Elite Eight – Kansas da sogno

Momenti di gioia che vorresti non finissero mai…

Atto finale nel West Regional, lo scontro tra Arizona, numero 1 del bracket, e Kansas, numero 2, decideva chi avrebbe avuto diritto a volare a New Orleans per le Final Four NCAA. Andiamo subito ad Anaheim.

(1) Arizona 75 - (2) Kansas 78: Grandissima impresa per i Jayhawks che arrivano alla quarta Final Four dell'era Roy Williams. Se nella gara vinta di misura su Duke l'eroe di giornata era stato uno strepitoso Nick Collison, ieri i panni del salvatore della patria li ha vestiti Kirk Hinrich.

Guardia senior 192 cm 88 Kg scarsi aveva da farsi "perdonare" la pessima prova contro i Blue Devils chiusa con 1 su 9 al tiro <Penso di aver giocato una grande partita…non mi ricordo di essere mai stato così ansioso prima di una gara, la sfida contro Duke mi aveva distrutto, non ero stato aggressivo ed avevo forzato troppi tiri…>.

Poi però contro i Wildcats tutta la sua frustrazione si è trasformata in grande energia <Oggi volevo scendere in campo forte, convinto, giocare al massimo e dare tutto…> e, a dire la verità , ha rispettato a pieno i suoi propositi: in 39 minuti ha segnato 28 punti con 10-23 al tiro, 6-17 da oltre l'arco, 5 assist, 5 rimbalzi, 2 palle rubate e due stoppate, l'ultima delle quali a sette secondi dalla fine sulla bomba di Gardner che avrebbe significato over-time.

Grande prova per Hinrich, ma grandi tutti i Jayhawks che, contro Arizona, hanno giocato un'ottima gara bloccando le fonti di gioco dei Cats ed aggredendo sempre sia Gardner che Walton e imbrigliando i lunghi con la fisicità  di Langford e Collison dominatori dell'area pitturata.

Ma andiamo con ordine: Kansas passa subito a condurre la gara, a nove dalla fine del primo tempo è 31-17 con un Hinrich scatenato, da lì però parte la rimonta di Arizona che con un parziale di 18-7 favorito dalla freschezza di Hassan dalla panca e dalla difesa di Anderson porta la squadra al riposo sotto di 3, 38 a 35.

Il secondo tempo vede gli uomini chi Roy Williams rifarsi sotto ed allungare 56 a 42 a quattordici dalla fine, Graves e Langford dominano sotto il canestro con conclusioni ad alta percentuale e Hinrich e Miles sul perimetro fanno il resto. Dopo il time-out coach Olson da disposizione di aggredire il canestro cercando Walton e Gardner.

A sette minuti dalla fine il risultato è in bilico 65-64, sembra una partita a scacchi: Collison è imbrigliato dall'attenta marcatura di Frye e non riesce ad incidere al meglio sulla partita; al contempo i due esterni avversari, dopo aver favorito l'ennesima rimonta, sembrano stanchi e le loro percentuali ne risentono.

L'allungo finale per Kansas ha la firma di Keith Langford e Aaron Miles: il primo in difesa è una furia e chiude la propria area, il secondo mette 4 punti fondamentali; il resto lo fa Hinrich che, già  a quota 28 punti, si sacrifica in marcatura su Gardner e, dopo l'ultimo time-out di coach Olson, chiude la strada al senior di Arizona costringendolo ad un tiro difficile che per giunta stoppa.

A fine gara grandissima festa tra i Jayhawks, nelle 15 stagioni sotto Williams la squadra ha raggiunto un altissimo status a livello nazionale, ma spesso ha dovuto ingoiare bocconi amari con eliminazioni dolorosissime malgrado roster di altissimo livello.

<Siamo felicissimi, non so come spiegare la mia gioia, abbiamo lavorato sodo, siamo arrivati qui fiduciosi, ma non avrei mai sperato di vincere…> così parla un emozionatissimo Jeff Graves, cui fa eco Langford <Il nostro era il bracket più difficile, Kansas, Duke, Arizona tutte assieme. E' nella natura di questo torneo riservare tante sorprese, ma penso che oggi abbia vinto la squadra migliore contro una fortissima avversaria che meritava il numero 1>.

Coach Williams è ovviamente orgoglioso dei suoi <Mi sento benissimo, siamo al settimo cielo ed i ragazzi si meritano questo momento…>, poi si riprende ed analizza la gara <…Kirk ha giocato alla grande come tutti, siamo stati attenti, concentrati, avevamo un obiettivo e l'abbiamo raggiunto battendo un ottimo avversario>, un ultimo pensiero poi va a chi non era in campo (causa infortunio), ma è sempre rimasto vicino alla squadra <Questa vittoria è dedicata anche a Wayne Simien, lo so, è difficile guardare gli altri e soffrire in panchina, ma lui è sempre rimasto uno della squadra…>.

Dall'altra parte tanta tristezza, i Wildcats ci credevano e volevano fortemente le Final Four, l'anno prossimo perderanno Gardner e Walton e si dovrà  ricominciare un nuovo progetto, ma Lute Olson è comunque fiducioso <Ho dei grandissimi ragazzi, si sapranno riprendere e l'anno prossimo ci riproveremo a vincere pure per Jason e Luke>, l'unico a parlare tra i giocatori è Anderson che seraficamente commenta <Questa è la vita, prendere o lasciare…>.

Ora per Kansas ci sono le Final Four di New Orleans e la possibilità  di rivincere il titolo che manca dai tempi in cui in panca sedeva Larry Brown e la star era Danny Manning.

Sulla strada dai Jayhawks un' avversario ostico come la sorprendente Marquette, ma l'obiettivo è uno solo: vincere, e bisogna farlo anche per tutti quei giocatori (recito a mente: Ostertag, Vaughn, LaFrentz, Pierce, Chenowith, Gooden…) che, malgrado grandi stagioni e risultati, il titolo non l'hanno vinto.

Ci vediamo in Louisiana…

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