Il caso A-Rod: seconda parte

'A-Rod: The Many Lives of Alex Rodriguez' di Selena Roberts. In vendita nelle librerie americane dal 4 maggio.

La oramai ben nota penna di Selena Roberts ha colpito ancora e si è ripetuta scegliendo come vittima nuovamente il campione di baseball dei New York Yankees Alex Rodriguez. Questa volta non è un articolo di prima pagina su Sport Illustrated, ma bensì un'opera più complessa e sicuramente più profonda, una non-autorizzata biografia sulla vita del campione americano: "A-Rod: The Many Lives of Alex Rodriguez" messo in vendita nelle librerie statunitensi il 4 maggio 2009.

Il libro è una attenta descrizione di fatti personali della vita del campione, quali l'abbandono del padre quando era ancora giovanissimo, la travagliata storia con la pop star Madonna e le attuali vicende di doping che sembrerebbe lo abbiano coinvolto sin dai tempi della scuola e poi, secondo la Roberts, anche nei recenti anni con gli Yankees a New York.

Dopo un'off-season al centro delle attenzioni per le note vicende di doping e le non felici dichiarazioni di Joe Torre nel libro "The Yankees Years", con l'uscita e la vendita di questo libro, una nuova testimonianza di misfatti accaduti e apparentemente documentati, si abbatte sul terza base di New York.

La Roberts nel libro, descrive il rapporto che Alex aveva con il padre, Victor Rodriguez che lo abbandonò all'età  di dieci anni per una nuova esperienza di vita a New York. Non mancano infatti, particolari che ci faranno conoscere aspetti ignoti del terza base Newyorchese come quando Alex aspettava il ritorno del padre al punto da interrompere qualsiasi cosa facesse al semplice rumore di un'auto che si fermava fuori la porta di casa, sempre speranzoso che ci fosse qualcuno in ritorno da un lungo viaggio.

Purtroppo però, questo ritorno non avvenne ed il ragazzo ebbe modo di crescere tra la difficoltà  di essere solo ed il continuo desiderio di dimostrare il suo valore in ogni campo e soprattutto nello sport.

Fu proprio questo suo desiderio di emergere ad ogni costo, a detta della Roberts, a spingerlo più volte nell'utilizzo di sostanze che ne avrebbero accresciuto le caratteristiche fisiche di forza e potenza portandolo ai livelli competitivi che conosciamo.

L'opera della Roberts procede con pesanti e ridondanti affermazioni in merito all'utilizzo di sostanze dopanti da parte del campione anche ai tempi dell'High school.

Durante la sua vita scolastica nella Westminster Christian School in Miami era un giocatore formidabile e nel libro è citato come i suoi straordinari progressi fossero dovuti probabilmente all'utilizzo di sostanze dopanti.

Nell'opera della Roberts è anche messa in discussione la dichiarazione fatta da Rodriguez in merito al suo utilizzo di sostante dopanti solo durante la militanza con la casacca dei Rangers.

Pare infatti che un testimone abbia visto nel 2004, fiale contenenti HGH (Human Growth Hormone) fra gli effetti personali di Alex Rodriguez e dell'allora compagno di squadra Kevin Brown. Tuttavia non ci sono prove certe sull'assunzione da parte di Rodriguez di HGH, ma una eventuale conferma di quanto dichiarato potrebbe significare la fine per la carriera del campione americano.

Non è limitata solo alle questioni antidoping l'attacco a Rodriguez da parte della Roberts nel suo libro, ma si concretizza anche con una affermazione dura, forse anche peggiore dell'utilizzo delle sostanze dopanti stesse.

Sembrerebbe che A-Rod dalla posizione di interbase, scambiasse informazioni con i battitori avversari relativamente ai tipi di lanci chiamati dal ricevitore, con la speranza che poi, al suo turno di battuta, gli venisse ricambiato il favore.

Su questa forte affermazione, fra tutti i commenti solidali al terza base Newyorchese, c'è stato quello di Michael Young commilitone di Rodriguez quando era con i Rangers.

Young ha dichiarato in un'intervista, che quando giocava seconda base non ha mai visto questo tipo di segnali da parte di Alex e che sarebbe pronto a scommetterci sulla falsità  di tale dichiarazione. Ha anche denunciato i continui riferimenti nel libro a persone che abbiano detto, sentito, riferito e che di queste persone non se ne conoscono i nomi e tutti sono fortemente nascosti dalla Roberts.

Ovviamente una maggiore esposizione delle cosi tanto certe fonti della scrittrice potrebbe aprire spunti di considerazione molto più interessanti piuttosto che parlare continuamente per citazioni e sentito dire. Ciò che ha detto Young, ha un effettivo peso a favore di A-Rod.

Addirittura, nel libro, è descritto come esistesse una certa logica nel chiamare di volta in volta i lanci, magari ruotando la mano del guantone per un change up e scalciando della terra con i piedi in occasione di uno slider questo, sempre, dalla privilegiata posizione di Shortstop ricoperta da Alex dal 2001 al 2003 con i Texas Rangers.

Tuttavia analisi dettagliate numeriche non possono condurre ad alcun accertamento pratico sulla veridicità  di una cosi forte dichiarazione perché esperti dichiarano che, pur conoscendo i lanci in arrivo, la media battuta dei giocatori chiamati in questione non avrebbe potuto avere cambiamenti significativi.

In occasione dell'uscita del libro, lo stesso Joe Girardi ha dichiarato che non comprende le motivazioni per cui si debba scrivere un'opera del genere e che eventuali fatti della vita privata del campione scritti nel libro, sono sicuramente un fastidio per un padre che magari non ha desiderio di voler mettere i propri figli a conoscenza di eventuali debolezze o errori fatti in passato perché, ribadito dal manager degli Yankees, tutti hanno fatto errori nella propria vita, ma ciò che importa e guardare avanti.

La Roberts sostiene fortemente che le informazioni presenti nel libro provengano dalle stesse fonti che hanno certificato l'uso di PEDs (Performance Enhanced Drugs) negli anni 2001-2003 con i Rangers. Adesso il piatto è diventato più grande mettendo più che fortemente in discussione tutta la carriera del giocatore, mettendo sotto processo ogni singolo record battuto dal campione.

Forse il suo ben noto e sempre discusso andamento altalenante in cui riportava risultati straordinari nelle annate dispari e buoni nelle pari è proprio a testimonianza di una periodica assunzione di sostanze non consentite.

La MLB questa volta ha intenzione di investigare a fondo sulle vicende di doping descritte e cercherà  di fare luce su quanto possibile anche in funzione del fatto che risultati e prove dei test passati non sono oramai più disponibili.

Selena R. in un'intervista rilasciata sotto le telecamere di MLB Network a Bob Costas è apparsa estremamente tranquilla ed ha voluto più volte ripetere che Alex è il giocatore più pagato, più talentuoso, probabilmente il migliore di tutti i tempi che abbia mai calcato le scene del baseball mondiale e che ciò che lei ha documentato all'interno della sua opera ha il solo obiettivo di spingere il grande campione a voltar pagina e riuscire nei rimanenti anni della sua carriera, a dimostrare tutto il suo valore senza l'utilizzo di sostanze di cui tra l'altro non ha mai avuto reale necessità .

A-Rod, ha dichiarato la Roberts, è figlio di un'era in cui la sperimentazione della sostanze dopanti nel baseball era fortissima e probabilmente pochi avrebbero potuto evitare un certo tipo di condizionamento mentale e fisico orientato verso il potenziamento muscolare per mezzo di sostanze dopanti, ma non per questo è giustificabile.

Partendo dal primo articolo di Sport illustrated, fino a questo ultimo evento, ci sono tutti i presupposti per cui anche il più affezionato dei tifosi comincerà  a porsi legittime domande sulla carriera sportiva di Rodriguez.

Più di tutto la questione che sicuramente ci lascia un dubbio è perché mai Alex non abbia deciso di vuotare il sacco per intero nel caso in cui avesse assunto sostanze dopanti anche quando indossava la casacca Yankees.

Forse è stato solo un tentativo di tranquillizzare gli animi dei tifosi e giornalisti e sperare che tutto potesse finire con lo spegnimento dei microfoni della sala stampa del George Steinbrenner field.

Se quanto descritto nel libro corrispondesse a verità  e per questo saranno le eventuali testimonianze a dare riscontro, il campione americano lascerà  un ricordo di se più che negativo ed anche il più scettico fra i tifosi si porrà  delle domande su Rodriguez e nemmeno la migliore delle stagioni potrà  riconsegnargli la passata gloria.

Forse un anello a fine ottobre, potrebbe essere per Alex il giusto contrappeso da porre sul piatto di una bilancia che da tempo, pende fortemente contro il "presunto" (cosi è più volte citato dalla Roberts) grande campione, che probabilmente non sarà  più quello che avevamo idealizzato, ma che non ha mai lasciato dubbi sulla sua straordinaria dote di persona generosa impegnata da tantissimo tempo nel sociale con cospicui aiuti a bambini e istituti privati di ogni tipo.

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