La prima ai Mavs

I Mavs esultano, Gara 1 è vinta nonostante una partita non bella…

Come ha detto Mark Cuban, focoso proprietario dei Dallas Mavs, nel suo blog, siamo solo alla prima mossa della partita di scacchi. La serie è appena iniziata ma, di sicuro, è cominciata nel modo migliore per i ragazzi di coach Avery Johnson, che hanno portato a casa una vittoria importante, che vale ancora di più se si pensa che è stata ottenuta nonostante una prova offensiva al di sotto dei loro standard da parte di Howard ma soprattutto di Nowitzki.

I due sopraccitati hanno messo insieme 26 punti, ma per segnarli hanno dovuto tirare ben 28 volte, a dimostrazione della mira un po' storta in tutta la partita. Andando più nel dettaglio, entrambi hanno tirato quattordici volte, Dirk ha segnato quattro tiri ed Howard solo tre. Vincere in una situazione del genere per Dallas è stato molto più che importante, soprattutto dal punto di vista psicologico, con la tranquillità  data dal fatto che difficilmente i due sbaglieranno di nuovo una partita in contemporanea.

Ma a salvare la situazione per Dallas è arrivato Jet, ovverosia Jason Terry che ormai ha raggiunto, in questa post season, livelli di efficienza spaventosi per un giocatore che, fino a due anni fa, quando giocava ad Atlanta, non sembrava potesse toccare questi picchi di rendimento.

In gara 1 ha fatto pentole e coperchi per i suoi, tendendoli in vita nel primo tempo (con trenta punti) quando Miami sembrava poter scappare, e dando le mazzate decisive nella seconda metà  della gara (dodici per lui nel quarto periodo). Il tabellino a fine gara dice 32 punti con 13/18 dal campo, incluso un 4/7 da tre fondamentale, che tra l'altro non dimostra totalmente l'importanza del contributo dell'ex Arizona, che ha segnato tutti i canestri nei momenti decisivi.

Il buon Terry ha raccolto i complimenti di tutti a Dallas, a cominciare dalla sua figlioletta più piccola, che però continua a venerare il compagno biondo del suo papà , quel Dirk Nowitzki che è ormai l'idolo incontrastato della piccola Jalayah che, a scuola, si fa addirittura chiamare Signora Nowitzki.

Ma ad eccezione della piccola figlioletta, che comunque continua a preferire il tedesco, Terry ha raccolto i complimenti di tutti, a cominciare dal coach avversario, Pat Riley: "Ha fatto una gran partita. Avevamo discusso della necessità  di chiudergli lo spazio aereo. Non c'è dubbio che é stato lui a tenerli in gara quando noi eravamo sopra di undici".

Anche Nowitzki si congratula con il compagno: "Se mi avessero detto che avremmo vinto la gara con me e Josh da 7/28 al tiro, non vi avrei creduto. Ma Terry è stato grande".

Il buon Jason si è anche reso protagonista di un episodio particolare, quel contropiede in solitario, con il layup sbagliato (ma in realtà  voleva schiacciare) che poteva complicare la vita ai suoi ed ha cambiato per un attimo l'inerzia della gara: "Ero un po' troppo eccitato, correvo troppo forte ed ho perso ritmo. La prossima volta mi ricorderò di fare un semplice appoggio".

Ma la verità  è che, tanto importante quanto la prestazione offensiva di Terry, è stata la prova di squadra dei Mavs che, dopo un primo quarto nel quale avevano subito ben 31 punti, concedendo tanti spazi al magnifico Wade e a Walker, hanno stretto un paio di viti in difesa, facendo la differenza. Anche Johnson sostiene questa tesi: "Non abbiamo ruotato bene nel primo quarto, abbiamo lasciato troppa libertà  di tirare da tre a Walzer. Questa non è la nostra difesa, di solito siamo fieri del fatto che sembra che ci sia un giocatore in più in campo a difendere".

Anche in casa Dallas, però, non si può essere completamente soddisfatti della prova dei Mavs, che comunque, come dice lo stesso Marquis Daniels, non ha giocato una gran partita: "Saremmo potuti essere facilmente sotto 0-1. Non credo che nessuna delle due squadre abbia giocato bene".

Sulla stessa lunghezza d'onda anche coach Johnson: "Ci prendiamo la vittoria, ma non è stata una gran partita. Volevamo fare delle cose, difensivamente ed offensivamente, ma non ce l'abbiamo fatta. Dobbiamo essere contenti di avere portato a casa questa vittoria.".

Alla fine i Mavs sono stati anche fortunati di aver beccato la serata no delle loro due punte proprio in una gara nella quale Wade, pur mostrando a tratti di poter essere onnipotente, indebolito dall'influenza, ha dominato nei primi tre quarti, ma si è poi spento alla distanza.

E allo stesso tempo Shaq ha sì fatto valere la sua potenza e la sua classe in post basso, ma il suo 1/9 ai liberi è stato una zavorra non da poco per la sua squadra. Neanche il supporting cast ha sfolgorato, con Walker che come al solito ne fa, se va bene, una sì e una no, Williams che è stato meno efficace di altre volte e il solo Haslem che ha dato un contributo davvero importante.

L'atmosfera nella città  texana è di esaltazione per un risultato storico per la franchigia e per la città , tanto che si arriva a considerare questa Finale NBA dei Mavs più importante di un eventuale prossimo Super Bowl dei Cowboys, proprio perché il traguardo raggiunto dai Mavs è nuovo e, per certi versi, inaspettato.

Ecco perché tutti vanno fieri della squadra e sono disposti a pagare fior di quattrini per vedere la loro squadra giocare, vero e proprio successo, a prescindere da tutto, del proprietario Mark Cuban che, in un modo o nell'altro, è riuscito a catalizzare l'attenzione pubblica sulla sua squadra.

Di certo Dallas non è una basketball town, il football rimane ancora la religione di questa città  e in generale di tutto questo Stato degli Usa, ma di sicuro il basket ha fatto passi da gigante nella considerazione generale.

In vista di una gara 2, che già  si preannuncia fondamentale, i Mavs hanno come obiettivo principale di continuare a lavorare in difesa con la stessa intensità  ed efficacia dei secondi ventiquattro minuti della partita precedente, dove sono riusciti a limitare gli avversari a soli 36 punti nel secondo tempo.

Anche l'attacco comincia dal lavoro difensivo e dai recuperi, che poi permettono ai Mavs di alzare il ritmo e cercare il contropiede, riuscendo a trovare il ritmo a loro più congeniale. In agra 1, infatti, si è in prevalenza giocato alla velocità  voluta dagli Heat, che sono riusciti a controllare ed imporre per la maggioranza del tempo un gioco a difesa schierata che, in linea di massima, dovrebbe favorirli.

In attacco è fondamentale, per Dallas, ritrovare Howard e Nowitzki, perché non si può pensare di vincere ancora se i due non daranno il loro contributo abituale. Per il resto, nel primo match, è stata importante la prova dei due lunghi, Dampier e Diop, che hanno fatto il loro dovere in difesa contro Shaq, mettendo il loro corpo, e si sono fatti trovare pronti con giocate di energia sia in difesa che in attacco. Soprattutto Dampier, soprannominato dal terribile Shaq "Erica", ha dato più del solito, con un attivismo sotto i tabelloni e nel lottare sulle palle vaganti maggiore ripeto al solito.

E' importante che i due lunghi mantengano la loro intensità  anche nel prosieguo della serie, per mettere in difficoltà  Shaq e non permettergli di riposarsi troppo nella sua metà  campo. A questo proposito è importante anche che i piccoli continuino a penetrare, obbligando Shaq a muoversi per l'aiuto e in generale per muovere la difesa e trovare così soluzioni e tiri più facili.

Di certo, Dallas è partita nel migliore dei modi, ha portato a casa la prima partita, difendendo il fattore campo, ed ora deve fare lo stesso in gara 2, per trasferirsi in Florida con la consapevolezza di aver già  messo una seria ipoteca sulla vittoria finale, per cercare di vincera almeno un partita sul parquet degli avversari. Ma di sicuro, sono partiti con il piede giusto, non fosse altro per l' 1-0 nella serie.

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