FB: Va Tech sorpassata da Pitt

Reggie Bush, assoluto protagonista nella vittoria di USC su Washington

Alla fine della regular season del football NCAA manca ormai poco più di un mese e per seguire al meglio questa seconda parte di stagione abbiamo deciso di dare più spazio alle conference occupandoci ogni settimana di tutte e sei le conference del BCS e dando anche un'occhiata a quello che accade nelle conference meno blasonate ma non per questo meno importanti ed emozionanti. Partiamo con Big East e Pac-10.

Big East

Il turno di riposo concesso dal calendario a Miami (3-0 in partite interne alla Big East) dava a Virginia Tech (2-1), impegnata in trasferta contro West Virginia (2-1), la possibilità  di eguagliare il record degli Hurricanes e legittimare la propria candidatura al titolo di conference. La numero 3 del ranking BCS invece è stata sonoramente sconfitta (28 a 7), ha pregiudicato le sue già  flebili speranze di arrivare al Sugar Bowl e dovrà  assolutamente battere Miami in quella che ormai è la loro ultima possibilità  per impedire agli Hurricanes di vincere l'ottavo titolo di conference in dodici anni.

Già  lo scorso anno gli Hokies erano stati battuti dai Mountaineers ma in quell'occasione la partita era stata combattuta ed era stata decisa soltanto da un intercetto a 12 secondi dalla fine. Nella partita di mercoledì scorso invece dopo due possessi a testa il punteggio era già  sul 14 a 0 per West Virginia. Mentre questi ultimi segnavano due touchdown con corse di Kay-Jay Harris e Quincy Wilson (178 yard in 33 corse), Virginia Tech lanciava un intercetto e perdeva un pallone. A fine partita le palle perse dagli Hokies saranno ben 7 (3 intercetti lanciati da Bryan Randall e 4 fumble).

Nel secondo tempo, con le due squadre distanziate di soli 7 punti, l'attacco di Virginia Tech non riusciva neanche una volta ad uscire dalla propria metà  campo e consegnava la vittoria agli avversari. Kevin Jones, candidato all'Heisman Trophy e decimo back della nazione per yard guadagnate, ha ottenuto numeri "normali" (media di 5.5 yard per corsa) ma è stato poco impegnato perché coach ha preferito affidarsi a Randall, con risultati disastrosi (meno 8 yard guadagnate in 14 tentativi).

I Mountaineers hanno ora bisogno di 3 vittorie nelle prossime 5 partite per rendersi eleggibili per un Bowl ma la vittoria contro Virginia Tech ha esaltato non poco l'ambiente. Brian King, autore di 2 intercetti, a fine gara ha addirittura pronosticato un successo di West Virginia nella Big East se "Virginia Tech ci da una mano battendo Miami". Il calendario però non li favorisce perché prevede sfide consecutive con Boston College e Pittsburgh in cui i Mountaineers partono sfavoriti.

Proprio Boston College (1-2) ha colto uno dei successi che hanno fatto più notizia, non tanto per la forza dell'avversario quanto per il suo nome: Notre Dame. Gli Eagles sono riusciti a cogliere il terzo successo consecutivo nella serie contro i Fighting Irish e come già  era successo lo scorso anno la loro vittoria segna una svolta nella stagione degli avversari: 12 mesi fa Notre Dame usciva dalla lotta per il titolo nazionale mentre la sconfitta di quest'anno impedirà  loro, salvo miracoli, di chiudere la stagione con un record vincente.

Lo score finale (27 a 25 per gli Eagles) non rende onore a Boston College che ha dominato la partite per tre quarti mentre Notre Dame si è svegliata solo negli ultimi 15 minuti approfittando di due errori degli special team avversari. I Fighting Irish riuscivano addirittura a portarsi a vantaggio a 3 minuti e mezzo dalla fine ma un field goal a 38 secondi dalla fine consegnava la meritata vittoria a Boston College.

L'allenatore di BC, Tom O'Brien, a fine partita ha fatto i complimenti ai suoi giocatori perché "la vittoria è un gran risultato. Se alleni o giochi al Boston College una delle prime cose che impari è che devi vincere contro Notre Dame. È una dei risultati da ottenere e noi oggi ci siamo riusciti nonostante qualche errore di troppo nell'ultimo quarto" ma ha anche rivolto uno sguardo al futuro: "Ora dobbiamo cambiare marcia perché la prossima partita contro Pittsburgh sarà  più difficile di quella di oggi. Dovremo cercare di imitare la tattica che Notre Dame ha usato per sconfiggere Pitt: correre il più possibile e fare pochi sbagli quando decidiamo di lanciare".

Nelle altre due sfide all'interno della conference, Rutgers (1-3) ha sconfitto Temple (0-3) nella sfida fra le università  meno competitive della Big East e Pittsburgh (2-0) ha liquidato senza problemi Syracuse (1-2). La prima sarà  ricordata soltanto perché interrompe la serie di 25 sconfitte consecutive di Rutgers in partite nella Big East (il record appartiene a Temple) mentre ben altra impressione ha fatto la vittoria di Pitt che scavalca Virginia Tech e si candida come principale avversario di Miami.

Il successo contro Syracuse è arrivato grazie alla grande prestazione della difesa dei Panthers che ha giocato la miglior partita stagionale, limitando gli avversari a meno di 200 yard totali guadagnate e mettendo continuamente sotto pressione il quarterback avversario, Robin Anderson, che ha lanciato i primi 2 intercetti della stagione. Considerando che nelle precedenti 4 partite Pitt aveva concesso 500 yard a partita non si può non essere stupiti dai progressi fatti vedere contro un attacco che solo sette giorni prima aveva segnato 39 punti contro BC.

"Questa settimana di allenamento è stata la migliore dall'inizio dell'anno. La brutta prestazione contro Rutgers (32 punti concessi) ha dato ai giocatori quelle motivazioni che prima mancavano. Abbiamo imparato dai nostri errori contro i back di Notre Dame e abbiamo concesso poche yard ad un attacco che fa della corsa la sua arma principale", ha dichiarato Walt Harris, coach dei Panthers.

In attacco Pitt ha dovuto ancora una volta fare affidamento sulla coppia Rod Rutherford (diventato il quarto quarterback nella storia di Pitt a lanciare per più di 5000 yard in carriera) e Larry Fitzgerald (eguagliato il record di gare consecutive con almeno un touchdown ricevuto, 13). Il gioco di corse è stato inesistente guadagnando soltanto 44 yard.

A fine partita Harris ha provato a difendere i back affermando che "la loro partita non è stata poi così negativa" ma la media di 1.1 yard per corsa la dice lunga sui problemi attuali di Jawan Walker e Tim Murphy. Se Harris dovesse riuscire a risolvere questo problema Pitt diventerebbe una delle favorite per il titolo di conference considerando anche le sfide casalinghe con le 2 maggiori concorrenti, Miami e Virginia Tech.

Pacific-10

Washington State (4-0) e UCLA (4-0) rimangono in testa alla classifica di conference grazie alle vittorie su Oregon State (2-2) e Arizona State (1-3) rispettivamente. L'imbattibilità  di WSU sarebbe caduta se il quarterback Matt Kegel non avesse lanciato 3 touchdown nell'ultimo quarto (2 dei quali verso il wide receiver Scott Lunde) e se l'attacco avversario non avesse commesso 2 penalità  nel drive che poteva riportarli in vantaggio dopo l'ennesimo lancio di Kegel intercettato (a fine partita saranno 5).

"Non ho mai visto niente di simile in vita mia", ha commentato il quarterback, "Se non avessimo vinto probabilmente non sarei uscito vivo dallo stadio. Mai avrei pensato di lanciare così tanti intercetti. Ad un certo punto ho addirittura perso il conto". Va anche sottolineato però che la linea offensiva non lo ha certo aiutato, soprattutto a causa degli infortuni che affliggono da inizio stagione i Cougars. "Quando ho visto che si era infortunato anche la riserva della riserva non sapevo più chi mettere in campo", ha detto l'offensive coordinator Mike Levenseller.

WSU si era portata in vantaggio per 14 a 0 e tutto faceva prevedere una partita a senso unico anche perché Oregon State sarebbe stata costretta a stravolgere il suo gioco. Il gameplan di coach Mike Riley, infatti, prevede soprattutto corse del tailback Steven Jackson ma lo svantaggio di 2 touchdown ha costretto l'allenatore ad affidarsi ai lanci del quarterback Derek Anderson, nonostante la sua stagione non sia stata proprio eccezionale le sue difficoltà  (47.3 di percentuale lanci completati e 11 touchdown lanciati contro 16 intercetti).

Sotto la guida di Anderson invece OSU riusciva a segnare 25 punti consecutivi e si portava in vantaggio di 11 prima che un collasso generale della difesa permettesse a Washington State di rispondere con un'altra serie consecutiva di punti, 20, che chiudevano la partita e sancivano l'uscita di scena di Oregon State dalla corsa al titolo di conference.

Ancora una volta il merito del successo di Washington State va alla difesa che ha registrato 7 sack ed ha bloccato uno dei migliori tailback della nazione. "Sappiamo di essere fra i migliori della nazione e in settimana ci eravamo preparati principalmente per bloccare le corse di Jackson. Possiamo essere soddisfatti anche perché non ha mai guadagnato più di 7-8 yard e non è stato un fattore (solo 85 yard in 28 corse)", ha dichiarato Don Jackson, middle linebacker dei Cougars.

La partita ha segnato anche la rivincita personale di Scott Lunde, wide receiver di WSU, a lungo inseguito dall'attuale allenatore di Oregon State, Mike Riley, prima che quest'ultimo accettasse un'offerta dalla NFL con la conseguente perdita di interesse da parte di OSU nei confronti del giocatore. "Avevo visitato il campus e la consideravo una cosa fatta. Durante l'ultimo anno al college registravo tutte le loro partite, facevo il tifo per loro e non vedevo l'ora di giocare ad un così alto livello", ha dichiarato Lunde.

Il giocatore aveva trascorso gran parte del primo tempo contro WSU in panchina dopo un brutto errore ma dopo una discussione con l'offensive coordinator aveva la possibilità  di tornare in campo e diventare il giocatore decisivo per la vittoria. "Per me è stata dura", ha dichiarato Lunde, "Nel primo trattenevo a stento le lacrime perché questo è il mio ultimo anno al college e stavo in panchina mentre vorrei assaporare ogni secondo delle mie ultime partite. Per fortuna però ho avuto una seconda possibilità  e le cose sono andate per il meglio".

In testa alla classifica c'è anche UCLA che ha battuto Arizona St. e continua ad essere imbattuta nonostante non ci sia traccia di gioco offensivo (se non qualche lampo del tailback Maurice Drew) e nonostante i fischi degli stessi tifosi di UCLA che poco apprezzano il gioco del nuovo allenatore Karl Dorrell. Anche in quest'occasione la vittoria è giunta grazie ad una prodezza di Drew (corsa di 83 yard quando i Bruins erano sotto di 3) e al lavoro di una difesa che non ha concesso neanche un punto agli avversari nel secondo tempo.

Neanche il ritorno del quarterback Matt Moore al posto di Drew Olson (record di 5-1 con lui in campo) ha prodotto risultati per la squadra di Dorrell. Moore è stato poco preciso affrettando troppi lanci e l'intercetto di uno di questi sarebbe potuto costare caro ad UCLA se la difesa dei Bruins non fosse riuscita a fermare l'attacco di Arizona State a 27 yard dalla end-zone.

Ben altra cosa è l'attacco di USC (3-1) che può contare sul quarterback Matt Leinart e sui tailback Hershel Dennis e Reggie Bush. Nella partita contro Washington Leinart ha lanciato 4 touchdown ed è sulla buona strada per far dimenticare il giocatore che lo ha preceduto, Carson Palmer. La sua prestazione (19 su 29 per 351 yard) acquista ancora più valore se consideriamo che la partita si è giocata nel rumorosissimo stadio di Washington in cui USC non vinceva da 10 anni.

Il protagonista della partita è stato però Bush che ha entusiasmato non solo per i numeri ottenuti sia come ricevitore che come tailback ma anche per la facilità  con cui evitava i tackle avversari e trasformava corse da poche yard in guadagni ben più consistenti. A fine partita il back "I primi tackle mi avrebbero anche potuto fermare ma il coach per tutta la settimana ci ha detto di non mollare facilmente e così ho fatto. Niente di speciale". "Oggi ho avuto modo di vederlo in azione da vicino ed è ancora più bravo di quello che sembra in video. È lui che ci ha battuto oggi", ha dichiarato Owen Biddle, safety di Washington.

La squadra di casa era reduce dalla vittoria su Oregon State ma un paio di errori di troppo del quarterback Cody Pickett (lancio sbagliato verso un giocatore completamente libero e pallone regalato agli avversari nel tentativo di liberarsene per evitare un sack) hanno prima concesso agli avversari la palla del vantaggio e poi hanno impedito agli Huskies di accorciare le distanze portandosi a soli 2 punti dagli avversari.

Nelle altre 2 partite della conference Oregon (2-2) si è imposta su Stanford (0-4) ed ha spezzato così la serie di 3 sconfitte consecutive seguite alla vittoria su Michigan che li aveva fatto tornare, seppure per una sola settimana, in lotta per la Pac-10 mentre California (2-2) ha battuto una derelitta Arizona (0-4), cui il cambio di allenatore non ha evidentemente giovato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Informativa cookie

Per far funzionare bene questo sito, a volte installiamo sul tuo dispositivo dei piccoli file di dati che si chiamano "cookies". Anche la maggior parte dei grandi siti fanno lo stesso.

Cosa sono i cookies?

Un cookie è un piccolo file di testo che i siti salvano sul tuo computer o dispositivo mobile mentre li visiti. Grazie ai cookies il sito ricorda le tue azioni e preferenze (per es. login, lingua, dimensioni dei caratteri e altre impostazioni di visualizzazione) in modo che tu non debba reinserirle quando torni sul sito o navighi da una pagina all'altra.

Come utilizziamo i cookies?

In alcune pagine utilizziamo i cookies per ricordare:

  • le preferenze di visualizzazione, per es. le impostazioni del contrasto o le dimensioni dei caratteri
  • se hai già risposto a un sondaggio pop-up sull'utilità dei contenuti trovati, per evitare di riproportelo
  • se hai autorizzato l'uso dei cookies sul sito.

Inoltre, alcuni video inseriti nelle nostre pagine utilizzano un cookie per elaborare statistiche, in modo anonimo, su come sei arrivato sulla pagina e quali video hai visto. Non è necessario abilitare i cookies perché il sito funzioni, ma farlo migliora la navigazione. è possibile cancellare o bloccare i cookies, però in questo caso alcune funzioni del sito potrebbero non funzionare correttamente. Le informazioni riguardanti i cookies non sono utilizzate per identificare gli utenti e i dati di navigazione restano sempre sotto il nostro controllo. Questi cookies servono esclusivamente per i fini qui descritti.

Che tipo di cookie utilizziamo?

Cookie tecnici: Sono cookie necessari al corretto funzionamento del sito. Come quelli che gestiscono l'autenticazione dell'utente sul forum.

Cookie analitici: Servono a collezionare informazioni sull'uso del sito. Questa tipologia di cookie raccoglie dati in forma anonima sull'attività dell'utenza. I cookie analitici sono inviati dal sito stesso o da siti di terze parti.

Quali sono i Cookie di analisi di servizi di terze parti?

Widget Video Youtube (Google Inc.)
Youtube è un servizio di visualizzazione di contenuti video gestito da Google Inc. che permette a questa Applicazione di integrare tali contenuti all'interno delle proprie pagine. Dati personali raccolti: Cookie e Dati di utilizzo. Privacy policy

Pulsante Mi Piace e widget sociali di Facebook (Facebook, Inc.)
Il pulsante "Mi Piace" e i widget sociali di Facebook sono servizi di interazione con il social network Facebook, forniti da Facebook, Inc. Dati personali raccolti: Cookie e Dati di utilizzo. Privacy policy

Pulsante +1 e widget sociali di Google+ (Google Inc.)
Il pulsante +1 e i widget sociali di Google+ sono servizi di interazione con il social network Google+, forniti da Google Inc. Dati personali raccolti: Cookie e Dati di utilizzo. Privacy policy

Pulsante Tweet e widget sociali di Twitter (Twitter, Inc.)
Il pulsante Tweet e i widget sociali di Twitter sono servizi di interazione con il social network Twitter, forniti da Twitter, Inc. Privacy policy

Come controllare i cookies?

Puoi controllare e/o verificare i cookies come vuoi - per saperne di più, vai su aboutcookies.org. Puoi cancellare i cookies già presenti nel computer e impostare quasi tutti i browser in modo da bloccarne l'installazione. Se scegli questa opzione, dovrai però modificare manualmente alcune preferenze ogni volta che visiti il sito ed è possibile che alcuni servizi o determinate funzioni non siano disponibili.

Chiudi