Fiesta Bowl: Boise State fa il bis

Kellen Moore è stato tra i protagonisti di questa stagione senza sconfitte per i Broncos.

Il Fiesta Bowl di quest'anno era la partita fra le due Cenerentole del College Football. Due squadre che in molti vedevano anche nel Championship, ma che le regole BCS e il loro status di università  provenienti da Conference minori tolgono la possibilità  di lottare per il titolo nazionale, con tutte le polemiche del caso, soprattutto sulla validità  del BCS Ranking.

Boise State e TCU, due college piccoli, ma che negli ultimi anni hanno saputo emergere e diventare importanti, tanto da giocarsi un BCS Bowl da imbattute.

Alla fine l'hanno spuntata i Broncos, sicuramente per la maggiore esperienza in questo tipo di partite, considerato che questo era il secondo Orange Bowl negli ultimi due anni e l'hanno spuntata proprio con una giocata a sorpresa, come nel 2007 quando sorpresero la Oklahoma di Adrian Peterson in una partita che in molti ricordano ancora.

Con questa vittoria, Boise State diventa la seconda squadra nella storia del college football a raggiungere il record di 14-0, dopo Ohio State nel 2002, e la seconda dopo Utah a vincere due BCS Bowl pur essendo una squadra proveniente da una Conference non BCS.

Il Fiesta Bowl di Glendale, oltre ad essere la partita tra imbattute, era anche la partita tra il primo e il quarto attacco della Nazione per punti segnati, e proprio per questo tutti si aspettavano una gara all'ultimo touchdown, con la sfida fra i due quarterback, Kellen Moore e Andy Dalton.
Invece è stata una partita a basso punteggio, conclusa sul 17 a 10, dove i protagonisti sono stati i reparti difensivi e gli special team.

Come nella giocata decisiva che ha dato il via alla meta del 17 a 10 per i Broncos, quando su un 4&9 coach Petersen ha chiamato un fake punt, perfettamente eseguito dal kicker/punter Kyle Brotzman che ha trovato Kyle Efaw in mezzo al campo per un guadagno di 29 yards e la posizione favorevole per il drive guidato con sapienza da Kellen Moore e chiuso dalla corsa da 2 yards di Doug Martin.

Moore ha chiuso la partita senza td pass, con 211 yards lanciate, fermando il record a 39 td e solo 3 intercetti, ma ha saputo essere decisivo nei momenti importanti, come nell'ultimo drive con tre passaggi completati e non ha commesso turnovers, a differenza del suo avversario Dalton, che pur segnando un td, ha chiuso con tre intercetti e ha subito per tutto l'incontro la pressione della linea difensiva avversaria, lanciando spesso in situazione di movimento e dovendo forzare molto di più rispetto alle partite di regular season.

Due di questi intercetti sono finiti nelle mani di Brandyn Thompson, il primo trasformato in una corsa da 51 yards che ha aperto le marcature dell'incontro, il secondo nel drive precedente a quello decisivo per la vittoria di Boise State. La terza giocata da MVP di Thompson è arrivata nell'ultimo gioco dell'incontro, a 30 secondi dalla fine, deviando un lancio di Dalton e facilitando l'intercetto di Venables, dopo che TCU era riuscita ad arrivare nelle 30 avversarie partendo dalla propria line di meta.

Gli Horned Frogs hanno pagato lo scotto di essere al primo appuntamento con i BCS Bowls e la prima grande partita dell'anno, dopo una stagione da imbattuti, ma sempre col dubbio di aver affrontato squadre non al livello delle migliori.

Coach Patterson ha cercato di giocare il football di sempre, quello che ha permesso a TCU di essere una macchina da punti durante la stagione, ma l'unico acuto è venuto sul bel touchdown con finta di Dalton per Clay a fine primo tempo, che aveva rimesso in corsa i campioni della Mountain West. L'inerzia di quel td li aveva portati nel terzo quarto a strappare il pallone dalle mani di Doug Martin con una splendida giocata di Jerry Hughes e favorire il field goal del pareggio.
Poi sono venute le giocate di Boiste State, l'intercetto di Thompson e il fake punt con td di Martin e la luce per i ragazzi di coach Patterson si è spenta.

I Broncos invece festeggiano e ne hanno tutto il diritto, con un qb e un running back sophomore hanno ancora carte da giocare nel prossimo anno, dove forse il comitato BCS vorrà  dare una chance e permettere ai ragazzi di coach Petersen di giocarsi le carte per raggiungere il National Championship, che probabilmente avrebbero meritato anche in questa stagione.
Le parole alla fine dei vincitori fanno capire quanto Boise State credesse di potersela giocare contro chiunque.

"So solo che questi ragazzi hanno un cuore incredibile", è stata la frase che coach Petersen ha dato alla stampa vogliosa di farlo entrare nel tortuoso dibattito sul BCS Ranking e sul National Championship, mentre Efaw, co-protagonista della giocata a sorpresa sul fake punt, ha chiuso con una frase da scolpire nella memoria dei Broncos: "Volete sapere se dovremmo essere i n.1? Probabilmente no. Forse il prossimo anno. Non so. So solo che siamo una grande squadra, combattiamo sempre duro e siamo imbattuti."

Imbattuti, ma non Campioni, almeno per il Ranking.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *