Final 4 – Ancora Orangemen!!!

Carmelino Anthony prova ora il colpo finale prima di salutare i suoi orangemen

Seconda semifinale al Superdome, dove l'arancione di Orangemen e Longhorns è il colore dominante; e la partita è di quelle vere, ben diversa dalla deludente prima semifinale.

Inizio travolgente ed inatteso per il sophomore Hakim Warrick, che segna i primi 6 punti di Syracuse con un 3/3 e due turnaround fadeaway. Gli Orangemen vanno subito avanti, grazie ai primi punti di Anthony ed ai canestri dalla lunga distanza dell'altro freshman Gerry McNamara prendono subito 9 punti di margine sul 21-12.
Texas patisce molto all'inizio la temuta zona 2-3, l'unico a perforarla è Brandon Mouton, che mette in scena un "one man show", segnando 15 dei primi 17 punti per i Longhorns, sia con triple che canestri in avvicinamento. Coach Barnes inserisce dopo pochi minuti Boddicker per cercare di sfruttare il suo tiro piazzato, ma il freshman non ha l'impatto atteso e torna presto in panchina.

Si prosegue per tutto il primo tempo a ritmi elevati e con percentuali ottime (a tratti non sembra una partita da Final Four); Syracuse è sempre avanti con margini variabili e oscillanti, Anthony sale in cattedra e mostra tutto il suo repertorio offensivo, spalle e fronte a canestro, da fuori e da sotto. I Longhorns riescono a contenere il distacco grazie alle buone percentuali nelle triple (6/9 nel primo tempo), ma non riescono a far arrivare la palla sotto canestro con continuità ; TJ Ford esce per il secondo fallo al 12', cala la precisione in attacco, gli Orangemen tentano l'allungo e si portano di nuovo sul +9 (44-35) al 16'. Esce per un breve riposo Anthony, e Texas riesce quasi d'incanto a trovare l'uomo chiave in attacco: è l'ala Brad Buckman, che piazza una serie di pregevoli canestri dal post alto e da sotto, facendosi trovare con tagli efficaci. Coach Boeheim rimette di corsa Anthony sul 44-42, ma questi commette 2 falli in attacco e si ritrova presto in panchina con 3 penalità . Il primo tempo si chiude sul 48-45 per Syracuse; l'impressione è che Texas abbia superato il momento peggiore e possa sorpassare a breve: nonostante le percentuali elevatissime degli Orangemen, è sotto solo di 3, ha notevoli margini di miglioramento in difesa e sembra aver trovato la chiave per scardinare la zona 2-3.

E l'avvio del secondo tempo conferma le previsioni, con i Longhorns che effettuano subito il sorpasso con 4 punti consecutivi di Ford. Le difese salgono di intensità , il gioco si fa' più fisico e cala il ritmo; si procede punto a punto fino al 30', con Syracuse aggrappata ad Anthony (11 punti consecutivi e nuova dimostrazione dello sconfinato repertorio offensivo), mentre Texas riesce a servire con maggior continuità  i lunghi, a catturare vari rimbalzi in attacco e caricare di falli gli Orangemen.
Coach Barnes ne ha abbastanza degli 1c1 di Carmelo e decide di raddoppiarlo praticamente ad ogni possesso; Anthony non si scompone, trova con puntualità  i compagni smarcati, in particolare McNamara, che segnano con precisione da fuori e dalla lunetta. Dall'altra parte i Longhorns guadagnano valanghe di liberi, che però sbagliano quasi sistematicamente; è il momento del break decisivo per gli Orangemen, che volano fino al +12 (78-66) al 33', con una potente schiacciata di Anthony in contropiede su assist di McNamara.
Texas come suo costume non molla: attacca con pazienza, continua a subire falli e segnare da sotto; si riporta fino al -4 (81-85) ad un minuto dalla fine grazie alla tripla di Boddicker. Ma la rimonta finisce qui, McNamara mette 4 liberi di fila e Syracuse chiude in scioltezza, con il risultato di 95-84.

MVP indiscusso è Carmelo Anthony, e non poteva essere altrimenti con 33 punti, 14 rimbalzi, canestri nei momenti decisivi e soprattutto nessun fallo commesso nel secondo tempo. Essenziale peraltro il contributo di tutti i compagni, tutti in eccellente serata di tiro, da McNamara a Warrick alla sorpresa Josh Pace. Per Texas il top scorer è stato Mouton con 25 (20 nel primo tempo); per TJ Ford buone cifre (12 punti e 13 assist), ma senza riuscire ad avere impatto nei momenti cruciali della gara come ci si poteva attendere, in parte anche per la zona che ne ha limitato le potenzialità  offensive.

Prima della partita si pensava che la zona 2-3 di Syracuse sarebbe stata la chiave della partita; invece è successo che Texas ha attaccato bene nel complesso (84 punti, molti falli subiti), mentre è stata decisiva la notevole efficienza in attacco degli Orangemen, contro la temuta difesa aggressiva a uomo dei Longhorns.

In finale Syracuse troverà  Kansas, e i temi sembrano ripetersi: altra squadra della Big XII, poco avvezza a vedere la zona.

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