Indiana Pacers: Preview

L’asse dei giovani Pacers: Granger-Collison-Hibbert!

Senza playoffs dal 2006 i Pacers si apprestano ad affrontare la prossima stagione senza grandissime pressioni, la squadra si è ringiovanita parecchio e vuole testare la sua forza nel lungo periodo, considerando anche lo spazio salariale che si verrà  a formare nella prossima off-season.

Aggrappati all’asse Collison-Granger-Hibbert sarà  importante vedere come coach O’Brien riuscirà  a gestire questo gruppo e come riuscirà  a farlo giocare, considerando il talento e l’atletismo.

Conference: Eastern Conference
Division: Central
Arrivi: Darren Collison e James Posey (New Orleans Hornets)
Partenze: Troy Murphy (New Jersey Nets), Luther Head (New Orleans Hornets), Earl Watson (Utah Jazz)
Scelte al draft: Paul George (Fresno State), Lance Stephenson (Cincinnati), Magnum Rolle (Louisiana Tech)

Probabile quintetto base
Playmaker: Darren Collison
Shooting Guard: Brandon Rush
Small Forward: Danny Granger
Power Forward: Tyler Hansbrough
Center: Roy Hibbert

ROSTER
Guardie: Darren Collison, A.J. Price, T.J. Ford, Brandon Rush, Lance Stephenson, Dahntay Jones
Ali: Danny Granger, Paul George, Mike Dunleavy, James Posey, Josh McRoberts, Tyler Hansbrough, Magnum Rolle
Centri: Roy Hibbert, Jeff Foster, Solomon Jones

HEAD COACH: Jim O’Brien

Sembrava dovesse essere una off-season all’insegna dell’immobilismo per i Pacers vista la poca flessibilità  salariale a disposizione, invece l’operazione che ha portato Darren Collison e James Posey da New Orleans in uno scambio che ha coinvolto anche New Jersey e Houston, ha smosso un po’ l’ambiente di Indianapolis.

Certo, si è sacrificato un giocatore importante come Troy Murphy (finito ai Nets) che era in scadenza di contratto e che poteva diventare ghiotta merce di scambio prima della trade deadline, ma l’opportunità  era talmente importante che non si poteva lasciarla sfuggire.

I Pacers da molti anni hanno il problema della point guard, sono passati diversi giocatori ma tutti hanno fallito, partendo da Jamaal Tinsley e finendo per T.J. Ford.

Con questa operazione Indiana si è assicurata una point guard giovane che già  l’anno scorso da matricola (quasi 19 punti e più di 9 assist nelle partite da titolare) ha dimostrato delle potenzialità  di grande futuro in questa lega.

Ford, nonostante tutto, è rimasto nel roster dei Pacers, anche se erano insistenti le voci di un possibile buy-out. Emblematica la sua scorsa stagione, partito con ottimismo già  dopo 18 partite è uscito dalle rotazioni di coach O’Brien, per poi rientrare nella parte finale per mancanza di giocatori nel ruolo. Pare però che Ford sia intenzionato a guadagnarsi minuti, anche se sarà  dura.

Darren (Collison) era il tassello che ci mancava“ – ha commentato il GM Morway – “Qui abbiamo molti giovani talenti, il nucleo della squadra sono loro“.

I Pacers sono fra le squadre più giovani della lega, perchè Collison e A.J. Price saranno destinati a spartirsi i minuti in PG, mentre l’accoppiata Hansbrough-Hibbert quasi sicuramente rappresenterà  il reparto lunghi titolare, senza contare Brandon Rush e soprattutto i rookie.

Dal draft infatti è arrivato Paul George da Fresno State, un’ala piccola molto duttile, con caratteristiche simili a quelle del leader di questo team, Danny Granger.

Un’acqusizione importante perchè George è un giocatore di talento e di sicuro affidamento, che permetterà  a coach Jim O’Brien di impostare molto spesso il quintetto piccolo, molto caro al coach.

E’ arrivato anche Lance Stephenson da Cincinnati, una guardia esplosiva dal talento puro ma che si è già  fatta conoscere per problemi fuori dal campo. Bird da qualche anno è molto attento a tutto quello che succede ai giocatori aldilà  del campo di gioco, quindi non è da escludere che il giocatore possa essere addirittura tagliato prima dell’inizio della nuova stagione..

I Pacers al momento non sono una squadra da playoff, ma i tifosi sanno che questa stagione sarà  di transizione per quella prossima. Nell’estate del 2011 scadranno i corposi contratti di Dunleavy e Ford più quello di Foster, sicchè Indiana potrebbe fare la voce grossa nel mercato dei free agents.

Non è da escludere però qualche operazione conveniente a metà  stagione, approfittando delle franchigie che vogliono fare spazio salariale rinunciando a qualche pezzo pregiato.

Eppure il presidente della squadra Herb Simon ha fiducia in questa squadra, dimostrandosi molto ottimista. “Mi piacciono i giocatori che abbiamo preso al draft e considerando anche il rientro di Hansbrough è come se avessimo draftato quattro giocatori“ – continua Simon – “Vedo molto entusiasmo, pensiamo che Hibbert migliorerà  ancora e Granger ha acquisito anche esperienza internazionale che vuole mostrare tutta. Abbiamo perso qualcosa con Murphy, ma abbiamo tanto talento“.

Il ritorno di Tyler Hansbrough sarà  importantissimo. Aveva cominciato molto bene la scorsa stagione (8,5 punti e quasi 5 rimbalzi di media partendo dalla panchina), risultando in qualche occasione anche il migliore in campo, ma a metà  stagione un infortunio lo ha bloccato per il resto della stagione.

Condizioni fisiche permettendo quindi, dovrebbe vincere il duello per sostituire Murphy come power forward titolare. Murphy era il giocatore ideale per il sistema di gioco di coach O’Brien, essendo un lungo a cui piace molto tirare da tre punti e che garantisce una buona quantità  di rimbalzi.

Hansbrough è un giocatore più da pitturato, più interno, insomma un giocatore diverso, ecco perchè potrebbe trovare più minuti rispetto agli anni precedenti l’idolo del pubblico Josh McRoberts.

McBob“ come lo chiamano a Indy somiglia un po’ più a Murphy come caratteristiche anche se con più atletismo ma sicuramente con meno tiro da fuori. Non è però mai riuscito a mostrare con continuità  le sue potenzialità  e in una stagione senza pressioni chissà  che non possa trovare la sua dimensione.

Un’altra alternativa al ruolo di ala forte potrebbe essere il veterano Jeff Foster che garantirebbe mestiere, gomiti e soprattutto difesa in post per sopperire alle carenze di Hibbert, ma c’è da dire che con i suoi 33 anni (e una stagione passata per larghi tratti ai box per una schiena malandata) non rappresenta di certo il giocatore ideale per quello che questa squadra sta cercando di costruire.

Non è da escludere ovviamente, l’utilizzo per molto tempo del quintetto basso con Granger a fare da 4 e il rookie George nel ruolo di 3. Anche questo è uno dei motivi della selezione dell’ex Fresno State, in quanto capace di cambiare tatticamente il quintetto a seconda della partita.

Neanche a dirlo che questa sarà  una stagione importantissima per capire se veramente Roy Hibbert può essere il pivot su cui Indiana può costruire il suo futuro.

Ha lavorato molto in estate con Bill Walton, ha perso addirittura 10 chili di grasso per migliorare la rapidità  e si spera possa trovare la continuità  che non sempre lo ha accompagnato nella sua breve carriera fra i professionisti.

Troppo spesso O’Brien ha messo e tolto Hibbert dal quintetto base, altalenando i minuti giocati anche per questioni dovute a problemi di falli che però pian piano ha migliorato, specialmente se li paragoniamo alla prima stagione nella lega.

L’obiettivo di O’Brien è quello di portare a 35 minuti il minutaggio medio del giocatore, rendendolo un punto fermo del gioco offensivo. Sicuramente non si hanno moltissime alternative a Hibbert, perchè Foster come già  detto rientra da un lungo infortunio e Solomon Jones non è un giocatore di grande affidamento.

Nel frattempo è stata firmata con un biennale la terza scelta al draft Magnum Rolle, un giocatore molto verticale che si è messo in luce nella scorsa summer league e in questi primi giorni di training camp.

In mezzo a tanti giovani troveranno probabilmente diverso spazio Dahntay Jones e il nuovo arrivato James Posey. Jones essendo forse il miglior difensore perimetrale della squadra è un giocatore su cui O’Brien per necessità  dovrà  fare affidamento, seppur nella scorsa annata in qualche occasione non sia neppure entrano in campo perchè non propriamente l’attaccante ideale per il sistema offensivo del coach.

Posey si appresta a giocare la sua tredicesima stagione in questa lega e dall’alto della sua leadership ed esperienza (titolo vinti fra Miami e Boston) darà  un grande contributo a questa squadra, non solo in campo.

Aiuterò i giovani ad avere una lunga carriera, dentro e fuori dal campo“ ha dichiarato alla presentazione. L’ex New Orleans cercherà  anche di cambiare la mentalità  difensiva di questo team, che sotto la gestione O’Brien non è mai riuscita a fare dei passi in avanti.

Addirittura nella passata stagione nel tentativo mal riuscito di migliorare la difesa, si è peggiorato sensibilmente l’attacco, da sempre marchio di fabbrica del sistema di gioco caro al coach.

In mezzo a tanti giocatori per pochi posti, in particolare nel settore delle guardie, anche Mike Dunleavy in scadenza di contratto vuole trovare i suoi minuti, non solo perchè ne vale il suo futuro contrattuale (altrove molto probabilmente) ma perchè sembra che le sue condizioni fisiche siano nettamente migliorate, il che gli consentirà  di far parte del training camp senza complicazioni.

La guardia titolare dovrebbe però essere Brandon Rush, giunto al terzo anno nella lega e che per molti continua ad essere quasi un oggetto misterioso. Il talento c’è e si vede, ma non è accompagnato da una personalità  adeguata, un grosso limite che se non migliorato adesso lo condizionerà  per tutto il resto della carriera.

Nonostante ciò, il coach lo ha quasi sempre tenuto in campo anche se dovrà  fare a meno di lui nelle prime cinque partite per via di una squalifica riguardante dei test positivi alla marijuana.

Nota a parte, anche se non tanto: in scadenza di contratto non ci sono solamente alcuni giocatori ma anche Jim O’Brien, Larry Bird e il GM David Morway. Neanche a dirlo che il destino dei tre è strettamente legato agli sviluppi di questa stagione.

 

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