MLS e sponsor, relazione unica

La nuova maglia del Seattle Sounders FC, nella MLS dal 2009, con lo sponsor X-Box 360

Ormai sta diventando un'abitudine. L'ultima in ordine di tempo è stata il D.C. United, che ha chiuso un accordo di sponsorizzazione della maglia con la Volkswagen, che ha colto l'occasione dell'apertura di un impianto di produzione non lontano da Washington per mettersi in mostra. Un qualcosa di assolutamente normale nel calcio internazionale, molto meno però se si parla degli Stati Uniti, dove nelle altre leghe la maglia è ancora un qualcosa di intoccabile per gli sponsor.

Siamo stati approcciati da varie società  che vorrebbero inserire il loro logo sulle maglie, ma non crediamo sia giunto il momento" ha dichiarato il portavoce della NFL Brian McCarthy. "Mai dire mai - ha aggiunto - ma è assai difficile che ci muoveremo in quella direzione in tempi brevi".

Non solo la NFL però, ma anche Major League Baseball, NBA e NHL pribiscono o restringono l'uso di loghi aziendali sulle maglie delle squadre, cosa invece commune negli sport individuali come tennis, golf, e ciclismo, dove invece gli atleti americani mettono gli sponsor i bella mostra.

"È solo che le maglie sono più pulite senza sponsor", dichiara il portavoce della NBA Mike Bass. “Certo, continuiamo a monitorare gli sviluppi dell'industria in relazione alle sponsorizzazioni per le maglie, e potrebbe un giorno arrivare il tempo in cui una proposta adeguata riconosca la straordinaria esposizione che la NBA, trasmessa in 215 paesi e uno dei siti internet più visti al mondo, potrebbe dare ad uno sponsor. Solo che una tale proposta non ci è ancora arrivata, e di conseguenza la nostra politica rimane la stessa".

Una proposta da miliardi, verrebbe da immaginare. Nella MLS invece si parla ancora di milioni, come i $14 milioni in 5 anni dell'accordo fra United e Volkswagen, che tra le alter cose dà  alla casa tedesca un diritto di opzione sui naming rights del futuro stadio del D.C. United (inimmaginabile, ad esempio, che la VW sponsorizzi una squadra che giochi in uno stadio denominato Chrysler o GM).

Nel caso della MLS, a differenza delle alter leghe americane, l'aver introdotto lo sponsor sulla maglia vuol dire andare incontro a quella che è ormai (purtroppo) una tradizione nel calcio internazionale. Le squadre di calcio europee e sudamericane infatti, presentano lo sponsor ormai da decenni (in Italia è ammesso dal 1980) e in molti casi maglia e sponsor sono ormai un tutt'uno per i tifosi. "È un qualcsoa che appartiene al calcio d'oltre oceano, e noi stiamo cercando di essere sempre più vicini alle tradizioni di questo sport", ha dichiarato l'MLS commissioner Don Garber, ex capo della NFL Europe, l'uomo che ha risollevato una lega che sembrava ormai destinata a fare la fine della NASL senza però averne nemmeno avuto gli splendori. "Gli sponsor sulle maglie sono una conseguenza di questa nostra politica, e inoltre consentono a grandi compagnie americane e non di apportare valore al nostro calcio".


28/05/2008 – La presentazione della X-Box come sponsor del Seattle Sounders FC

L'accordo chiuso tra DC United e la Volkswagen è stato il nono della MLS, andando a seguire i precedenti di Real Salt Lake con Xango (bibite, primo sponsor in assoluto sulle maglie MLS), quello tra Chicago Fire e la catena di elettronica Best Buy, e poi il multimilionario accordo Galaxy/Herbalife, la Bank of Montreal per il Toronto FC, l'Amigo Energy con la Houston Dynamo, la Comex per i Chivas USA, Glidden per il Columbus Crew e, ovviamente, la Red Bull, che si è addirittura presa una squadra. A questi va aggiunto l'accordo da $20 milioni raggiunto tra il Seattle Sounders FC e la Microsoft per la sponsorizzazionedella maglia della nuova franchigia MLS con il logo X-Box.

La NFL proibisce l'inserimento di loghi pubblicitari sulle maglie, escluso quello della Reebok, che ha un accord per la produzione delle maglie per le squadre della lega. Lega che inoltre limita la quantità  di pubblicità  durante i match trasmessi in TV per poter tenere alti i prezzi. “Siamo molto conservatori sulla questione pubblicità , abbiamo un modello diverso", dichiara McCarthy.

Ma da tutti gli sport USA iniziano ad arrivare segni di cambiamento. Ci sono infatti voci che la WNBA dovrebbe presto annunciare uno sponsor (solo iI logo) unico per le maglie. Ma c'è anche il baseball. Durante le series giocate a marzo in Giappone, i Boston Red Sox e gli Oakland Athletics presentavano il logo della Ricoh (nota società  di fotocopiatrici), mentre sia i New York Yankees che i Tampa Bay Rays hanno fatto qualcosa di simile nel tour giapponese del 2004.

Anche la NFL ha un po' allargato le maglie sulla pubblicitò in occasione del match d'apertura fra Miami Dolphins e New York Giants giocato a Londra lo scorso anno, ma di sponsor sulle maglie (per fortuna, vista anche la non necessità ) ancora non se ne parla. Anche perché la reazione dei tifosi può essere pericolosa, come dimostrato dal problema avuto dalla Major League Baseball nell'estate 2004 quando decise di mettere sulle basi di 15 stadi la pubblicità  di “Spider-Man 2”.

Negli USA infatti solo nelle corse automobilistiche (NASCAR in primis) gli sponsor sono pienamente accettati. Anzi, addirittura in certi casi lo sponsor è un tutt'uno con la squadra e la competizione, ma va anche detto che automobilismo e calcio danno meno occasione agli sponsor di apparire durante le competizioni, quando invece, ad esempio, i numerosi time out di football e basket, sono apprezzatissimi dalle TV, per non parlare poi delle pause del baseball a metà  inning. Ecco allora che con questi spazi, e la notevole ricchezza che già  gira intorno a tali sport, tutta questa necessità  di "sporcare" le maglie non c'è. Oltretutto sono ormai molti anni che i nomi stadi e arene vengono vendute a cifre sconosciute (per ora) in Europa, un percorso che solo recentemente il soccer USA ha iniziato a seguire dopo l'inaugurazione nel 1999 del primo soccer specific stadium. Stadi per il calcio che ora sono 6, ma che si punta a far diventare 12 entro il 2011: e tra i nomi possiamo già  trovare big corporation come al Toyota Park (Chicago), all'Home Depot Center (Los Angeles), al Pizza Hut Park (Dallas), fino al costruendo Red Bull Park nel New Jersey.

Il soccer cresce allora, ma forse è vero che per crescere ancor di più deve "snaturarsi", demaericanizzarsi quindi, andando sempre più alla ricerca delle proprie origini europee. E (purtroppo, per i non amanti del calcio moderno) gli sponsor sulle maglie fanno ormai parte della tradizione

I contratti di sponsorizzazione delle maglie MLS

Los Angeles Galaxy – Herbalife – $4-5 milioni per anno
Seattle Sounders FC (nella MLS dal 2009) – XBox 360 Live (Microsoft) – $4 milioni per anno
DC United – Volkswagen – $3.1-3.7 milioni per anno
Chicago Fire – Best Buy – $2-4 milioni per anno
Chivas USA – Comex Group – $2 milioni per anno
Houston Dynamo – Amigo Energy – $1.9 milioni per anno
Toronto FC – Bank of Montreal – $1-1.5 milioni per anno
Columbus Crew – Glidden – $1 milioni per anno
Real Salt Lake – XanGo – $1 milioni per anno
New York Red Bulls – Red Bull – Part of $100 milioni per acquisto e stadio
Philadelphia Club (nella MLS dal 2010) - nessun dettaglio pubblico
Kansas City Wizards – senza sponsor
New England Revolution – senza sponsor
Colorado Rapids – senza sponsor
FC Dallas – senza sponsor
San Jose Earthquakes – senza sponsor

Un commento su “MLS e sponsor, relazione unica”

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