Final 4 NCAA – Top 10

Okafor e Anderson: due protagonisti della vittoria degli Huskies

10 – La posse dell'australiano

La chioma riccia e rossiccia di Luke Schenscher si è fatta notare dal primo giorno in cui ha messo piede nel campus di Georgia Tech, ma che potesse un giorno avere un fun club tutto suo a bordo campo in una final-4 NCAA non era prevedibile. Una posse che sfida varie norme del comune buon gusto, battendole tutte quando davanti alle telecamere della CBS spunta la parucca rossa per imitare la chioma dell'australiano. Il canguro di pezza sfoggiato in seguito non regge il confronto"

9 – La coerenza di coach K

Nella finale del '99 Duke era sotto di un possesso contro Uconn e coach Krzyzewski non ebbe dubbi: palla a Langdon, l'uomo che li aveva portati fino a là  a suon di triple e responsabilità . 2004 all'Alamodome, questa volta è semifinale ma la situazione è la stessa e coach K non cambia scelta: palla al giocatore che con i suoi tiri ha risolto tante situazioni complesse. Langdon e Redick quel tiro non sono mai riuscite a prenderlo, depredati entrambi anche se in maniera diversa con i ragazzi di coach Calhoun a esultare. La coerenza e la continuità  che tante vittorie ha portato a coach K va sottolineata anche quando l'esito non è favorevole.

8 – John Lucas III for 3

Se non fosse stato per il canestro di Bynum la tripla decisiva sarebbe stata ancora sua anche se stavolta sarebbe valsa un supplementare e non la vittoria come contro St.John. John Lucas III ama tirare e segnare quando conta, troppi gli esempi nella sola semifinale per confondersi. Sono stati i suoi tiri assieme alle iniziative di Graham e McFarlin a riportare OSU in partita, sono state i suoi lampi di talento a illuminare una serata in generale buia per i suoi. Non sono bastati, ma il figlio d'arte ha poco da rimproverarsi.

7 – Niente paura se c'è il senior

Marvin Lewis non è il tiratore da 0/5 della finale contro Uconn ma nemmeno quello da 5 triple per iniziare la semifinale contro OSU. La sua performance balistica ha dato coraggio a tutta Georgia Tech e ha aperto la scatola della difesa di OSU permettendo all'australiano di fare danni irreparabili. Ripetersi in finale sarebbe stato troppo.

6 – La scelta di coach Calhoun.

Ci sono scelte che si rivelano giuste o sbagliato solo quando le loro conseguenze si sono esaurite. Cosa fare quando il tuo centro ha due falli dopo una manciata di minuti è una di questa. La strada di coach K è quella di non farlo uscire dal ritmo partita facendogli toccare il campo ogni tanto, quella di coach Calhoun è di metterlo a sedere fino al secondo tempo. La rimonta finale di Uconn è arrivata perché Okafor era in campo mentre Williams e Randolph no. L'irlandese che guida gli Huskies "does the right thing".

5 – La rivincita di Taliek

Taliek Brown non è mai stato considerato un grande playmaker. Nei suoi 4 anni a Uconn è spesso stato paragonato a chi lo aveva preceduto, quell'incredibile concentrato di carisma chiamato Khalid El-Amin e quasi mai il ragazzo di New York ne era uscito bene. La sua prova in semifinale sembrava confermare il tutto: 7 perse, brutti tiri, cattiva gestione. Poi però arriva la finale, l'ultima gara della sua carriera universitaria, e Brown gioca da leader limitando Jack in difesa e facendo andare la palla da Gordon e Okafor coi tempi giusti. Lascia con un titolo e col record di assist nella storia del college, non male per uno criticato dal primo giorno"

4 – Big Shot Will

"Diamo la palla a Will", decisione presa da un Marvin Lewis in gran serata nell'ultimo time out della semifinale trai suoi Yellow Jackets e i Cowboys di OSU. Il Will in questione è Bynum, il ragazzo da Chicago che ama giocare sotto pressione. Il risultato è noto: penetrazione e canestro in controtempo allo scadere. Forti dubbi sul fatto che sia stato l'ultimo tiro decisivo che si prende in carriera"

3 – Anderson, l'invincibile

Chi tiene i conti afferma che con lui in quintetto Uconn quest'anno non abbia mai perso. Statistica più che plausibile vedendo quello che ha combinato Rashad Anderson in questo torneo NCAA. È stato Anderson a mettere una tripla decisiva per non lasciare scappare Duke in semifinale, è stato sempre lui a mettere i tiri che hanno spezzato le gambe alle Yellow Jackets. In finale ne ha messi 18 con 6 rimbalzi in 30' ed è andata a un nulla dal portarsi a casa il pallone della vittoria. Peccato che poi sia arrivato Okafor a spiegargli che quel pallone, in un modo o nell'altro, glielo avrebbe preso. Si narra che Anderson non abbia opposto resistenza e vorrei vedere"

2 – Come back for the title

A 3 minuti dalla fine Duke era avanti di 8, 75-67, con i tifosi dei Blue Devils che già  pregustavano la vendetta servita fredda per quel titolo perso con gli Huskies nel '99. Uconn è impacciata, non riesce a superare la pressione degli esterni di coach K guidati da un Duhon capace di entrare sottopelle a Gordon e compagni. Qualcosa però si rompe nel meccanismo di Duke: Randolph e Williams vanno fuori per falli in rapida successione, Okafor continua a martellare in area e d'improvviso Anderson e Gordon rivedono la luce. Parziale di 12 a 0 per Uconn, chiuso dalla tripla inutile da 10 metri di Duhon allo scadere. Una rimonta che varrà  un titolo NCAA e che sarà  difficile da dimenticare per chi l'ha vista.

1 – E ora NBA

Emeka Okafor e Ben Gordon sarebbero potuti andare in NBA già  l'estate scorsa, una chiamata tra le prime 10 per il nigeriano e una alla fine del primo giro per Ben. I due però in testa avevano altri pensieri: la sconfitta subita da Texas alle Sweet 16 e le parole di coach Calhoun che dicevano che sarebbero tornati l'anni dopo per vincere il titolo.
Okafor sarà  probabilmente una delle prime 3 scelte del prossimo draft, ha giocato 60' di basket paradisiaco fatto di rimbalzi, stoppate e canestri dal post basso. Il buon Schenscher di fianco a lui è parso un fruscello nonostante i centimetri fossero a favore dell'australiano.
Gordon ha giocato a tratti, ma ha messo canestri importanti inventando dal palleggio e mostrando come il suo arresto e tiro sia pronto a diventare un'arma illegale anche per la NBA.
"Ben vieni a prendere il pallone della vittoria del torneo della Big East, io sto andando a prendere (da Anderson, ndr) quello del campionato nazionale".
Adesso, in NBA, ci possono anche andare"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *