Detroit Pistons: Preview

Estate particolare nel Michigan, nessuna partenza e un solo arrivo, oltre l'acquisizione dei due rookie Monroe e White, un po' troppo poco per una franchigia che dopo anni di fasti e di grandi cavalcate ai Playoff si è ritrovata a lottare nei bassifondi della Eastern Conference.

Conference: Eastern Conference
Division: Central

Arrivi: Tracy McGrady
Partenze: –
Scelte al draft: Monroe Greg (Georgetown), White Terrico (Mississippi)

Probabile quintetto base
Playmaker: Rodney Stuckey
Shooting Guard: Richard Hamilton
Small Forward: Tayshaun Prince
Power Forward: Jonas Jerebko
Center: Ben Wallace

ROSTER
Guardie:Rodney Stuckey, Will Bynum, Ben Gordon , Richard Hamilton, Tracy McGrady, Terrico White
Ali: Austin Daye, Jonas Jerebko, Tayshan Prince, DaJuan Summers, Charlie Villanueva, Greg Monroe, Jason Maxiell,
Centri: Ben Wallace, Chris Wilcox.

HEAD COACH: John Kuester

Immobilismo è la parola che meglio descrive il mercato dei Pistons. Si sono contate sulle dita di una mano i rumors che hanno riguardato la franchigia in questa estate 2010 molto fondamentale per varie squadre e per molti big che hanno deciso di cambiare aria.

Certo era cosa risaputa che, a causa del cap bloccato da contratti scellerati dati a certi giocatori (Gordon e Villanueva in primis) , Detroit non sarebbe stata una delle squadre prese in considerazione per la [i[decision di sua maestà  Lebron o per i vari Amarè o Boozer, ma qualche news che riguardasse qualche giocatore secondario i tifosi degli ex bad boys se le sarebbero aspettate.

Invece l'unico colpo messo a segno dalla dirigenza è stato scommettere sulla precaria salute della schiena di un ex-all star come Tracy McGrady: l'ex franchise-player di Houston, dopo aver invano sperato di far parte del progetto Walsh-D'Antoni nella Grande Mela, ha cercato di rilanciare la propria carriera accettando l'offerta al minimo salariale per un veterano fattagli da Dumars.

Scelta che ha sollevato più di qualche dubbio soprattutto a causa del ruolo che può ricoprire il giocatore nel roster.

Nel ruoli di guardia i Pistons elencano le prime due opzioni offensive della squadra, ovvero Rip Hamilton e Ben Gordon, che devono risolvere il non facile problema della loro convivenza in campo e soprattutto del ruolo di primo violino.

Nel ruolo di Ala piccola gli spazi di manovra sembrano più ampi, essendo il titolare Tayshaun Prince l'unico indiziato a cambiare maglia a ridosso della deadline, per via del contratto in scadenza quest'anno. Sarà  da valutare se Tracy riuscirà  ancora a ricoprire un ruolo che richiede un maggiore contributo fisico e di energie, cosa difficile a mio modo di vedere.

A prima vista tutto il roster dei Piston presentano grandissimi dilemmi, che difficilmente coach Kuester riuscirà  a risolvere . Oltre alla già  citata situazione del primo terminale offensivo con il duo Hamilton-Gordon, i dubbi si preservano su tutti i ruoli.

Come Point Guard titolare partirà  Rod Stuckney, giocatore ancora poco avvezzo a fare il playmaker vecchio stampo e più somigliante a una moderna combo-guard, molto simile a Gordon con cui si spartirà  i minuti in cabina di regia. Completa il quadro Bynum, che cercherà  di sfruttare gli spazi lasciati dai due compagni di roster.

Come Ala piccola partirà  un Prince in netto declino psico-fisico rispetto alle ultime edizioni dei bad boys dove spiccavano le sue doti difensive, ormai impallidite negli ultimi due anni e sul piede di partenza. Dietro al prodotto di Kentucky si divideranno i minuti il veterano McGrady e la rivelazione della passata stagione Jerebko, che coach Kuester vede bene anche come PF atipica.

Nei Big Man i Pistons hanno le contraddizioni più grandi. L'unico vero uomo d'area è Ben Wallace, veterano dalle mille battaglie, che a causa del declino fisico che compromette le sue peculiarità  difensive, non potrà  dare un gran contributo alla causa.

Gli altri due, Maxiell e Wilcox non hanno certo brillato nell'ultima stagione. In Maxiell comunque si confida per farlo diventare un sesto uomo d'energia, che nonostante il limite della statura che paga dazio contro le ali grandi avversarie possa dare una scossa alla squadra nei momenti chiave delle partite.

L'acquisto a cifre elevate di un giocatore mai sbocciato definitivamente come Charlie Villanueva si è rivelato un errore, perché l'ex-bucks non si è integrato bene nel gruppo soprattutto per la sua mancanza di intelligenza cestistica che lo porta a forzare tiri e a non creare quel gioco d'attacco che nella ex squadra di Sheed è tanto importante.

Le uniche speranze della franchigia sono riposte nelle educate mani del rookie Greg Monroe, giocatore atipico, un corpo da big man con la propensione all'assist, cosa ben accetta in una squadra che annovera dei mangia-palloni come Gordon, Hamilton e Villanueva.

Sarà  importante vedere se riuscirà  a tenere il campo soprattutto difensivamente contro giocatori più avezzi e con un gioco più duro del suo, ma a ben vedere gli unici che possono garantire una qualsiasi forma di difesa sono BigBen e Maxiell.

Cap bloccato fino al 2013, date in cui scadranno i contratti di Hamilton, Gordon e Villanueva che occupano quasi la metà  dei fondi a disposizione, e giocatori poco appetibili sul mercato come Prince, non danno molte speranze ai tifosi in quel di Motown, che hanno una squadra con troppe contraddizioni tecniche e allestita male per sperare in un posto ai PO, e comunque con uomini di valore per essere propriamente da lottery, ricalcando la situazione degli ultimi anni dei loro compagni di division, i Pacers.

Tempi bui si prospettano in quel di Detroit, i Bad Boys sembrano solo un vago ricordo.

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