Anno di transizione per Miami

Larry Coker si prepara al passaggio di testimone

Nel football NCAA è (relativamente) più facile per le università  con maggiore tradizione rimanere ai primi posti del ranking. Questo perché i prospetti più richiesti scelgono molto spesso le università  più forti andando così a migliorarle ulteriormente e a garantire la loro permanenza nell'elite del football collegiale.

Ovviamente tutti i programmi prima o poi attraversano dei momenti difficili ma restano più o meno a galla finché un cambio di allenatore o una classe di ottimi prospetti non li rimette in corsa. Sta andando invece molto peggio all'Università  di Miami che addirittura non compare nella Top 25 del ranking dell'Associated Press ed è la prima volta dal 1999.

L'inizio di stagione è stato disastroso con la sconfitta contro la rivale Florida State e quella con Louisville due settimane fa. Fra le due sconfitte è arrivata la vittoria contro Florida A&M ma la squadra della Division I-AA non si può certo definire un test probante.

La partita persa contro FSU dava fastidio perché si tratta pur sempre di una rivalità  ma almeno c'era il precedente dell'anno scorso che dava qualche speranza. Nella stagione 2005 infatti Miami, dopo aver perso l'esordio stagionale sempre contro Florida State, era stata capace di infilare una serie di otto vittorie consecutive e salire fino al terzo posto nel ranking AP.

Quella contro Louisville invece ha fatto infuriare i tifosi perché dopo aver segnato i primi sette punti dell'incontro Miami è letteralmente sparita dal campo. I Cardinals hanno dominato tutto il resto della sfida e il divario finale (24 punti) sarebbe potuto essere anche maggiore se Louisville non avesse perso il quarterback Brian Brohm (candidato all'Heisman) a metà  del terzo quarto.

Come sempre in questi casi la prima persona cui si guarda per individuare un colpevole è l'head coach Larry Coker. Già  alla fine dell'anno scorso (conclusosi con un'umiliante sconfitta nel Peach Bowl) c'erano parecchi mugugni attorno al 57enne allenatore ma si era deciso di continuare con lui.

Anzi pochi giorni dopo la sconfitta nel Peach Bowl l'università  gli aveva permesso di licenziare quattro assistenti tra cui alcuni dei più apprezzati nell'intero panorama NCAA. Proprio quella mossa avrebbe irritato parecchi membri influenti della comunità  degli Hurricanes e fatto calare notevolmente la fiducia nei confronti di Coker. La sconfitta con Louisville ha fatto il resto.

Una decina di giorni fa è stato convocato d'urgenza un meeting del consiglio di amministrazione in cui sembra sia stato deciso il futuro del coach. A fine stagione sicuramente ci sarà  un cambio di allenatore ma il licenziamento avverrà  molto prima se le cose dovessero precipitare nelle prossime settimane. Head coach ad interim dovrebbe essere nominato l'attuale defensive coordinator Randy Shannon.

Per la prossima stagione il consiglio avrebbe già  stilato la lista dei possibili candidati per il posto di head coach: Butch Davis, (ex head coach degli Hurricanes e di Cleveland nella NFL), Greg Schiano (ex assistente di Miami e attuale coach dei Rutgers), Tommy Tuberville (allenatore di Auburn) e Mark Richt (allenatore di Georgia).

I favoriti sono i primi due perché Tuberville e Richt hanno una clausola rescissoria di ben sette milioni di dollari. Se aggiungiamo anche i due necessari per recedere dal contratto con Coker la cifra diventa piuttosto proibitiva (sempre che i booster non siano molto generosi con le loro offerte).

Il ritorno di Davis sarebbe molto gradito ma sembra che quest'ultimo non abbia ancora abbandonato l'idea di tornare nella NFL (magari a Dallas). Anche Schiano sarebbe ben visto dai sostenitori dopo l'eccezionale lavoro che sta facendo con gli Scarlet Knights che ha riportato nella Top 25 per la prima volta dal 1976.

Al di là  di quando avverrà  il licenziamento possiamo già  dire quali sono le principali cause (a parte la decisione di inizio anno) che sono costate il posto a Coker. Innanzi tutto non è stato in grado di mantenere ad alti livelli un programma che Butch Davis miracolosamente aveva rimesso in piedi dopo le sanzioni della NCAA.

Questo vuol dire che il livello qualitativo della squadra è andato calando ogni anno per l'incapacità  di firmare i migliori prospetti in fase di recruiting. Dalle 29 prime scelte NFL in dodici anni siamo arrivati alla stagione attuale in cui ci sono serie possibilità  che nessun Hurricane venga scelto nel primo round. E le prospettive sono ancora peggiori perché quest'anno Miami non si è assicurata nessuno dei migliori prospetti nazionali.

Anche considerando il livello medio del roster (per una potenza come Miami) Coker non è stato in grado di motivare i suoi come invece avevano fatto i suoi predecessori. La squadra in campo sembra mancare di quell'energia e di quell'entusiasmo che avevano caratterizzato le squadre che avevano lottato per il titolo.

Mai come in questo caso si può dire che la squadra rispecchia l'atteggiamento del coach che sulla sideline non dimostra certo l'intensità  dei suoi predecessori. I giocatori sembrano non avere poi tanta paura di sbagliare perché invece di una strigliata (spesso necessaria) ricevono tuttalpiù un incoraggiamento ed una pacca sulla spalla. Ed in un programma che aveva degli standard di rendimento molto elevati questo è quanto di più deleterio possa accadere.

Infine in parecchi hanno storto la bocca di fronte al suo gioco offensivo troppo conservativo che col degradare degli interpreti è andato peggiorando sempre più. L'attacco, e va ricordato che Coker è un ex offensive coordinator, è riuscito nell'impresa di annullare i grandi progressi compiuti dalla difesa in questi anni (dai 19 punti concessi a partita nel 2002 si è scesi ad 11 l'anno scorso).

Sempre nel 2002 gli Hurricanes segnavano 41 punti contro i 27 del 2005. Guardando i filmati delle partite si nota la mancanza di quei big play che in passato avevano contraddistinto l'università  e caricato i giocatori in campo. Probabilmente visto il livello non eccezionale di giocatori offensivi reclutati Coker non vuole correre troppi rischi ma così l'attacco è prevedibile e la squadra in campo sembra andare con il freno a mano tirato.

Dispiace per una brava persona come Larry Coker ma queste stagioni hanno dimostrato che non è in grado di lavorare come capo allenatore in un programma come Miami. Avanti il prossimo"

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