Son 4 e nemmeno loro ci credono!

Scheyer non ci crede, Duke è alle Final Four!

Regolari a chi? Alle sorprese, a coloro che hanno scaraventato fuori dal tabellone della March Madness i favoriti da mesi a questa parte. Avanti così insomma!

Dalla Sweet 16 alle Regionals sono cascate le foglie di Syracuse (1), Ohio State (2), Kentucky (1) e Kansas State (2).

Partiamo però da chi la Final Four l'ha raggiunta e ci arriva addirittura da favorita a questo punto: Duke.

I Blue Devils, l'università  che spacca l'America in due in fatto di odio-amore, non è una sorpresa vera e propria. Era una delle favorite della ACC e ha vinto la ACC. Ha giocato da top team la preseason e ha chiuso la season tra le top 10.

Nonostante non sia mai stata in vetta a qualsivoglia ranking di qualsivoglia parrocchia. Insomma, un cammino in silenzio, a fari spenti. Che l'ha portata a battere Purdue prima e Baylor poi negli ultimi due turni.

I Blue Devils hanno ottenuto decisamente di più di quanto ci si aspettasse raggiungendo le Finals nonostante non abbiano scritto una storia particolare. Resterà  poco di romantico in questa cavalcata. Perché hanno superato gli avversari di slancio (con margini di 29, 15 e 13 punti nei primi tre turni), perché non hanno ribaltato pronostici clamorosi o raggiunto un obiettivo che mancava da decenni all'università  (nel 2004 ultima apparizione alle Final Four). Hanno semplicemente giocato.

Quello che vogliamo dire è che Duke approda a Indianapolis tra la noia generale. I ragazzi di Krzyzewski sono bravi ragazzi (per fortuna loro, ci mancherebbe), non sporcano nelle stanze dove alloggiano e rispettano tutti i piani del coach in campo. Kyle Singler ha ammesso candidamente che loro sono lì solo per giocare a basket.

Duke ha fatto fuori Purdue nelle Sweet 16. Ma Purdue va decisamente annoverata tra le sorprese migliori di questo marzo. I Boilermakers hanno messo in mostra un JaJuan Johnson che dovrebbe rivedere il pensiero di andare subito al piano di sopra. Lasciare da freshman con un gruppo così potrebbe essere un errore capitale.

Certo, coach Painter dovrà  trovare una doppia soluzione per la perdita delle due guardie senior Chris Kramer e Keaton Grant. Ma questa squadra, con Johnson, può avere un futuro vincente. Perché non è pensabile avere Robbie Hummel e non raggiungere le Final Four. L'ala junior di Valparaiso non può vivere nel "avrei potuto, ma non ce l'ho fatta per colpa di un infortunio".

Purdue contro Duke ha sofferto la distribuzione del gioco. Alla fine solo Johnson ed E'Twaun Moore si sono presi più della metà  dei tiri totali (35/54). La curiosità  di questo incontro vuole che sommando i tre migliori realizzatori dei Blue Devils (Singler, Scheyer e Smith) si sia arrivati a 57 punti. Mentre i due di cui sopra di Purdue siano arrivati a 41. Differenza: 16 punti: ovvero la media tenuta da Hummel quest'anno. Non ci sarà  mai la contro prova, ma il suo infortunio - aritmeticamente - pare pesi più di tutto. Con lui, Purdue sarà  da Final Four l'anno prossimo.

Passiamo a Kentucky.
I Wildcats sono stati fermati proprio all'ultimo gradino. Perché a detta di molti West Virginia sarebbe stata l'unica in grado di fermarli. I Mountaineers hanno tenuto sotto l'acqua la testa di Kentucky (34% al tiro) per tutto il tempo. Elevando al massimo la preoccupazione che questi Wildcats abbiano esagerato nel servirsi di un talento smisurato. Pochi tiri intelligenti e soprattutto tante cannonate da lontano prive di fondamento. L'equilibrio invece di West Virginia è esemplare.

Curiosità : l'ultima volta che West Virginia è sbarcata alle Final Four aveva in squadra un certo Jerry West (era il 1959).

Nel Midwest il tonfo fragoroso arriva da Ohio State che si fa eliminare dai Tennessee Volunteers a causa di un ricambio che non permette un ricircolo di punti, riflessi e forza. Solo in sette vanno a segno con la canottiera di Ohio State.

I Volunteers hanno vinto sotto canestro e grazie al gioco di squadra. Quello che è mancato a Ohio, incapace di capire che senza Kansas, Georgetown e Maryland questo non era un tabellone ma un'autostrada con poche macchine in corsia.

Avanti con Butler e indietro con Syracuse. Ovvero un upset con il segno più davanti per i Bulldogs che hanno messo all'angolo la squadra di coach Boeheim fino a cinque minuti dalla fine. Lo sforzo espresso da Syracuse per tenere la scia e per sorpassare Butler è costata la qualificazione.

Perché una volta avanti, la luce si è spenta e con il suo ritmo regolare, i Bulldogs hanno continuato a macinare punti e gioco. Una lezione di tatticismo clamorosa. Orange migliori, numeri alla mano; ma peggiori nella gestione della partita. Attitudine persa nei primi due turni, quando contro Vermont e Gonzaga tirare tanto è bastato (alla fine vittorie di 23 e 22).

Butler che si è poi riproposta facendo fuori anche la numero 2, Kansas State. Vittima, quest'ultima, del doppio overtime al quale Xavier ha obbligato la squadra. Un po' il fatto fisico, un po' l'impatto emotivo (Butler aveva la chance di guadagnarsi le Final Four casalinghe) hanno creato l'ultimo ribaltamento.

Butler, come contro Syracuse, mostra un miglior compromesso tra percentuali e rimbalzi. Mettiamoci anche un Gordon Hayward in versione star e avremo il menù completo. Kansas State ha perso lucidità  in una partita giocata comunque punto a punto. Quello che coach Martin non voleva visto il turno precedente (e appurato a proprio vantaggio nel secondo round quando aveva notato l'incidenza di giocare così tanto in così poco tempo dal momento che Brigham Young ha ceduto di schianto proprio contro i Wildcats dopo i due supplementari con Florida).

La sorpresa vera, tirando le somme, sta nel fatto che questa Final Four sentirà  l'assenza di una point guard pronta all'Nba. E ci saranno - facendo una panoramica sui roster – solo tre giocatori che con ogni probabilità  verranno scelti al primo giro Nba: Hayward, Singler e Ebanks (quest'ultimo di West Virginia).

Tradotto, Michigan State addirittura non ha un super prospetto immediato in squadra da mettere sul parquet.

Ma torniamo al discorso sulle point guard.
West Virginia ha la sua rotta, in infermeria: Darryl Bryant ha un piede rotto. Michigan State idem: Kalin Lucas si è fratturato il tendine d'Achille. Quella di Butler (Roland Nored) viaggia a soli 6 punti e 4 assist (scarsi) di media. Duke, infine, ne usa una fuori ruolo: Scheyer.
Buon viaggio ragazzi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *