MSU – UNC: Preview

Alan Anderson riuscirà  a fare la differenza per gli Spartans?

MSU contro UNC, stessa semifinale del 1957, la prima final-4 per Michigan State in quel di Kansas City. Vinsero i Tar Heels per 74 a 70 dopo tre supplementari, andare all'over time non è quindi una novità  per gli Spartans.

Quest'anno difficilmente la partita finirebbe ai 70 dopo tre supplementari. Le squadre di Izzo e Williams amano correre e sfruttare tutte le opzioni della transizione come dimostrano gli 83 punti a sera di MSU e gli 88 abbondanti di UNC.

Due squadre simili che possono contare su esterni molto atletici e su un giocatore in grado di essere una presenza in post basso: Paul Davis per quelli in verde e Sean May per quelli color del cielo.

Due squadre che vanno benissimo a rimbalzo con tutti e cinque i giocatori in campo: entrambe sono attorno ai 7 rimbalzi e mezzo a sera più degli avversari.

Due squadre che hanno un nucleo di junior e senior cresciuto assieme sotto grandi pressioni e che fino a quest'anno aveva deluso, due gruppi di giocatori che vogliono dimostrare il loro valore.

Spartans contro Tar Heels è anche, o forse soprattutto visto che la NCAA è una "coach league", la sfida tra Tom Izzo e Roy Williams.

Assieme dal '99 a oggi possono contare 7 final-4, assieme a coach K sono gli allenatori più vincenti dell'ultimo lustro. Anche se fa strano usare l'aggettivo vincente per "Ringless Roy", com'è stato ribattezzato Williams dopo quattro final-4 da favorito o quasi con Kansas e nessuna vittoria portata a casa. Nel costruire un programma che ti porta a inizio aprile ancora in corsa difficile comunque fare meglio dell'ex assistente di Dean Smith per una decade.

Questa versione dei Tar Heels è stata paragonata proprio a quelle di Dean Smith per velocità  e punti messi a referto: "Penso sia la stessa filosofia -ha dichiarato Williams - forse noi giochiamo un po' più in velocità , ma poi non di molto. Quando ho lasciato UNC mi ha detto di essere me stesso, ma su questo aspetto credo siamo molto simili".

Correre e cercare di giocare una gara ai propri ritmi sarà  la prerogativa di Felton e compagni, convinti di essere i migliori della nazione se il numero di possessi si alza grazie al talento di Felton, McCants, May e dell'uomo destinato, probabilmente, a decidere le sorti della gara entrando dalla panchina: Marvin Williams, il freshman meraviglia. Williams sarà  decisivo per limitare una delle doti migliori mostrate dagli Spartans nel torneo: andare a rimbalzo offensivo.

May e compagni nel torneo sono andati sotto a rimbalzo contro una squadra come Villanova che atleticamente è un piano sotto a MSU e rimbalzi offensivi vogliono dire meno possibilità  di andare in velocità  per i Tar Heels e più occasioni di andare in area per gli Spartans, magari per costringere al fallo May.

La semifinale sarà  la prima sfida impegnativa per il figlio d'arte dell'Indiana che fino ad ora ha trovato poca opposizione per occupare il post basso. Il suo coetaneo Paul Davis è esploso nel torneo dopo una carriera universitaria sotto le aspettative mettendo assieme una doppia doppia ad ogni uscita, stesso fatturato di May. I due sono stati avversari nel McDonald's All American game nel 2002, una sorta di all star game dei liceali.

Il giocatore che potrebbe creare più problemi agli Spartans è Raymond Felton in quanto il freshman Neitzel non sembra avere il passo per contenerlo sui 28 metri mentre Chris Hill rende l'attacco degli Spartans più prevedibile e meno fluido. Difficile che Izzo possa concedere molti minuti al suo freshman in semifinale se non vuole vedere Felton andar dentro quasi a ogni azione.

L'uomo che invece potrebbe creare qualche problema di insonnia a Roy Williams è Alan Anderson, quattro atipico che in difesa non dovrebbe aver problemi contro Jawad Williams ma che in attacco può sfruttare la mano morbida e la grande facilità  nel mettere palla per terra per sbilanciare la difesa, già  di suo non sempre perfetta dei Tar Heels. Con il senior all-around degli Spartans si accoppia meglio Marvin Williams, altro motivo per cui il prospetto più intrigante per la NBA di queste final-4 avrà  un ruolo decisivo.

Una semifinale che si preannuncia equilibrata con UNC leggermente favorita per il grande talento a disposizione - quattro giocatori da NBA non li ha nessun'altra squadra di college - ma con MSU che respira aria di grande impresa dopo aver fatto fuori nel giro di tre giorni Duke e Kentucky ovvero buona parte della storia del college basket degli ultimi quindici anni.

Per chiudere i conti con la storia mancherebbe solo North Carolina e i ragazzi di Izzo, considerati un fallimento fino a un mese fa, vogliono redimersi alla grande.

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