Midwest: Tennessee avanza!

Bruce Pearl e la sua grinta, Tennessee ad un passo dalle Final Four!

Con le uscite premature di Kansas, Georgetown e Maryland la strada verso Indianapolis sembrava ormai spianata per la seed #2 Ohio State. Forte di avere nelle proprie file il miglior giocatore di questa stagione collegiale, Evan Turner, i Buckeyes erano i chiari favoriti del proprio tabellone.

Ma questo è il Midwest region, "Where upset happens", parafrasando l'ormai famoso slogan pubblicitario NBA.

E la sorpresa non è mancata nemmeno a questo giro, nelle due partite di Sweet 16.
Ohio State è stata infatti elimata dal torneo da parte di Tennessee, una squadra che il primo gennaio scorso perse con Tyler Smith il suo miglior giocatore (sospeso dal programma) e tutte le possibilità  che aveva di potersi giocare qualcosa di importante. O così almeno era lecito aspettarsi…

I Volunteers invece sono usciti da quell'incidente più forti e uniti di prima ed ora si ritrovano ad una vittoria dal raggiungere le Final Four. I gradi di capitano e leader sono stati raccolti dal senior Wayne Chism che ha guidato i suoi nella vittoria contro Ohio State con una eccellente prestazione nel secondo tempo.

Arrivato all'intervallo con soli 4 punti Chism ha dato il primo segnale alla squadra, togliendosi l'amata fascetta dalla testa. Da lì in poi l'ala-centro proveniente da Jackson, Tennessee ha letteralmente preso in mano la partita, segnando costantemente sulla testa della frontline dei Buckeyes e facendo il vuoto a rimbalzo (chiudendo poi con una doppia doppia da 22+11).

È a rimbalzo che Tennessee ha costruito la vittoria, dominando la battaglia sotto i tabelloni (36 a 23 il computo totale dei rimbalzi) e procurandosi delle importantissime seconde occasioni con ben 18 rimbalzi offensivi.

E proprio su un rimbalzo d'attacco sono arrivati i due punti decisivi, con un tap-in di Brian Williams a 32 secondi dalla sirena che ha dato il vantaggio ai Vols. Lo stesso Williams (un junior dal corpaccione di quasi 130 kg di cui si parla pochissimo, 5 punti e 6 rimbalzi di media in stagione) è stato poi decisivo nell'impedire a Turner di segnare un nuovo canestro (dopo che pochi secondi prima aveva segnato la tripla del +1 Buckeyes) a pochi passi dal canestro.

Nelle concitate azioni finali, dopo un 2/2 dalla lunetta di Bobby Maze, è stato invece J.P. Prince ad impedire allo stesso Turner di segnare il tiro da tre del possibile pareggio, stoppando poi l'ultima preghiera con meno di un secondo da giocare.

Al suono della sirena Turner si è diretto negli spogliatoi con la testa bassa, affranto da una sconfitta che forse non aveva preventivato. Certo è che non gli si può rimproverare niente, avendo letteralmente trascinato la sua squadra nel secondo tempo (21 punti sui 31 totali) chiudendo con un'altra eccellente linea statistica che dice 31 punti, 7 rimbalzi, 5 assist (e 6 palle perse).

Quello che è mancato ai Buckeyes è stato l'apporto del supporting cast. Jon Diebler, che fino a questo momento era stato pressochè perfetto, ha chiuso con soli 3 punti e 1/7 dalla grande distanza mentre David Lighty ha combattutto tutta la partita con problemi di falli, segnando solamente 9 punti (di cui 5 nel lasso di un minuto verso la fine della partita).

Il solo William Buford è riuscito a dare una mano a Turner, realizzando 15 punti pur giocando a corrente alternata (molto bene all'inizio, decisamente meno nel finale).

“Ho detto alla squadra, 'È la nostra nostra intera squadra contro i loro sei uomini'. Sono stati migliori i nostri 10 dei loro 6,” le parole di coach Bruce Pearl a fine partita.

Ed anche questa è stata una delle chiavi per Tennessee, il fatto di poter allungare le rotazioni avendo sempre in campo dei giocatori freschi per poter pressare a tutto campo ed alzare il ritmo della partita, cosa che alla lunga fa soffrire una squadra come Ohio State la cui rotazione è limitata essenzialmente a sei uomini (Turner, Diebler e Buford sono rimasti in campo per 40 minuti).

I favori del pronostico sono invece stati rispettati nella successiva partita.

Si è infatti interrotta la favola di Northern Iowa, a cui non è riuscita una nuova impresa, scontrandosi contro la più esperta Michigan State, diretta verso un nuova Final Four (la sesta negli ultimi 12 anni).

Dopo aver preso le misure nel primo tempo gli Spartans (che ricordiamo essere senza il loro miglior giocatore, Kalin Lucas) sono usciti dagli spogliatoi completamente rigenerati. La difesa nella seconda metà  di gara è stata semplicemente perfetta e questa volta nemmeno Ali Faroukmanesh è riuscito a fare un miracolo.

Northern Iowa è stata costretta a zero canestri dal campo e solo 10 tiri liberi negli ultimi 10:21 di gara. Gli Spartans invece hanno cercato di aprire il campo, cercando i proprio “bigs” sotto canestro e creando spazi per i tiratori da fuori.

Draymond Green è stato ancora una volta decisivo uscendo dalla panchina, pur tirando male dal campo (solamente 1/8) è stato vitale per il gioco a metà  campo degli Spartans chiudendo con 8 punti, 5 rimbalzi e 4 assist. Senza Lucas in campo il giocatore che offensivamente doveva fare un passo in avanti era Darrell Summers, e così è stato. La guardia proveniente da Detroit è stata in campo per 37 minuti ed ha guidato i suoi con 19 punti (con 4 canestri da tre punti) e 7 rimbalzi.

Il tiro decisivo è invece stato realizzato da Korie Lucious, l'eroe della partita del secondo turno contro Maryland. Con poco più di 1 minuto rimasto sul cronometro Lucious ha segnato un jumper dopo una virata che ha tagliato le gambe al tentativo di rimonta dei Panthers, tornati a quel punto sotto di 7 punti.

Anche in questo caso la squadra che ha avuto il controllo dei tabelloni è quella che poi ha avuto la meglio, Michigan State ha concesso la miseria di 3 rimbalzi offensivi agli avversari, limitati ad un pessimo 38% dal campo (17/44) e 25% da tre punti (4/16).

Michigna State continua così la proprio corsa al torneo NCAA sotto la guida di Tom Izzo. 13 apparizioni consecutive, nove viaggi all'interno delle Sweet 16, sette Regional Finals e cinque Final Fours conquistate e ovviamente il National Championship del 2000.

L'appuntamento ora è previsto per domenica sera all'Edward Jones Dome di St. Louis, Tennessee vs Michigan State, direzione Indianapolis.

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