Florida-UCLA Preview

La voglia di vincere di Noah potrebbe risultare ancora decisiva..

E' stata la Finale Nazionale dello scorso Torneo NCAA, e già  questo potrebbe bastare per considerare Florida-UCLA una delle più attese sfide dell'anno e probabilmente una delle più importanti mai giocate all'interno delle Final Four NCAA.

Si incontrano squadre dalla storia molto diversa, quasi agli antipodi nel college basket, la tradizione vincente e storica dell'università  californiana, programma con più titoli NCAA e con il più alto numero di partecipazioni alle Final Four, con il biglietto per Atlanta strappato nella partita contro Kansas, e la successiva sconfitta di North Carolina contro Georgetown, e una realtà  relativamente recente nel top ranking, come i Gators, arrivati in alto con l'arrivo di coach Billy Donovan, dopo essere stati all'ombra del football per decenni.

L'anno scorso nella Finale del Torneo, Florida dominò fin dai primi minuti i Bruins, gestendo l'incontro senza alcuna difficoltà  e superando ogni tentativo di difesa da parte di coach Howland, andando a vincere in maniera netta una partita che si prospettava molto equilibrata.

Quest'anno entrambe le università  hanno goduto del fatto che i rosters sono rimasti pressochè invariati, Florida addirittura ha visto ritornare ai nastri di partenza della stagione tutto il quintetto base, nonostante le molte voci che davano metà  dello starting five disponibile per il Draft Nba dello scorso giugno, mentre UCLA ha visto partire, destinazione pro, Farmar e Hollins, due pedine fondamentali della squadra finalista dello scorso anno, sostituiti egregiamente, se non dimostrando un talento superiore, da Collison e da Mata.

La possibilità  di mantenere l'amalgama creato nell'annata precedente, ha favorito il lavoro di coach Donovan e di coach Howland, permettendo ai due college di mantenersi tra i primi posti del Ranking per tutto l'anno, e poter arrivare al Torneo da protagonisti, uscendo vittoriosi da due bracket insidiosi, ma superati con le proprie classiche armi vincenti.

E' una sfida che sulla carta, ancor più dello scorso anno, sembra equilibrata, anche se con Florida favorita dall'essere consapevole della propria forza e dal fatto di avere una maggiore esperienza e completezza nel proprio roster.

I Gators sono una squadra in grado di giocare svariati tipi di basket, adattandosi in maniera quasi camaleontica a tutti gli avversari, grazie alle diverse caratteristiche fisiche e tecniche del proprio quintetto.

Non a caso Florida è tra le prime squadre offensive del college basket, avendo praticamente tutti i titolari in grado di superare la doppia cifra, o andare oltre il proprio fatturato medio, quando serve, come nel caso di Humprey nella partita contro Memphis, ma è una squadra in grado di chiudere la porta in difesa a qualsiasi attacco, attraverso il proprio duo di lunghi Noah-Horford, complementari fra di loro, grazie alla velocità  di braccia e gambe e all'intelligenza cestistica del figlio del grande Yannick, unita alla fisicità , al timing per la stoppata e alla presenza in area del figlio di Tito Horford.

In più coach Donovan ha la possibilità  di schierare un giocatore atipico come Corey Brewer, che ha già  dimostrato di poter annullare Afflalo nella scorsa Finale Nazionale, con la sua altezza, la sua velocità  e le sue lunghissime braccia, caratteristiche indigeste al fresco primo quintetto NCAA.

Infine se il gioco sotto che permette ai Gators di usufruire dell'eccellente visione di gioco sia di Noah che di Horford, venisse frustrato dagli anticipi e dai raddoppi sistematici usati dai Bruins in tutto il Torneo, contro front line di assoluto valore come quelle di Pittsburgh e Kansas, c'è la possibilità  di sfruttare il mortifero tiro da fuori della coppia Humprey-Green, in grado di spezzare qualsiasi difesa con percentuali che sono andate in crescendo nel corso del cammino verso Atlanta.

UCLA dal canto suo ha poche possibilità  di variare il tema della gara per far suo la semifinale, e tentare di conquistare il dodicesimo titolo NCAA, difendere forte e mantenere alte percentuali dal campo.

Per quanto riguarda la difesa, fin'ora i Bruins hanno dimostrato di essere forse il miglior programma difensivo dell'intera nazione, riuscendo a tenere tutte le avversarie affrontate sotto i 55 punti, anche squadre come Kansas, dotate di gioco offensivo di primissimo livello, ma incapaci di superare la pressione difensiva e i continui raddoppi costruiti dalla mente geniale di coach Howland.

Solo i Jayhawks nella Finale del Regional hanno superato il 40% dal campo e nessuna è riuscita a trovare la chiave giusta per sfruttare i molti miss-match creatisi a livello fisico, contro una squadra che non ha lunghi dominanti e non ha un backcourt di spessore atletico rilevante.

E' l'applicazione che permette a UCLA di annullare qualsiasi gioco offensivo avversario, il raddoppio in area, la difesa 1vs1 sempre efficace, l'adeguamento puntuale quando un compagno viene superato in palleggio, e una pressione sulla palla da parte del backcourt che garantisce molte palle recuperate.

L'ago della bilancia è sicuramente Aaron Afflalo, giocatore spesso criticato per il suo incostante contributo offensivo, soprattutto nel Torneo, esploso nella partita contro Kansas, con 15 punti nel 2° tempo che hanno guidato i Bruins alle Final Four, ma protagonista anche della partita contro Pittsburgh, pur tirando male dal campo, con un percorso perfetto alla lunetta che ha scavato il parziale decisivo.

Nell'analisi delle partite del nativo di Compton, spesso ci si dimentica del suo enorme lavoro difensivo, spesso accoppiato ai migliori giocatori delle squadre avversarie, costantemente annullati dalla sua intelligenza e dalle sue veloci mani, ma sono i punti che sarà  in grado di mettere in attacco, superando le difficoltà  dimostrate l'anno scorso dalla marcatura di Brewer, a permettere a UCLA di sperare nella vittoria contro i Gators.

Vittoria che potrebbe venire anche grazie ad una novità  del quintetto di coach Howland, Darrenn Collison, sophomore, backup di Farmar lo scorso anno, e lanciato quest'anno da protagonista, con la ciliegina del titolo di difensore dell'anno del college basket, appena conquistato, in grado di annullare tutti i play avversari incontrati, e di spezzare le difese con le sue entrate in velocità .

Quello che però potrebbe essere il vero protagonista a sorpresa della gara è Josh Shipp, assente lo scorso anno per un infortunio che lo ha fermato fin dall'inizio della stagione, è ritornato quest'anno, dimostrando di non aver perso le sue caratteristiche di ottimo tiratore sugli scarichi e di realizzatore in grado di supportare le giornate altalenanti di Afflalo. Una possibile sfida con Green o Humprey, entrambi piu' piccoli e meno veloci, potrebbe portare quell'inerzia in grado di far pendere la bilancia verso UCLA, considerando il fatto che Shipp è l'unico in grado di avere un miss-match a favore contro la difesa di Florida, ed ha la possibilità  di sopperire alle possibili difficoltà  offensive di Afflalo e dello stesso Collison.

Insomma una sfida aperta ad ogni pronostico, con un leggero vantaggio per i campioni in carica, con uno scontro tra due dei coaches più vincenti degli ultimi anni, menti geniali del college basket, in grado di essere decisivi con le loro mosse dal pino, uno scontro che profuma di storia, Florida per il repeat, riuscito solo a Duke negli ultimi quindici anni, UCLA per il 12° titolo e il consolidamento della leadership NCAA.

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