Finale NCAA – Syracuse trionfa

Un Carmelo Anthony raggiante festeggia il suo primo titolo… ce ne saranno sicuramente altri.

Purtroppo uno dei 2 tra coach Williams e coach Boeheim doveva perdere e rimanere ancorato alla maledizione di non aver mai vinto un titolo NCAA, e come successe nel 91 contro Duke, Kansas e Roy Williams hanno dovuto ingoiare l'ennesimo boccone amaro di questi 15 anni vissuti insieme, costellati di successi parziali ma mai conclusi con un trionfo.

Jim Boeheim lo sapeva, perché fino a pochi secondi prima era nella stessa situazione del suo amico-collega, ed infatti la sua esultanza è stata pacata e il suo primo pensiero è andato al suo rivale, a cui avrà  regalato sicuramente parole di conforto per allievarne anche solo per un secondo l'ennesima tremenda delusione.

Ha vinto Syracuse, il Superdome si è colorato di un arancione festoso e incredulo, guidato dalla gioventù, dalla spensieratezza e dallo strabordante talento di un gruppo di ragazzi che entrerà  nella storia del Torneo NCAA.

Sì perché la regola del college basket dice più senior hai in squadra più possibilità  hai di vincere un titolo, invece gli Orangemen di senior ne avevano solo uno, Keith Duany, che non era neppure il leader perché quelli veri sono due freshman, due giocatori al primo anno, che hanno condotto per tutta la stagione la squadra e l'hanno portato fino al titolo.

Jerry McNamara, play bianco tutto di un pezzo, che sa sempre cosa fare con la palla in mano, che tira i liberi come se dovesse tirare una moneta in una vasca da bagno, che non perde mai la testa, ha letteralmente distrutto Kansas nel primo tempo, segnando 18 punti con 6/8 da 3 punti e scavando un solco che a metà  frazione era di 18 punti e nel finale di 11, che ha scioccato i Jayhawks, decisi a ripetere la partenza lanciata avuta contro Marquette.

I 53 punti di Syracuse nella prima frazione sono il fatturato parziale maggiore di una Finale e vanno a fare il paio con i 59 di Kansas nella sfida di semifinale. Oltre a McNamara, anche Duany e Anthony hanno colpito con continuità  dalla distanza, determinando un fantascientifico 10/13 da oltre l'arco che avrebbe distrutto qualsiasi squadra.

Kansas però non è mai morta ed infatti, pur avendo subito tale ondata arancione, ha saputo mantenere un margine discreto, frutto di una supremazia abbastanza netta a rimbalzo, soprattutto offensivo e a qualche bella giocata di Keith Langford in penetrazione contro la zona e ad un buon Collison sotto le plance.

Kansas, però, soprattutto con Hinrich e Miles era sembrata intrappolata nella zona 2-3 di Boeheim, il tiro dalla distanza non entrava e l'unico che riusciva a dare quelle penetrazioni veloci e in movimento che permettono di far perdere bilanciamento alla difesa e trovare il buco per il passaggio smarcante era Langford.

Ad inizio ripresa, sotto di 11, le maglie difensive di Kansas si restringevano all'ennesima potenza, trovando subito con 2-3 contropiedi nati da recuperi difensivi il modo per demolire lo svantaggio di Syracuse ed arrivare a contatto.

McNamara non riusciva più a trovare il canestro (0 punti nella ripresa) ed Anthony era ben raddoppiato in post basso da Collison ogni qualvolta tentava di sfruttare l'altezza contro Langford. Quello che però coach Williams non avrebbe voluto vedere si materializzava in pochi secondi: tripla di Carmelo per il +6 e successivo quarto sanguinoso fallo del suo n.5 con 15 minuti abbondanti da giocare.

Il pino dovuto per Langford metteva in chiara difficoltà  offensiva i falchetti, perché in una serata in cui il tiro dalla lunga risulta non pervenuto (4/20 alla fine con 9 errori di Hinrich), il fatturato offensivo della guardia dei Jayhawks era fondamentale.

La difesa di Kansas teneva nonostante tutto, ma qui veniva fuori il fuoriclasse che ha il nome e cognome di Carmelo Anthony. Melo pur non segnando con continuità  come nella semifinale con Texas, trovava sempre la soluzione giusta per battere la difesa arcigna di Kansas e addirittura in più di un'occasione, con McNamara in panchina, conduceva da play il gioco, senza mai forzare e sapeva perfettamente sfruttare la verve della panchina degli Orangemen, guidata da Edelin e Pace, abili a trovare soluzioni sempre ottime in entrata e ai liberi, per tenere a debita distanza la rimonta dei Jayhawks.

Una partita, quella di Carmelo, che lo pone sempre più nell'elite di quei giocatori destinati ad essere grandi, chiusa sfiorando la tripla doppia (20+10+7) e con il massimo in carriera negli assist, dopo aver realizzato il career high di punti contro Texas.

Boeheim sapeva però che i suoi giovani ragazzi potevano pagare la pressione da un momento all'altro, ed infatti iniziavano ad attaccare male la difesa di Kansas e pagavano lo strapotere a rimbalzo di Collison e Graves, che in attacco, rimediavano alle percentuali deficitarie degli esterni, con rimbalzi offensivi in serie che davano 2° e 3° occasioni ai falchetti e numerose gite in lunetta.

Coach Williams però, così come il suo collega Barnes di Texas, vedeva i suoi mandare all'aria una quantità  industriale di liberi (ben 18), in particolare da Collison e Graves, e perciò i 24 rimbalzi offensivi risultavano poco utili alla causa dei Jayhawks. I continui errori da ambo le parti e il sanguinosissimo quinto fallo di Langford dopo un paio di canestri importanti in entrata e a rimbalzo offensivo, portavano le due squadre distanziati di 3 punti negli ultimi 90 secondi.

Un libero su due di Graves (su un rimbalzo offensivo a seguito di un errore di Hinrich da 7 metri), copiato dall'altra parte da Edelin portavano il punteggio sull'81 a 78 per gli Orangemen con 20 secondi da giocare. Dopo due errori dalla lunetta di Hakim Warrick palla a Kansas per l'ultimo attacco. La circolazione della palla di Kansas era perfetta e Hinrich raddoppiato smarcava alla perfezione Lee per il più comodo dei triploni dall'angolo; i Jayhawks però non avevano fatto i conti con "Helicopter", al secolo Hakim Warrick, che con un balzo felino andava ad oscurare la visione di Lee e stoppava il tiro mandando il pallone fuori dal campo con 7 decimi da giocare.

Sulla rimessa, palla a Hinrich pressato e conclusione del senior che superava il canestro andando a finire nelle mani felici di Kieth Duany. Tutti gli Orangemen impazzivano di gioia e andavano a sotterrare un estasiato Carmelo Anthony, mentre Boeheim come detto si preoccupava prima degli sconfitti. Primo titolo per gli arancioni e consacrazione per Melo, ora atteso al draft di giugno, ma la serata era tutta per coach Boeheim che al 27° anno di panchina nella sua alma-mater, riusciva finalmente a portare il titolo.

Kansas e Roy Williams perdevano la loro terza Final Four e la maschera di tristezza di Collison e Hinrich erano l'emblema di un altro tragico finale per l'Università  di Lawrence. L'anno prossimo probabilmente Williams non ci sarà , attirato dalle sirene della sua North Carolina, Collison e Hinrich saranno quasi sicuramente nella NBA, c'è aria di rifondazione tra i Jayhawks, una rifondazione dolorosa e senza l'agognato titolo.

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