Pac10 Report – Week 5

Dragovic esulta, UCLA is back on top

Quanta differenza che fa una settimana!
Sette giorni fa sempre da queste colonne vi parlavo di Washington capolista solitaria, di UCLA in difficoltà  con 2 sconfitte nelle ultime 3 partite e di Harden che guidava la corsa di Arizona State….beh, sette giorni dopo gli scenari sono completamente diversi in una Pac10 che quest’anno ad ogni week-end propone sorprese a getto continuo e rimescolamenti di classifica.

La prima e più importante novità  della quinta settimana di Pacific-10 appena andata in archivio, però, a dire la verità  non è che sia poi una gran novità .

E’ infatti ormai da anni una costante che i Bruins di UCLA siano in vetta alla classifica ed i “Ben Ball Warriors” hanno prontamente riacciuffato la vetta della graduatoria, in condivisione con gli Huskies, con un tranquillo fine settimana di dominanza come fino ad ora in questa stagione non si era mai visto.

Giovedì a fare le spese della ritrovata verve degli uomini in blue&gold è stata Cal, arrivata al Pauley Pavilion con l’intento di staccare UCLA in classifica e ripartita, invece, con un pesante 81-66 al passivo frutto di un parziale prepotente di 20-7 in apertura di ripresa che ha mandato in “amministrazione controllata” gli ultimi 10’ dopo il +8 con cui i Bruins già  erano andati al riposo.

A guidare i Bruins, finalmente aggressivi ed efficaci, ci ha pensato un ritrovato Collison che ha messo a referto 18 punti, 5 assist e 3 rubate. Ottimo anche Holiday, 13+5+4+2stl, ma con 5 uomini in doppia cifra per UCLA è stato davvero un buona prestazione di squadra ad annullare i Golden Bears, con Randle tenuto ad 11 punti – con 6 perse e 4/11 dal campo – mentre Robertson infilava a gara già  decisa tutti i suoi 19 punti.

A completare un giovedì che meglio non poteva andare per i campioni in carica della Pac10 il doppio regalo proveniente dall’Arizona. In rapida successione da Tempe e Tucson, infatti, arrivavano due upset che ridisegnavano completamente la classifica della conference.

Chi di liberi ferisce di liberi perisce, si potrebbe dire per Washington, che dopo aver piegato dalla lunetta i Bruins una settimana fa con la stessa moneta viene affondata da Arizona 106-97 nonostante i 27+16 di Brockman ed i 23 di Dentmon.

Nell’altra metà  campo, infatti, un Wise indiavolato firmava il career high a quota 29 aggiungendoci 8 assist e veniva spalleggiato alla grande dal terzetto formato da Budinger, Hill e Fogg. 25+8+4 per la gazzella da Carlsbad, 18+9 per il lungo di Atlanta ma anche 15 punti pesantissimi senza errori al tiro per il freshman californiano – che fino a quel momento viaggiava a meno di 6 punti di media con il 46% – e l’upset è servito.

Servito come anche quello che poco dopo mette a segno Washington State, capace di violare il campo di Arizona State 65-55 con 8 triple, su 10 tentativi, ed il career high ritoccato a quota 28 del freshman Klay Thompson. A dargli una mano importante i 22+9 di Baynes; quella mano che in casa Sun Devils stavolta è mancata ad Harden, predicatore nel deserto con i suoi 26 punti quando nessun’altro per ASU è riuscito ad andare nemmeno oltre quota 8.

Passa un po’ sottotraccia, ma si rivelerà  poi importante la vittoria che i Trojans di Southern Cal strappano all’ultimo respiro contro Stanford, che sotto di 1 sulla sirena vedono entrare ed uscire dai ferri del Galen Center il tiro della vittoria di Lawrence Hill. Il man of the match è allora Taj Gibson con i suoi 20 punti, a cui Washington ed Hackett ne aggiuntono 12 a testa mentre DeRozan si ferma ad 8, con Hill che è protagonista di un losing effort da 19+8 con Fields che ne aggiunge 18+6.

Classifica completamente rivoltata, quindi, con una sola gara; ma ancora non definitiva visto che anche domenica ha portato i suoi importanti risvolti in ottica di risultato finale, e non poteva essere diversamente con lo scontro tra una delle due prime – Washington – ed una delle più immediate inseguitrici – Arizona State – mentre le altre due squadre del terzetto inseguito si scontravano tra di loro.

La sicura vincitrice di questi due scontri diretti, però, è stata UCLA che ha confermato i progressi mostrati con Cal umiliando letteralmente Stanford, seppellita 97-63 con un parzialone di 40-14 a cavallo dell’intervallo e con il record di punti segnati in gare di conference nella gestione Howland.

63% dal campo ed 11/15 da tre per i Bruins che hanno mostrato la loro proverbiale difesa e fatto molto male in attacco ai Cardinals con 15 punti a testa del terzetto AboyaCollisonHoliday, che ha anche aggiunto 6 rimbalzi, 5 assist e 2 rubate, 5 uomini in doppia cifra ed i freshman finalmente incisivi con Drew Gordon ad inchiodare diversi highlight degni di youtube.

Umore completamente diverso per i Sun Devils, che poco dopo subivano la seconda sconfitta consecutiva casalinga cedendo 84-71 per mano degli Huskies. Gara mai in discussione con Washington avanti in doppia cifra già  da metà  primo tempo grazie ai 25 punti di Thomas ma soprattutto al career high a quota 30 di un incontenibile Dentmon. Per ASU non basta un ottimo Pendergraph da 21+15 visto che Harden, 15+4+5+3stl, è limitato dai duri raddoppi di coach Romar e Glasser&C. non riescono a punire debitamente gli Huskies.

Fine settimana da dimenticare anche per California, sweepata a Los Angeles, visto che dopo la ripassata firmata Bruins anche USC riesce ad avere la meglio sui Golden Bears. Stavolta la gara è a lungo in equilibrio ma poi negli ultimi 5’ i Trojans riescono ad alzare l’intensità  difensiva e si involano verso il 73-62 finale con 19 punti di DeRozan, 12+13 di Gibson e 14 di Daniel Hackett.

Per Cal ci sono 18+10 di Boykin e 16+9 dell’enfant du pays Wilkes ma Randle conferma le brutte percentuali di 72 ore prima ed i suoi devono così alzare bandiera bianca.

Due vittorie in fila anche per Arizona che prova a tirarsi fuori da un brutto avvio di stagione battendo 66-56 Washington State con un parziale di 24-2 nel secondo tempo dopo che nei primi 20’ i Wildcats avevano tirato solamente con il 37% dal campo. Budinger è ancora una volta positivo con i suoi 19+11+7, Hill aggiunge la sua doppia-doppia d’ordinanza da 16+16 e Fogg ne infila altri 15 mentre ai Cougars non può bastare la produzione del duo RochestieBaynes, con il primo che segna 22 punti ed il secondo che ne mette a referto 12+14.

Chiude la settimana la 330esima “guerra civile” tra le due università  dell’Oregon che a Corvallis vede prevalere i padroni di casa di Oregon State lasciando desolatamente i Ducks senza vittorie in fondo alla classifica. I Beavers vanno sotto anche di 12 nel primo tempo ma mettono la freccia a metà  ripresa e si difendono dagli assalti di Oregon con 15 punti di Haynes e 14 di Johnson; per gli sconfitti ci sono 22 punti di Porter con 6 triple e 12+8 di Longmire.

Settimana prossima con il derby di LA a farla da padrone, mercoledì al Pauley Pavilion; ma attenzione puntata anche su altre gare importanti per la classifica finale con Washington attesa dalla trasferta a Berkley ed Arizona State che dovrà  riprendersi cercare di riprendersi facendo percorso netto nelle ostiche trasferte in Oregon.

Stay tuned.

CLASSIFICA
#16 UCLA 7-2 (17-4)
Washington 7-2 (16-5)
USC 6-3 (15-6)
# 14 Arizona State 5-4 (16-5)
California 5-4 (16-6)
Arizona 4-5 (14-8)
Washington State 4-5 (12-9)
Oregon State 4-5 (10-10)
Stanford 3-6 (13-6)
Oregon 0-9 (6-15)

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