Round 2 – Terps duri a morire

La delusione nei volti dei poveri Gators, per la prima volta sotto i 50 punti nell'era donovan

(2)Florida-(7)Michigan State 46-68
Parlare di upset è riduttivo, in questo caso entra in gioco, prepotentemente, l'umiliazione. Così come umiliante dev'essere stato per Anthony Roberson finire a quota zero dopo aver scartato Michigan State, college locale, per trasferirsi agli ordini di coach Donovan, che in questi sette anni, a parte la finale del 2000, pur avendo reclutato delle buonissime squadre, non è mai riuscito ad ottenere risultati all'altezza nel Torneo. Per lo meno le sue squadre avevano sempre superato i 50 punti, cosa che questa volta nemmeno sono stati in grado di fare.

Per gli Spartans di un incredulo Tom Izzo invece una prestazione molto confortante, con i 16 punti di Maurice Ager quale grande sorpresa della serata: "Non avrei mai creduto - confessa Izzo - che potessimo ottenere un successo del genere, non me lo sarei mai aspettato". Per finire una battuta su Roberson: "Ha avuto un'ottima stagione, credo sia il miglior giocatore del Michigan". Diplomazia, molta diplomazia.

(1)Texas-(9)Purdue 77-67
"Noi non siamo un one-man-team", parola di TJ Ford. Chissà  come mai non gli crede nessuno, specie quando il suo tabellino recita 21 punti, 8 assist e 9 rimbalzi, non pochi per un ragazzo che il metro e ottanta lo vede davvero dal basso. È il più serio candidato al Wooden Award, ed ancora una volta ha dimostrato di valere questo trofeo, trascinando nelle Sweet 16 la squadra di coach Barnes. Le due gare dei Regionals si giocheranno all'Alamodome, ragion per cui i texani potranno sfruttare anche il fattore campo contro UConn.

A TJ Ford, anche se non ci leggerà , auguriamo un buon compleanno, dato che oggi, lunedì 24 marzo compie 20 anni.

Aiutato da 11 punti e 12 rimbalzi di Thomas e da 14 punti di Ivey, Ford ha trascinato i Longhorns con un grandissimo secondo tempo, dopo che nel primo aveva incasellato soltanto 5 punti e 2 rimbalzi. I Boilermakers sono stati tutto tranne che un avversario facile, e la gara è sempre andata avanti punto a punto, ma Purdue è stata poi tradita da Willie Deane, che dopo un gran primo tempo, al contrario di Ford non ha piu' messo un tiro dal campo nel secondo, finendo con un misero 4/17, per 13 punti finali.

(3)Xavier-(6)Maryland 64-77
Come tutte le tartarughine che si rispettino, i Terrapins di Gary Williams hanno la scorza davvero dura, troppo dura per venire infilzata dai fioretti di David West e compagni: "Se Maryland è un seed numero 6, allora è il migliore che io abbia mai visto", garantisce Thad Matta.

Una vittoria convincente, che lascia intuire che sbattere fuori i campioni in carica non sarà  così facile, anche perché dopo aver visto la morte negli occhi contro UNC Wilmington, i Terps abbiano per così dire passato il battesimo del fuoco, come pensa lo stesso coach Williams: "Dopo quella partita siamo arrivati pronti mentalmente, anche se questa è stata una gara totalmente diversa dalla prima: grande difesa, ottimi giochi in attacco". Ottime prestazioni per Nicholas e Randle, autori di 17 punti, e di Steve Blake, 9 punti, 7 rimbalzi e 9 assist, come sempre il faro di questa formazione.

Si è chiusa così, amaramente, la carriera universitaria del sicuro All America David West, 22 punti e 9 rimbalzi: "Ci siamo scavati la fossa da soli, facendogli fare quello che volevano". Per lui l'appuntamento è al draft.

(4)Stanford-(5)Connecticut 74-85
Quando la coppia Gordon-Okafor dice che non ce n'è, non ce n'è proprio per nessuno. E' stato quanto hanno scoperto i Cardinals di coach Montgomery, lanciatissimi, contro un muro, dopo la vittoria nell'opener contro San Diego. A salire in cattedra è stato appunto Ben Gordon, un po' in ombra nel primo match. A spronarlo ci ha pensato coach Jim Calhoun: "Nella prima gara ha giocato molto per la squadra, ma ci servono i suoi punti, gli ho detto che ha tutto per essere la miglior guardia del paese, di tirare di più, di prendersi più responsabilità , secondo me nelle prossime potrà  segnare ancora di più". 18 dei 29 punti di Gordon sono arrivati nel decisivo secondo tempo, con un micidiale 4/5 dall'arco.

D'altro canto Okafor, dopo le sette stoppate dell'esordio, ne ha messa una sola, ma molto significativa, a spezzare ogni velleità  di Josh Childress, che chiude la sua annata con un misero 2/10 per 5 punti, 2 rimbalzi, 3 stoppate, di cui una sfortunatissima su Gordon, recuperata da Rashad Anderson che ha poi colpito con una tripla. Buona nelle cifre, ma limitata a livello di intangibles la prova di Julius Barnes, che chiude la sua carriera universitaria con 23 punti. Poco efficace e sfruttato Lottich, 8 punti con 3/11 al tiro, inutile la bella prestazione di Justin Davis, autore di 19 punti (con dieci rimbalzi) dopo lo zero tondo contro San Diego.

Ora Gordon e compagni se la vedranno con Texas nel micidiale catino dell'Alamodome, servirà  una prova di grande sostanza e carattere, con un rebus da risolvere: cosa fare di TJ Ford?

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