La Risposta non cambia

Allen Iverson non ha ancora finito di stupire…

La Risposta è ancora lui. Per anni Allen Iverson è stato l'anima del basket giocato nella città  dell'amore fraterno, portando i 76ers in finale Nba nel 2001 nella serie persa 4-1 contro Shaq & Kobe, una finale persa senza mai mollare fino al triplo zero dell'ultima partita, fino all'ultima goccia di sudore, arrivando così vicino a quel trofeo di Campione Nba che lui vuole a tutti i costi.

A.I. è il prototipo del giocatore bionico della Nba: il piccolo grande uomo, acciaccato in migliaia di modi diversi, quando entra in campo allo stesso tempo va in guerra e gioca con il cuore e con l'anima. Allen non rifiuta nessun tipo di contatto, entra a canestro spezzando raddoppi e caviglie altrui noncurante di quanto grosso sia l'avversario che gli si pone davanti ottenendo spesso e volentieri un canestro e fallo, ed uno contro uno è praticamente immarcabile vista la sua tremenda abilità  in crossover. Ancora non è dato sapere quanto i vari colpi subiti lo possano tenere ad altissimi livelli, ma se c'è una cosa certa è che lui ce la mette sempre tutta, a condizione di essere rispettato e di essere preferibilmente interpellato sulle scelte della squadra.

Scelto nel draft 1996 da Philly, dopo aver trascorso gli anni il college sotto la cura di John Thompson a Georgetown, Iverson è stato nominato rookie dell'anno in quella stessa stagione, per poi continuare a fare incetta di premi individuali in quelle successive.

Negli anni successivi è stato dichiarato Most Valuable Player nel 2000/2001 diventando il giocatore più basso ad guadagnare tale onore, è stato per 3 volte il miglior marcatore della Nba, 5 volte All-Star (con un trofeo di Mvp), 3 volte primo quintetto ideale Nba e per 2 volte si è classificato primo come ladro di palloni.

The Answer è un tipo che gioca secondo le sue regole e non è facilissimo da allenare, come testimoniano i rapporti quantomeno difficili stabiliti con i due coach del dopo Larry Brown, con il quale aveva già  avuto un rapporto alterno fatto di momenti felici ma anche di momenti bui, questi ultimi superati grazie alla mediazione del mitico Pat Croce, ex proprietario della franchigia.

Se infatti Randy Ayers non aveva abbastanza polso per tenere in pugno la situazione nonostante fosse stato per diverso tempo nell'ambiente come assistente, Chris Ford era anche troppo duro e severo per i gusti di Allen; tra i due ci sono state infatti solo polemiche dopo che Iverson era stato estromesso per una partita dallo starting five dal momento che non stava bene fisicamente, dando il via a dichiarazioni nemmeno tanto velate di odio reciproco, che non hanno fatto bene all'ambiente e nemmeno alla stagione decisamente sotto le aspettative della squadra.

Dopo un 2003/2004 da dimenticare, fatto di bizze, polemiche, infortuni e quant'altro, The Answer è tornato quest'anno a livelli stellari e sta cercando in tutti i modi possibili di tenere i suoi Sixers vicini ad un posto per i playoffs nella disastrata Atlantic Division. Viste le severe punizioni fisiche a cui ha sempre esposto il suo corpo in passato, Allen sta stringendo i denti con gli infortuni, salta qualche allenamento, ma è chiaramente in lizza per il titolo di Mvp della stagione essendo il miglior marcatore della lega (29.1 punti a partita), terzo per palloni rubati (2.24) ed elemento insostituibile per la sua squadra.

Da quest'anno, fortunatamente, c'è un nuovo coach, Jim O'Brien, che si è guadagnato da subito il rispetto del giocatore, accontentandolo nel concedergli la massima libertà  di creare sul rettangolo di gioco e spostandolo nella posizione di point guard, che non occupava da quando era rookie.
Gli effetti della mossa si sono visti sul campo e A.I. ha cominciato, oltre che ad accumulare le consuete valanghe di punti, a trovare con continuità  il compagno smarcato aumentando il suo contributo in termini di assist registrandone 7,5 a partita, non a caso sua migliore media di carriera escludendo l'anno da matricola.

Jim O'Brien, interpellato sull'argomento, ha risposto: [quote]"Allen è semplicemente fenomenale; sta mettendo su numeri che hanno dell'incredibile; può segnarti 40 punti e servire 10 assist nella stessa partita, significa che si fida molto dei suoi compagni e vuole cercarli a tutti i costi oltre che dare il suo solito contributo personale di punti." [/quote]

Grazie alle sue prestazioni Iverson è anche diventato il primo giocatore della storia dei Sixers a segnare più di 50 punti in due partite consecutive diventando l'ottavo giocatore della storia Nba a compiere tale impresa, grazie a due prestazioni superlative contro Milwaukee e Utah. Nel primo caso Allen ha segnato 54 punti portando alla vittoria la sua squadra, mentre nel secondo ne ha messi 51 non riuscendo ad evitare la sconfitta ma aggiungendo 6 assist e 7 palloni recuperati, ottenendo la sua tredicesima nomina in carriera come giocatore della settimana della Eastern Conference per la settimana dal 20 al 26 dicembre.

Inoltre, con la partenza di Eric Snow alla corte di LBJ, Iverson si è trovato volentieri addosso il ruolo di leader assoluto che deve motivare i suoi compagni prima, durante e dopo la partita, ruolo che appunto era ricoperto dal compagno negli anni precedenti, con grande soddisfazione del coach che ha visto in lui segnali di maturazione caratteriale nella gestione di questo aspetto.

La classifica attuale dei 76ers non è certo tra le più felici, a causa di una difesa non proprio eccellente e in virtù di una chimica dell'organico che andrebbe rivista.

Nonostante il primo posto della Atlantic, raggiunto proprio nella scorsa notte a scapito dei Celtics, il record è comunque perdente (21-23)ed il distacco da Boston è di sola mezza partita. Questo significa che se il campionato finisse oggi i Sixers avrebbero la posizione n. 3 nella griglia di playoffs grazie al nuovo allineamento delle division, mentre i Celtics avrebbero solo il posto n. 8. Invertendo le posizioni, dunque, si rischia di restare anche fuori dalla corsa.

Escluso Iverson, la squadra punta su Marc Jackson, secondo marcatore, e sulla pericolosità  da dietro l'arco di Kyle Korver, che sta partendo sempre più costantemente in quintetto base. Il resto del roster è molto giovane e va sviluppato ancora, in quanto gente come Dalembert, Green, Salmons ed il rookie Iguodala hanno potenzialità  interessanti confermato da qualche prestazione incoraggiante.

Il tutto senza dimenticare Kenny Thomas, sceso a livello di minutaggio, ma sempre solido rimbalzista e realizzatore da sotto il canestro.

Se riuscissero ad arrivare alla postseason i Sixers potrebbero veramente dire la loro, e potrebbero essere una squadra molto scomoda da dover affrontare, una sorta di mina vagante specie con un Iverson in salute.

I playoffs infatti sono territorio fertile per A.I. (30.5 punti di media nella postseason), particolarmente incline alla pressione ed al combattimento senza esclusione di colpi e vista l'apparente scarsa competitività  di molte squadre dell'Est si potrebbe pensare di fare strada, dato che in regular season qualche partita importante è stata vinta a prescindere dalla discontinuità  dei risultati.

Dimostrazione di questo sono vittorie arrivate contro i Pacers (versione pre-rissa), Sonics e Wizards, nonchè la W ottenuta ai danni degli Heat, migliori della classe nella Eastern Conference, per 106-98 in un match dove Iverson, con 45 punti (assieme ad 11 assist) ha prodotto 4 punti in più di Shaq e Wade messi assieme.

Oltre a questo è arrivata una vittoria nell'ultima partita disputata, vinta su Indiana con un tiro allo scadere di Kyle Korver dove Iverson ha messo in piedi quasi una tripla doppia con 27 punti, 8 assist e ben 9 rimbalzi, tutto questo dopo un'assenza di tre partite per un problema alla spalla venuto fuori dopo una caduta nella partita di Miami.

Il destino della stagione dipenderà  anche da come il management deciderà  di muoversi fino alla deadline per gli scambi. Si parla insistentemente di un Dalembert indirizzato verso Phoenix, bisognosa di lunghi, per Joe Johnson, giocatore in crescita che ha la strada chiusa da Richardson e Marion, e si sta cercando in tutti i modi di scaricare il contrattone di Glenn Robinson, al momento infortunato cronico e giocatore perennemente svogliato, che non ha nessuna stima da parte di coach O'Brien.

La maggiore necessità  sarebbe quella di avere un secondo realizzatore, che potrebbe essere il sopracitato Johnson e che Big Dog non è mai riuscito ad essere; infatti una guardia/ala realizzatrice farebbe proprio comodo come alternativa ad Iverson per punire con continuità  i raddoppi creatisi su di lui.

Qualunque cosa si decida di fare, Allen sarà  sempre il punto di riferimento, l'icona della squadra, avrà  sempre un acciacco più di prima ma darà  il massimo come ha sempre fatto, su questo ci si può tranquillamente scommettere.
Se poi a maggio si dovesse giocare, allora vorrà  dire che ci sarà  da divertirsi…

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