginia si propone come contendente per la vittoria della Big East ed una partecipazione ad un Bowl di quelli giocati a gennaio, e per fare questo dovrà  cominciare a vincere con continuità  in trasferta, dove il record della gestione Stewart è completamente differente dalle ottime prestazioni casalinghe: il calendario pone dei test intriganti, come il viaggio in Louisiana per confrontarsi con i Tigers, ed impegni divisionali lontani da Morgantown in impegni fondamentali contro Connecticut e Pittsburgh, e contro i Panthers, all'ultima giornata, potrebbe diventare una sorta di finale di conference.

Connecticut Huskies

La scorsa tribolata stagione degli Huskies è drasticamente cambiata a causa di una tragedia che ha profondamente colpito e motivato la squadra, ovvero l'improvvisa morte del cornerback Jasper Howard, giunta come una doccia fredda con il team alle prese con un record perdente, ed evento che ha fatto stringere tutti i compagni e lo staff attorno ad un obbiettivo comune, quello di commemorare l'amico perduto nel migliore dei modi. Ed il gran finale con cui UConn ha concluso l'anno, quattro vittorie di fila e vittoria del PapaJohn.com Bowl contro South Carolina.
Alla stessa stregua della squadra, anche Zach Frazer, il quarterback giunto all'ultimo anno di eleggibilità , ha terminato la stagione in netta ascesa di rendimento, eseguendo le chiamate a dovere e compiendo un numero davvero esiguo di turnovers. Questo campionato sarà  il secondo che gli Huskies affronteranno praticando una no-huddle offense, basata su un regista poco mobile che basa il tutto su una gestione rapida del rilascio del pallone, e su dropbacks con pochi passi.
Una delle sfide a portata di Frazer sarà  quella di imbeccare un gruppo di ricevitori quasi totalmente nuovo, che punterà  sulla statura di Isaiah Moore, 24 ricezioni per 286 yards ed una meta nel 2009, e sulla velocità  di Kashif Moore, omonimo di 177 libbre, giocatore esplosivo ed ideale per racimolare yards in seguito alla ricezione corta, ideale per le intenzioni di questo sistema.
Il running game vede il rientro di uno dei migliori corridori di conference, Jordan Todman, reduce da 1.188 yards e 14 touchdowns, che sfrutterà  le aperture procurate dal fullback Anthony Sherman, junior, che peraltro è un buonissimo ricevitore fuori dal backfield e può schierarsi da tight end ibrido.
In trincea tornano quattro dei cinque vecchi titolari, con un lato destro molto pesante formato dalla guardia Zach Hurd e dal tackle Mike Ryan, mentre il più atletico Adam Masters sarà  l'unico nuovo starter, impiegato da tackle sinistro per la miglior agilità  di piedi rispetto ai compagni.
La difesa può contare su una parte centrale della linea molto forte e consistente, che porta pressione soprattutto dal mezzo grazie alla consistenza dei tackles Tywon Martin e Kendall Reyes, quest'ultimo pure ottimo contro le corse.
Il linebacker Lawrence Wilson ritorna dopo una stagione super, fatta di 140 placcaggi ed una presenza fissa in campo, dove è stato ambivalente come efficacia in tutte le situazioni, siano essere corse o passaggi. I tackles in tripla cifra possono tranquillamente essere nel mirino nel compagno Scott Lutrus, limitato da qualche infortunio nel 2009 ma che si è sempre dimostrato consistente quando sano fisicamente, formando sulla carta un'accoppiata di linebackers potenzialmente devastante.
Nessuno, tra i componenti delle retrovie, dispone di grande esperienza ad eccezione del safety Kijuan Dabney, reduce tuttavia da un campionato continuamente infastidito dagli infortuni, e nessuno del quartetto progettato come partente ha disputato tutte le gare da starter. Una possibile fonte di preoccupazione è il kicker Dave Teggart, 14/23 l'anno passato, che ha problemi da distanze anche appena superiori alle 40 yards.
Quella che si profila per coach Randy Edsall potrebbe essere la quarta partecipazione consecutiva ad un Bowl, risultato davvero lodevole se si pensa alla puntualità  con cui i migliori prospetti della nazione snobbano gli Huskies in fase di reclutamento. La squadra è unita e compatta, lo staff lavora sodo ed ottiene ugualmente risultati. Basterà  ad avvicinarsi nell'insidiare le favorite della Big East? Un vantaggio potrebbe essere creato dall'affrontare West Virginia, Cincinnati e Pittsburgh in casa, e godere di un calendario extra conference tutt'altro che irresistibile, ma l'importante sarà  costruire sulla base del rush finale di quell'ultimo spezzone di 2009 dedicato alla memoria di Jasper Howard.

Cincinnati Bearcats

I Bearcats hanno vinto le ultime due edizioni della Big East, ma in questo 2010 dovranno affrontare i loro futuri impegni senza l'head coach che li ha portati in alto, vicinissimi ad un palcoscenico di primo piano. Brian Kelly, come noto, se n'è andato a Notre Dame lasciato Cincinnati al massacro contro Florida al Sugar Bowl, dopo un campionato perfetto terminato evitando anche l'ultimo spauracchio, in una battaglia memorabile contro i rivali di Pittsburgh.
Le defezioni sono tante ed evidenti, a partire da Tony Pike e Marcus Gilyard, parte del meccanismo di spread offense che il nuovo allenatore, Butch Jones, dovrà  far funzionare. Jones, che aveva già  sostituito Kelly sulla panchina di Central Michigan, lavorerà  con un quarterback promettente come Zach Collaros, un regista molto mobile e ragazzo di carattere, che al momento dell'infortunio di Pike ha preso in mano la squadra pur non avendo esperienza, segnando personalmente una meta da 75 yards alla sua prima azione. L'impressionante bottino di Collaros, in cinque gare, è stato di 4 mete su corsa, 10 su passaggio e soli 2 intercetti, oltre ad una piacevole tendenza a risolvere i problemi quando il momento lo richiede.
Il suo attacco potrà  fare affidamento su varie armi, quali il running back Isaiah Pead, soffiato a suo tempo sia a Pittsburgh che a West Virginia, che ha sorpassato le 1.000 yards di total offense (806 su corsa), e su un reparto ricevitori che godrà  del rientro di Armon Binns, bersaglio alto e fisico reduce da 11 mete, ed il tight end Ben Guidugli, dotato di buonissime mani. Una delle novità  è Vidal Hazelton, transfer da Usc, che finalmente potrà  debuttare con la sua nuova uniforme dopo il tradizionale anno di stop. Alex Hoffman, junior, ha le caratteristiche idonee per diventare uno dei migliori offensive tackles della conference.
La difesa si basa su un front seven solido, comandato dal defensive tackle Derek Wolfe, ottimo nel portare pressione nel mezzo (5 sacks), con i linebackers JK Schaffer e Walter Stewart ad agire in simbiosi con quest'ultimo chiudendo bene le corsie esterne.
Il reparto più debole potrebbe essere quello delle secondarie, che non dispongono di un uomo in grado di francobollare il miglior ricevitore avversario, che vedrà  tornare il safety Drew Frey dopo una miriade di infortuni con ancora tanto potenziale da esprimere, ed il corner Dominique Battle, un junior presente in tutte legare eccetto una da titolare nel 2009.
Jake Rogers rimane in qualità  di kicker, e sarà  invece sostituito nelle veci di punter da sophomore Patrick O'Donnell.
La rinnovata sfida con i Panthers sarà  ancora una volta l'unità  di misura per capire se i Bearcats siano o meno da titolo, ma bisognerà  fare attenzione anche alla delicatezza di impegni come quello di West Virginia, da incontrare in trasferta, ma anche Oklahoma e Miami fuori dalla Big East. Cincinnati è abituata a partire con i pronostici contro, ed a maggior ragione, con un nuovo allenatore ed un nuovo quarterback, per la squadra sarà  stuzzicante smentire ancora una volta tutti quanti. Il titolo, comunque, non sarà  facile da difendere.

Rutgers Scarlet Knights

Se Greg Schiano, oltre ad essere un più che competente capo allenatore, è pure considerato un maestro in fase di recruiting, il motivo è ben preciso: da quattro anni, difatti, Rutgers ha vinto un Bowl pur avendo a roster del personale molto giovane e quindi potenzialmente molto inesperto, a volte direttamente proveniente dalla high school. Non è stato un problema far rimanere la squadra a livelli medio alti in modo da tenere contenta la dirigenza scolastica, e nonostante qualche perdita importante, potrebbe non essere un problema fare una bella figura anche nel campionato che sta per iniziare.
Uno dei giovani che ha fatto la differenza lo scorso anno è senza dubbio stato il quarterback Tom Savage, che ha esordito senza timore alcuno da true freshman concludendo un ottimo primo anno con 14 passaggi da touchdown e 7 intercetti, per un totale di 2.211 yards , ed una serie di prestazioni che sembrano aver messo ordine in un ruolo che allo spring training di un anno fa viveva di sole incertezze. Savage, per latri tre anni, ha l'occasione di formare una grande coppia con il coetaneo Mohamed Sanu, wide receiver di grandissimo impatto, un giocatore eccitante che ha fatto danni alle difese avversarie sia ricevendo che correndo il pallone, segnando 8 mete complessive. Il sophomore Mark Harrison, 230 libbre, è il wide receiver di fisico che dovrebbe sostituire Tim Brown e fungere da numero due affidabile, mentre il gioco di corse vedrà  il maggior numero di chiamate rivolte verso Joe Martinek, un rusher cui piace andare dritto e forte, rompendo placcaggi qua e là . La forza della linea offensiva sono le due guardie, Caleb Ruch e Desmond Wynn.
La no-name defense che ha dato diverse soddisfazioni a Schiano nel recente passato continuerà  a produrre giocate pur senza dare alla conference nomi di grande calibro, puntando tutto sull'estrema compattezza del gruppo. La linea conta sull'efficacia del defensive end Alex Silvestro, che ha racimolato una quarantina di placcaggi e ricoperto 4 fumbles, e sul tackle Steve Vallone, ennesimo true freshman di grande impatto, il quale si è presentato al mondo Ncaa comandando un raddoppio dietro l'altro.
Linebackers e secondarie sono i settori più toccati dal ricambio generazionale, Antonio Lowery, senior che giocherà  da weakside, ed il junior David Rowe, defensive back, proveranno a non far rimpiangere pilastri come Ryan D'Imperio e Devin McCourty.
Il junior San San Te tiene saldamente il comando della posizione di kicker per via della sua grande affidabilità , così come confermato è il punter Teddy Dellaganna.
Gli Scarlet Knights potranno approfittare di una prima parte di calendario apparentemente molto agevole per riuscire a garantirsi il minimo indispensabile per la qualificazione ad un altro Bowl , in quanto le cose, addentrandosi nella conference, si appesantiranno non di poco, dal momento che le tre migliori squadre della Big East andranno affrontate fuori dal New Jersey.

Louisville Cardinals

Curioso pensare ai Cardinals di Brian Brohm, quelli che avevano vinto l'Orange Bowl dopo una stagione di 12 vittorie, e paragonarli alla gestione fallimentare di Steve Kragthorpe, incapace di far uscire qualcosa di buono in prospettiva nei tre anni in cui è rimasto in sella al programma, fisno ad essere sollevato in favore di Charlie Strong, originariamente defensive coordinator dei Florida Gators. Il suo compito sarà  quello di risollevare Louisville da questo periodo mediocre, e di restituire smalto a chi aveva abitudini ben diverse.
Le abitudini offensive cambieranno radicalmente, con il nuovo offensive coordinator Mike Sanford che ha installato la spread offense che praticava quand'era head coach a Unlv.
Adam Froman e Justin Burke, due giocatori all'ultimo anno di eleggibilità , si contenderanno la piazza di quarterback titolare e garantiranno una sufficiente mobilità  per applicare il nuovo schema, mentre la sicurezza del reparto sarà  il running back Victor Anderson, solo 4 partite in un 2009 tranciato da un problema alla spalla, ma rusher che ha nelle sue potenzialità  la stagione da oltre 1.000 yards. Doug Beamont, wide receiver di 183 libbre, è il rientrante con le migliori statistiche, 100 ricezioni in carriera senza mai segnare un touchdown.
La mano di Strong, dato il suo curriculum, sarà  più evidente dall'altro lato del campo, il suo preferito. I problemi sono numerosi, c'è poca pass rush e le retrovie concedono tantissimo al gioco aereo, nonostante la presenza di un buon cornerback come Johnny Patrick, ex wide receiver reduce da un'annata fatta di 53 placcaggi, massimo in carriera, e 2 intercetti.
I linebackers hanno perduto i loro due migliori tacklers, ma vedranno fortunatamente tornare un playmaker del livello del weakside Brandon Heath, un senior, mentre la linea difensiva presenta non pochi buchi lasciati dagli ex alunni, con il conseguente spostamento dell'end Greg Scruggs nel mezzo per dare profondità  ai tackles, e con William Savoy a vestire i panni dell'end più esperto dopo una stagione di 23 placcaggi e 5 sacks.
Dati i presupposti e le tante novità  che andranno digerite su ambedue i lati del campo, i Cardinals nono covano certo aspettative di chissà  quale tipo, l'annata sarà  di sicura transizione, e le vittorie dovrebbero arrivare con il contagocce.

South Florida Bulls

Il programma di football più giovane della Florida, esistente solo dal 1995, è stato preso in contropiede dall'improvviso licenziamento di Jim Leavitt, reo di aver colpito un suo giocatore negli spogliatoi, ed unico allenatore nella storia dei Bulls, capace di portare un programma senza storicità  fino al provvisorio secondo posto del ranking del 2007, sviluppando talenti su talenti, molti dei quali regalati alla Nfl, e cominciando a distinguersi nel novero di squadroni che nel sud della Florida hanno da decenni imposto le loro tradizioni vincenti, fama che South Florida avrebbe voluto cominciare a sradicare a tutti i costi. Con il 2010 prende il via l'era di Skip Holtz, ex capo allenatore di East Carolina.
Con Holtz, è giunto in loco pure il fido offensive coordinator Todd Fitch, il terzo in altrettanti anni, che importerà  un sistema basato sulle corse dritte e forti eliminando i numerosi set a quattro ricevitori tipici dell'attacco un tempo gestito da Matt Groethe, con cui la squadra ha raggiunto il suo picco in termine di rendimento e che nel 2009 è rimasto sempre fuori per infortunio. Al suo posto aveva esordito B.J. Daniels, mobile al punto di racimolare 772 yards e 9 mete e di scomodare imprudenti paragoni con un acerbo Donovan McNabb, ma ancora impreciso nella fase aerea del gioco.
Moise Plancher è l'uomo adatto per il nuovo sistema, essendo questi un corridore impostato su guadagni costanti, su rottura di placcaggi, e completamente privo degli istinti per centrare il big play, che dividerà  le portate con il tosto Demetris Murray e con il fullback Richard Kelly, ambedue di simili caratteristiche. Il miglior ricevitore di squadra, A.J. Love, sarà  purtroppo fuori per la stagione in seguito alla rottura del crociato anteriore, con Sterling Griffin chiamato a rubare il palcoscenico visto il maggiore spazio a disposizione.
La difesa ha perso in un solo colpo George Selvie e Jason Pierre-Paul, due specialisti in fase di pressione sul quarterback, ed il talento del safety Nate Allen, tutti e tre scelti al draft.
Terrell McClain, tackle, è il giocatore più solido della linea, mentre Sam Barrington è considerato una promessa piena di potenziale che per il primo anno avrà  l'opportunità  di allinearsi da starter nello spot di middle linebacker. Quenton Washington e Kayvon Webster formano una coppia molto buona di cornerbacks e dispongono di un'ottima velocità  di base.
La missione è quella di restare a livelli accettabili alzando pian piano la posta in gioco, e vedere che succede da qui a qualche anno. L'intenzione è quella di continuare ad essere un programma con il minimo obbiettivo del Bowl minore, per poi passare a puntare al primo posto divisionale cominciando contemporaneamente a gestire le rivalità  territoriali, cominciate seriamente un anno fa, e che quest'anno vedranno anche coinvolti i Gators. Il problema è che Leavitt era arrivato vicino a traguardi importanti, e le aspettative, di conseguenza, sono poco consone alla stagione di basso profilo che i grandi cambiamenti nello staff e nella tattica sembrano far presagire per i Bulls del 2010.

Syracuse Orange

Doug Marrone ha ancora tanta strada davanti prima di far risalire definitivamente un programma, quello della sua alma mater, che da anni è il peggiore della Big East, e che ha vissuto miglioramenti assai poco evidenti durante il suo primo anno al campus, ma che se non altro ha portato un numero di vittorie, quattro, di poco inferiori alle cinque totalizzate nel biennio precedente.
Terminato l'esperimento Greg Paulus da quarterback, ex cestista di Duke che aveva ottenuto un anno extra di eleggibilità  per giocare a football, toccherà  al suo backup, Ryan Nassir, far vedere di cosa sia capace, partendo dal presupposto dei suoi buoni fondamentali e di una piccola porzione di campionato scorso conclusa con 422 yards, 3 mete ed un intercetto.
Antwon Bailey sarà  anch'egli esordiente nell'assumersi le principali responsabilità  di portatore di palloni, e rappresenta un'altra scommessa per l'attacco, data la sua miglior propensione, soprattutto per via del fisico minuto, a presenziare in downs situazionali. Alec Lemon, wide receiver al secondo anno, tenterà  di divenire il nuovo punto di riferimento per il quarterback.
Il miglior giocatore della linea offensiva è il centro Ryan Bartholomew, molto versatile ed adattabile a due ruoli, il quale fino allo scorso campionato si allineava da guardia.
Derrell Smith e Doug Hogue saranno i principali indiziati per un grande campionato difensivo, e sono due linebackers che si sono distinti per le numerose penetrazioni nel backfield avversario, che hanno permesso al reparto di mettere parecchia pressione ovviando ai difetti dei settori meno carichi di talento.
La linea basa tutte le sue argomentazioni sul potenziale e sulle promesse, che sono quelle fatte intravedere da Chandler Jones, fratello dell'Arthur che era, fino al 2009, l'elemento più forte della trincea prima di terminare l'eleggibilità , e da Mikhail Marinovic, ex linebacker presente in tutte le gare da titolare.
Una secondaria capitanata da Shmarko Thomas spera di elevare il suo livello di gioco, e di terminare il 2010 in una posizione migliore rispetto all'ultima di conference ottenuta nelle situazioni contro i passaggi nel campionato scorso.
Gli Orange non avvicinano una stagione con il 50% di vittorie da cinque anni, per cui l'obbiettivo primario sarebbe quello di ottenere una qualificazione risicata per un Bowl minore, che se non altro darebbe un po' di morale e speranza al programma.
Ordine di arrivo pronosticato:
1)Pittsburgh
2)West Virginia
3)Cincinnati
4)Rutgers
5)Connecticut
6)South Florida
7)Louisville
8)Syracuse

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