Per NY Osorio o mai più

Juan Carlos Osorio con Cuahutémoc Blanco

Sono passati molti anni ormai da quel match fra MetroStars e New England Revolution, più di 6, match che vide il saluto di Juan Carlos Osorio alla Major League Soccer e alla franchigia di New York, che il colombiano lasciò per tentare l'avventura in Inghilterra. È passato molto meno tempo invece, nemmeno due mesi, da quando Osorio ha raggiunto la finale di Eastern Conference alla guida dei Chicago Fire.

Allora come a novembre scorso Osorio sarebbe dovuto essere felice. Ma in realtà  sin dalla fine del campionato coi Fire il colombiano ha lavorato per cercare un ingaggio in patria per raggiungere la madre ammalata, e dopo soli 4 mesi passati in Illinois. Ma poi si è presentata quell'opportunità  che non ti aspetti: la panchina più ambita della MLS, quella di NY. Quella del club che lo aveva visto assistant coach anni prima e dove la sua famiglia ha sempre mantenuto casa.

Quella possibilità  si materializzata, e ieri Juan Carlos Osorio è stato presentato alla stampa in qualità  di nuovo coach dei New York Red Bulls.

Entusiasmo per la città  a parte ci sarebbe però da chiedersi se Osorio si rende conto in quale situazione vada ad infilarsi. Alcuni degli allenatori di grande nome e con tante vittorie alle spalle, in America (Eddie Firmani, Bob Bradley e Bruce Arena) e a livello internazionale (Carlos Alberto Parreira, Carlos Queiroz, Bora Milutinovic) hanno deluso le aspettative di un pubblico che ha ancora in testa e negli occhi le vittorie dei Cosmos, a tutt'oggi le ultime nel soccer professionistico per New York. C'è persino qualcuno che parla di una qualche maledizione.

Marc deGrandpre, il managing director dei Red Bulls, ben conosce crediamo il pessimo ruolino del team, e probabilmente sa anche che un fallimento di Osorio potrebbe costargli il posto, avendo già  fallito con la scelta Bruce Arena. Sulla carta quella di deGrandpre (con l'aiuto del direttore sportivo Jeff Agoos, ex nazionale USA) è stata la scelta migliore possibile, se ci limitiamo agli allenatori "adatti" alla MLS, vista l'esperienza internazionale e i risultati passati. Se poi consideriamo i candidati alternativi, che erano Peter Nowak (impegnato con l'Olimpica), Preki (un solo anno d'esperienza alle spalle coi Chivas USA) e Dave Masur (attuale head coach alla St. John's), il confronto è schiacciante. Spiega deGrandpre durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo coach: “Ogni volta che un coach senza esperienza si è seduto sulla panchina di NY è stato un disastro. Volevamo qualcuno con esperienza sia internazionale che nella MLS" . E chi meglio di Osorio allora?

Juan Carlos Osorio (nato l'8 giugno 1961 a Santa Rosa de Cabal, Risaralda, in Colombia) da giocatore inizia nel 1980 con il Deportivo Pereira . Finito di giocare, Osorio si specializza e prende un diploma in Science and Football presso la Liverpool John Moores University, ottenendo anche la UEFA “A” coaching license dalla English FA e un coaching certificate dalla Royal Netherlands Football Association. Laureatosi alla Southern Connecticut State University nel 1990 Scienze Motorie, inizia la carrier da allenatore nel 1998-1999 con gli Staten Island Vipers (A-League, attuale USL 1st Division) come assistant coach. Nel 2000 entra nello staff dei Metrostars sotto Octavio Zambrano. Nel giugno 2001 viene ingaggiato come preparatore dal Manchester City, per poi diventare Assistant Manager nel 2005/06. Nel 2006 la sua prima panchina da allenatore in prima, in Colombia, ingaggiato dal Millonarios di Bogotà , che guida fino al 4° posto in campionato e ad una qualificazione alla Copa Sudamericana 2007. Nel luglio 2007 prende il via l'avventura a Chicago, in sostituzione di Dave Sarachan, che prende dal fondo della classifica e insieme a Cuahutémoc Blanco in campo guida fino alla finale di Eastern Conference, dove i Fire vengono eliminati dai New England Revolution.

Proprio il grande lavoro di rigenerazione dei Fire portato Avanti da Osorio nei mesi passati ha impressionato notevolmente la dirigenza dei Red Bulls. Il suo saper far integrare i nuovi (Blanco, William Conde, Paulo Wanchope), riorganizzare una difesa che da tempo appariva allo sbando, massimizzare le abilità  di Blanco. Oltre questo deGrandpre ha ammirato Osorio e i Fire superare un turno in più dei Red Bulls di Arena. “Ho potuto ammirare l'alchimia che Osorio ha Saputo creare, la sua capacità  di cambiare le cose in meglio e velocemente", ha detto deGrandpre

Certo la mossa di Osorio di lasciare il club che gli ha dato una chance di tornare nella MLS e un contratto di tre anni, oltretutto dopo così poco tempo, non è stata molto apprezzata da tifosi e media a Chicago. I forum sono pieni di messaggi roventi contro Osorio e contro NY, che "ruba" un coach ai Fire per la seconda volta, dopo averlo già  fatto qualche anno fa con Bob Bradley. Ma evidentemente per Osorio i vantaggi di trasferirsi a NY sono sicuramente apparsi superiori ai rischi. Se poi consideriamo che il suo ingaggio a NY radoppierà  (avvicinandosi ai $400 mila annui), allora" Peraltro sin dal suo primo giorno a Chicago l'allenatore colombiano non aveva nascosto ai suoi giocatori di considerare quell'esperienza come un primo passo per poi avviarsi verso altri lidi, tanto che già  qualcuno di questi aveva espresso dubbi sul ritorno del coach a Chicago nel 2008.

Ma a NY "comprare" il contratto di Osorio è costato non poco per i parametri della MLS: la prima scelta dei Red Bulls al SuperDraft 2008 (la 7° assoluta), un'allocation (quota in denaro da utilizzare in acquisti o extra salary cap) e una somma in cash indefinite. "Ovviamente non volevamo lasciarlo andare", ha dichiarato il general manager dei Fire John Guppy. "Abbiamo fatto tutto quello che potevamo per trattenerlo [eccetto aumentargli lo stipendio, ndr], ma Osorio ha deciso di lasciare per motivi familiari".

Nonostante i successi del passato, essendo NY il suo grande trampolino, Osorio si rende conto che un fallimento comprometterebbe quanto fatto sino ad oggi: "La sfida qui è immensa. Ma la vita è fatta di sfide, e questa è veramente grande, vista anche la struttura [la Red Bull, ndr] che c'è dietro al club e sapendo già  cosa vuol dire lavorare qui".

Una delle prime questioni che Osorio dovrà  affrontare sarà  quella relative al future di Claudio Reyna. Los corso anno l'ex Capitan America ha saltato un terzo della stagione causa infortuni (a sua discolpa il fatto che il sintetico del Giants non deve avere aiutato). Reyna attualmente guadagna oltre $1 milione e occupa uno slot da Designated Player. Osorio, che conosce bene Reyna da quando faceva il preparatore al Manchester City, ha un altissima considerazione del giocatore, e se questi sarà  in salute non dovrebbero esserci problemi sulla riconferma.

Nel passaggio a NY perderà  il bravissimo Wiliam Conde, pedina fondamentale prima in difesa (per cui NY sta puntando al rientro nella MLS di Ramiro Corrales, 30enne difensore del Brann in Norvegia e ex San jose) poi a centrocampo nella rimonta di Chicago, ma avrà  sicuramente l'aiuto di un altro connazionale, l'attaccante Juan Pablo Angel, vice cannoniere della MLS 2007 con 19 gol, arrivato quest'anno dall'Aston Villa. E insieme dovranno aiutare nella crescita, tecnica e di personalità , la grande speranza, insieme a Freddy Adu, del calcio USA. Parliamo ovviamente del 18enne attaccante Josmer Altidore, che si avvia alla sua terza stagione da professionista. Dietro di loro però si parla già  di un giovane fenomeno, un altro 18enne, tale Matt Kassel. Attaccante molto prolifico, è considerato uno dei migliori giovani d'America in assoluto. Peraltro non dovrebbe neanche passare per il Draft avendo la possibilità  di passare per le giovanili dei Red Bulls.

Con Osorio a NY impegnato a costruire un team finalmente vincente, chi invece è oggi nei guai è Chicago, che passa da una situazione di grande speranza per il 2008 al buio assoluto. Tale è infatti trovarsi senza coach a un mese dal SuperDraft. Quattro paiono essere al momento i candidati alla panchina che in passato fu oltre che di Osorio, di Bradley e di Sarachan. Il primo è Denis Hamlett, assistant coach dei Fire sin dal 1998 e in carica nel period tra Sarachan e Osorio. Certo se non è stato considerato pronto a luglio non si capisce perché possa essere l'uomo adatto ora. Il secondo è Frank Klopas. A Chicago Klopas è una leggenda, avendo giocato tutta la carriera lì, e conosce la squadra, ma certo ha poca esperienza (una stagione da coach nella Major Indoor Soccer League con i Chicago Storm). Il terzo è John Spencer, assistant coach di Dominic Kinnear a Houston, con cui ha vinto due MLS Cup. Il quarto e ultimo è Paul Mariner, ex nazionale inglese, vice di Steve Nicol a Boston. Tutti sono già  stati intervistati da John Guppy, e a brevissimo (si spera per i Fire) dovrebbe essere fatto l'annuncio.

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