I Lakers fanno paura

Luke Walton è ormai una pedina fondamentale dei Lakers

I Los Angeles Lakers sono in forma e giocano un basket scintillante. Questi i due fatti principali che emergono dall'ultima settimana in tinta gialloviola. Stanotte, infatti, è arrivata una nuova vittoria contro gli Houston Rockets di Yao Ming (privi di Tracy McGrady per il riacutizzarsi di un dolore alla schiena) che ha permesso ai lacustri di mantenere il primo posto nella Pacific Division e il terzo in tutta la Western Conference.

Nell'ultima settimana, inoltre, i Lakers hanno conquistato tre vittorie ed una sola sconfitta, ottenuta allo Staples Center contro i New Orleans Hornets, permettendo al record di raggiungere quote (15W-6L) che ad inizio stagione sembravano impensabili. Le ultime due sono arrivate contro San Antonio e Houston, non esattamente due squadre che Bryant & co., negli ultimi anni, erano abituati a sconfiggere.

I RISULTATI
Giovedì 7 dicembre, ore 4.30: Los Angeles Lakers - New Orleans Hornets = 89-105 (L)
Sabato 9 dicembre, ore 4.30: Los Angeles Lakers - Atlanta Hawks = 106-95 (W)
Lunedì 11 dicembre, ore 3.30: Los Angeles Lakers - San Antonio Spurs 106-99 (W)
Mercoledì 13 dicembre, ore 2.30: Houston Rockets – Los Angeles Lakers = 94-102 (W)

IL MATCH DELLA NOTTE, NEWS E RIFLESSIONI IN LIBERTÀ
Iniziamo il nostro report con le brutte notizie: Lamar Odom si è infortunato durante la gara contro gli Houston Rockets e ha riportato una distorsione al ginocchio destro. Il fatto è avvenuto all'inizio del match, quando Odom ha provato a penetrare e ha messo male il ginocchio sul parquet.

All'inizio non ha sentito nulla, poi però tornando in difesa dopo la stoppata di Shane Battier, ha sentito dolore e ha deciso di uscire dal campo. Immediata, dunque, è arrivata la sostituzione e velocissimo c'è stato il trasporto all'ospedale di Houston dato che l'arena non era attrezzata per esami radiografici sul posto. La risonanza magnetica è stata fatta, ma al momento non sono ancora noti i risultati.

All'uscita dall'ospedale Odom sembrava sereno dopo il grande spavento: "Non è un infortunio gravissimo mi sembra. È solo una storta, ma non uno strappo". Staremo a vedere.

Fatto sta che Phil Jackson era molto preoccupato nelle interviste del dopo gara perché, Lamar Odom, molto più di Bryant (di cui i Lakers hanno fatto a meno già  tre volte quest'anno) sembra essere il giocatore perno attorno al quale ruota tutto il sistema.

Non è un infortunio semplice – ha affermato il coach nove volte campione nel dopo gara – Sarei contento se Odom tornasse già  a gennaio

Vero è anche che i Lakers hanno portato a casa la vittoria contro i Rockets senza Lamarvellous, incamerando la sesta vittoria nelle ultime otto gare e dando un'impressione di forza davvero sconcertante.

Di sicuro c'è che il terzo quarto della gara contro i Rockets è stata la più bella espressione di basket che i lacustri abbiano offerto negli ultimi 4 anni: esecuzioni offensive perfette, triangolo applicato come Dio comanda e efficienza difensiva ai massimi livelli possibili.

Poi, quando il cronometro del quarto periodo segnava 10 minuti alla sirena e il tabellone del punteggio indicava un +27, i Lakers hanno staccato la spina e hanno permesso ai biancorossi del Texas di riportarsi sul meno 2 (28-4 il parziale subito dai gialloviola).

Fortunatamente una penetrazione di Bryant e il susseguente tap-in di Brown, ha consentito ai Lakers di riagguantare un vantaggio di quattro punti, ma soprattutto di recuperare una serenità  che nel corso dell'ultimo periodo si era trasformata in terrore.

Nonostante tutto però, il black-out del quarto periodo ha fatto arrabbiare moltissimo Bryant e Jackson. Il primo si è alquanto irritato che le seconde linee siano riuscite a dilapidare un vantaggio così esteso e lo abbiano costretto a togliersi nuovamente la tuta.

Il secondo, invece, che le riserve non abbiano messo sul parquet il giusto spirito combattivo nonostante fosse stata loro offerta l'occasione di giocare. Fatto positivo è che sia arrivata lo stesso la "W" non consentendo ai Rockets di compiere una delle rimonte più assurde della storia.

GLI ULTIMI SETTE GIORNI
Nel corso di questa settimana abbiamo visto cosa possono essere i Los Angeles Lakers in potenza: una squadra innanzitutto (cosa che negli scorsi anni era solo un sogno solo pensare), un team che pensa ad applicarsi e a giocare collettivamente, dimenticando gli individualismi e le vicende personali. Tutti si mettono a disposizione e giocano per la causa.

Certo a volte si va troppo a corrente alternata (vedi quarto periodo di Houston o quello fatale contro gli Hornets di Chris Paul) ma ciò che si è visto nell'ultima settimana è davvero incoraggiante. I miglioramenti più significativi ci sono stati in difesa dove i Lakers, quando ci si impegnano, sono davvero tosti.

Su tutti è da segnalare Kwame Brown il quale sta finalmente assumendo l'atteggiamento necessario. Brown ha mostrato cosa significa essere una prima scelta assoluta, ha capito finalmente cosa significa possedere quel corpo, ha finalmente raggiunto un livello di intimidazione accettabile per le aree pitturate NBA e contro due mostri sacri come Tim Duncan e Yao Ming ha tirato fuori una prestazione maiuscola.

Contro Duncan si è permesso, sul finire del quarto periodo, di raccogliere un rimbalzo offensivo impressionante e di schiacciargli in faccia senza alcuna pietà . In quel momento il caraibico e tutti gli altri che gli stavano vicino hanno pensato: "Questo è Kwame? E da quando è diventato così?". Lo vorremmo sapere anche noi.

Evidentemente Jackson sta facendo un duro lavoro mentale con Brown (della serie dimmi chi è il tuo allenatore e ti dirò chi sei), lo sta convincendo di poter essere dominante e i risultati si iniziano a vedere. È notevolmente aumentata, infatti, la quota di testosterone per Kwame che finalmente riesce a mettere nel posto giusto il suo immenso corpo.

Gli avversari così non trovano spazi, la penetrazione diventa complicata e anche un gigante come Yao Ming ha trovato le sue difficoltà  nell'innescare le marce alte. Moltissimi gli sfondamenti presi in difesa, segno questo che i piedi si muovono nella maniera corretta. In attacco poi Kwame fa girare la testa ai puristi della palla a spicchi: riceve scarichi impensabili per un lungo e dal palleggio parte con una naturalezza insospettabile.

Ma al di là  di Brown, che pure sta facendo ottime cose, è il sistema Lakers ad essere affidabile. L'applicazione difensiva è massima e l'apporto fornito da Evans o Bryant nel corso del match è molto più importante di quanto si possa pensare. Tutta la squadra ha fatto un passo in avanti difensivo e crediamo che questa sia la giusta strada per arrivare a risultati importanti.

Molto positivo nell'ultima settimana è stato anche l'atteggiamento di Andrew Bynum che, dopo le ramanzine di Jackson della scorsa settimana (perché non ha fatto lo psicologo quest'uomo?), sta uscendo alla distanza con prestazioni convincenti.

Il suo secondo quarto contro Tim Duncan rimarrà  impresso a molti, con movimenti offensivi da ballerino e rapido utilizzo del piede perno. Inoltre la morbidezza delle sue mani fa davvero impressione e dà  l'idea di quanto potenziale ci sia nel giovane prospetto gialloviola. Indimenticabili poi sono state le stoppate rifilate a Duncan e Yao. Non proprio due inesperti della palla a spicchi.

IL MEGLIO DELLA SETTIMANA
Forse l'aspetto più positivo della settimana è il record, la classifica o il ruolino di marcia dei Lakers. Chiamatelo come vi pare. Ma se ne facciamo una questione di singoli il meglio della settimana è Luke Walton. Stiamo probabilmente parlando del giocatore più migliorato dell'intera NBA, un'atleta che ha compreso le sue qualità  (un'intelligenza fuori dal comune), che si è inserito alla perfezione in un sistema collaudato e che fa girare gran parte degli ingranaggi.

Stiamo parlando soprattutto del miglior tiratore dal perimetro dell'intera Lega (55%) che forse oggi ha un unico grande difetto: dedicarsi più all'attacco che alla difesa, ma anche sotto questo aspetto si stanno notando evidenti miglioramenti rispetto agli anni passati. Ciò che sorprende di Walton è la sua continuità , la sua abnegazione al lavoro e il continuo mettersi al servizio della squadra: 12 punti, 4.50 rimbalzi, 3,7 assist a partita. Davvero niente male per chi sin da piccolo ha avuto un rapporto speciale con la palla a spicchi. Menzione d'onore anche per Farmar che forse, insieme ad Evans e Turiaf, meriterebbe più minuti e fiducia.

IL PEGGIO DELLA SETTIMANA
La concentrazione della squadra non sempre al 100%. Perché è inaccettabile accendere e spegnere a piacimento. Perché è inaccettabile vincere contro San Antonio e Houston e perdere in un modo vergognoso contro i New Orleans Hornets. Se i Lakers vogliono puntare ad un secondo turno di playoff devono migliorare sotto questo aspetto perché quando le temperature si faranno più miti ogni distrazione verrà  punita molto più severamente rispetto ad oggi. Menzione d'obbligo anche per Smush Parker che, nelle ultime quattro partite, è stato osceno.

Non tanto per l'attacco, dove alla fine qualcosa di buono riesce a fare, quanto per la difesa che, con eufemismo, potremmo definire inaffidabile. Chiunque si trovi nei paraggi di Smush Parker riesce a penetrare e a chiudere con facili layup, permettendo alle point guard avversarie di arricchire il loro score o la loro media punti. La capacità  di Parker di astenersi dalla difesa è francamente irritante. Se ne è accorto anche Jackson che nel match contro Atlanta ha lasciato il play gialloviola in panchina, premiando invece l'abnegazione di Farmar.

IL FUTURO
Nei prossimi giorni i Lakers saranno messi sotto pressione dal calendario. Stanotte si rimane in Texas per la gara contro i Dallas Mavericks. Poi match di ritorno contro gli Houston Rockets e successivamente gara interna contro i maghi di Washington. Infine, i Lakers giocheranno il loro secondo back-to-back della stagione. La doppia sfida sarà  contro i Chicago Bulls e i Minnesota Timberwolves e darà  avvio al tour di sei trasferte consecutive che i gialloviola compieranno nel periodo natalizio. Il ciclo decisivo per capire di che pasta sono fatti Bryant e soci.

Giovedì 14 dicembre, ore 3.30: Dallas Mavericks - Los Angeles Lakers = 110-101 (L)
Sabato 16 dicembre, ore 4.30: Los Angeles Lakers - Houston Rokcets = 112-101 in due tempi supplementari (W)
Lunedì 18 dicembre, ore 3.30: Los Angeles Lakers - Washington Wizard = 141-147 in un tempo supplementare (L)
Mercoledì 20 dicembre, ore 2.30: Chicago Bulls – Los Angeles Lakers = 94-89 (L)
Giovedì 21 dicembre, ore 2.00: Minnesota Timberwolves – Los Angeles Lakers = 111-94 (W)

Stay tuned

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