Albuquerque Regional – Finale

Taquan Dean non ci crede: Louisvile ha completato una rimonta incredibile !

Louisville approda alla sua ottava Final Four, vent'anni dopo l'ultima, quella che ha regalato il titolo con Pervis Ellison. Ci torna sotto la guida di uno dei più leggendari coach del college basket, Rick Pitino, che con il raggiungimento della sua quinta Final Four, diventa il primo allenatore ad aver strappato un biglietto per il grande ballo finale dell'NCAA Tournament, con tre squadre diverse: Providence, Kentucky e Louisville.

I Cardinals, a St.Louis, ci sono arrivati dopo una partita epica, in cui West Virginia ha giocato una pallacanestro quasi irreale per gran parte dell'incontro, soccombendo solo al grande cuore e all'esperienza nei momenti cruciali dei ragazzi di Pitino.

Probabilmente anche il coach ex Celtics, non avrebbe mai creduto di vincere una partita in cui è stato sotto di 20 punti nel finale del primo tempo e fino a 6 minuti dalla fine inseguiva ancora con uno svantaggio in doppia cifra, giocando per tutto il finale e il supplementare senza il suo miglior giocatore.

West Virginia è stata protagonista di una partita che sarà  ricordata a lungo negli archivi del Tournament, ma che purtroppo per i ragazzi di coach Beilein li ha visti soccombere, per la classica paura di vincere che assale chi, nello sport, è vicino ad un'impresa.

A 1500 metri d'altezza, nel famoso The Pit, di Albuquerque, le partite vanno giocate anche con la testa, per non rischiare di rimanere senza più energie, proprio nei momenti in cui le gare si decidono. Così Pitino decideva di non attuare il suo pressing tutto campo, ma aspettava l'avversario attuando una zona, nella speranza di salvaguardare più energie possibili.

Purtroppo per lui non aveva fatto i conti con i Mountaneers, che inventavano un primo tempo da 10/14 da 3 punti, chiudendo con il 62% dal campo, e spingendosi fino al 38 a 18 a poco più di due minuti dallo scadere della prima frazione, con Louisville, impietrita alla ricerca di qualche manna dal cielo che permettesse di trovare una soluzione a questo girandola di triple da qualsiasi posizione. Il figlio del coach, Patrick Beilein, ne metteva due da oltre i sette metri che sapevano di onnipotenza temporanea, mentre sia Collins che, soprattutto, Pittsnogle ampliavano il margine con tiri da oltre l'arco, costruiti in maniera eccelsa dopo un movimento della palla stile basket anni 60.

Per i Cardinals invece i tiri da 3, l'arma dichiarata di Pitino, che lo ha portato a superare le 400 vittorie in carriera, non entravano, così con un paio di magie contro la zona di Garcia, servendo i compagni smarcati dentro l'area, e la fisicità  di Palacios, la partita non aveva già  un "the end" dopo venti minuti di gioco.

Il secondo tempo sembrava non discostarsi dal primo, con Pittsnogle (occhio al ragazzo e alle sue mani in prospettiva europea) che la imbucava da qualsiasi posizione oltre l'arco (25 alla fine), facendo impazzire i tifosi dei Mountaneers, e tenendo vivo il sogno delle Final Four, ma Louisville iniziava a tirare fuori i suoi gioielli dal sacco, e prima Garcia, poi Dean (23 punti con 7 triple) ed infine O'Bannon (23 dei suoi 24 punti nel 2° tempo) iniziavano una rimonta che aveva dell'incredibile, terminata con un layup dello stesso O'Bannon a 38 secondi dalla fine, quando Francisco Garcia sedeva in panchina con 5 falli già  da un bel pezzo.

La legge delle 11 triple faceva il suo effetto per Louisville, mentre le 18 di West Virginia (su 27 tentativi) non bastavano per l'impresa, perché dall'alto dei cieli qualcuno iniziava a tifare bianco-rosso e nell'overtime, la tripla di Pittsnogle libero usciva, mentre l'alleyhoop di Jenkins per la parte alta del tabellone finiva nelle mani di Palacios per il più comodo degli appoggi, che sanciva il vantaggio decisivo per i ragazzi di Pitino, e permetteva a Dean di riposare in panchina con i crampi, dopo una partita eroica e a Garcia di esultare quasi in lacrime.

I Mountaneers escono dal Torneo a testa altissima, mordendosi non poco le mani per un'occasione che forse solo una volta nella vita può accadere, ma sanno di aver dato tutto e aver rischiato di vincere contro una delle migliori formazioni del college basket.

Louisville e soprattutto Pitino, sanno bene che riuscire a restare sul treno nonostante partite di questo genere, può voler dire che l'annata è di quelle giuste, ma in semifinale a St.Louis avranno l'altra beneficiata dagli dei del basket, Illinois, e sarà  ancora una sfida tutta da vivere, anche se per i Cardinals, dopo esser sopravvissuti a West Virginia, tutto potrà  sembrare più agevole.

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