Forti fino a settembre

La delusione sui volti dei Cardinals

Mentre in tutti gli States la gente continuava a dirsi che si era vero, era proprio vero che dopo 86 anni di storie, leggende e miti i Boston Red Sox avevano vinto le World Series, muovendo la curiosità  di tutto il mondo, compreso anche di chi guarda il Baseball come il gioco più strano che c'è, ci si apprestava anche a dimenticarsi con molta facilità  di coloro che rimarranno nella storia solamente come gli avversari di turno in campo.

In questo caso che è quello del giorno fatidico del “no more curse of the bambino” ci si ricorderà  che l'altra squadra si chiamava St. Louis Cardinals e che a quelle World Series la sua partecipazione fu veramente ridotta ad una mera presenza. Ma quei Cardinals che abbiamo visto scomparire nel turbine del ciclone Red Sox erano stati sino a pochi giorni prima la più forte squadra della stagione 2004. Anzi una delle più forti viste in campo negli ultimi anni.

St. Louis è stata la sedicesima squadra nella storia delle World Series ad essere spazzata via con un 0 – 4 ed una delle tre che mai in tutta la durata delle serie sia stata in vantaggio almeno in una parte di inning. Negli ultimi 19 innings giocati ha messo a segno solo una valida ed anche qui si va ad unire ad un gruppo ristretto di squadre capaci di un risultato così negativo.

Ripercorrendo tutti i 36 innings giocati nelle quattro partite solamente al termine di uno, esattamente il sesto di gara-1, le due squadre hanno chiuso in parità , in quell'occasione fu sul 7 – 7. Si potrebbe ancora continuare con altri record negativi come quello di essere stata la prima squadra da quando i playoff si giocano in tre turni che sia arrivata sino alle world Series chiudendo il bilancio di post-season in negativo 7 vittorie contro 8 sconfitte.

I Cardinals, come già  avevano fatto vedere nella serie vinta contro Houston, hanno subito avuto problemi dal primo inning. E nel Baseball più che in altri sport chi va in vantaggio all'inizio si è già  assicurato una parte di vittoria finale.

In 11 delle 14 partite giocate in post-season St. Louis ha subito punti nel primo inning, addirittura in 9 delle ultime 10. Nell'ultima partita, nonostante più che mai non si dovesse abbassare la guardia, il partente di turno per i Redbirds, Jason Marquis, ha proseguito il trend concedendo un fuoricampo al suo quarto lancio della partita. Pochi minuti di gioco e già  St. Louis era sotto.

Il crollo dei lanciatori dei Cardinals si è sempre fatto più evidente nel prosieguo di tutta la post-season. Tornando allo stesso Marquis non bisogna dimenticare che il lanciatore nelle ultime otto partite giocate ha collezionato una sola vittoria ed oltre a lui un pò tutti i partenti visti all'opera ultimamente nella squadra di LaRussa sono apparsi abbastanza traballanti.

Del lineup si è già  detto più volte e come sia stato possibile che Albert Pujols abbia battuto solo 5 valide in quattro incontri con nessun RBI, che Scott Rolen non sia stato capace neanche di un hit e che Edmonds sia riuscito a mettere a segno solo una valida grazie ad un bunt ma anche lui nessun punto battuto a casa, questo veramente non si sa e rimarrà  uno dei tanti misteri che spesso il Baseball riserva ad i suoi appassionati.

Il resto dell'ordine di battuta non ha espresso numeri più interessanti ed alla fine il tanto decantato small ball è diventato troppo small per poter minacciare Boston. Addirittura risulta incomprensibile ed un pò buffo vedere l'unico hitter in forma della squadra, Larry Walker, far avanzare un uomo sulle basi con un bunt e non tentare il fuoricampo da due punti nel primo inning della partita. Tra l'altro era dal 1991 che Walker non batteva un bunt di sacrificio ed è tutto detto.

Le poche volte che i Cardinals sono riusciti a mettere sulle basi degli uomini hanno battuto con una media poverissima (.069), insomma brutti numeri per chi aveva chiuso la stagione regolare con una differenza tra vittorie e sconfitte di + 48 per una media di .648 lasciando gli Astros arrivati secondi nella NL Central a ben 13 incontri di distacco. I Cardinals avevano primeggiato nella National League per miglior media battuta (.278) e per punti messi a segno (855) ed il loro pitching staff era stato il secondo della lega.

Solamente i Cleveland Indians del 1954 che terminarono 111-43 la regular season e ricevettero un bel cappotto dai New York Giants riuscirono con un record migliore dei Cardinals 2004 a subire lo 0 – 4 nelle World Series.

Certamente al di là  di qualche problema già  apparso nelle NLCS si pensava dalle parti del Missouri che si poteva cedere anche qualcosa al Fenway Park per poi rimettere la serie sotto controllo in casa propria. Quindi lo svantaggio iniziale di 0 – 2 anche se non del tutto pronosticato, si pensava infatti più ad un 1 – 1, poteva anche starci se non fosse stato poi seguito dalla terza sconfitta all'esordio al Busch Stadium.

La quarta partita con gli ultimi cambi apportati alla squadra dal manager LaRussa è diventata solo una formalità  e considerando ciò che significava vincere queste World Series per gli avversari diventava quasi difficile pensare che i Red Sox non avessero chiuso la pratica in gara-4.

Purtroppo a nulla vale ricordare i tanti momenti entusiasmanti di una squadra che a marzo 2004 quasi in tutti i rankings non veniva data oltre la terza posizione nella NL Central e che fu capace invece di una stagione tanto esaltante.

In questo momento infatti è ancora ben presente l'immagine di gara-3 quando Jeff Suppan invece di correre per pareggiare la partita rimaneva bloccato tra la terza base e casa base. Era la fotografia dei Cardinals delle World Series 2004: incapaci di andare avanti.

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