Quattro volti delle Final Four

E' l'occasione della vita per Paul Davis: giocare bene per dimostrare di valere la NBA

Se è vero, com'è vero, che nella NCAA conta più quello che è scritto sul davanti della maglia (il nome dell'università ) rispetto a ciò che è scritto dietro ( il cognome del giocatore), è in ogni caso importante non sottovalutare il ruolo fondamentale di chi va in campo, anche all'interno di un sistema nel quale i coach la fanno probabilmente da padrone.

Fatta questa premessa, passo ora all'argomento dell'articolo, vale a dire ai quattro migliori giocatori della Final Four, uno per ogni squadra.

E' importante, prima d'iniziare la nostra carrellata, fare un'ultima considerazione riguardo il criterio di scelta. Ho infatti puntato la mia attenzione, all'interno delle due semifinali, su due duelli tra pariruolo molto interessanti, che saranno fondamentali per il risultato finale. In Louisville-Illinois lo scontro da sottolineare è quello tra Francisco Garcia e Deron Williams, mentre nell'altra gara, bisogna evidenziare il duello tra i due big man, Sean May per UNC e Paul Davis per Michigan State

Partiamo dalle squadre della prima semifinale, Louisville e Illinois.
Per quanto riguarda i Cardinals, è chiaro che il giocatore-barometro della squadra è Francisco Garcia.

Il ragazzo del Bronx, che sogna di giocare nella NBA anche per il fratello Hector, ucciso due anni fa, ha uno stile molto particolare che lo rende un esempio perfetto di point-forward: infatti, nonostante sia alto 6-7, è un grande passatore, un giocatore non egoista che pensa prima a passare la palla e poi a concludere, riuscendo a rendere migliori i compagni.

Questo però non deve far pensare che Francisco non sappia far canestro (è andato in doppia cifra in 31 delle 37 gare disputate in questa stagione) in quanto è dotato di un ottimo tiro, sia dalla lunga che dalla media distanza e se la cava anche in penetrazione, nonostante non sia il pezzo forte del suo repertorio. Garcia è salito di tono nel torneo, trascinando i suoi Cardinals, che non erano certo dati per favoriti, alla Final Four dove, come si sa, può succedere di tutto.

Per quanto riguarda Deron Williams, la guardia di Illinois, ho un'immagine che mi corre immediatamente agli occhi. Pochi secondi dalla fine della finale del Regional, Illinois a -3 e Deron che corre, prende il blocco perfetto di Ingram, si arresta, tira e insacca la tripla che chiude la rimonta (sotto di quindici a quattro minuti dalla fne) dei Fighting Illini e porta i suoi al supplementare e alla vittoria della gara.

E' per questo che, nel terzetto di esterni di Illinois ho scelto lui, il ragazzo che alla Colony High School di Dallas giocava con Bracey Wright, uomo di punta di Indiana, per la sua completezza e la sua capacità  di essere decisivo in vari modi, come per esempio con un passaggio (10 assist contro Arizona, 8 contro UW-Milwaukee) o con l'applicazione difensiva (nel Regional, per esempio, si è a lungo preso cura di Salim Stoudemire).

Nell'altra semifinale delle Final Four sarà  molto interessante vedere chi vincerà  il duello sotto canestro tra Sean May e Paul Davis, anche se bisogna dire che non sempre sarà  un duello diretto a livello di marcature.

Paul Davis, ex giocatore di football alla high school, ha una stazza notevole anche per il ruolo (6-11, 130 chili) in cui gioca, ma, quello che sorprende di più, è il suo talento, le mani molto educate e i buoni fondamentali sia fronte che spalle a canestro.

Il ragazzo del Michigan (Mr Basketball dello stato nel 2002) sta migliorando anno dopo anno, dovendo anche recuperare il tempo perso all'ultimo anno di liceo per una frattura alla caviglia ed è per esempio riuscito a mettere su anche un tiro dai sei metri efficace, anche se deve ancora fare passi in avanti dal punto di vista dell'intimidazione e della capacità  di andare a rimbalzo, dove riesce a fare un buon lavoro sfruttando la sua stazza più che la sua tecnica e non essendo, tra l'altro, favorito da un'atletismo staordinario.

In ogni caso Paul, ha sicuramente potenziale NBA, ma deve lavorare ancora su alcuni difetti e in questo senso non gli farà  certo male completare il suo quadriennio a East Lansing.

Sabato notte l'avversario di Davis sarà  Sean May, una sorta di predestinato al basket, visto il fatto che il papà  Scott è stato membro dell'ultima squadra imbattuta in una stagione NCAA, vale a dire l'Indiana del 1976 guidata al titolo da coach Knight.

Per uno che vede per la prima volta Sean May, il primo impatto non è positivo, nel senso che il ragazzo di Bloomington non ha quello che si può definire un corpo snello e scolpito, anche se è molto migliorato nelle ultimi stagioni, soprattutto al capitolo reattività . Basta però veder giocare il junior di UNC per capire che ha qualcosa di speciale, due mani veramente fatate e una vasta gamma di movimenti sia in post basso che fronte e canestro.

Come ampiamente dimostrato nella finale del Regional contro Wisconsin (29 punti e 11 rimbalzi), Sean non si limita a segnare, ma è anche estremamente efficace sotto i tabelloni. Poco ma sicuro che, dopo essere salito enormemente di livello nella fase finale della stagione, voglia concludere in bellezza anche la sua Final Four, riportando a casa, ventinove anni dopo suo padre, un'altro titolo NCAA.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *