Una vittoria lunga tre giorni

I Philadelphia Phillies vincono le World Series 2008! E' ora tempo di festeggiare!

Era iniziata lunedi notte, è finita mercoledì sera.
La pioggia si frappone tra Cole Hamels e la vittoria decisiva in gara 5, ritardando di due giorni gli ultimi tre inning e mezzo.

In principio…

Gara 5 delle World Series 2008 era iniziata lunedì alle 20. Sugli spalti i tifosi di Phila avevano già  l'urlo in gola ed i vestiti coperti da orride mantelle plastificate antipioggia.
Sì, perchè tra i Phillies ed il loro titolo, la pioggia sembra l'unica cosa che possa intromettersi; dapprima piove leggermente, poi semtte, poi, nel quarto inning, inizia a diluviare o quasi.
Al singolo di Shane Victorino che nel primo inning aveva portato due punti a Philadelphia, rispondono Evan Longoria (ben alzato!) e Carlos Pena.
Il pareggio del 2 a 2 siglato da B.J. Upton sul singolo del dominicano è quanto basta a Bud Selig per far sospendere la partita. Di fiato e inchiostro su quanto fosse opportuno anche solo iniziare una partita talmente importante in condizioni climatiche sfavorevoli abbiamo tutta la Post Season per sprecarne, fatto sta che la più grossa differenza fra le due franchige è che da una parte Hamels è ancora sul monte al momento della sospensione, mentre Scott Kazmir è già  sceso.

…ed in fine

La leggendaria partita ricomincia mercoledì, sempre alle 20, con la parte bassa del sesto. Geoff Jenkins subito parte con un doppio su Grant Balfour, e lo spinge giù dal monte di lancio quando anche Jason Werth mette a segno una valida da dividere con l'insolitamente imperfetta difesa di Tampa, facendo andare il compagno a casa. Ryan Madson sostituisce Hamels, che in realtà  non incide sulla ripresa delle operazioni, e concede a Rocco Baldelli l'Home Run del pareggio.
Lo scenario è pronto per un finale palpitante.
Pat Burrell fa doppio sul perdente J.P. Howell, chiudendo così una stagione bestiale. Bruntlett sostituisce Burrell come pinch runner e sfrutta il groundout di Victorino per andare in terza. Serve anche un po' di smallball per vincere i titoli…
Pedro Feliz gira facile facile al centro, oltre gli interni, per il punto che manda avanti Philadelphia con due inning da giocare.
Con un out nel nono inning, Brad Lidge concede la valida a Dioneer Navarro, ma la seconda metà  del lineup della Florida deluderà  ancora. Ben Zobrist va out con una grounder, mentre tocca ad Eric Hinske l'ultima speranza Rays.
Con Fernando Perez in seconda, Lidge si prepara per l'out decisivo, sul 4 a 3. Va subito 0-2 sul conto, per togliersi ogni dubbio. Il pubblico del Citizens Ballpark si alza in piedi, le mantelle sono sostituite dai caldi giubbotti con la grande P per combattere il freddo pungente.
28 anni di digiuno per una franchigia di tale tradizione sono anche troppi, 28 anni che passano in una breaking ball. Hinske va a vuoto, Lidge si inginocchia davanti al pubblico che ha visto il suo ritorno a grossi livelli e alza le mani verso il cielo.
I Phillies ci hanno messo tre giorni a vincere una partita, ma ora sono campioni.

Hamels è l'erede degli onori di Josh Beckett come MVP delle World Series, e Philadelphia dimostra di essere la squadra migliore anche quando le sue mazze più potenti (Utley e Howard) deludono. Il loro ballpark è inespugnabile e Lidge è imbattibile in Post Season. Una vittoria di squadra, con molta consapevolezza e attenzione al risultato.
Se lasciamo perdere gara 4, dominata, i punti di differenza tra le due squadre sono infatti 1 in favore di Philadelphia. E' stata una World Series in larga parte equilibrata, a Tampa è solamente mancato un po' di concretezza, oltre all'esperienza che ha portato Longoria, Upton e Pena a fare malissimo in questa serie finale.

Ora, per incoronare i re ed individuare le delusioni di un anno di grande baseball, il primo dell'era post-steroidi, abbiamo sei mesi, momento in cui Philadelphia sarà  costretta a mettere il suo tiolo in palio. Se gli avversari saranno aggueriti come e più dei Rays, ne vedremo delle belle anche nel 2009.

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